Di seguito un ricordo di Maria Luisa Corsi, per decenni direttrice dell’Archivio di Stato di Cremona, figura attiva anche in ambito ecclesiale nei gruppi Sae (Segretariato Attività Ecumeniche) e nei Laureati Cattolici, tornata alla Casa del Padre sabato 20 giugno.
Ricordare Maria Luisa Corsi come laica credente inserita nella Chiesa di Cremona significa innanzitutto mettere in luce il suo profondo senso di dedizione e di servizio all’intera comunità cittadina attraverso la sua professione.
Nata a Milano il 10 ottobre 1936, Maria Luisa Corsi è giunta a Cremona nel 1967, dove nel maggio ha assunto la direzione dell’Archivio di Stato, istituito nel 1955. Per oltre trent’anni, fino al 2001, ne fu direttrice instancabile, incrementando in modo notevole il patrimonio archivistico. Promosse e curò anche lo spostamento dell’Archivio nell’attuale sede di via Antica Porta Tintoria. Visse la sua professione come una vocazione laicale, intesa a promuovere la custodia delle fonti per la ricerca e la condivisione della conoscenza. Costante fu, infatti, il suo impegno per valorizzare la documentazione dell’archivio e per favorirne la fruizione da parte di giovani ricercatori e di studiosi di diversi ambiti disciplinari. Era animata da un forte senso del bene comune, amministrato con responsabilità a favore di tutti.
Oltre alla solerte cooperazione con l’Amministrazione statale, la sua opera aveva come orizzonte l’intera comunità cittadina e provinciale. Intrecciò rapporti con le istituzioni culturali cremonesi e divenne nel tempo un qualificato punto di riferimento per la ricerca storica della città e non solo. Intensa fu la collaborazione con la Camera di Commercio e per la rassegna “Cremona”. Fu nel comitato scientifico del “Bollettino storico cremonese” e diede un attivo contributo alla pubblicazione della “Strenna dell’ADAFA”. Fu docente di Archivistica al Dipartimento di Musicologia. Il coordinamento redazionale dei volumi della “Storia di Cremona” la impegnò per lunghi anni dopo il ritiro dal lavoro e vi si dedicò con grande passione e rigore.
Il volume “Cremona felix” curato da Valeria Leoni e Matteo Morandi nel 2024 testimonia l’ampiezza della rete di rapporti nel mondo del lavoro archivistico e della ricerca e il suo personale stile di servizio come laica colta impegnata per il bene comune.
Ha fatto parte del Gruppo Laureati Cattolici. Aveva scelto inoltre di appartenere al gruppo locale del Segretariato Attività Ecumeniche (SAE) e ne ha frequentato le iniziative e i convegni estivi annuali. La visione ecclesiale ecumenica rispondeva al suo desiderio di ampliare gli orizzonti culturali e spirituali della fede. La profonda amicizia con Mario Gnocchi, presidente del SAE nazionale e locale, e Vanna Rossetti, con Massimo Marcocchi, docente di Storia del Cristianesimo all’Università Cattolica di Milano e studioso della Chiesa cremonese, e Pinuccia Cavrotti, rivela l’orizzonte della sua adesione all’esperienza di fede cristiana e alla vita della Chiesa. Una fede pensata, nella libertà di una valutazione critica e di un’apertura alle dimensioni di dialogo e di confronto promosse dal Concilio Vaticano II.
Nei rapporti personali era premurosa, attenta, sempre grata per la condivisione, anche negli ultimi anni più difficili per motivi di salute.
Miriam Turrini


