Siate sempre umili. Le parole di san Francesco d’Assisi ogni giorno prendono corpo nei gesti essenziali e sobri di chi ha scelto di incarnare il Vangelo sulle orme del Poverello.
I Frati Minori Cappuccini di via Brescia, a Cremona, sono un segno tangibile che quel messaggio è oggi più che mai attuale. Sono passati 800 anni dalla morte di Francesco e «in un mondo in cui spesso dominano le apparenze – spiega il frate guardiano del convento, padre Andrea Cassinelli – in cui si tende a ostentare ciò che si ha e che si è, il messaggio di Assisi ci ricorda che si può vivere in modo semplice e sobrio. Francesco ribadisce che l’essenziale è meno appariscente».
La comunità dei frati risulta quindi una testimonianza viva del Vangelo, un messaggio che si fa carne ancora nel 2026. Tanto più che l’anno è segnato da una molteplicità di iniziative straordinarie per sottolineare la ricorrenza dell’8° centenario della morte del Poverello, cogliendo la storica occasione per rilanciare la spiritualità francescana. Per questo Papa Leone XIV ha indetto un anno giubilare Francescano (fino a gennaio 2027) durante il quale sarà concessa l’indulgenza plenaria a chi visita le chiese francescane o quelle dedicate al santo di Assisi. «La nostra – conferma il guardiano del convento – è una chiesa indulgenziata», cioè visitandola, accostandosi ai sacramenti della Penitenza e dell’Eucarestia e recitando alcune preghiere secondo le intenzioni del Santo Padre, sarà possibile ottenere l’indulgenza e quindi avviare un cammino di ripensamento e conversione.
Presso i Cappuccini, ci saranno anche segni concreti, come «una candela – spiega fra Cassinelli – che resterà sempre accesa davanti all’altare dedicato a san Francesco. È un’offerta di chi è devoto e che sarà ricordato nella preghiera». Una sorta di luce della speranza. «Il primo giovedì di ogni mese ci riuniamo in chiesa alle 21 per un incontro di spiritualità francescana aperta a tutti, giovani e adulti. Affrontiamo insieme le parole chiave, i valori indicati da Francesco, come la povertà, l’umiltà… di volta in volta declinandoli nella vita reale attraverso le figure di un santo francescano: abbiamo avviato una riflessione sulla vita e pensiero del beato Tommaso da Olera, del beato Innocenzo da Berzo, del beato Arsenio da Trigolo…».
Anche la chiesa parrocchiale del quartiere Zaist di Cremona, intitolata proprio a san Francesco d’Assisi, è luogo giubilare. «Abbiamo già avviato una serie di iniziative culturali – spiega il parroco don Gianni Cavagnoli – in collaborazione con l’associazione CrArT e che proseguiranno durante tutto l’anno. Inoltre, le occasioni di carattere religioso ci consentiranno di approfondire il messaggio di Francesco e di assumere uno sguardo di semplicità gioiosa». Il parroco, infatti, sottolinea come oggi la vita sia aggravata da ansie e preoccupazioni che non consentono una visione essenziale capace di affrontare le risorse e i problemi che il tessuto sociale del contesto territoriale presenta.
Il convento dei frati Cappuccini di Cremona ha una storia antica e oggi vive grazie a una decina di frati che esplicitano la loro opera di evangelizzazione in una molteplicità di contesti. Il loro servizio non si esaurisce all’interno delle mura del convento, ma si fa servizio sul territorio diocesano. «Anche a motivo di questa ricorrenza degli 800 anni dalla morte di Fancesco, ci chiamano a predicare o a tenere incontri nelle parrocchie della diocesi».
I frati portano un messaggio vivo: «Cerchiamo di vivere la spiritualità di san Francesco mettendo Dio al centro della nostra vita nel servizio agli altri in uno spirito di semplicità. Non esistono frati che ricoprono un ruolo da superiori: siamo tutti uguali, fuori e dentro il convento. Si dice che Francesco prediligesse i poveri, ma in realtà trattava tutti allo stesso modo. Noi spesso identifichiamo il povero con chi non ha nulla, ma oggi le maggiori povertà nascono da solitudine e precarietà».
Ogni giorno, nel convento di via Brescia, i frati Cappuccini sono disponibili per l’ascolto e il sacramento della Penitenza (anche in Cattedrale), così come sono pronti ad affrontare le povertà materiali presenti sul territorio, agendo in rete con la Caritas diocesana e la San Vincenzo. Tutti i giorni distribuiscono la cena ad almeno 40 persone: «Ci facciamo prossimi a tanti uomini e donne soli o in difficoltà. Molti hanno bisogno di relazioni positive, di essere ascoltati».
Un carisma che i Cappuccini spendono anche fuori dai confini del convento di via Brescia. Ogni giorno celebrano la Messa anche presso la casa di cura Figlie di San Camillo e la scuola Sacra Famiglia. Inoltre, tre volte a settimana portano l’Eucaristia ad anziani e malati presso la Fondazione Elisabetta Germani di Cingia de’ Botti.
I frati anche un proficuo e continuo rapporto con i sacerdoti diocesani e con la comunità del Seminario. In diocesi la loro presenza è preziosa anche nel contesto della pastorale universitaria e vocazionale, così come all’interno del Consiglio presbiterale. Questo perché il loro carisma è ritenuto una ricchezza nel contesto cremonese e la loro testimonianza un contributo essenziale.
Maria Chiara Gamba
Le chiese giubilari
Durante l’anno giubilare i fedeli potranno ricevere l’indulgenza recandosi in una chiesa francescana. In diocesi sono tre: a Cremona quella del convento dei Frati Minori Cappuccini di via Brescia e la parrocchiale del quartiere Zaist e a Casalmaggiore il Santuario della Madonna della Fontana.
Fonte: trimestrale diocesano “Il Mosaico”


