Il programma delle celebrazioni natalizie con il Vescovo: per l’Epifania Messa in Cattedrale e Vespri a San Sigismondo

Le principali celebrazioni saranno trasmesse in diretta tv e sui canali web e social della Diocesi

Sarà la Cattedrale di Cremona il cuore della celebrazioni natalizie presiedute dal vescovo Antonio Napolioni che in queste settimane in Duomo ha voluto anche vivere le liturgie di Avvento. Le liturgie di Natale si apriranno con la Messa della Notte presieduta dal vescovo a mezzanotte, e proseguendo con il solenne pontificale del Giorno di Natale (ore 11): celebrazioni proposte in diretta tv su Cremona1 (canale 19) … Continue reading »

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Puntuale alle 17 di sabato pomeriggio la “Luce della pace di Betlemme” ha fatto il suo ingresso in piazza del Comune, a Cremona, sotto la Bertazzola della Cattedrale, accompagnata dai fedeli e dagli incaricati delle comunità scout Masci di Cremona che con costanza e dedizione si sono impegnati e si impegnano tuttora a portare la fiamma che da secoli arde a Betlemme alla cittadinanza cremonese. Continue reading »

Luca Marca
TeleRadio Cremona Cittanova
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Inaugurata al Museo Diocesano la mostra fotografica “Exodus”

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Nella mattinata di sabato 17 dicembre, presso il Museo Diocesano di Cremona, si è svolta l’inaugurazione della mostra fotografica “Exodus” di Nicolò Filippo Rosso. Il progetto fotografico nasce nel contesto del “Festival della Fotografia etica” di Lodi e nel progetto “Festival on the road” che permette di diffondere in modo capillare la mostra.

Arriva a Cremona nel periodo natalizio e, come ha sottolineato don Gianluca Gaiardi, incaricato diocesano per i Beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto, è «occasione preziosa per raggiungere il centro nevralgico del tema del Natale, che è un Dio che scende in mezzo agli uomini e si fa uomo, ma in una condizione estremamente vicina al tema toccato nella mostra».

Prima mostra fotografica al Museo Diocesano, con lo scopo, come spiegato da Stefano Macconi, curatore del museo, di «mettere in dialogo la collezione di opere d’arte antica con fotografie contemporanee».

Il percorso espositivo (visitabile sino al 17 febbraio), come spiegato dal curatore del “Festival della Fotografia etica” di Lodi Alberto Prina, «racconta un tema importante, stringente. Sono storie uniche, emozionanti ma ancor di più necessarie- e prosegue Prina- pensiamo che Exodus sia veramente una storia che vale la pena vedere per raccontare, comprendere e approfondire il tema della migrazione».

Il fotografo Nicolò Filippo Rosso per quattro anni ha percorso le rotte migratorie documentando il viaggio di rifugiati e migranti dal Venezuela alla Colombia e dall’America centrale al Messico e agli Stati Uniti. Il fotografo, ancor prima di scattare, ha vissuto con queste persone, creando un dialogo e ascoltando con empatia le loro storie. Questo si può notare dalle fotografie, realizzate in bianco e nero, che mostrano la vicinanza dell’artista con i soggetti, non tiene le distanze ma è dentro la scena per raccontare in modo autentico la vita dei migranti.

Laura Covelli, curatrice della mostra, ha specificato che «spesso il fenomeno delle migrazioni è un tema anche monopolizzato, l’importanza invece per il fotografo è sempre di far emergere i volti dietro queste storie che spesso sono molto lontane e che in alcuni casi non sempre raggiungono i media tradizionali”- ha poi proseguito- Provare a far entrare il visitatore e catturarlo attraverso queste immagini impattanti è stato un po’ l’obiettivo del fotografo e del festival della fotografia etica di Lodi appunta con questa curatela all’interno del Museo Diocesano».

All’inaugurazione era presente anche l’assessore alla cultura del Comune di Cremona Luca Burgazzi.

