Torrazzo con vista, quando la cultura diventa incontro, condivisione ed esperienza da vivere insieme nelle piazze

Ospiti della nuova puntata del podcast di TRC Giovanni Maffini e Michele Ginevra, rispettivamente nello staff organizzativo di Happening e Porte aperte festival

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Cultura come incontro, condivisione, esperienza da vivere insieme nelle piazze della città. È stato questo il cuore della nuova puntata di Torrazzo con vista, dedicata agli eventi culturali che animano Cremona e alla capacità della cultura di uscire dagli spazi tradizionali per diventare occasione di relazione e partecipazione collettiva. Ospiti della trasmissione Giovanni Maffini, tra gli organizzatori dell’Happening di Cremona, e Michele Ginevra, responsabile del Centro fumetto Andrea Pazienza, una delle realtà promotrici del Porte aperte festival.

Il punto di partenza è stato il significato stesso della parola «piazza», che per Maffini è innanzitutto un luogo umano prima ancora che urbano: «Un popolo, per il piacere di condividere, di stare insieme, di passare del tempo, si riunisce, si incontra, anche solo per fare festa, per il gusto di ritrovarsi. Anche questa è aggregazione culturale, perché si mette in campo la socialità». Una riflessione che ha riportato al centro il valore dello stare insieme in un tempo in cui le relazioni rischiano di diventare sempre meno centrali. Da qui il collegamento con gli eventi culturali che scelgono proprio la piazza e gli spazi aperti come luogo privilegiato di incontro. Michele Ginevra, partendo dall’esperienza del Porte aperte festival, ha sottolineato quanto sia importante portare la cultura fuori dai tradizionali «contenitori»: «Organizzare incontri con scrittori o artisti, che presentano testi e opere, fa sì che il pubblico possa mettersi in relazione diretta con l’autore, e questo genera cultura, genera interesse, perché si scoprono cose che non si sapevano prima, si vengono a conoscere nuovi personaggi, si intessono nuove relazioni». Secondo Ginevra, oggi questa dinamica è resa ancora più forte dalla presenza dei social network. «Oggi è possibile condividere e comunicare informazioni in maniera molto rapida», ha spiegato. Così molte persone arrivano agli eventi già conoscendo gli artisti o gli autori ospiti, avendo letto qualcosa di loro o avendoli seguiti online. E questo cambia anche il modo di vivere l’incontro dal vivo, che diventa approfondimento, confronto, relazione diretta.

Nel corso della puntata si è parlato anche della candidatura di Cremona a capitale della cultura 2029. Un tema che per entrambi gli ospiti rappresenta soprattutto un segnale positivo della vitalità della città. Maffini ha insistito sulla «dimensione aggregativa della cultura, capace di unire anche persone provenienti da tradizioni differenti. La musica è un bell’esempio di linguaggio universale, accessibile a tutti e capace di attraversare culture diverse». Ginevra, invece, ha sottolineato come la candidatura stessa sia già significativa: «Vuol dire che Cremona è una città viva, che possiede caratteristiche tali da poter pensare a una prospettiva di questo tipo». E ha evidenziato un aspetto importante: «Il riconoscimento di capitale della cultura non premia soltanto ciò che una città ha fatto, ma soprattutto ciò che può diventare». Una prospettiva futura, dunque, che rappresenterebbe uno stimolo a proseguire nel percorso già avviato.

Nel finale il discorso è tornato ancora una volta sul valore dell’incontro e della trasmissione culturale tra generazioni. Maffini ha evidenziato che eventi come l’Happening sono caratterizzati da una forte dimensione intergenerazionale: «Genitori che portano i figli, famiglie che partecipano insieme, tradizioni che passano di mano in mano. Il fatto che un popolo si riunisca dice proprio di questa intergenerazionalità ed è attraverso questo passaggio che la cultura continua a vivere». Sulla stessa linea anche Ginevra, che ha ricordato quanto eventi culturali diffusi sul territorio siano fondamentali per mettere in dialogo realtà che spesso, pur vivendo nella stessa città, non si incontrano mai davvero. Ed è forse proprio questo uno dei significati più profondi della cultura in piazza: creare connessioni, generare relazioni e trasformare gli spazi della città in luoghi vivi di incontro e condivisione.

TeleRadio Cremona Cittanova
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