La Prima Messa di don Giuseppe a Spinadesco: «Qui, dove è iniziato il mio cammino con il Signore»

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La Chiesa “traboccante di vita” che nella serata di sabato 8 giugno, in Cattedrale, lo ha accolto come nuovo sacerdote, ha visto nel pomeriggio di ieri, 9 giugno, don Giuseppe Valerio celebrare la sua Prima Messa nella Chiesa di Spinadesco, sua parrocchia d’origine, «dove – ha sottolineato don Giuseppe – tutto è iniziato. In casa tua Signore hai preso la mia mano e hai camminato con me».

Sui volti del novello sacerdote, dei suoi famigliari, amici e dei suoi confratelli nel ministero era ancora tangibile l’emozione e la gioia per «un figlio che dice sì e che non ha nulla da perdere, perché non è mai un sì solitario» come sottolineato da don Fabio Sozzi, parroco di Spinadesco, nell’accogliere don Giuseppe con un caloroso “bentornato a casa”.

 

Saluto del parroco

 

Si sono stretti attorno a don Beppe – così a lui piace farsi chiamare – oltre a don Fabio, numerosi sacerdoti che lo hanno accompagnato in questo suo percorso vocazionale e di servizio in diverse parrocchie.

Il rito ha avuto inizio sul piazzale della chiesa, dove un giovane parrocchiano ha accolto con un saluto don Giuseppe. Parole di affetto e di stima sono echeggiate dalla navata della chiesa, con l’invito a “rivestirsi di carità e essere prete travolgente”. In un gesto molto famigliare, i due fratelli di don Giuseppe, Martina e Luigi, gli hanno donato la casula, aiutandolo nella vestizione. Da qui ha avuto inizio la celebrazione.

Don Aldo Manfredini, parroco di S. Michele Vetere, nell’omelia, ha sottolineato come «gli occhi di tutti sono su di te. Oggi per la Chiesa e per questa comunità in particolare è un giorno speciale, straordinariamente grande». Ha poi ricordato le qualità ben note di don Giuseppe «ragazzo d’oro, affidabile, caritativo, generoso, umile, disponibile». Ma non c’è solo grande ammirazione per queste doti: «non bisogna trascurare il senso delle cose visibili e invisibili. La ragione fondamentale, e che ci arriva segretamente, è che tu ti sei fidato del Signore». Infine ha lasciato una consegna, quella di: «custodire e ravvivare ogni giorno questo dono di grazia. Non abusare di parole grandi come fede, ammirazione, amore, fraternità, perché sono parole divine, ma traducile in gesti concreti. Che Dio ti accompagni e mantenga la gioia, la consapevolezza e l’ardore che oggi hai nel tuo cuore».

 

Omelia di don Aldo Manfredini

 

Don Pietro Samarini, ora parroco di S. Bernardo in Cremona, ma già parroco di Spinadesco durante gli anni del nascere della vocazione di don Giuseppe Valerio ha sottolineato: «In te ho potuto percepire l’agire di Dio nelle persone, anche con inquietudine. Dio agisce nella storia, anche oggi».

 

Saluto di don Pietro Samarini

 

Al termine della celebrazione, il novello sacerdote ha rivolto a tutti il suo personale ringraziamento: in primis alla sua famiglia, la mamma Maria, il papà Salvatore, i fratelli e i nonni; alla comunità di Spinadesco e al “suo” oratorio che «è quel luogo che mi sta a cuore»; agli amici del seminario; ai sacerdoti che lo hanno accompagnato nel suo percorso; agli ex colleghi di lavoro; alle comunità in cui è stato: la Beata Vergine, Calvatone, Arzago d’Adda e Casirate, Vescovato e Piadena. Un ringraziamento particolare è andato anche a don Valerio Lazzari, suo compagno di ordinazione «ci unisce ora anche il Ministero, che insieme impareremo a vivere», ha detto don Giuseppe.

«Fra domande e dubbi, alla ricerca di risposte, ho cercato e parlato cuore a cuore, e Tu eri lì, presente e ascoltavi, in quel crocifisso a noi così caro qui a Spinadesco. Mi sentivo a casa, al sicuro. Anche oggi mi sento a casa, qui sono a Casa. Hai fatto tutto Tu, io ho solo impastato gli ingredienti, così come si fa come il pane». Questo il cuore del saluto di don Giuseppe alla sua comunità.

 

Saluto di don Giuseppe Valerio

 

 

 

Don Valerio Lazzari e don Giuseppe Valerio sacerdoti «con il Vangelo in tasca»

Nell’abbraccio di una comunità intera, la Prima Messa di don Valerio Lazzari