Visita pastorale, Romanengo si prepara all’incontro con il Vescovo

«Non è un’ispezione ma un modo per incontrarci, conoscerci meglio e condividere con noi la gioia e le fatiche di vivere da cristiani nel mondo di oggi». Così il parroco don Emilio Merisi nella presentazione della visita pastorale del vescovo Antonio Napolioni a Romanengo sul giornalino parrocchiale di Natale. Una visita pastorale ispirata al tema “Gesù per le strade. Parrocchia casa ospitale” che avrà inizio … Continue reading »

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Anche una delegazione cremonese ad Atakpamé per l’ordinazione episcopale di mons. Moïse Touho

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Oltre 5mila persone hanno preso parte sabato 7 gennaio ad Atakpamé, in Togo, all’ordinazione episcopale di mons. Moïse Touho, don Mosè come tutti lo ricordano a Cremona dove studiò in Seminario tra il 1987 e il 1992. Dopo l’ordinazione diaconale conferita il 9 novembre 1991 dal vescovo Enrico Assi, fu ordinato sacerdote (con il vescovo ausiliare di Brescia Mario Olmi a sostituire il vescovo Assi dopo il malore) nella Cattedrale di Cremona il 27 giugno 1992 insieme ad altri due togolesi (don Anselmo Awlime e don Onorato Melessoussou) e don Claudio Rubagotti. Proprio il parroco di Casalmaggiore non ha voluto mancare all’importante giornata, volando in Africa insieme a don Enrico Trevisi, allora vicerettore del Seminario di Cremona. Continue reading »

TeleRadio Cremona Cittanova
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“Ban the bomb – Ban the war”, dal 22 febbraio il nuovo percorso online di Pax Christi

Appuntamento ogni mercoledì, dalle 18 alle 20, sino al 26 aprile. Il corso online rivolto in particolar mondo a docenti ed educatori

Al corso ”Ban the bomb”, organizzato lo scorso anno da Pax Christi Cremona in sinergia con l’Ufficio scolastico diocesano, segue la seconda edizione “Ban the bomb – Ban the war”, un percorso online di 20 ore, in programma ogni mercoledì dal 22 febbraio al 26 aprile, dalle 18 alle 20. La proposta è indirizzata in particolar modo agli insegnanti di religione delle scuole secondarie di … Continue reading »

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«Epifania e nascondimento», a San Sigismondo i Vespri presieduti dal Vescovo ricordando i 15 anni di clausura

La celebrazione è stata anche occasione per poter ammirare la prima parte della nuova illuminazione della chiesa

  Guarda la gallery completa della celebrazione   Nel pomeriggio di venerdì 6 gennaio il vescovo Napolioni ha presieduto i secondi vespri della solennità dell’Epifania nella chiesa di Sigismondo, a Cremona, insieme alla comunità claustrale domenica che proprio il giorno dell’Epifania hanno ricordato i 15 anni dalla posa della clausura sul monastero. L’occasione anche per ammirare la parziale nuova illuminazione della chiesa. La preghiera dei salmi … Continue reading »

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«Ricerca, mistero e sollecitudine», le tre vie tracciate, a partire della Parola, dal vescovo Napolioni nella solennità dell’Epifania

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La liturgia della Chiesa non propone mai momenti slegati gli uni dagli altri. Per questo motivo, nella solenne celebrazione dell’Epifania del Signore, il vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni, ha sottolineato come «noi cristiani viviamo di Epifania in Epifania». Nella sua omelia, infatti, ha posto l’accento sullo stretto legame che intercorre tra i brani di Vangelo che accompagnano le celebrazioni dei prossimi giorni. «La Parola di oggi – ha spiegato Napolioni – che è collegata alla liturgia delle prossime domeniche, ci suggerisce tre atteggiamenti». Continue reading »

Andrea Bassani
TeleRadio Cremona Cittanova
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Tavola della pace, due eventi per ricordare la nascita di Mazzolari

Venerdì 13 gennaio convegno online e domenica 15 momento di riflessione presso Cascina San Colombano

