Fondazione Redentore, sabato a Castelverde Messa in ricordo degli ospiti e dei dipendenti defunti

Al termine della celebrazione l'estrazione dei biglietti vincenti della “Grande Lotteria dell’Opera Pia”

Sabato 30 aprile, alle 16, nel giardino della Fondazione “Opera Pia Ss. Redentore” di Castelverde sarà celebrata una Messa in suffragio degli ospiti e dei dipendenti defunti, in modo particolare di quanti sono deceduti durante i terribili mesi della pandemia. Un ricordo speciale sarà riservato al medico di struttura, dottor Alberto Omo, deceduto il 4 aprile 2020, al ragioniere Ivo Barbisotti, già vicepresidente della Fondazione, … Continue reading »

condividi su

Sabato 7 maggio visite al Campus Santa Monica con il FAI

Sabato 7 maggio la Delegazione FAI di Cremona propone, in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore, la riapertura del Campus Santa Monica, dopo il successo riscosso in occasione delle Giornate FAI di Autunno 2021. Per partecipare all’evento è necessario effettuare la prenotazione sul sito www.faiprenotazioni.it (link diretto: https://faiprenotazioni.fondoambiente.it/evento/visite-al-campus-santa-monica-14689/), versando online un contributo di 3 euro. Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova

condividi su

«Abbiamo bisogno di coscienze inquiete!». Don Ciotti commenta la “Laudato si'” tra pace, ecologia e accoglienza dei poveri

image_pdfimage_print

Qui la photogallery completa della serata

 

Un intervento appassionato, coinvolgente e a tutto tondo quello tenuto da don Luigi Ciotti nella chiesa parrocchiale del Maristella a Cremona nel pomeriggio di giovedì 21 aprile. L’evento dal titolo “Laudato si’, laudato qui: pace, giustizia, cura del creato” è stato organizzato nell’ambito della rassegna “La Trama dei Diritti” da Pax Christi, Comunità “Laudato si’” di Cremona, Tavola della Pace di Cremona, Libera contro le mafie e in collaborazione con CSV Lombardia Sud.

Al suo arrivo don Ciotti è stato accolto con tanto affetto, al quale non si è sottratto a scambiando qualche parola con tutti e scattando foto con le tante persone presenti. Dopo l’introduzione di Fabrizio Aroldi e don Antonio Agnelli, sacerdote collaboratore nelle parrocchie dell’unità pastorale Madre Nostra, hanno preso la parola per una presentazione e per un saluto i rappresentanti delle diverse associazioni organizzatrici.

L’audio integrale dell’intervento di don Ciotti

 

L’ampio intervento del sacerdote fondatore del Gruppo Abele e di Libera contro le mafie è iniziato con una condanna alla guerra e alla corsa al riarmo: «Negli anni scorsi, anche durante la terribile pandemia, sempre più risorse economiche sono state investite per il riarmo e questo è uno scandalo». Non è quindi mancato un affondo sulla situazione Ucraina e in particolare sull’accoglienza dei profughi: «Giusto accogliere fratelli e sorelle in fuga dalla guerra, ma come mai non abbiamo messo la testa sulle altre trentatre guerre in atto nel mondo. Perché non toccano i nostri interessi. Questa è una riflessione che si impone».

Dal tema della guerra è stato, quindi, collegato anche il tema dei profughi e dei poveri: «Nell’enciclica “Laudato si’” il papa si dimostra preoccupato ancora una volta per quello che sta avvenendo e per la qualità della vita di tutti. Siamo chiamati anche noi a diventare attivi per occuparci insieme del futuro, che è un tempo che va vissuto, non sprecato perché la vita è un tempo imprevedibile e inafferrabile».

