C’è tempo sino al 16 giugno per sostenere il progetto “Una stanza per ricominciare” della Casa Famiglia Sant’Omobono, la struttura dell’Azione Cattolica di Cremona che offre sostegno e aiuto a donne in condizione di disagio e sofferenza a causa della povertà, di maltrattamenti e di tutte quelle situazioni che ancor oggi tendono a marginalizzare la donna, in particolare in presenza di figli bisognosi di protezione e tutela.
Attiva a Cremona dal 1998, gestita dalla Fondazione Casa Famiglia S. Omobono, la Casa ha visto negli anni passare centinaia di donne e bambini. In stanze che oggi raccontano queste vite, risultando ormai inadeguate (così come i loro arredi) ai bisogni di chi le abita.
Da qui l’iniziativa di raccolta fondi promossa su www.ideaginger.it/progetti/una-stanza-per-ricominciare.html#tab_progettocon per arrivare alla sostituzione degli arredi di tre stanze che, dopo quasi trent’anni, mostrano segni di usura rischiano di non rispondere più in modo adeguato ai bisogni delle mamme: alcuni letti sono stati sostituiti da semplici reti e a qualche mobile manca dei cassetti. Per rendere queste stanze più funzionali e accoglienti, adeguandole anche ai necessari standard normativi, si è pensato a un progetto personalizzato, sia dal punto di visita del mobilio che da cromatico. Un notevole impegno economico. Da qui l’idea del crowdfunding in cui cifre anche molto piccole risultano determinanti per raggiungere il traguardo.
E raggiunto il primo obiettivo di 10mila euro per la sistemazione di tre delle sei stanza si vuole puntare ancora più in alto, realizzando al 100% questo sogno: ovvero riarredare tutte e sei le stanze della casa. Da qui il nuovo obiettivo di 20.000 euro. Ognuno potrà dare il suo contributo, anche piccolo. E ciascun donatore potrà inoltre ritenersi ambasciatore della raccolta, promuovendola presso amici e parenti.
Quella di Casa Famiglia Sant’Omobono è una comunità nel vero significato del termine, in quanto attorno a essa ruotano molte persone che silenziosamente, ma in modo assai prezioso, supportano la quotidianità della struttura, aiutando i bambini a fare i compiti, svolgendo piccoli lavori di manutenzione ordinaria, o ancora regalando ciò che serve o il proprio tempo a favore di tutti. Affiancano il personale educativo che, sotto la guida di una coordinatrice, con sei educatori ed educatrici garantisce il servizio H24.
L’edificio dispone di quattro stanze piccole, dove possono trovare alloggio donne con un figlio, e due camere più grandi, per ospitare mamme con più figli; tutte stanze con bagno incluso.
Il modello di crowdfunding (raccolta fondi) proposto da Ideaginger prevede la formula “tutto o niente”: o si raggiunge la cifra target o le offerte saranno restituite ai donatori. Da qui l’appello che arriva da Casa Famiglia S. Omobono per chiedere il sostegno di tutti per creare un piccolo rifugio per chi ha bisogno di fermarsi e ricominciare.