“Pace nostra ostinazione”. Questo lo slogan dei due eventi promossi dalla Tavola della pace di Cremona in occasione dell’anniversario della nascita di Primo Mazzolari, avvenuta a Cremona (nella frazione Boschetto) il 13 gennaio 1890. Nella serata di venerdì 13 gennaio è previsto un convegno online, mentre nel pomeriggio di domenica 15 un momento di riflesisone presso la cascina San Colombano, luogo natale di don Primo. … Continue reading »

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Dal campetto di Cristo Re alla Nazionale: Gianluca Vialli, uomo vero e indimenticabile

Alla notizia del decesso a Londra la mattina del 6 gennaio, Nobile (presidente Corona Calcio): «Se ne va un grande uomo, sempre disponibile per la città di Cremona e che non ha mai dimenticato da dove è partito»

Sono passati ormai cinquant’anni da quando Gianluca Vialli calcava il campetto della parrocchia di Cristo Re, a Cremona. Tesserato nei Pulcini del Corona Calcio prima del grande salto nel “calcio dei grandi”, quel calcio che lo ha reso uno degli attaccanti italiani più importanti di sempre. Matteo Cattaneo Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova

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In Cattedrale festa per i vent’anni di episcopato di dom Scampa: «Sono stati dono e grazia del Signore»

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Sfoglia la fotogallery completa della celebrazione

 

«Tu sei a casa, qui ritrovi la casa da cui sei partito per il tuo servizio alla Chiesa brasiliana, ma che rimane la tua Chiesa madre, la Chiesa del tuo sacerdozio, della comunità cristiana in cui sei cresciuto, che tu hai amato e da cui sei amato e stimato». Con queste parole mons. Attilio Cibolini, il rettore della Cattedrale, ha dato il bentornato al cremonese dom Carmelo Scampa, vescovo emerito di Sao Luis de Montes Belos, in Brasile, nella celebrazione prefestiva dell’Epifania. Proprio il 5 gennaio di vent’anni fa, infatti, dom Carmelo era stato ordinato vescovo a Sao Luis de Montes Belos, diocesi che ha guidato sino al 22 gennaio di tre anni fa.

La celebrazione è stata concelebrata dal vescovo emerito di Cremona, Dante Lafranconi, che aveva partecipato all’ordinazione episcopale in Brasile, e i canonici del Capitolo della Cattedrale. Nelle parole di mons. Cibolini anche il saluto e la vicinanza del vescovo Antonio Napolioni, impegnato nella visita a Cremona Solidale.

«Questi vent’anni sono stati dono, grazia del Signore – ci ha raccontato il vescovo Scampa a margine della celebrazione –. Fin dall’inizio si sono delineate linee di lavoro e preoccupazioni che hanno avuto un crescendo lineare, nonostante non ci fossero dei programmi prestabiliti». Vent’anni di costante impegno in una Chiesa lontana, così differente da quella italiana, iniziata a conoscere negli anni da fidei domum.

«Il lavoro maggiore che abbiamo fatto è stato in campo vocazionale – ha spiegato il vescovo emerito di Sao Luis de Montes Belos –: ho preso la Diocesi nel gennaio del 2003 con diciannove preti e l’ho lasciata con oltre quaranta». «Un altro aspetto su cui abbiamo lavorato – ha quindi proseguito il vescovo originario di Scandolara Ripa d’Oglio – è stata la missione, insistendo su una Chiesa missionaria, che deve passare dal ricevere al saper dare». Al centro del progetto le missioni popolari e la missione continentale, voluta dal documento di Aparecida dei vescovi latinoamericani. «Attorno a questo progetto, ne sono nati, grazie a Dio, molti altri – ha spiegato Scampa –. È nata, per esempio, un’opera sociale, una casa di recupero per tossico dipendenti, un segno di solidarietà e di presenza per le persone che hanno maggiore necessità».

Mons. Scampa che da tre anni ha rinunciato alla guida della diocesi per raggiunti limiti d’età, segue ora la comunità brasiliana come vescovo emerito, senza incarichi direttivi. «Ora la continuità non dipende più da me – ha concluso –. La Chiesa e i progetti non sono più in mano a me, che però ho la responsabilità e il dovere di dare testimonianza di Gesù Cristo fino alla fine, per non contraddire quello che si è fatto».