 

Il progetto “Exodus”

In America Latina, la mancanza di opportunità lavorative e di accesso all’istruzione, la corruzione della politica e l’impunità, persistono da generazioni, alimentando un circolo vizioso di violenza e migrazioni, al tempo stesso sintomo e causa dell’esistenza di società disgregate.

Per quattro anni il fotografo ha percorso le rotte migratorie documentando il viaggio di rifugiati e migranti dal Venezuela alla Colombia e dall’America centrale al Messico e agli Stati Uniti. Raccontando le storie di bambini, adolescenti, donne incinte o che stavano allattando, provenienti da diversi Paesi, ha avuto modo di vedere come le innumerevoli storie di perdita si fondessero in un’unica narrazione attraverso gli occhi dei migranti più vulnerabili: quelli che nascono, crescono e muoiono in movimento.

La crisi politica e socio-economica che ha investito il Venezuela nel 2016, ha spinto cinque milioni di migranti ad andarsene dal Paese. La Colombia è la nazione più colpita da questo esodo. Secondo l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), sono 1,8 milioni i venezuelani in Colombia, di cui mezzo milione bambini: un numero certamente sottostimato perché non tutti vengono registrati.

Nel 2021, dopo che gli uragani Eta e Iota hanno colpito il Centro America, Nicolò si è recato in Honduras. Inondazioni e smottamenti avevano colpito 4,5 milioni di vittime, alimentando una delle migrazioni più significative dell’ultimo decennio verso gli Stati Uniti. Questo lavoro documenta il viaggio dei migranti tenendo presente le differenti ragioni che spingono le popolazioni a emigrare, con la consapevolezza che la mobilità umana è ciò che definisce le società di questo continente. Decenni di guerra civile, povertà endemica o violenza rendono difficile per i migranti trovare condizioni migliori di quelle che lasciano. Attraversando terre di confine controllate da bande e gruppi ribelli, le persone sono esposte alla tratta e al reclutamento. Alcuni non raggiungono mai la loro destinazione, altri continuano a spostarsi, spesso a piedi, sperando di trovare un posto dove iniziare un nuovo capitolo della loro vita.

 

Nicolò Filippo Rosso

Nicolò Filippo Rosso (1985) è un fotografo documentarista italiano che vive in Colombia. Si è laureato in Lettere presso l’Università degli Studi di Torino, in Italia. Fotografare in America Latina significa spesso testimoniare storie di traumi, disuguaglianze e ingiustizie che hanno sconvolto il continente per generazioni. Nicolò ha scelto di raccontare storie di comunità abbandonate, crisi migratorie di massa, conflitti e cambiamenti climatici.

Dal 2018, dopo alcuni incarichi editoriali che documentano la migrazione venezuelana in Colombia, ha deciso di continuare a raccontare quel fenomeno storico anche attraverso i suoi progetti autoriali. Ha iniziato a trascorrere settimane e mesi in alcune zone di
confine, camminando lungo le rotte migratorie insieme a coloro che non dispongono del denaro per raggiungere una grande città o il confine più vicino in autobus.

La mobilità rappresenta una condizione umana del nostro tempo e, sebbene Nicolò volga il suo sguardo sull’America Latina, le famiglie di tutto il mondo sfuggono a guerre, disuguaglianze, povertà, disastri naturali e regimi totalitari.

Dopo molti anni passati a documentare storie di migrazione, ha capito che questi migranti continueranno ad essere al centro dei suoi progetti futuri. Ampliando un corpo di lavoro già esistente, nel 2021, si è recato in America Centrale e in Messico per documentare
l’attraversamento di rifugiati e migranti negli Stati Uniti.

Oltre ai suoi lavori personali ed editoriali per riviste, quotidiani e Ong, tiene spesso conferenze su fotografia e giornalismo nelle università colombiane, europee e statunitensi.

Ha ricevuto numerosi premi come il World Press Photo nella categoria Contemporary Issues, l’International Photography Award e il Getty grant per la fotografia editoriale. Il suo lavoro è stato ampiamente pubblicato su The Washington Post, Courrier International,
Le Point, Internazionale e Der Spiegel.

