Dopo la «bellissima boccata di aria buona, che ci ha fatto davvero tanto bene!» – come il vescovo Antonio Napolioni ha definito la serata di spiritualità del 7 ottobre in Cattedrale con padre Roberto Pasolini – nella mattinata di giovedì 8 ottobre il francescano cappuccino docente di Sacra Scrittura e predicatore della Casa Pontificia ha guidato il ritiro che i presbiteri, i diaconi, i consacrati e le consacrate della diocesi di Cremona hanno vissuto in Seminario e he ha voluto assumere un carattere penitenziale.
Siamo qui tutti «mendicanti dello Spirito», ha esordito aprendo la mattinata mons. Napolioni, richiamando la necessità e la bellezza di una memoria che non sia soltanto nostalgica, ma soprattutto generatrice di quella passione e di quella gioia necessarie per lottare e testimoniare nell’oggi e nel domani.
Quella proficua testimonianza – gli ha fatto eco fra Roberto – visibile anche nel ritrovo insieme di religiosi e preti: una strada, questa dell’unità, che è necessario percorrere, ora più che mai, affrontando la sfida feconda e bella di riconoscere che nella vita degli altri c’è senz’altro qualcosa che può fare da richiamo alla propria stessa vita. E che, di fatto, anche così rende missionari. Come è stato in san Francesco d’Assisi.
Padre Pasolini ha quindi coinvolto l’uditorio in una appassionata e documentata riflessione sulla dimensione della “piccolezza”, che è stata la “cifra” della santità di san Francesco. Una piccolezza che di fatto rappresenta il vero stile del Vangelo. Perché la “minorità”, quando accolta e vissuta, permette agli altri di esprimere il meglio, perché la persona «evangelicamente (e francescanamente) piccola» attiva il meglio intorno a sé. Proprio come fanno i bambini. «Questa è la logica del Vangelo – ha affermato il frate Cappuccino – non ce n’è un’altra! Certo, è la parte scomoda del vangelo, ma la piccolezza caratterizzerà anche la vita eterna».
In questa “piccolezza”, che presbiteri e consacrati devono assumere, trova posto il futuro della Chiesa, nella quale ai laici dovrà essere permesso sempre più di mostrare Cristo al mondo, nella fedeltà al loro Battesimo.
Al termine della ricca riflessione tenuta nel salone del Seminario, e sostenuta dall’attento e profondo riferimento a brani della Scrittura, i presenti si sono spostati nella chiesa superiore del Seminario per la preghiera, con la possibilità di accostarsi al sacramento della Riconciliazione, concludendo poi con il pranzo condiviso nella serenità e nella fraternità.
Ascolta l’intervento di padre Pasolini in Seminario


