Pellegrini in Baviera e nella Germania mistica: un cammino tra storia, arte e spiritualità

Il vescovo Napolioni: «La storia di salvezza si incarna nelle vicende dei popoli: dall'ecumenismo alla preghiera, un'esperienza di incontro e riconciliazione»

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Per un gruppo di pellegrini della Diocesi di Cremona insieme al vescovo Antonio Napolioni gli ultimi giorni di agosto hanno offerto l’occasione per una esperienza culturale, turistica e di fede in Baviera e nella Germania mistica. Il filo conduttore del viaggio, organizzato dal 24 al 30 agosto dal Segretariato diocesano pellegrinaggi con il supporto dell’agenzia Profilotours, è stata la storia di salvezza che si incarna nella storia umana, guardando da vicino le vicende dei popoli, delle città e della Chiesa che non sono solo scritte sui libri o nella memoria, ma nella vita stessa delle persone.

Il cammino ha preso il via lunedì 24 agosto con l’ingresso in Baviera e una sosta a Rosenheim, per poi raggiungere il celebre Santuario mariano di Altötting, cuore pulsante della devozione bavarese. È qui che, nella celebre Gnadenkapelle che custodisce la venerata statua della Madonna Nera, il vescovo ha presieduto la Messa d’apertura, affidando il pellegrinaggio alla protezione di Maria.

Nei giorni successivi l’itinerario si è snodato attraverso i centri più emblematici del territorio. Il gruppo ha fatto tappa ad Augsburg, antica città di origine romana, visitandone il Duomo, la chiesa di Sant’Anna e la Fuggerei, il più antico complesso di edilizia popolare al mondo ancora abitato, fondato nel XVI secolo come opera di carità cristiana. Dalla suggestiva cornice medievale di Rothenburg ob der Tauber, il percorso è proseguito verso Norimberga, ammirando le storiche chiese di San Lorenzo, San Sebaldo e la Frauenkirche, per poi raggiungere Bamberga, perla patrimonio Unesco rinomata per il quartiere di Klein Venedig (“Piccola Venezia”) e per il maestoso Duomo romanico-gotico che custodisce la tomba di Papa Clemente II, unico pontefice sepolto a nord delle Alpi. Il gruppo ha poi visitato Würzburg, città barocca affacciata sul Meno in cui i pellegrini hanno ammirato la grandiosa Residenz, la Cattedrale di San Kilian, la Collegiata di Neumünster e la Marienkapelle.

Di particolare rilievo è stato il passaggio nei luoghi simbolo della Riforma protestante, a partire da Eisenach con la visita alla Lutherhaus e al castello del Wartburg (dove Martin Lutero portò a termine la traduzione del Nuovo Testamento in tedesco), fino a Erfurt, con la monumentale Domplatz dominata dalla Cattedrale di Santa Maria e dalla chiesa di San Severo. Tappe che hanno offerto ai partecipanti l’opportunità di accostarsi alla figura del riformatore sotto una luce nuova.

«Una delle chiavi di lettura di questo pellegrinaggio – ha ricordato il vescovo Napolioni – è stata quella ecumenica. La vicenda della Riforma, nata dall’inquietudine spirituale di Lutero, oggi è una possibilità di ricchezza: accogliere ciò che ci unisce, piuttosto che ciò che divide, ha permesso a tutti di superare superficiali pregiudizi. Abbiamo visto una Chiesa che sa vivere il pluralismo e noi non dobbiamo averne paura».

Ad accompagnare il gruppo lungo tutto il percorso, insieme alle guide locali, è stato don Andrea Foglia, parroco di Sant’Abbondio e già docente di Storia della Chiesa, che ha offerto preziosi inquadramenti storici per raccordare le diverse tappe e comprenderne il contesto ecclesiale e culturale.

Prima della tappa conclusiva il gruppo di pellegrini si è fermato a Ratisbona (Regensburg), dove ha celebrato l’Eucaristia nel magnifico Dom St. Peter, visitando l’antica Abbazia di Sant’Emmeram e l’Alter Kornmarkt.

Il viaggio si è poi chiuso domenica 30 agosto a Monaco di Baviera con la partecipazione alla Messa domenicale nella Cattedrale della Frauenkirche insieme alla comunità locale, prima di rientrare a Cremona in serata con una sosta ad Innsbruck. Una celebrazione durante la quale, pur nelle difficoltà della lingua, i cremonesi hanno vissuto la calda accoglienza della comunità locale che ha predisposto la traduzione dei testi della liturgia e persino dell’omelia per permettere a tutti di partecipare al meglio all’Eucaristia.

«I momenti di spiritualità più alti sono stati al santuario di Altötting e nella Messa a Monaco – ha concluso il vescovo –: partecipare alla loro liturgia ci ha fatto percepire come il suono di quella lingua, che nella memoria dei nostri genitori e nonni è tragicamente associata al passaggio violento durante l’occupazione, è invece una lingua di umanità, di cultura e di santità».

Un’esperienza profonda che ha lasciato ai pellegrini cremonesi non soltanto il ricordo di paesaggi, arte e monumenti di straordinaria bellezza, ma soprattutto la ricchezza di un cammino condiviso e di una fede capace di farsi dialogo e memoria viva nel quotidiano.

TeleRadio Cremona Cittanova
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