«La crisi è unica, una crisi socio-ambientale, la strada tracciata dal Papa è quella della conversione ecologica: tutela della natura e dei diritti umani. È in gioco la vita! – ha così proseguito don Luigi nel commentare l’ecologia integrale, tema centrale dell’enciclica – con l’aggettivo integrale il Papa sottolinea come il nostro rapporto con la natura deve essere esteso a tutti gli ambiti della vita a cominciare da quello sociale e relazionale: c’è allora un grande richiamo all’accoglienza, perché non basta accorgersi che gli altri esistono intorno a noi. Non basta però accogliere gli altri perché dobbiamo anche sentirli dentro di noi e anche politici in Europa dovranno un giorno rendere conto di come mai l’Europa paga miliardi perché la Turchia si tenga i profughi, come qualcuno dovrà dirci di tutti questi investimenti che abbiamo fatto per la guardia costiera libica che continua a tenere nei lager tantissime persone, come qualcuno dovrà spiegare perché abbiamo venduto armi all’Egitto con cinquemila persone nelle carceri e che non ci consegna la verità su Giulio Regeni».

Il lungo intervento è terminato con un invito forte e sincero: «Vi auguro il conflitto delle coscienze: con la coscienza è sempre bene dialogare, a volte anche litigare in modo acceso, perché non sia una coscienza inerme che porta a mafia e guerra. Abbiamo bisogno di coscienze inquiete!».

Matteo Lodigiani
TeleRadio Cremona Cittanova
condividi su
image_pdfimage_print

Guarda la phogallery completa

A Palermo cultura e spiritualità si amalgamano in un connubio di piacere estetico e significato storico e artistico sotto un sole che si prepara all’arrivo dell’estate facendo assaggiare i suoi raggi, sempre più caldi, che grazie ai monumenti presenti in ogni via creano zone di ombra dove potersi riposare prima di muoversi verso il prossimo capolavoro inestimabile.

Questa è l’esperienza che stanno vivendo 25 sacerdoti della diocesi di Cremona insieme al vescovo Antonio Napolioni. Un viaggio-pellegrinaggio che dal 19 al 22 di aprile ha saputo raccontare le bellezze del capoluogo siciliano e dei paesi limitrofi, rivelando una cultura per certi versi simile, ma profondamente diversa da quella cremonese.

A farsi portavoce del viaggio è don Roberto Rota, incaricato diocesano per la Pastorale tempo libero e pellegrinaggi, raccontando che «abbiamo scelto Palermo poiché è una meta un po’ inusuale, ricca non solo di tradizioni di carattere religioso, ma anche di tipo monumentale. Infatti già il primo giorno abbiamo visitato le chiese storiche della città, e oggi (giovedì 21, ndr), dopo l’incontro e la celebrazione della Santa Messa con l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice, visiteremo la Cattedrale di Monreale insieme all’arcivescovo di Monreale Michele Pennisi».

Ci sono stati anche molti momenti di preghiera e riflessione. Fra i più significativi quello vissuto a Polizzi Generosa, dove «siamo stati ospitati – racconta ancora don Rota – dalla professoressa Ina Siviglia, presso la sua fondazione “Maria Teresa Sammartino onlus”, dove spiritualità, accoglienza ed esercizio di fede caratterizzano le giornate. Una realtà messa a disposizione dei vari gruppi per vivere un periodo di vera umanità proprio nel cuore delle Madonie».

«in questo viaggio – conclude don Rota – ci siamo arricchiti di esperienze differenti e di realtà particolari, ricchissime e allo stesso tempo eterogenee le une dalle altre, fa bene a tutti allargare i propri orizzonti».

L’itinerario palermitano del gruppo dei preti cremonesi non è stato solamente una contemplazione della bellezza della natura e dell’arte, ma ha voluto rappresentare anche una occasione di ascolto e di condivisione delle sfide che la Chiesa locale sta accogliendo. In particolare lo è stata, nella mattinata del 21 aprile, la visita al quartiere di Brancaccio, che custodisce la memoria del beato don Pino Puglisi, ucciso il 15 settembre del 1993, quasi un controcanto a quell’invettiva pronunciata da Giovanni Paolo II nella valle dei templi di Agrigento solo qualche mese prima.

Nella mattinata di venerdì 22 aprile l’ultima tappa sarà il santuario di Santa Rosalia, sul monte Pellegrino, luogo dell’eremitaggio della santa patrona di Palermo. Quindi nel pomeriggio inizierà il rientro per Cremona.

