Come avviene da oltre cinque secoli, ogni 11 maggio, giorno anniversario delle apparizioni della Madonna a Domenica Zanenga, avvenute a Castelleone nel 1511, la comunità castelleonese si è recata in pellegrinaggio al Santuario dedicato a Maria, Madre di Misericordia.
Così nella mattinata di lunedì 11 maggio, dopo un momento di preghiera in chiesa parrocchiale, dal centro della città di Castelleone verso il santuario mariana è partita una numerosa processione dei fedeli, nonostante il giorno feriale e la mattina di un maggio poco primaverile non favorisse il pellegrinaggio, al quale hanno partecipato anche diversi ospiti della Fondazione G. Brunegni accompagnati da familiari e volontari. Un cammino cadenzato dalla recita del Rosario e solennizzato dalla presenza della banda cittadina.
Ad accogliere i pellegrini sul sagrato del Santuario dal Madonna della Misericordia il saluto e la benedizione del vescovo Antonio Napolioni che ha poi presieduto la solenne celebrazione eucaristica delle 11, concelebrata dal vescovo emerito Dante Lafranconi e diversi sacerdoti diocesani, in particolare quanti sono in servizio oggi a Castelleone insieme a quanti lo sono stati o sono originari del logo.
All’inizio della Messa il sindaco di Castelleone, Federico Marchesi, a nome dell’intera cittadinanza ha offerto il cero alla Madonna.
Le lettera di san Paolo agli Efesini e brano evangelico della Visitazione raccontato da Luca hanno guidato l’omelia del vescovo, che ha iniziato con le prime parole di una delle più antiche preghiere mariane «Salve Regina, madre di Misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve», individuando – propio a partire dalla scena della Visitazione – il significato profondo di questi tre titoli attribuiti a Maria.
Vita: Maria ed Elisabetta con le loro maternità sono una dimostrazione della potenza di Dio e della potenza della vita. La misericordia non è un sentimento, non è una concessione di Dio, ma è il figlio di Dio stesso, Gesù. E Maria è madre di misericordia perché madre di Gesù e perché porta a lui. La vita è un dono, come affermato anche nella prima lettura.
Dolcezza: può apparire una parola fuori moda e che appartiene solo ai dolci o al cioccolato – ha riflettuto il vescovo – ma la dolcezza di Dio non è caramellosa, ma è esigente e perciò onnipotente, perché sgorga dalla Croce del Figlio, ai piedi della quale Maria continua a credere e a sperare.
Speranza: nel Magnificat Maria fa l’elenco delle promesse del Signore. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore, ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili, ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. È il modo con cui Dio si coinvolge appassionatamente alla storia umana e chiama anche l’uomo a fare altrettanto, invitando a rimboccarsi le maniche, ad andare incontro agli altri. La speranza – ha detto il vescovo – fa lavorare operosamente per il Regno di Dio nello stile del Vangelo che è lo stile di Gesù e di Maria, che è stile e potenza di vita, di dolcezza e di speranza.
Prima della benedizione finale il parroco di Castelleone e rettore del Santuario, don Giambattista Piacentini, ha ringraziato tutti coloro che hanno voluto vivere questo momento condiviso di preghiera.
Le celebrazioni anniversarie continueranno anche nei giorni successivi l’11 maggio: martedì 12 maggio, nel pomeriggio, alle 17.30, S.Messa di consolazione, celebrazione per anziani e ammalati; mercoledì 13 maggio, alle 16.15, celebrazione per bambini e ragazzi e Messa alle 17.30; giovedì 14 maggio, alle 21, processione da piazza Fondulo al Santuario; domenica 17, alle 11, Messa del pellegrinaggio di Corte Madama, mentre alle 17.30 vi sarà la celebrazione eucaristica con gli anniversari di matrimonio.
Per tutto il mese di maggio, inoltre, si recita il Rosario nei quartieri e nelle frazioni di Castelleone.
Il video integrale della celebrazione

