Castelverde ricorda mons. Gardinali nell’80° anniversario della morte del fondatore dell’Opera Pia “SS. Redentore”

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In occasione dell’80° anniversario della scomparsa di mons. Pietro Gardinali, arciprete per quarantotto anni di Castagnino Secco e fondatore dell’Opera Pia SS. Redentore, giovedì 12 gennaio alle 21 si è tenuta la commemorazione nella chiesa parrocchiale di Castelverde.

La serata è stata introdotta da don Giuliano Vezzosi, parroco dell’unità pastorale “Madonna della Speranza” di cui fa parte la parrocchia di Castelverde: «La parrocchia di Castelverde – ha detto – ha voluto commemorare con questa serata la figura di monsignor Pietro Gardinali per dare risalto alla figura carismatica e profetica di questo sacerdote che già più di cento anni fa, insieme ad altri sacerdoti cremonesi ha dato origine a un’attenzione profonda alla società di allora e soprattutto ai più bisognosi».

All’inizio della serata ha preso parola anche don Claudio Rasoli, presidente della Fondazione “Opera Pia Ss. Redentore” che ha espresso il suo pensiero riguardo la figura di mons. Gardinali:

«Ciò che mi ha colpito della figura di monsignor Gardinali è sicuramente la capacità di leggere i bisogni del tempo e trovare delle soluzioni immediate».

Il professor Matteo Morandi, storico locale, nella prima parte della serata ha letto il discorso scritto dal professor Giampietro Goffi, che non ha potuto presenziare, spiegando il contesto storico nel quale ha vissuto l’arciprete di Castagnino.

Nella seconda parte della serata il professor Morandi ha illustrato i quarantotto anni in cui il sacerdote è stato parroco a Castagnino.

«Don Pietro Gardinali ha rappresentato per la parrocchia un elemento particolarmente importante nella rifondazione di un’idea di comunità» ha sottolineato Il relatore.

La serata è stata impreziosita anche da alcuni brani musicali per organo e tromba interpretati dai maestri Giorgio Scolari e Giuseppe Riccucci. Presenti tra il pubblico una delegazione dell’amministrazione comunale e alcuni sacerdoti che negli anni hanno prestato servizio preso la parrocchia di Castelverde.

Tra le iniziative in occasione della commemorazione di mons. Gardinali da sabato 14 gennaio sarà possibile visitare, nell’ingresso dell’RSA dell’Opera Pia una piccola mostra fotografica dedicata al sacerdote e curata da Danio Milanesi e domenica 15 gennaio, alle 10.30, nella chiesa di S. Archelao, mons. Giancarlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e abate di Pomposa, presiederà la celebrazione in suffragio.

Margherita Santini
TeleRadio Cremona Cittanova
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Per una Chiesa a misura di famiglia, in ricerca di Dio e in dialogo con la realtà

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«I ritmi della famiglia possono diventare i ritmi della Chiesa». Con queste semplici parole è possibile sintetizzare il cambiamento di prospettiva auspicato da Maria Grazia Antonioli e Roberto Dainesi, responsabili della pastorale familiare della diocesi di Cremona, nella nuova puntata di “Chiesa di Casa”.

Tante le tematiche trattate durante la trasmissione, a partire da ciò che sta alla base di una famiglia: l’incontro tra due persone che scelgono di formare una coppia. «Essa è il primo figlio della nuova famiglia — secondo Maria Grazia Antonioli — il frutto di questo passo in avanti che hanno scelto di fare. È una realtà nuova di cui bisogna prendersi cura e occuparsi, dedicandoci tempo e attenzione».

Il primo passo, tuttavia, non è risolutivo. Quello di coppia, infatti, secondo Roberto Dainesi, è «un cammino continuo, che prosegue anche dopo la celebrazione del matrimonio». Un sacramento che oggi appare sempre meno affascinante, anche se, «osservando le coppie che partecipano ai corsi di preparazione al matrimonio, notiamo nei giovani un grande desiderio di ricerca di Dio».