Margherita Santini
TeleRadio Cremona Cittanova
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«Per una comunicazione che interpreta il cambiamento». Scambio di auguri con il vescovo a TeleRadio Cremona

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Il presepe illuminato e l’albero addobbato all’ingresso lo confermano: anche per Teleradio Cremona Cittanova, la società editrice che cura i contenuti della comunicazione diocesana e la redazione di Riflessi Magazine, è arrivato il momento degli auguri. Si è tenuto ieri sera il tradizionale momento conviviale con lo scambio di auguri tra i giornalisti e i collaboratori, il Cda di Trc ed il vescovo Antonio Napolioni. Un incontro importante per fare un bilancio dell’anno appena trascorso e darsi nuovi stimoli per il prossimo. «Quando comunichiamo – ha esordito il presidente Giacomo Ghisani – dobbiamo partire da alcuni presupposti». Il primo: «La comunicazione cambia, perché cambia il mondo. E noi dobbiamo farci interpreti di questo cambiamento, senza tralasciare la dimensione sinodale, lo stare insieme, il fare insieme. E poi, quando ascoltiamo, scoviamo storie, dobbiamo ricordarci che non siamo lì per imporre o per imporci, ma per proporre». Il segreto è non fermarsi, «non stancarsi, è sentirsi sempre interpellati nello svolgimento di un servizio che è un servizio pubblico per il nostro territorio».

Con lui anche il vescovo Antonio Napolioni: «Viviamo quotidianamente in una omologazione spersonalizzante. La nostra società ha perso la capacità generativa. Allora la vostra penna deve partire da lì: cercate di raccontare per generare. Per gettare nuovi semi. È necessario, per affrontare la notte del mondo». Non esiste solo la cronaca nera, «il declino, gli ostacoli, il pessimismo, le difficoltà, la morte. Le buone notizie servono». Perché fanno bene. Perché sono Bene. Per don Federico Celini, coordinatore dell’area pastorale Capaci di comunicazione e cultura della Diocesi di Cremona «centrale nel vostro lavoro è la dimensione dell’incontro e, insieme, dell’ascolto. Degli altri e tra di noi. Un ascolto libero, corresponsabile, professionale e franco. E allora, questa non è altro che una piccola esperienza di sinodalità. Ci piace raccontare e raccontarci, perché nel vostro lavoro la dimensione umana, empatica, deve essere il faro. Andiamo avanti così, con fiducia».

Un impegno necessario, che si alimenta di passione. E che continua a vivere grazie alla penna e alla passione di ciascuno di noi: «Serve stupirsi ancora della bellezza dell’incontro» e «riflettere per indagare ciò che c’è dentro di noi e far emergere bellezza e bontà» hanno detto alcuni colleghi. Per il responsabile dell’ufficio comunicazione della Diocesi Riccardo Mancabelli e il coordinatore redazionale Filippo Gilardi, i motori sono: «La passione e l’entusiasmo, con una spiccata attenzione ai diversi linguaggi, alle diverse forme e a chi ci ascolta. Quando lavoriamo dobbiamo sempre tenere a mente il mondo cambia. E con lui cambiano i linguaggi delle persone che guardano e ascoltano la nostra comunicazione». Mancabelli ha augurato a tutti e a ciascuno di «tenere vivo sempre, oltre il tempo che passa, l’entusiasmo del giovane giornalista, aggrappandosi alla libertà di sperimentare, di proporre sempre nuovi temi». Tenendo a mente – ha concluso Napolioni – «che “il più nuovo” è Gesù Cristo».

