C’è stata anche la città di Trieste, con uno sguardo rivolto alla rotta balcanica, tra le mete di #Cosebelle24, il progetto di esperienze estive proposte ad adolescenti, giovani, famiglie e adulti della diocesi di Cremona attraverso Caritas cremonese e alcune associazioni e realtà ecclesiali per poter vivere un periodo significativo di svago e di servizio. Continue reading
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È in arrivo in tutte le parrocchie della diocesi, il nuovo numero del trimestrale Il Mosaico. La quinta edizione del periodico diocesano inaugura l’anno pastorale 2024/25 con un ampio approfondimento dedicato all’anno della preghiera che la Chiesa cremonese insieme a quella universale sta vivendo in questi mesi, in preparazione al Giubileo del 2025.

La carità ha vinto la guerra è l’ultimo e più ampio libro di don Primo Mazzolari, scritto tra il 1956 e il 1957. L’autore, però, non lo vide mai pubblicato.
La decisione di censurare il libro non provenne dal Sant’Offizio e non aveva ragioni dottrinali, come accaduto in occasione delle altre condanne cadute sul parroco di Bozzolo.
Questo è ciò che emerge dall’analisi dei documenti inediti consultati negli archivi vaticani da Marta Margotti che ha curato la presentazione e l’edizione critica del volume ora pubblicato dalle Dehoniane di Bologna. Mazzolari aveva ricevuto l’incarico dalla Pontificia opera di assistenza di descrivere in un volume le molteplici attività caritative dell’ente vaticano che distribuiva in tutta Italia ingentissimi aiuti provenienti anche dall’estero. Il libro avrebbe dovuto intitolarsi La carità del papa, dato che doveva essere un omaggio della Poa a papa Pacelli per i suoi 80 anni.
La vicenda del libro scritto e non pubblicato è particolarmente intrigante e svela aspetti ancora poco conosciuti del cattolicesimo italiano del dopoguerra.
Oltre alle traversie della pubblicazione, il libro di Mazzolari è però estremamente rilevante perché si presenta come un’ampia meditazione sulla misericordia di Dio e sulla “perenne maternità della Chiesa”. La parte conclusiva è poi una rilettura dell’inno della carità di san Paolo e un preoccupato appello alle ragioni della pace: per don Primo, la carità era non soltanto una chiamata inevitabile per i cristiani, ma era anche il fondamento della pace, perché “per dove è passata la carità, ripassano a fatica i carri armati”.
Marta Margotti è docente di Storia contemporanea all’Università di Torino. Nei suoi studi si è occupata in particolare delle vicende del cattolicesimo italiano e francese.

Nelle giornate dal 10 al 17 agosto si è tenuto a Ravascletto (UD) il campo estivo diocesano dell’ACR dal titolo “Hai la mia parola”. Al centro delle attività di riflessione la storia di Geremia, inviato da Dio al popolo d’Israele per risvegliare la speranza in un tempo di angoscia. Nonostante le difficoltà, anche quando sembra che Dio abbandoni il popolo d’Israele la speranza si fa viva. Continue reading
Di seguito pubblichiamo il messaggio del vescovo Antonio Napolioni per l’anno oratoriano 2024/25. Continue reading