E proprio da una coppia di giovani è arrivata la domanda provocatoria della puntata: Davide e Francesca hanno sollevato la delicata questione del confronto con la realtà odierna, soprattutto in tema di convivenza e rapporti prematrimoniali. «Nessuno si scandalizza del vissuto delle coppie — ha risposto Maria Grazia Antonioli — perché è diverso per ciascuna di esse». Alle sue parole hanno fatto seguito quelle del marito, secondo cui ad essere fondamentale è il dialogo: «Come Chiesa credo sia opportuno tenere aperto un canale di confronto per costruire una relazione che accompagni verso il matrimonio. Papa Francesco stesso ci ricorda di stare dentro queste realtà».

Lo stile proposto dai responsabili dell’ufficio famiglia è dunque quello del dialogo con la realtà, senza chiudere gli occhi davanti ad essa, ma continuando a testimoniare, nelle diverse situazioni di vita, la proposta cristiana, senza pensare che essa sia esente da fatiche. «Affrontare le difficoltà è il primo passo, senza pensare di nasconderle. Esse nascono innanzitutto perché si è diversi», i coniugi Dainesi, ma la vera sfida è «cogliere le difficoltà come occasione di crescita».

Non è mancato poi, nelle parole della coppia, uno sguardo rivolto verso la comunità cristiana. L’augurio rivolto da Maria Grazia Antonioli è che «lo stile familiare diventi lo stile delle nostre comunità». Essa, infatti, è spesso individuata come nucleo fondante della Chiesa. Ed è proprio per questo motivo che Roberto Dainesi ha auspicato il passaggio «da una pastorale per le famiglie ad una pastorale con le famiglie».

Andrea Bassani
TeleRadio Cremona Cittanova
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Domenica della Parola di Dio 2023, disponibile il sussidio della Cei

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Quest’anno la Domenica della Parola di Dio cade il 22 gennaio e ha per tema una frase della Prima lettera di Giovanni: «Vi annunciamo ciò che abbiamo veduto» (1Gv 1,3). L’espressione evidenzia che il Vangelo non è riducibile a un contenuto o a un modello etico, ma è partecipazione alla vita nuova del Signore Risorto: è esperienza di salvezza che si comunica. Da qui il senso con cui intendere il titolo attribuito alla giornata: Annunciatori della Parola!  Continue reading »

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Online i video dei primi incontri di formazione per gli operatori pastorali: ecco tutte le proposte

Accanto alle proposte diocesane per catechisti e membri dei Consigli affari economici, in Zona 3 riflessione sulla Dottrina sociale della Chiesa e nelle Zone 1 e 2 su carità e servizio

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Come consuetudine con il mese di gennaio tornano le iniziative formative per gli operatori pastorali. Una proposta che in tutta la diocesi guarderà ai catechisti con percorsi differenziati tra chi si occupa dei più piccoli nell’iniziazione cristiana e chi accompagna i ragazzi della mistagogia: prevista una serie di appuntamenti nelle cinque zone pastorali. Si articolerà con due incontri online, invece, la formazione per i membri dei Consigli per gli affari economici. Inoltre la zona pastorale 3 offrirà due momenti di confronti sulla dottrina sociale della Chiesa. Mentre le zone pastorali 1 e 2 riserveranno ulteriori occasioni formative rispettivamente per i volontari dei centri d’ascolto caritas e gli operatori dell’Area servizio. Continue reading »

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Cammino sinodale, alle parrocchie la scheda di supporto per il secondo “Cantiere di Betania”

Maccagni: «La preparazione di questa scheda farà da guida alle comunità, chiamate a fare un esame di coscienza sulla propria vita spirituale, offrendo loro momenti di ascolto e di riflessione»