Missione e vocazione, elementi e valori che mons. Scampa ha in qualche modo voluto sottolineare anche nell’omelia, in cui ha esordito ringraziando il vescovo Lafranconi e mons. Giuseppe Perotti, presenti nel 2003 alla sua ordinazione episcopale, tutti gli amici sacerdoti e con loro padre Joaquin, primo sacerdote brasiliano da lui ordinato e che lo ha accompagnato in questo viaggio in Italia.

«Io non sono vescovo per me, ma sono stato ordinato vescovo per la Chiesa – ha detto Scampa –. I doni di Dio sono sempre da cogliere insieme, ringraziando il Signore per quel che ci dà. Ogni dono particolare, come dice san Paolo, è in vista del bene comune».

Il vescovo ha voluto poi sottolineare alcuni aspetti della Parola affinché possano essere aiuto concreto nel cammino di fede e nel quotidiano di ognuno. Un particolare sguardo al Vangelo, testimone della ricerca del Bambino da parte dei Magi, esempi di universalità e missionarietà. «Noi non siamo cristiani per noi stessi, ma per annunciare la missione di Dio – ha proseguito il vescovo cremonese –. Una missione che non è facoltativa, ma che è un cammino obbligatorio». Il vescovo Scampa ha però parlato di una missionarietà ben diversa da quella di cinquant’anni fa: di una missionarietà che deve a tutti i costi saper fronteggiare le sfide che le si pongono davanti, una missionarietà capace di cambiamento e di aggiornamento.

«È interessante sapere come quando la cometa scompare, i Magi sono costretti a rivolgersi a Erode. La nostra esperienza di fede ci dice che tutto è grazie a Dio ed è dono di Dio, che deve essere accolto da tutti noi. Invertire questa cosa è pericoloso. Non dobbiamo più sentirci mezzo, intermediari, ma protagonisti di una storia che non è la nostra».

Con l’auspicio che ogni fedele sia come i Magi, che, «dopo l’incontro con Cristo, cambiano strada», il vescovo Scampa ha fatto un accenno al simbolismo della cometa: «Nella misura in cui Cristo ci illumina e noi ci inseriamo nel suo mistero, amandolo come unico e necessario, la nostra vita cambia – ha concluso –. Lui è luce che ci illumina e che ci accompagna nella vita. Lui da senso a una routine che ci stanca. Assimiliamo anche noi questa attitudine dei Magi, che sentono la necessità di cambiare itinerario, un itinerario che li porterà a vivere una maturità di fede».

Nella giornata dell’Epifania, mons. Scampa presiederà la celebrazione delle 11 a Scandolara Ripa d’Oglio, sua parrocchia d’origine. Farà ritorno in Brasile il prossimo 28 gennaio.

 

Ricordo del vescovo Bolognini, Scampa: «Quello che in quell’epoca ci sembrava difficile da accettare, si è dimostrato saggezza e prudenza che ha salvato la Diocesi»

«Di tante cose, come diceva Mazzolari, mi sono stancato, ma mai di essere sacerdote». Il vescovo Scampa festeggia 50 anni di sacerdozio

Intervista a mons. Carmelo Scampa: dopo 40 anni in Brasile la missione continua

Matteo Cattaneo
TeleRadio Cremona Cittanova
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Olmeneta, a Cascina Piacentini il presepio nel mondo contadino del secolo scorso

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È il mondo contadino del secolo scorso, ancora ben presente nella memoria di tanti cremonesi, ad accogliere il bellissimo presepe, ad altezza naturale, realizzato nella Cascina Piacentini, a Olmeneta, in via Cimitero Vecchio. Opera dell’agricoltore Francesco Piacentini e della moglie Pierangela Groppelli, con il prezioso aiuto di Mauro Pellegri, questa “Natività in cascina” racconta, in una serie di scene, la vita condivisa da tante famiglie contadine, raccogliendo una serie di strumenti di lavoro ed utensili, mobili e oggetti, che ci riportano indietro nel tempo.