Prima dei saluti e dello scambio degli auguri, è stata presentata la prima raccolta di storie di Riflessi Magazine, un volume graficamente curato, pieno di volti, luoghi, immagini e storie del nostro territorio. Oltre 200 pagine che raccontano coraggio, paura, fragilità. E la forza di una comunità di sostenersi nella vita quotidiana. Pagine dense di vita, di sorrisi, di buone notizie. Oltre gli ostacoli. Con l’obiettivo di regalare sempre nuove occasioni di riflessione e di incontro. Un’opportunità per guardare la nostra realtà con occhi sempre diversi. «Con lo stupore ed il rispetto per le persone più fragili». Sono risorsa, perché ognuno di noi ha qualcosa da dire. È questo, parole, immagini e – soprattutto – volti, il “buon Natale” da Teleradio Cremona Cittanova.

CLICCA QUI PER PRENOTARE UNA COPIA DEL VOLUME DI RIFLESSI

In arrivo la raccolta di Riflessi. Le storie del magazine in un volume con l’introduzione del Vescovo: «C’è tanta bellezza intorno e dentro di noi»

Gloria Giavaldi
TeleRadio Cremona Cittanova
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Gmg Lisbona, dalla FOCr tre proposte di viaggio

Dal 1° al 6 agosto 2023 a Lisbona, in Portogallo, si terrà la XXXVIII Giornata mondiale della gioventù, annunciata da Papa Francesco il 27 gennaio 2019 al termine della Gmg di Panama e poi slittata di un anno a causa dell’emergenza coronavirus. Un evento atteso da giovani, e l’interesse è forte anche in diocesi di Cremona, dove prima della Gmg sarà accolto il gruppo di giovani … Continue reading »

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Seminario, una comunità rivolta all’essenziale

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Rivolti all’essenziale. Questo il titolo della Giornata del Seminario, celebrata in diocesi di Cremona domenica 12 dicembre. Per approfondire le dinamiche tipiche della vita dei giovani in cammino verso il presbiterato la nuova puntata di “Chiesa di casa” ha avuto come ospiti don Francesco Cortellini, vicerettore del seminario di Cremona, e Massimo Serina, di Rivolta d’Adda, seminarista di terza Teologia. Continue reading »

Andrea Bassani
TeleRadio Cremona Cittanova
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Ai giovedì della Pace il ricordo del vescovo Cazzani

Grazie all'intervento di mons. Ruggero Zucchelli, presidente del Capitolo della Cattedrale di Cremona

Il 15 dicembre, per la rassegna “I giovedì della Pace” promossa dalla Fondazione La Pace, mons. Ruggero Zucchelli, presidente del Capitolo della Cattedrale di Cremona, ha tenuto una conferenza sul tema “Giovanni Cazzani, un grande vescovo”, nel corso della quale ha tratteggiato la vita e l’operato pastorale dell’arcivescovo che ha guidato la Chiesa cremonese per ben 38 anni, dal 1915 al 1952, anno della morte. … Continue reading »

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Aspettando il Natale all’Ospedale di Cremona: tre concerti aperti alla città

Iniziativa dedicata a pazienti e familiari, operatori sanitari e volontari: musica sacra, canzoni per bambini e brani della tradizione tedesca il 19, 20 e 21 dicembre nella chiesa dell’ospedale 

Lunedì 19, martedì 20 e mercoledì 21 dicembre la chiesa di santa Maria della Pietà dell’Ospedale di Cremona ospiterà tre concerti di Natale dedicati a pazienti e familiari, operatori sanitari e volontari che frequentano quotidianamente i reparti o dovranno trascorrervi le festività. Un modo diverso per parlare di cura attraverso la musica ed esprimere vicinanza a chi si rivolge all’ospedale per ricevere assistenza e a … Continue reading »

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Nei momenti di difficoltà e nelle situazioni di pericolo, dove a gran voce si richiede conforto a causa di disastri naturali e sciagure, il Dipartimento della Protezione Civile è sempre pronto ad intervenire, senza chiedere nulla in cambio, con i propri volontari, che da semplici cittadini passano a indossare la divisa per gettarsi in prima linea dedicandosi a chi è in pericolo, coordinando le attività di gestione nei luoghi colpiti e assistendo le forze dell’ordine con rigore e disciplina.

