Sotto la lente di “Torrazzo con vista” giovani e sport: spazi e idee per far fiorire il talento

Ospiti della nuova puntata del podcast di TRC coach Andrea Trinchieri e il giornalista Gianluca Corbani

image_pdfimage_print
Questo contenuto non è disponibile per via delle tue sui cookie

 

C’è un’idea che attraversa il mondo dello sport giovanile cremonese, dal basket al calcio: la crescita di un ragazzo conta più di ogni classifica. Ne hanno parlato, nella nuova puntata del podcast Torrazzo con vista, Andrea Trinchieri, allenatore di basket con una carriera internazionale tra Germania, Serbia, Russia, Grecia e Lituania, che negli anni Duemila guidò anche la squadra cremonese poi diventata Vanoli, e Gianluca Corbani, giornalista, fondatore della pagina Instagram Liga Italia e responsabile comunicazione della Lega nazionale Dilettanti.

Il punto di partenza è stata l’Andrea Trinchieri Academy, il progetto con cui Trinchieri ha di fatto salvato il settore giovanile della Vanoli. Una scelta che lui stesso definisce «una lucida follia», perché sapeva a che cosa andava incontro, ma non voleva voltarsi dall’altra parte. Il principio – ha spiegato – è chiaro: «il progetto sono i ragazzi e le ragazze che fanno parte dell’Academy, non il basket. La pallacanestro resta uno strumento, non un fine».

Un ragionamento che Corbani ha allargato al calcio. «La presenza della Cremonese in Serie A, in due occasioni negli ultimi cinque anni, ha ridato linfa a un territorio da sempre vocato al pallone, con numeri in crescita nell’ultimo ventennio. La sfida futura è prepararsi al calo demografico: non ha ancora intaccato il calcio giovanile cremonese, ma i dati lo annunciano imminente».

Il confronto si è poi spostato sul cosiddetto «modello Norvegia», dove fino agli Under 13 non esistono classifiche né campionati nazionali. Per Trinchieri è decisivo recuperare quella che definisce «discrezionalità del risultato». «Siamo abituati a essere giudicati sull’esito di una partita, etichettati come vincenti o perdenti, mentre il risultato dipende da moltissimi fattori. Ciò che resta sotto il controllo di un atleta o di un allenatore è dare il meglio di sé: il resto sfugge, a qualsiasi livello». È questo il senso dell’Academy, per Trinchieri: «Offrire ogni giorno ai ragazzi persone che, con passione, si mettano al loro servizio per farli migliorare. Chi promette altro mente, prima a se stesso e poi al giovane».

Corbani ha osservato che in Italia, di fatto, i campionati giovanili già vivono senza grandi classifiche ufficiali. Resta da capire se «la cultura di base abbia davvero superato quella logica, se, sul campo, genitori, allenatori e società si muovano nella stessa direzione». Il problema principale del calcio italiano – ha precisato – non è però questo, ma «lo sviluppo dei talenti. Le tre mancate qualificazioni mondiali sono la punta di un iceberg legato al vuoto tra i diciassette e i ventidue anni, il passaggio tra settori giovanili e calcio professionistico». Da qui l’invito a guardare ai modelli esteri con spirito critico, senza copiarli.

Su questo tema Trinchieri ha ricordato come «è impossibile scindere la tradizione sportiva dalla cultura del paese: ciò che accade nello sport dipende dalla società, dalle politiche, dalle tradizioni di una nazione. La cultura sportiva è radicata laddove lo sport diventa un passaporto per una vita migliore».

La puntata si è chiusa con un augurio condiviso. Corbani spera che «prosegua un cammino di rinnovamento delle dirigenze, degli staff, delle società sportive del territorio, fatto di persone capaci di ascoltare i ragazzi, non solo di pretendere da loro». Trinchieri si è detto pienamente d’accordo, aggiungendo il desiderio che Cremona diventi un polo capace di attrarre sportivi di ogni disciplina, dal calcio al canottaggio, un luogo dove la passione per lo sport possa farsi casa comune.

TeleRadio Cremona Cittanova
condividi su