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«Non un compito» da assolvere ad ogni costo per obbedienza, quanto piuttosto una occasione da «desiderare e assaporare» rispondendo al «bisogno che abbiamo di conoscerci di più, di stimarci di più, di fermarci a godere gli uni degli altri». Per essere sempre più «ospitali nei confronti di chi è più solo e disperato e può trovare nella parrocchie, nei gruppi, nelle famiglie, come pure nelle occasioni di festa e persino nelle giornate più nascoste un riflesso di quel compimento che non dipende dai nostro sforzi, ma che nell’Eucaristia, nella carità e nella preghiera ci è sempre reso possibile». Continue reading



