Giornata del Ringraziamento, senza mai dare per scontato i frutti della terra

Ospiti della nuova puntata del podcast Torrazzo con vista Andrea Fiorini (Università Cattolica) e Giovanni Roncalli (Colidiretti)

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Ringraziare per ciò che si è ricevuto, anche quando la stagione non è stata generosa. È il senso della Giornata nazionale del Ringraziamento che l’8 novembre porta il mondo agricolo davanti a un rito antico e, insieme, di fronte alle domande del presente. Ne parlano, nella puntata dell’8 novembre del podcast Torrazzo con vista, Giovanni Roncalli, direttore di Coldiretti Cremona, e Andrea Fiorini, professore associato di Agronomia e coltivazioni erbacee all’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Piacenza.

Per Roncalli la ricorrenza odierna è «un richiamo fortissimo a quelle che sono le nostre radici. Il mondo rurale è legato alla Dottrina sociale della Chiesa, e il rito ricorda che tutto ciò che si riceve viene dall’alto, ed è esposto anche agli effetti negativi, che quest’anno non sono mancati».

È su questo punto che si innesta la riflessione di Fiorini, che ricontestualizza il ringraziamento nell’attualità. Celebrare questa festa significa allora «non dare per scontato che quello che arriva sulla tavola ogni giorno sia lì e sia frutto del lavoro di agricoltori, tecnici, agroindustria, grande distribuzione, logistica». Lo si è toccato con mano durante la crisi del Covid, con gli scaffali dei supermercati vuoti. E ricorda un dato: «Nel dopoguerra l’impiego in agricoltura era altissimo, oggi riguarda solo il due o tre per cento della popolazione; ma è una filiera che riesce comunque a nutrire tutti».

Roncalli conferma il quadro: «Nel corso degli anni si è passati a una forte specializzazione delle imprese e oggi il sistema agroalimentare italiano è tra i più performanti al mondo, riconosciuto come il più sostenibile in termini di emissioni». Un risultato che attribuisce anche al lavoro delle università, in particolare della Cattolica tra Cremona e Piacenza. Fiorini racconta come i corsi triennali e magistrali in Scienze e tecnologie agrarie e alimentari dei due campus cerchino di «alimentare la sete di sapere dei ragazzi, ma, allo stesso tempo, la loro fame di fare, perché diventino loro i protagonisti di un settore che è tra i più dinamici e competitivi del Paese». Il futuro, per Roncalli, passa anche dal rapporto con i cittadini: il direttore di Coldiretti sottolinea che «dobbiamo comunicare al consumatore queste esternalità positive che il mondo agricolo crea, perché produrre in modo sempre più performante e sostenibile non basta, se non lo si racconta».

Una delle sfide più concrete, infine, resta il clima. Fiorini spiega che «l’ultima estate ha registrato circa 3,1 gradi in più rispetto alla media del periodo dal 1991 al 2010. Un cambiamento rilevante, capace di generare fenomeni atmosferici eccezionali, come accaduto l’estate scorsa proprio a Cremona». Contro questi fenomeni, ammette, c’è poco da fare per resistere, ma si può lavorare sulla resilienza: «Possiamo rendere il nostro sistema più resiliente, puntando innanzitutto sulla fertilità dei terreni, capaci di infiltrare e trattenere meglio l’acqua». Quello idrico resta dunque un tema, legato all’aumento delle temperature a livello globale e all’innalzamento dello zero termico. Per Fiorini, «servono valutazioni ambientali accurate, non slogan, perché «l’uomo deve fare qualcosa per far sì che l’acqua sia a disposizione sempre».

Oltre alle attenzioni concrete e tecniche, entrambi gli ospiti insistono sul lavoro di rete e sulla comunicazione, sul raccontare in positivo ciò che si fa. Perché ringraziare, in fondo, significa anche riconoscere ciò che ci tiene insieme.

TeleRadio Cremona Cittanova
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