La figura di san Francesco e un’eredità da raccontare alle giovani generazioni. E chi meglio dei frati del suo ordine può farlo? Così tra le numerose proposte offerte agli oratori per il Grest 2026 “BellaFra!”, incentrato sul Poverello d’Assisi nell’ottavo centenario della morte, c’è anche quella di andare incontrare le realtà francescane presenti sul territorio diocesano, con i frati delle due comunità Cappuccine e le suore della Piccola Fraternità Francescana a fare da guide speciali e testimoni della loro personale scelta di vita sulle orme di Francesco.
Per i bambini e i ragazzi dei Grest dunque non solo giochi e gite, ma anche l’occasione del Giubileo francescano per entrare in contatto con l’Ordine dei Frati Minori attraverso momenti di preghiera, attività e scoperta tra storia dell’arte, fede e incontro tra generazioni diverse nel convento di via Brescia, a Cremona, o a Casalmaggiore, al Santuario della Madonna della Fontana.
«La figura di Francesco è sempre affascinante per ciò che rappresenta – spiegato padre Andrea Cassinelli, custode del convento San Giuseppe di via Brescia, a Cremona –. Ai ragazzi interessano i temi essenziali dell’aderenza e della semplicità». Nel corso di queste settimane diversi Grest hanno accolto i frati per la loro testimonianza, mentre altri hanno scelto di toccare con mano le realtà franscasane presenti sul territorio. Come il gruppo dell’unità pastorale Madre di Speranza (San Bernardo, Borgo Loreto, Zaist e Maristella), che ha fatto visita ai “vicini di casa” di via Brescia, o i ragazzi di Bozzolo, giunti appositamente a Cremona dal Mantovano. Per chi arriva nel convento di via Brescia immancabili la visita alla chiesa, al refettorio e nel giardino.
«Abbiamo avuto richiesta per momenti di preghiera e di conoscenza sulla vita di Francesco – continua padre Cassinelli – anche oltre il nostro territorio: siamo andati ad esempio a Castelletto, a Busseto o a Pozzuolo Martesana con un calendario che ci impegnerà fino a fine luglio. A San Giuliano Piacentino abbiamo incontrato 260 ragazzi e 50 animatori, proponendo diverse attività per le fasce d’eta, come un racconto teatrale drammatizzato per i più piccoli a riflessioni sui temi del sogno, dell’amore e della fratellanza per i più grandi».
Altro punto di riferimento in diocesi è il Santuario della Fontana, meta di un vero e proprio pellegrinaggio, come quello compiuto dall’oratorio Cristo Re di Cremona: nel corso della mattinata bambini, ragazzi e animatori hanno potuto scoprirne la storia di fede e di arte che ancora oggi vede questo luogo frequentato da tante persone. «I ragazzi sono rimasti colpiti dalla storia del santuario – racconta padre Fabrizio Dall’Acqua, rettore del Santuario di Casalmaggiore – e hanno avuto modo anche di approfondire la vita di san Francesco, con alcune domande anche sulla mia scelta francescana». Tra i momenti più suggestivi la discesa nella cripta, cuore del santuario, dove i ragazzi, attorno al fonte, hanno pregato davanti all’antica immagine della Vergine. Il corridoio degli ex voto ha poi incuriosito molto i giovani pellegrini che, attraverso le immagini appese alle pareti, hanno potuto intuire le storie di tante persone che nel tempo si sono affidate in questo luogo. La tappa casalasca dell’oratorio di Cristo Re è proseguita poi con un momento di fraternità e amicizia all’oratorio Maffei, insieme ai coetanei del Grest di Casamaggiore.
«Come realtà francescane – conclude padre Dall’Acqua – volentieri siamo disponibili per queste iniziative a contatto con i giovani, per far conoscere loro la nostra storia. Nei prossimi giorni incontreremo altri altri gruppi, come ad esempio quello di Martignana di Po. L’amicizia è stato il centro della preghiera e della vita di san Francesco, poiché i frati, prima di essere religiosi, sono amici e l’amico è davvero un farmaco per la nostra vita».

