Al Santuario di Caravaggio la pace per i Grest è un gioco di squadra

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Anche quest’estate il Santuario di Caravaggio ha aperto i cancelli per accogliere i bambini e i ragazzi dei Grest. L’avventura dell’oratorio estivo, capace di unire il divertimento a riflessioni che lasciano il segno, quest’anno in Lombardia si snoda sulle orme di san Francesco: “BellaFra” è lo slogan che risuona potente. Due le parole d’ordine che anche la proposta al Santuario – sulla scorta del santo di Assisi – ha messo in evidenza: pace e fraternità. Giocare e parlare di pace proprio nel Santuario regionale della Lombardia ha un sapore tutto particolare. Non è una scelta fatta a caso, è una specie di appuntamento con la storia: nel 1432, quando la Madonna apparve a Giannetta a Caravaggio, il mondo intorno era ferito dalle guerre. Maria ha parlato chiaro, chiedendo conversione e pace. La sfida è allora continuare a dare voce a quel messaggio.

Così il Santuario a giugno si è trasformato ogni giorno in un laboratorio speciale dove, tra una sfida e l’altra, i ragazzi dei Grest si sono messi in gioco nel nome della pace, prima di fermarsi a pregare la Madonna, chiedendole la grinta giusta per essere “costruttori di pace” nella vita di tutti i giorni.

Le attività sono state divise per età. I ragazzi delle medie si sono messi in gioco “Risikando la pace”, ispirati da parole nuove, alla loro portata. Sogno, follia, strategia: il coraggio di “vedere più lontano” l’apparente pazzia di abbandonare la logica delle armi, la pazienza di piccoli passi concreti di dialogo. Dove si capisce subito che la vera vittoria non è “asfaltare” l’avversario, ma stringere alleanze e collaborare per abbattere muri e costruire ponti.

I bambini delle elementari, invece, sono andati a caccia de “Il segreto della vita vera”, scoprendo gli ingredienti per riempire la vita di pace e fraternità. Primo fra tutti l’ascolto. Il verdetto, per tutti, lo stesso: la pace non si fa mai a scapito di qualcuno. La pace, se non la si fa insieme, non esiste.

L’équipe del Santuario ha investito, preparato, accolto e accompagnato i gruppi di ragazzi, provenienti sia dalla diocesi di Cremona sia da Milano e un Grest fin da Novara. Tanti sono arrivati in treno, altri in pullman e alcuni in bicicletta. Per chi ha raggiunto il Santuario a piedi dalla stazione è stato possibile seguire il percorso a tappe segnato lungo il viale: le strofe del “Cantico delle Creature” ne hanno dettato il ritmo.

«Ha senso che il Santuario fra Messe, Rosari e candele offra anche sfide con mollette e palloncini? Crediamo – spiegano dal Santuario – nel valore della proposta come occasione di una giornata intensa, oltre che divertente, sotto lo sguardo di Maria e alla scuola del messaggio che quasi 600 anni fa è risuonato qui: essere uomini e donne in cammino di conversione, di pace e di vita nuova. Essere sempre insieme, per camminare mano nella mano insieme a Maria e a ogni fratello e sorella, certi che l’altro non è mai un rivale da battere, ma un compagno di squadra con cui costruire il futuro».

L’inattesa commovente sosta silenziosa di ragazzi e ragazze davanti all’immagine della mamma di Gesù, i loro sguardi al termine di giornate calde e afose, ha confermato la fiducia riposta in ciascuno di loro e nei loro giovani educatori.

TeleRadio Cremona Cittanova
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