MissioConnessi, Michele Anghileri racconta della sua esperienza di 21enne volontario in Malawi

Il giovane originario di Covo nel 2018 ha scelto di lasciare il proprio paese durante la realizzazione di un centro nutrizionale

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A ventun anni generalmente si studia o si lavora e si progetta il proprio futuro. Ma c’è anche chi parte per un’esperienza missionaria nel sud-est del continente Africano, più precisamente in Malawi. È stata proprio questa la decisione presa da Michele Anghileri, ventiquattrenne di Covo (Bg), che nel 2018 ha scelto di lasciare il proprio paese per la realizzazione – spendendosi anche in prima persona sul campo – di un centro nutrizionale in Malawi.

La malnutrizione, specialmente dei bambini, è una delle piaghe più diffuse in in Africa ed è per questo motivo che il giovane ha deciso di partire per offrire il proprio contributo.

«In realtà non è stato il mio primo viaggio nel continente – ha spiegato ai microfoni di MissioConnessi – perché già dai diciotto anni ho frequentato, ogni estate, la missione delle suore Sacramentine proprio in Malawi, quindi conoscevo la realtà locale».

La permanenza prolungata nel paese africano, però, ha dato modo a Michele Anghileri di vivere in modo più specifico e profondo la sua esperienza missionaria, offrendogli l’occasione di conoscere e incontrare persone, stili e culture differenti.

Dialogando con don Maurizio Ghilardi, incaricato diocesano per la pastorale missionaria, Anghilieri ha raccontato di aver incontrato «una realtà contrastante: il Malawi è un Paese sicuro e solare, la sensibilità di chi lo abita è significativa; allo stesso tempo è uno stato estremamente povero».

Ed è forse la combinazione di queste due anime a portare gli abitanti del paese a essere estremamente generosi ed accoglienti. «Io stesso – ha proseguito il giovane – sono stato accolto ed accompagnato nella mia esperienza. In una parola, ho incontrato fratelli e sorelle capaci di vivere la vera integrazione».

Quella di Michele Anghilieri non è stata certamente una scelta banale o scontata. Eppure, concludendo il proprio intervento, il giovane bergamasco ha voluto sintetizzarla con poche semplici parole: «Questa esperienza mi ha cambiato la vita, l’ha illuminata dall’interno, aiutandomi a scoprire me stesso».

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