La ferita infe
rta dal nubifragio del 28 agosto alla Cattedrale di Cremona è diventata in qualche modo il simbolo di quanto subìto dall’intera comunità cremonese. E in tanti da subito, passato lo sconcerto, hanno voluto esprimere la propria vicinanza e il proprio impegno perché questo gioiello di fede, arte e storia potesse ritornare presto al suo splendore.
«Cremona e i cremonesi – spiega mons. Gianluca Gaiardi, rettore della Cattedrale – si identificano da sempre con la Cattedrale e il Torrazzo: questi monumenti sono il simbolo della città stessa, anche al di là del loro significato religioso. Non appena si è saputo dei danni alla Cattedrale abbiamo iniziato a ricevere attestati di vicinanza. Penso alle istituzioni civili, agli ordini professionali, ma anche a tanti cremonesi … e non solo chi frequenta abitualmente la Chiesa madre della Diocesi. È stata una cosa inaspettata e che mi ha fatto molto riflettere, anche perché questa vicinanza era sempre accompagnata dalla richiesta di poter fare qualcosa, di poter dare un proprio contributo».
Da queste manifestazioni di affetto e generosità è nata l’idea di una raccolta fondi, attraverso la quale poter sostenere concretamente le spese necessarie per il ripristino del torrino della facciata settentrionale e il rosone della facciata principale. “Ripartiamo e ricostruiamo” è lo slogan dell’iniziativa, cui ciascuno potrà contribuire con una donazione.
Lo si potrà fare direttamente in Cattedrale, in una cassetta delle offerte dedicata, o anche con pagamento digitale attraverso il bussolotto elettronico per le elemosine presente a destra della navata centrale (scegliendo l’opzione “Cattedrale”). Ma sarà possibile fare una donazione anche attraverso bonifico bancario (Iban IT08 Z0845 411403 000000 181755 – Intestato a Chiesa Cattedrale di Cremona – causale “Ripartiamo e ricostruiamo”).
In Cattedrale il cantiere è già aperto.
La prima preoccupazione ha riguardato il torrino della facciata nord: grazie all’incomiabile lavoro dei Vigili del fuoco la struttura è statoamessa prontamente in sicurezza scongiurando ulteriori cadute di materiali. Dopodiché si è provveduto a innalzare un ponteggio nel cortile del Torrazzo. Questa impalcatura consentirà le riparazioni del tetto del transetto nord della Cattedrale rotto dalla caduta di detriti dal torrino e, nello stesso tempo, di proteggere il tetto dalle intemperie ed evitare infiltrazioni che possano mettere a rischio gli affreschi delle volte sottostanti.
Un ulteriore ponteggio sarà presto realizzato anche all’interno della Cattedrale per poter raggiungere il rosone della facciata centrale. Si tratta di una operazione abbastanza complessa perché non è possibile utilizzare una normale impalcatura con ancoraggi, visti i preziosi affreschi cinquecenteschi presenti sulle pareti. I tecnici incaricati stanno studiando la realizzazione di un ponteggio che dovrà autosostenersi e per questo, per bilanciare l’altezza, dovrà occupare una buona parte della navata centrale.
Alle difficoltà per la realizzazione dello speciale ponteggio seguiranno le complesse operazioni di restauro dei vetri del rosone, suddiviso in 20 petali, ciascuno composto da più lastre antiche e con una delicata incastonatura con finiture metalliche. «Un lavoro non semplice – afferma mons. Gaiardi – e che ci costringerà per diverso tempo a convivere, anche all’interno della Cattedrale, con il cantiere».