Presente da circa une mese a Olmeneta, il presepio è meta della visita di tanti cremonesi. Anche il giorno dell’Epifania può essere occasione per scoprire un’opera realizzata con grande cura, devozione, con la massima attenzione ai particolari, sottolinea Coldiretti Cremona, nell’evidenziare «il valore di questo presepio, che insieme alla Natività mostra anche la stalla degli animali, le umili stanze contadine, gli spazi della cascina, le attività e i momenti che scandivano la vita e il lavoro in campagna».

«Ci dedichiamo a questo presepio di oltre quindici anni, arricchendolo di anno in anno. Desideravamo rappresentare il Natale in un contesto agricolo. La Natività naturalmente è il fulcro del presepio, con la sacra Famiglia, i pastori, le pecore. Nel contempo, tutt’intorno, rappresentiamo un pezzo di vita e attività contadina, quella vissuta decenni fa», sottolinea Francesco Piacentini.

Donne e uomini realizzati ad altezza naturale nel presepe indossano i panni originali, raccolti negli anni in cascina. Mostrano il lavoro in azienda, con gli attrezzi di un tempo, con il ruolo del marito, della moglie, degli anziani e dei bambini. Anche gli animali sono ad altezza naturale.

Nello spazio che rappresenta la stalla ci sono mucca e vitello, e poi più in là la nonna che fila e il nipotino che la ascolta, riscaldati dal fiato degli animali. Intanto, una mamma e una bimba si avvicinano, reggendo un piccolo bidone del latte.

«Gli  abitanti della cascina venivano a prendere il loro litro di latte; per tutte queste famiglie era fondamentale, per la loro alimentazione – spiega Pierangela Groppelli, accompagnandoci nella visita –. Nella stalla le nonne si recavano a filare, e nel frattempo pregavano, perché la preghiera aveva un ruolo fondamentale. Più in là c’è il nonno che ha appena finito di mungere, e ci sono i bambini. Ecco il maiale, che era preziosissimo, era il sostentamento e la vita».

Spostandosi, si passa alla cucina contadina. «Povera, com’era una volta. Abbiamo raccolto tutti gli oggetti di un tempo, così come abbiamo fatto per la camera dove il nonno sta riposando».

Dai mobili alle fotografie in bianco e nero, dal libro di preghiera sul comodino alla biancheria, tutto rappresenta un tuffo nel passato. Tra le scene rappresentante, ci sono anche la mamma che lava i panni a mano, l’anziano che raccoglie la legna, il contadino con la pala in legno, per spalare in mais. C’è anche l’ambulante, che arriva in cascina con il carretto e offre stoffe o utensili. Commovente è la scena che rappresenta il momento del San Martino, vissuto con fatica e preoccupazione da tante famiglie.

«Abbiamo cercato di rappresentare il trasloco, con il marito che conduce il cavallo, la moglie e il bambino sul carretto, insieme alle  poche povere cose che potevano portare con sé – mostra Francesco Piacentini -. Non sempre queste famiglie, partendo, già avevano un posto dove andare. Abbiamo rappresentato questo papà mentre chiede accoglienza a un anziano signore. Chiede se lui e la sua famiglia possono sostare, per una notte, sotto il portico, sulla paglia. Anche questa immagine ci riporta alla Natività, alla ricerca di Giuseppe e Maria di un posto dove trovare riparo».

Il presepe sarà visitabile fino al 15 gennaio presso la Cascina Piacentini, di via Cimitero Vecchio, a Olmeneta.

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No alla guerra: la veglia per la pace in Cattedrale ricorda che «siamo tutti fratelli»

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Un grido di fraterna umanità per dire no alla guerra. Per liberare la pace. Nella nostra quotidianità e in ogni zona del mondo. Da Cremona all’Italia, dall’Ucraina alla Siria fino al Sahel. La richiesta si è alzata forte e chiara durante la veglia per la pace organizzata in Cattedrale alla vigilia dell’Epifania. Continue reading »

Gloria Giavaldi
TeleRadio Cremona Cittanova
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