“La verità è che san Francesco non amava gli animali… Per lui erano fratelli. E per noi?” è il provocatorio titolo della Giornata di preghiera per la Custodia del Creato in programma sabato 3 ottobre a La Isla de Burro, a Zanengo. L’occasione, che concluderà il Tempo del Creato 2026, e dedicata agli ottocento anni dalla morte di san Francesco d’Assisi, avvenuta proprio la sera del 3 ottobre 1226.
«Il titolo scelto – spiega Marco Ruggeri, responsabile della struttura di Caritas Cremonese a Zanengo – è volutamente provocatorio. Non intendiamo naturalmente negare l’amore di Francesco per gli animali e per tutto il creato: vogliamo, però, tentare di sottrarre la sua figura all’immagine rassicurante e un po’ mielosa del santo circondato dagli uccellini, per riscoprire un uomo radicale, capace ancora oggi di interrogare la nostra fede, le nostre relazioni e il nostro stile di vita». E ancora: «Abbiamo cercato di non strumentalizzare Francesco per sostenere semplicemente le nostre idee, ma di restare fedeli, per quanto possibile, alle fonti e ai riscontri storici. E così, a partire da alcuni episodi della sua vita, proporremo ai visitatori domande e provocazioni sul rapporto con gli altri animali e con il creato, ma anche sulla povertà, sulla pace, sulla fragilità e sul modo in cui incontriamo le persone».
Il programma della giornata prevede l’apertura libera al pubblico della struttura di Caritas Cremonese con diverse proposte al mattino dalle 10 alle 12 e al pomeriggio dalle 14.30 alle 17. Dall’attività di conoscenza e interazione con gli asini del progetto (come l’incontro libero con gli asini stessi o la condivisione di una camminata insieme, il tutto ovviamente accompagnati e guidati dai professionisti di Caritas Cremonese) a occasioni per riflettere e pregare: vi sarà uno spazio nel quale poter fermarsi e sostare in silenzio, oltre a un percorso di manifesti dedicati ad alcuni episodi e insegnamenti francescani (la predica agli uccelli, l’incontro con il lupo, la cura delle piccole creature, sorella acqua, l’incontro con i lebbrosi e il riscatto degli agnelli condotti al macello), come pure la possibilità di scrivere su specifiche cartoline una scelta personale, piccola, concreta e possibile, per migliorare la cura del creato e le relazioni con gli altri animali, con le persone vicine e con quelle più fragili.
Il filo conduttore di tutta la giornata sarà la fraternità intesa non come sentimento generico, ma come rinuncia alla pretesa di essere padroni: degli animali, del creato e delle altre persone. Anche l’incontro di Francesco con il lebbroso ci ricorderà che aiutare qualcuno da lontano è cosa ben diversa dal lasciarsi realmente coinvolgere dalla sua presenza, dalla sua dignità e dalla sua diversità.
Alle 18 sarà celebrata la Messa, presieduta dal direttore della Caritas diocesana don Pierluigi Codazzi.
Al termine sarà consegnato il Premio Claudio Zuccotti, dedicato all’amico e benefattore de La Isla de Burro, scomparso due anni fa. Claudio ha servito con semplicità, fedeltà e costanza il bene delle comunità civili ed ecclesiali in cui era inserito. Il suo esempio richiama, in qualche modo, lo stesso stile di Francesco, che, per esempio, non trascorse la vita tuonando contro i ricchi, ma, scegliendo personalmente una povertà radicale, mostrò la concreta possibilità di vivere diversamente. Non impose agli altri una teoria: rese visibile un’alternativa. Claudio Zuccotti ha certamente utilizzato lo stesso stile di testimonianza e servizio.


