Che cosa significa prendersi cura quando non è più possibile guarire? È questa la domanda al centro della presentazione del Libro Bianco per la promozione delle cure palliative in Italia, in programma mercoledì 11 novembre alle ore 18, al Teatro Monteverdi di Cremona, in occasione della Giornata nazionale delle cure palliative che ricorre lo stesso giorno.
L’iniziativa è promossa dalla Rete locale di cure palliative in collaborazione con la Pastorale della Salute della Diocesi di Cremona e l’Associazione medici cattolici italiani (Amci) di Cremona. Un lavoro condiviso che testimonia come la cura delle persone più fragili sia una responsabilità che coinvolge il mondo sanitario, la comunità ecclesiale e l’intera società.
Ad aprire l’incontro sarà il vescovo Antonio Napolioni. Proprio dalla collaborazione tra la Conferenza Episcopale Lombarda e la Pontificia Accademia per la Vita nasce il Libro Bianco per la promozione delle cure palliative in Italia, che intende favorire una maggiore conoscenza delle cure palliative e promuoverne l’accesso equo e tempestivo.
Seguirà una tavola rotonda con i responsabili dei reparti di Cure palliative del territorio: il dottor Nicola Fasser (casa di cura Ancelle), il dottor Massimo Damini (casa di cura San Camillo) e il dottor Alessio Faliva (ASST Cremona). Modererà gli interventi la dottoressa Rosalia Dellanoce, presidente dell’Amci Cremona.
Il Libro Bianco invita a superare un equivoco ancora diffuso: le cure palliative non sono una rinuncia alle terapie né un intervento riservato agli ultimi giorni di vita. Possono, invece, accompagnare precocemente il percorso di malattia, alleviando il dolore e rispondendo ai bisogni fisici, psicologici, relazionali e spirituali della persona, con attenzione anche ai familiari. Tra i temi affrontati nel testo figurano l’assistenza agli anziani e ai bambini, il sostegno a chi si prende cura dei malati e la formazione degli operatori sanitari.
La presentazione dell’11 novembre a Cremona sarà un’occasione di informazione e sensibilizzazione rivolta a tutta la cittadinanza. La collaborazione tra realtà sanitarie ed ecclesiali vuole contribuire a costruire una cultura nella quale la cura non si misuri soltanto sulla possibilità di guarire, ma anche sulla capacità di alleviare la sofferenza, rispettare la dignità della persona e sostenere chi le è accanto. Perché, anche quando non è più possibile guarire, è sempre possibile curare e non lasciare solo chi soffre.
L’incontro è promosso con il patrocinio di Comune di Cremona, Asst Cremona e con gli ordini professionali di Medici, Inferiemi e Farmacisti, insieme anche all’Unione cattolica farmacisti italiani.


