Nuovo oratorio a Caravaggio, il Vescovo: «In oratorio i figli sono di tutti e ognuno ha il dovere di guardarli con senso di responsabilità e con rispetto»

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«La grande parrocchia di Caravaggio ritrova la sua casa, un tutt’uno con la chiesa nel cuore della città». Con queste parole il vescovo Antonio Napolioni ha aperto nel pomeriggio di domenica 9 giugno la Messa solenne che ha preceduto il taglio del nastro del nuovo oratorio San Luigi, a Caravaggio: un moderno e funzionale complesso che nasce dalla totale ristrutturazione di quello vecchio.

Un progetto da circa cinque milioni e mezzo di euro di costo, che consegna alla comunità il suo nuovo laboratorio di fraternità e di pace, finanziato con tre diversi contributi della Cei per un ammontare di 670mila euro (serviti per la realizzazione della casa degli scout, del salone e delle aule di catechismo), con un mutuo trentennale da 3,8 milioni di euro e la cessione allo stesso istituto di credito, per 99 anni, del diritto di superficie del nuovo parcheggio da settanta posti per 750mila euro e dalla cessione alla ditta appaltatrice dei lavori dell’ex campo da calcio della società sportiva parrocchiale Iris Caravaggio per altri 750mila euro.

Celebrata nel cortile del nuovo oratorio, la Messa è stata animata dal coro parrocchiale diretto da Sara Carminati.

Ai tanti fedeli che hanno partecipato all’Eucaristia il vescovo Napolioni ha ricordato nell’omelia ciò che l’oratorio deve essere: «Perché – ha esordito – facciamo ancora l’oratorio? Perché abbiamo paura che i nostri ragazzi si perdano? Anche qui si può giocare male, si può litigare male e, infatti, questo è un luogo anche per imparare a litigare bene. All’oratorio i figli sono di tutti e ognuno ha il dovere di guardarli con senso di responsabilità e con rispetto, ma senza fare del proprio figlio il principino o della propria figlia la reginetta. Tutti devono essere fratelli e sorelle che hanno Dio come padre, la Chiesa come madre e un futuro di fraternità da condividere». «Questo è il futuro dell’oratorio», ha detto il Vescovo, auspicando «che si possa venire qui per uscire come seminatori della gioia che al suo interno si sperimenta». Per questo «occorrerà giocare tanto, ma giocare bene. e per giocare bene è necessario ogni tanto fermarsi, pregare e lodare Dio che è fonte della gioia della vita».

Alle preghiere dei fedeli il vescovo ne ha voluto aggiungere due particolari: la prima per i volontari che hanno lavorato per regalare a Caravaggio questa struttura; la seconda a tutti quei volontari che non ci sono più.

Al termine della celebrazione il parroco di Caravaggio mons. Giansante Fusar Imperatore ha invitato a prendere la parola, per un breve intervento di saluto, sia il sindaco Claudio Bolandrini che il presidente della Bcc di Caravaggio, Adda e Cremasco Giorgio Merigo.

«È un momento importante per tutta la città – ha detto il sindaco – visto il ruolo fondamentale che riveste l’oratorio che non è solo una riserva di cattolici ma è anche e soprattutto un luogo in cui si trasmettono valori universali e fondamentali».

«Abbiamo accompagnato con impegno e anche apprensione – ha spiegato Giorgio Merigo – questo progetto. Essendo noi una banca di comunità non c’è niente di meglio che trovarci dentro i suoi sogni. Concretamente ci siamo presi in carico gli arredi del teatro, dedicato al nostro ex presidente Riccardo Formento».

Per ultimo ha parlato il parroco, con tanti ringraziamenti, in particolare ai volontari (definiti «forza propulsiva della comunità») e al suo predecessore don Angelo Lanzeni che ha iniziato i lavori, affidati alla ditta Art Edil. «Nel nuovo oratorio – ha detto monsignor Fusar Imperatore – c’è posto per tutti. Ci sono ancora spazi da arredare, cosa che faremo man mano. Intanto iniziamo a riempirlo con il Grest».

Terminata la Messa, la benedizione impartita dal Vescovo ha preceduto il taglio del nastro da parte del parroco, del vicario parrocchiale don Andrea Piana e del sindaco Bolandrini. Poi, tregua-meteo finita.