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Il Cammino sinodale della Chiesa italiana prevede, al secondo anno, la realizzazione dei quattro “Cantieri di Betania”, definiti a livello nazionale. Si è arrivati i Diocesi al secondo di questi cantieri, quello “dell’ospitalità e della casa”, un percorso che, propone alle parrocchie, l’approfondimento sul tema della qualità delle relazioni all’interno delle comunità, ponendo l’accento sulla ricerca di un giusto equilibrio tra fraternità e missionarietà, e sull’attenzione verso la “casa comune”, come suggerito da Papa Francesco nella Laudato si’. Continue reading »

Matteo Cattaneo
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Alle Figlie di San Camillo l’arrivo della reliquia del beato Luigi Tezza. Il vescovo Napolioni: «È bello sperimentare i frutti della santità»

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Accompagnata dal canto e dalla preghiera la reliquia del beato Luigi Tezza ha fatto il suo ingresso nella cappella dell’istituto ospedaliero della Casa di Cura Figlie di San Camillo alle 15 di martedì 10 gennaio, accolta dai medici e dagli infermieri, dalle suore Camilliane dell’istituto e dal vescovo di Cremona Antonio Napolioni, che ha presieduto la Santa Messa, concelebrata da padre Virginio Bebber, da don Giulio Brambilla, responsabile per la vita consacrata della diocesi, con il servizio all’altare del diacono Alex Malfasi. Il beato Luigi Tezza, insieme alla santa Giuditta Vannini, è stato il fondatore dell’istituto ospedaliero delle Figlie di San Camillo, che nel caso della struttura di Cremona, la seconda fondata dopo quella di Roma, opera da 130 anni in prima linea nell’assistenza e nella cura dei malati, e dopo numerosi anni si dimostra con fede e capacità, caposaldo fra le case di cura camilliane.

Prima della Celebrazione Eucaristica, dopo l’arrivo della reliquia, la madre superiora dell’istituto Anna Ucci ha preso la parola, introducendo ai presenti la vita del beato fondatore di cui ha ripercorso i momenti più significativi della sua vita, ponendo particolare attenzione su quelli che l’hanno avvicinato all’assistenza dei poveri e dei malati fino all’incontro con santa Giuditta Vannini, spiegando quali sono gli insegnamenti che non solo ha lasciato, ma che ha dimostrato col proprio carisma,.

«Mi sono commosso perché è bello essere un popolo di credenti umili e grati, è bello sperimentare i frutti della santità, è bello riconoscere il nostro bisogno di questi segni che al mondo possono apparire paradossali». Sono queste le parole che il vescovo Napolioni ha utilizzato per descrivere l’arrivo della reliquia. «Ma si fa festa ad un pezzo d’osso? O si fa festa per ogni corpo? Per ogni vita, per ogni frammento di vita umana che ospita la vita di Dio? Ogni briciola di esistenza è una briciola d’Eucaristia».

Il Vescovo si è poi rivolto alle suore, ai medici e agli infermieri, con particolare attenzione al loro operato, ha infatti richiamato l’insegnamento di San Camillo, sottolineando che bisogna «Essere accanto ai malati come una madre amorevole, con tenerezza, avendo cura della persona tutta intera. Quanto volte ci siamo fermati a riflettere su questo? – ha aggiunto – Quanto è bello poter dire che qui questo si sperimenta, si sperimenta l’amicizia, si sperimenta quella gamma di sentimenti e di relazioni di cui il Vangelo è portatore e di cui l’inno alla carità è programma. Il beato Luigi desiderava fare bene il bene, dunque professionalità e qualità del rapporto che si crea con la persona in difficoltà, la fantasia della carità».

Ha poi concluso l’omelia che un monito: «Non dobbiamo temere il futuro se continuiamo a sperimentare che in ogni secolo il Signore ha suscitato uomini e donne profetici, incompresi dai contemporanei e poi riconosciuti come portatori di quelle scelte e quelle opere che corrispondevano davvero alla volontà di Dio e al bene dell’umanità, e allora tocca a noi adesso, tocca a noi far la nostra piccola parte e farla tutta, farla bene e farla con amore».

