Il Vescovo con i bambini in preghiera per la pace. In Cattedrale il Rosario in comunione con Papa Leone e la Chiesa universale

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“Dona la pace”. Sulle note del celebre canto di Taizé, questa invocazione è risuonata con forza al termine di ogni decina del Rosario nella preghiera guidata dal vescovo Antonio Napolioni in Cattedrale nel pomeriggio di giovedì 1° ottobre. Una data e un orario non casuali: anche la Chiesa cremonese, infatti, si è voluta unire spiritualmente a Papa Leone che, proprio negli stessi momenti, presso la Grotta di Lourdes nei Giardini Vaticani, stava pregando il Rosario per la pace insieme a centinaia di bambini e ragazzi.

Per questo il vescovo ha voluto convocare in Cattedrale proprio i più piccoli. C’erano alcune classi delle scuole paritarie con i propri insegnanti, c’erano gruppi dell’iniziazione cristiana con catechiste e i vicari, c’erano famiglie, bambini con genitori o i nonni, e c’era anche chi ha voluto unirsi a questo momento di preghiera per la pace.

È stato lo stesso vescovo a regalare a tutti i bambini che entravano in cattedrale la coroncina missionaria, quella con i grani colorati. Ogni mistero una scena da meditare; un colore; un continente.

Con l’Annunciazione il giallo, che ha portato a guardare all’Asia. Monsignor Napolioni ha ricordato ai bambini quanto sta accadendo in Medio Oriente e in Terra Santa, prima di elencare i conflitti che coinvolgono Afganistan, Myanmar, Filippine, Pakistan e Thailandia.

L’azzurro ha condotto poi idealmente in Oceania, meditando la nascita di Gesù.

Poi il bianco e l’Europa: «il continente dai capelli bianchi», ha detto il vescovo che per meditare la Croce di Gesù ha chiamato proprio i nonni presenti a recitate le decine, auspicando che proprio il vecchio continente, dove le guerre non mancano, sappia essere maestro di pace.

Quindi il rosso, la Pasqua e le Americhe. Monsignor Napolioni ha ricordato le guerre con ribelli e i cartelli della droga nel continente dove più si costruiscono armi, ma che deve invece raccontare storie cui guardare con fiducia.

Da ultimo il mistero della Gloria di Dio, con il colore verde a richiamare l’Africa, il continente «più misterioso e affascinante», «più povero e più sfruttato», insanguinato da tanti conflitti (coinvolgendo 31 Stati e 310 tra milizie e gruppi terroristici), ma anche «con più voglia di crescere». Monsignor Napolioni ha richiamato l’Africa come «serbatoio per il futuro del mondo», da «far crescere e custodire».

È stata Una preghiera semplice, in cui i ragazzi sono stati i protagonisti nell’accompagnare il vescovo a scandire le Ave Maria, non senza l’emozione del microfono portato tra i banchi proprio dal vescovo.

Una preghiera al Signore invocando la pace, e con lo sguardo rivolto a Maria. Letteralmente, come ha invitato a fare il vescovo. Aiutati dai capolavori d’arte del catino absidale: l’Assunta (cui la chiesa Cattedrale è dedicata, ha ricordato ai bambini) e, sopra, la scena dell’Annunciazione.

Un pomeriggio vissuto nella semplicità, ma in un contesto universale di fiducia e di speranza: bambini di lingue, culture e Paesi diversi, uniti nella stessa preghiera per la pace.

Insieme alla benedizione finale dal vescovo anche un compito per tutti i bambini e i ragazzi presenti: mettersi «in cammino con Maria, per essere testimoni di pace nella nostra vita», ha concluso monsignor Napolioni dopo aver recitato la preghiera per la pace di Papa Leone.

 

La preghiera per la pace

Signore della vita, che hai plasmato ogni essere umano
a Tua immagine e somiglianza,
crediamo che Tu ci hai creati per la comunione e non per la guerra,
per la fraternità e non per la distruzione.
Tu che hai salutato i tuoi discepoli dicendo: ‘La pace sia con voi’,
donaci la tua pace e la forza per renderla reale nella storia.
Oggi eleviamo la nostra supplica per la pace nel mondo,
chiedendo che le nazioni rinuncino alle armi
e scelgano la via del dialogo e della diplomazia.
Disarma i nostri cuori dall’odio, dal rancore e dall’indifferenza,
perché possiamo diventare strumenti di riconciliazione.
Aiutaci a comprendere che la vera sicurezza
non nasce dal controllo alimentato dalla paura,
ma dalla fiducia, dalla giustizia e dalla solidarietà tra i popoli.
Signore, illumina i leader delle nazioni,
affinché abbiano il coraggio di abbandonare i progetti di morte,
fermare la corsa agli armamenti e mettere al centro la vita dei più vulnerabili.
Fa’ che la minaccia nucleare non condizioni mai più il futuro dell’umanità.
Spirito Santo, rendici costruttori fedeli e creativi di pace quotidiana
nei nostri cuori e nelle nostre famiglie,
nelle nostre comunità e nelle nostre città.
Che ogni parola gentile, ogni gesto di riconciliazione
e ogni scelta di dialogo siano semi di un mondo nuovo. Amen
(Papa Leone XIV, 3 marzo 2026)

 

Bambini di tutto il mondo uniti nella preghiera

L’appuntamento in Vaticano con Papa Leone ha segnato l’inizio della settimana mondiale di preghiera dell’iniziativa “Un milione di bambini recita il Rosario”, promossa dalla fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACN) da oltre venti anni e che culminerà il 7 ottobre, festa della Madonna del Rosario.

La campagna 2026 si ispira al messaggio di Fatima: “Alla fine, il mio Cuore Immacolato trionferà”. Nell’invito rivolto quest’anno ai partecipanti, il cardinale Kurt Koch, presidente internazionale di Aiuto alla Chiesa che Soffre e prefetto del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, ricorda che il Cuore Immacolato di Maria rappresenta una vita interamente aperta allo Spirito Santo e indica la Vergine come modello di fede, di amore e di preghiera.

L’iniziativa assume un significato particolare in un momento in cui milioni di persone si confrontano con la guerra, la violenza, la persecuzione, la povertà e l’incertezza.

L’iniziativa “Un milione di bambini recita il Rosario” è nata in Venezuela nel 2005 e si è progressivamente trasformata in un movimento mondiale di preghiera che coinvolge bambini, famiglie, parrocchie, scuole e gruppi ecclesiali in tutti i continenti. La campagna trae ispirazione dalle parole attribuite a San Pio da Pietrelcina: «Quando un milione di bambini reciterà il Rosario, il mondo cambierà». L’invito non è rivolto soltanto ai bambini.

TeleRadio Cremona Cittanova
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