Si avvia alla conclusione la mostra monografica del fotografo Paolo Mazzini intitolata “Tratti” che durante tutta l’estate ha raccolto l’apprezzamento di cremonesi e turisti che hanno varcato la soglia del Museo Diocesano.
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Un cammino di preghiera nella notte come occasione per riflettere sul proprio percorso di vita e di fede. Con questa intenzione si è svolta la tradizionale processione dell’immagine della Madonna della Fontana a Casalmaggiore nella serata di giovedì 15 agosto, solennità dell’Assunta. Un breve percorso di circa un chilometro e mezzo dalla chiesa di San Francesco al santuario mariano, alla luce dei flambeaux e sulle parole del Rosario pregato dal centinaio di fedeli partecipanti a questo appuntamento ormai consueto del territorio casalasco. Continue reading
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«Maria quale segno di consolazione e di sicura speranza». È con questa consapevolezza, richiamata dal vescovo Antonio Napolioni, che giovedì 15 agosto è stata vissuta la solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, che a Cremona ha un sapore speciale. Continue reading
A Cremona i giorni di Ferragosto lungo il Po non sono solo bagni in piscina o svago nelle società canottieri. Si rinnova, infatti, anche un appuntamento mariano particolarmente sentito da chi vive il fiume, alla presenza della statua della Madonna di Brancere, Regina del Po. Una festa che dura da più di 40 anni e che quest’anno si è ulteriormente arricchita, nel giorno della vigilia della solennità dell’Assunta, riportando a una tradizione che negli ultimi anni si era persa. Continue reading
Il 27 luglio è iniziato il “Campo Issimi”, l’ormai tradizionale settimana organizzata dall’AC della diocesi di Cremona per i ragazzi dalla prima alla quinta superiore. La meta di quest’anno era Sauze d’Oulx, un piccolo paese della Val di Susa in provincia di Torino.
Prima ancora che partisse il pullman, l’entusiasmo e l’emozione di un nuovo inizio erano visibili sui volti dei ragazzi: i veterani già sapevano che cosa aspettarsi, ma è stato anche bello vedere tanti nuovi volti curiosi e forse un po’ spaventati.
La Sacra di San Michele è stata la prima tappa di una lunga e piena settimana. In questo luogo il gruppo ha iniziato a conoscersi, muoversi assieme, condividere esperienze. Una volta invece arrivati a Sauze d’Oulx, il gruppo ha trovato ad aspettarlo un bellissimo hotel e un paesino dall’atmosfera magica che presto sarebbe diventato teatro delle proprie avventure.
I ragazzi, pian piano, hanno iniziato a entrare sempre di più nel vivo del campo sperimentandolo in tutte le sue forme: non sono potuti mancare il ballo di gruppo e il gioco musicale, mentre tra le tante novità introdotte è giusto ricordare il “Fantacampo”, una gara a squadre che ha accompagnato per tutta la settimana. Per vincere non bastava solo arrivare primi nei giochi… bisognava anche riordinare le stanze, depositare per un po’ i telefoni e raccogliere i libretti.
Il cuore di questa esperienza, però, sono state le attività, che per quest’anno si sono incentrate sul tema dell’amore, fulcro dal quale poi è scaturito il nome al campo: “Questione di feeling”. Si è cercato di definire che cosa è l’amore e come si manifesta, oltre ad aver parlato delle proprie relazioni sempre più vissute in modo virtuale. Sono stati anche trattati altri temi come l’importanza e la centralità dell’amore verso se stessi, il fallimento nei rapporti con gli altri e l’affettività consapevole.
Oltre a far tesoro dei momenti di riflessione, ci sono state anche occasioni di svago che hanno acceso e divertito sia i ragazzi sia gli educatori. Si è partiti inizialmente con una sfida fra dame e cavalieri, poi ci sono state le “vere” olimpiadi, con tanto di premiazioni e inno d’Italia. Successivamente i ragazzi sono stati messi alla prova con una cena con delitto da risolvere, una escape room da superare e un gioco per il paese alla ricerca di una gemma nascosta. Da non dimenticare, infine, la serata party che ha raggiunto il culmine in un’improvvisata discoteca.
Ma non sarebbe stato un vero campo in montagna se non ci fossero state le gite: ne sono state fatte due. Gli educatori avevano promesso semplici giretti, ma bisogna ammettere che non è stato sempre così. Arrivare tutti assieme alla meta, però, è valso ogni fatica. Passo dopo passo è stato raggiunto il lago Laune e qualche giorno dopo, fra canti e chiacchierate l’alpeggio “Malafosse alta”.
Non è stata certo lasciata ai margini la parte spirituale del campo, anche grazie all’aiuto di don Daniele Rossi. Tutti i giorni la preghiera è stata resa protagonista con la Messa, le Lodi, i commenti al Vangelo e la Compieta. I sette giorni di campo sono stati un’occasione per vivere la gioia del pregare assieme, ma anche per sperimentare la bellezza del silenzio e della meditazione individuale con il deserto e l’adorazione.
L’ultimo giorno, il 3 agosto, fra abbracci, pianti e saluti si è anche visitato il Colle don Bosco, luogo in cui è nato il santo di cui porta il nome.
«Noi educatori – spiegano gli accompagnatori – siamo stati davvero contenti di come è andata la settimana: provenienti da esperienze, idee e contesti diversi ci siamo trovati uniti negli obiettivi e nel desiderio di andare oltre all’essere semplici animatori. La vera forza del campo però sono stati sicuramente i ragazzi che hanno saputo donarci la voglia di esserci, la capacità di mettersi in gioco e in discussione. Sono riusciti a fidarsi e a buttarsi, a portare il desiderio di includersi e non lasciare indietro nessuno. Va a tutti loro il primo ringraziamento a cui segue quello per i cuochi, per il don e per tutti coloro che hanno dato una mano, rendendo il campo possibile. Abbiamo parlato di amore, ma soprattutto lo abbiamo visto e lo abbiamo sperimentato. Questa settimana ci ha dimostrato che vivere amando è possibile e quando ci chiediamo perché è stato così bello provare tutto ciò, ci tornano in mente le Sue parole: “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri”».