Ascolta qui l’omelia

 

Il viaggio della reliquia del beato Luigi Tezza non si ferma, ma continua in nuovi luoghi e con nuovi appuntamenti. Da mercoledì 11 fino a venerdì 13 gennaio la reliquia sarà esposta per la venerazione pubblica sempre nella cappella della Casa di Cura Figlie di San Camillo e successivamente, il 14 gennaio, sarà portata in processione alle 17.30 nella vicina chiesa di S. Ambrogio, dove sarà celebrata una Messa alle 18 e dove resterà fino al giorno successivo, domenica 15, con altre due celebrazioni alle 8 e alle 10. La reliquia farà poi ritorno in cappella alle Figlie San Camillo dal 16 al 20 gennaio. Il 21 gennaio, invece, il reliquiario sarà trasferito presso la casa di cura San Camillo, in via Mantova, dove resterà sino al 22 gennaio, con le Messe celebrate alle 17 di sabato e alle 10 di domenica.

Quindi il rientro per un ultimo periodo di venerazione provata nella clinica di via Fabio Filzi, sino a martedi 24 gennaio. Mercoledì 25 alle 15, la Messa presso la cappella della casa di cura, presieduta dal vescovo emerito Dante Lafranconi prima che i resti del beato Luigi Tezza lascino la città alla volta di Brescia.

Locandina con il programma cremonese della peregrinatio

Luca Marca
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Corso biennale di Teologia a Casalmaggiore con il circolo Acli

Il 19 gennaio al via la serie di appuntamenti mensili, fruibili anche online

«Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta» (Lc 10,38-42). Marta e Maria, sinonimo del fare e dell’ascoltare la Parola. E ancora: «Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio» (Mt 4,4; cf. Lc 4,4). Quindi, non … Continue reading »

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Il 15 gennaio al Maristella incontro con il pedagogista Giorgio Prada

Evento in programma alle 15.30 presso la chiesa dell'Immacolata Concezione

Il Gruppo Famiglia e il Gruppo scout Cremona 3 sono i protagonisti e i promotori del prossimo evento che l’unità pastorale “Madre di Speranza” di Cremona (San Bernardo, Borgo Loreto, Zaist e Maristella) propone a genitori, educatori, catechisti e insegnanti. Matteo Cattaneo Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova

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“Natale in musica”, canti tradizionali nella chiesa di Pessina Cremonese

Protagonisti i i bambini e i ragazzi della parrocchia accompagnati con chitarra e tastiera da Silvia Malaggi e Luca Ceni

Nel pomeriggio dell’Epifania, nella chiesa parrocchiale di Pessina Cremonese, alcuni bambini e ragazzi hanno proposto il concerto coreutico “Natale in musica”, eseguendo alcuni canti natalizi, sia della tradizione liturgica che della tradizione popolare. Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova

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Il saluto di Cremona a Luca Vialli, «campione dell’esistenza»

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Si è celebrata nella parrocchia di Cristo Re a Cremona la Santa Messa in suffragio di Gianluca Vialli, momento di preghiera voluto dalla famiglia nella parrocchia in cui l’ex campione e dirigente è nato e dove ha mosso i primi passi da calciatore in erba sul campetto della polisportiva Corona. A presiedere la Messa è stato il vescovo di Cremona Antonio Napolioni, con il vicario parrocchiale don Gianluigi Fontana, don Alberto Mangili, cappellano della Cremonese a concelebrare e il diacono Jacopo Mariotti a servire all’altare, alla presenza dei famigliari e degli amici, del sindaco Galimberti, e di una rappresentanza della US Cremonese, guidata dal patron Giovanni Arvedi. Nei primi banchi un gruppo di giovani calciatori in divisa grigiorossa, mentre atleti ed educatori del Corona calcio hanno partecipato seduti sull’altare. Tanti gli amici, gli ex compagni di squadra e i tifosi che hanno gremito la chiesa per l’ultimo saluto a Vialli, morto a 58 anni, dopo una lunga malattia, venerdì 6 gennaio a Londra, dove saranno celebrate le esequie in forma privata con la moglie e le figlie. Continue reading »

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