Luca Marca
TeleRadio Cremona Cittanova
condividi su
image_pdfimage_print

Il gran numero di persone che ha partecipato al funerale di Giuseppina Cattaneo, per tutti semplicemente Giusi, nella chiesa parrocchiale di Trigolo nel pomeriggio di mercoledì 20 aprile, è stata la prova più autentica del bene da lei seminato in tutta la comunità, nei tanti anni di servizio presso la Casa delle Figlie di Sant’Angela Merici, istituto secolare di cui era superiora. Le esequie sono state presiedute dal vescovo emerito Dante Lafranconi, che ha portato la vicinanza della Diocesi e del vescovo Antonio Napolioni, assente in questi giorni. Continue reading »

Eugenio Clerici
TeleRadio Cremona Cittanova
condividi su

A Genivolta in scena la rappresentazione della Passione del Signore

image_pdfimage_print

Tra le celebrazioni della Passione del Signore del 15 aprile, il Venerdì Santo, si è distinta l’unità pastorale “Santi martiri e dottori della Chiesa”, formata dalle parrocchie di Cumignano sul Naviglio, Genivolta, Ticengo e Villacampagna, che, dopo l’azione liturgica delle 20.30, ha messo in scena, presso l’oratorio di Genivolta, una rappresentazione realistica della Passione di Gesù, dal percorso verso il Golgota sino alla deposizione. Continue reading »

Matteo Cattaneo
TeleRadio Cremona Cittanova
condividi su

Adolescenti, il coro di rinascita di piazza San Pietro torna con gioia nelle parrocchie: «Riconoscere il Risorto insieme: questo è l’oratorio»

image_pdfimage_print

Guarda qui la photogallery con le foto di gruppo

All’indomani della grande Veglia con Papa Francesco e i sessantamila adolescenti italiani in Piazza San Pietro, è ancora forte l’emozione dei 320 pellegrini cremonesi. «Andate avanti!», l’invito, l’augurio, il mandato del Santo Padre resterà nei cuori dei ragazzi, con quel suo carico di luce e coraggio che non si perde di fronte alle paure e alle ombre della vita. Anche della loro. Ombre che sembrano oggi più lontane, spinte più in là dal pieno di amicizia, allegria e voglia di vita che dalla Città eterna ha alzato un coro d’entusiasmo e rinascita giunto in tutti gli angoli del Paese.

«Non importa il come noi riconosciamo che Gesù è risorto, l’importante è che lo facciamo», ha riflettuto con il gruppo degli adolescenti cremonesi don Francesco Fontana, nell’omelia della Messa di fine pellegrinaggio celebrata nel pomeriggio di oggi, martedì, nella basilica Ara Coeli. Prima di entrare a pregare, la foto ricordo con tutti i gruppi rimasti a Roma, che si sono dati appuntamento per la celebrazione dopo una notte di riposo e una mattinata da turisti nella Capitale: «C’è una caratteristica comune a tutte le vicende di chi riconosce il risorto – ha proseguito l’incaricato diocesano di Pastorale Giovanile, non lo riconoscono mai da soli, né Giovanni, né Pietro, né la Maddalena. C’è sempre qualcun altro insieme a loro. L’esperienza di riconoscere il risorto è sempre un’esperienza unitaria, è sempre riconoscere il risorto grazie a qualcuno che cammina con noi». «Riconoscere il Risorto insieme: è questo quello che si fa in oratorio, in parrocchia in qualunque esperienza – ha aggiunto –. Riconoscere il Risorto insieme: questo è l’oratorio».

Con questo spirito, prima di salire sui pullman per il rientro nelle proprie parrocchie, i gruppi hanno concluso pregando insieme e condividendo (dopo averlo fatto sui social, con il proprio stile allegro e aperto, anche con il contributo del profilo Instagram della Diocesi di Cremona, che si è colorato per 48 ore delle loro t-shirt e dei loro sorrisi) il ricordo e l’emozione dell’incontro con il Papa e con i coetanei. La celebrazione Eucaristica, concelebrata da tutti i sacerdoti che hanno accompagnato i gruppi nell’esperienza, si è aperta con la lettura del saluto del Vescovo Napolioni, che non ha mancato di far sentire la sua vicinanza ai giovanissimi pellegrini.

