«Siamo preti in un mondo che cambia»

Le sfide dell'oggi raccontate da don Barili vicario episcopale per il clero

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Con gratitudine per chi lo ha preceduto, don Davide Barili (classe 1968) ha iniziato a prendere confidenza con l’incarico di vicario episcopale per il clero, affidatogli (insieme a quello di parroco di San Sebastiano a Cremona) dal vescovo Antonio Napolioni lo scorso settembre. Modi affabili, un grande sorriso, gesti e parole umili ma profonde ne fanno oggi un punto di riferimento per i sacerdoti della diocesi. «Il vescovo resta il primo interlocutore, io sono di supporto».

Nella pastorale quotidiana «il prete – spiega – ricopre il suo ruolo e scopre nel contempo le sue fragilità, i suoi desideri e allora non ci sono solo le cose da fare, ma anche il soggetto che le compie, la persona del sacerdote». Se poi si considera il contesto di oggi ne esce una sfida importante: «Siamo preti in un mondo che cambia in maniera veloce, anzi accelerata. È dunque importante aggiornarci e accogliere il cambiamento». La società evolve, gli stili di vita, i linguaggi, le tecnologie modificano la realtà di oggi per cui è necessario testimoniare il Vangelo – chiarisce don Barili – in maniera sempre fresca.

A ciò si aggiunge un’altra questione: «L’età media dei sacerdoti è sempre più alta», come del resto quella di tutta la popolazione italiana. A fronte poi di un numero sempre maggiore di parrocchie che assumono la conformazione di unità pastorali. «Cambia anche il modo di lavorare». Anche perché il prete «vive in comunione con altri sacerdoti» e progetta iniziative condivise. Si tratta di ripensarsi «di aggiornarsi e di aggiornare il laicato: la collaborazione non basta, bisogna dividersi alcune responsabilità».

Sempre a partire dal dato dell’invecchiamento della popolazione nasce anche un’altra questione: «Ci sarà da pensare anche al sempre più numeroso clero anziano e bisognerà attrezzarsi per accudirlo». Prendersi cura degli altri vorrà anche dire prendersi cura dei confratelli. Ed «instaurare un dialogo intergenerazionale proficuo». È necessario partire oggi – sembra chiarire il neo vicario episcopale – per preparare le condizioni di una Chiesa pronta domani a una nuova realtà. Ed è anche a questo proposito che don Davide, con don Francesco Cortellini, si occupano del Pio X, una realtà che unisce i sacerdoti con meno di una decina d’anni di ordinazione. «La formazione riservata a tutti i preti è arricchita da un appuntamento mensile riservato ai sacerdoti del Pio X. Con loro si condividono le questioni che emergono nei primi anni della nostra vocazione». Dunque tante le sfide per un incarico che deve guardare al futuro.

Maria Chiara Gamba

Fonte: trimestrale diocesano “Il Mosaico”

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