Don Francesco ha poi sottolineato la forza delle testimonianze che i ragazzi hanno ascoltato in piazza San Pietro e da cui sono rimasti profondamente colpiti (sentiremo le loro voci e i loro commenti nella puntata del Giorno del Signore in onda sabato 23 aprile dalle 20.30 sui canali social e sul sito ufficiale della Diocesi di Cremona, e in tv su Cremona 1 sabato alle 20.25 e domenica alle 12.30): «Ieri abbiamo ascoltato oltre al Papa la testimonianza di alcuni ragazzi. Ragazzi della vostra età erano hanno raccontato delle storie che potrebbero essere anche le storie di qualcuno di voi. Abbiamo sentito di Emanuele che ha avuto una malattia grave fio ad aver avuto bisogno anche i un trapianto di cuore; la storia di Sofia che è stata colta da dubbi sulla sua vita e sulla sua fede; la storia di Alice colpita dal lutto: la morte della nonna; la storia di Samuele che ha faticato ad uscire dall’isolamento del lockdown ritrovandosi anche dopo da solo in casa. E la storia di Mattia che, pur così piccolo, si è preso cura di suo papa malato. Storie che potrebbero essere le nostre – ha osservato il sacerdote – storie vere. Storie in cui ciascuno di loro ha dovuto riconoscere la presenza di Gesù vivo e vero nella loro vita per non disperarsi».

Guarda la photogallery completa

«Non scoraggiatevi»: risuonano forti le parole del Papa. «Portate le paure alla luce», «non abbiate paura della vita»… Così anche «una crisi» può diventare occasione di vita bella perché condivisa con gli altri: «Il risorto – ha ribadito don Fontana – lo possiamo riconoscere concretamente come Giovanni, che lo intuisce che ad un certo punto capisce che Gesù risorto. Lo possiamo riconoscere come Pietro, perché qualcuno ce lo racconta e – come a Pietro – ci dice “ma guarda che quello lì è il Signore”. Oppure lo possiamo riconoscere come Maria Maddalena: sentendoci chiamare per nome. L’esperienza anche della vocazione».

Al termine della Messa pullman sono poi ripartiti per il ritorno nelle proprie parrocchie, nelle proprie case (qualcuno in realtà si concede ancora un giorno da turista a Roma). Ma il pellegrinaggio degli adolescenti a Roma è tutt’altro che finito. La strada continua. E richiede coraggio. E richiede «fiuto», quel «fiuto per la verità» che il Papa ha riconosciuto come caratteristica tipica della giovinezza: «Non perdete il fiuto» ha esortato.

«Noi siamo arrivati qui grazie ad un invito – ha concluso il suo pensiero don Francesco durante la Messa all’Ara Coeli – Ci ha invitato il Papa, ci hanno invitato i nostri preti e gli educatori. Ora andiamo a casa con una sfida, si chiama “la nostra storia”. L’invito a Roma si chiamava #seguimi: “Dai seguimi, andiamo ad incontrare il Papa” ed il Papa ci ha detto quello che Gesù dice a Pietro: “Dai seguimi”. Con questa parola adesso torniamo. Solo che questa è una sfida rivolta a ciascuno di noi. Il Signore ci invita e ci sfida a seguirlo, lì dove abitiamo, nella scuola che frequentiamo, negli amici che incontriamo seguire Gesù perché lo abbiamo riconosciuto vivo e presente in mezzo a noi».

Reportage a cura di Margherita Santini e Marco Pennachi Griso

 

Oltre 300 adolescenti cremonesi dal Papa che li esorta: coraggio e avanti, senza perdere il “fiuto” della verità!

TeleRadio Cremona Cittanova
condividi su