La città di Cremona certo non dimentica chi, per puro altruismo, impegna se stesso e il proprio tempo in favore della comunità, e per questo, nel pomeriggio di mercoledì 14 dicembre, presso la chiesa del Seminario, il vescovo Antonio Napolioni ha celebrato, in occasione del Natale, per la prima volta, la Messa per i volontari della Protezione Civile, che hanno riempito la chiesa rigorosamente vestiti della tipica uniforme gialla e nera.

«Questa non è la Messa di Natale: ci prepara al Natale, lo prepara nel cuore, attraverso quella scelta di libertà che è il volontariato e aver detto sì a una chiamata». Con queste parole il Vescovo ha introdotto la celebrazione, rivolgendosi a tutti i presenti.

L’omelia è stata introdotta con una domanda e una provocazione. «Se davanti alle disgrazie, alle difficoltà e alle prove della vita, ci fosse solo la preghiera, ce la faremmo?». Rivolgendosi quindi ai volontari, riprendendo le parole del Battista, ha spiegato che «in qualche modo dobbiamo aspettare tanti altri, tanti altri volontari». «Quanti volontari ci servono affinché ci sia la pace nel mondo? Quanti uomini e donne di buona volontà aspettiamo che corrispondano all’annuncio degli angeli?». «Servono tutti – la risposta – c’è bisogno di tutti, siete tanti, grazie, ma non bastate mai». Una vera e propria missione, quella degli uomini e delle donne della Protezione civile dei vari gruppi sparsi sul territorio, «come Gesù, sempre pronti a rispondere alla chiamata».

Al termine della celebrazione il Vescovo è andato a salutare e congratularsi personalmente con i membri della Protezione Civile, augurando loro che «il senso profondo della vita» non li abbandoni mai, affinché siano sempre pronti e giusti nell’intervento.

La Messa è stata vissuta nell’ambito dell’incontro di fine d’anno con la Protezione Civile, per questo ha fatto seguito nel salone Bonomelli del Seminario la presentazione del consuntivo delle attività svolte nel 2022 ed i ringraziamenti alle singole Associazioni e Gruppi di Protezione civile.

Oltre al Presidente della Provincia, Paolo Mirko Signoroni, presenti numerosi Sindaci del territorio con i consiglieri provinciali Matteo Gorlani e Attilio Paolo Zabert, la responsabile della Protezione Civile della Provincia Elena Milanesi con gli uffici, il rettore del Seminario don Marco D’Agostino, che ha portato i suoli saluti.

Presenti sul territorio 33 Organizzazioni di Volontariato (ODV) – Gruppi Comunali, per un totale di 750 Volontari e due gruppi convenzionati, uno di Mantova ed uno di Brescia; 750 persone attivate nel 2022 per le emergenze per circa 1000 giornate di lavoro, più di 500 per le esercitazioni e duecento per gli eventi.

A concludere l’iniziativa la consegna degli attestati di ringraziamento ai vari gruppi ed Associazioni di Protezione civile.

Luca Marca
TeleRadio Cremona Cittanova
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Con la Messa natalizia in Università Cattolica accolta la reliquia della beata Armida Barelli a Santa Monica

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«Per noi, come università è un momento importante, è il riconoscimento di questa straordinaria donna che si è impegnata per tutta la vita nell’ambito della cultura, del volontariato, nell’ambito dell’azione cristiana». Si è aperta con queste parole, riferite alla beata Armida Barelli, pronunciate da don Maurizio Compiani, assistente spirituale della sezione cremonese dell’Università cattolica del Sacro Cuore e incaricato diocesano per la Pastorale universitaria, la Messa natalizia celebrata nella cappella del campus Santa Monica dell’Università Cattolica.

La celebrazione, presieduta dal vescovo Antonio Napolioni, alla presenza di studenti, docenti, responsabili di ateneo e responsabili delle residenze universitarie che hanno gremito la cappella del campus, si è aperta con la lettura, da parte di una studentessa, della biografia della fondatrice dell’ateneo beatificata da Papa Francesco lo scorso 30 aprile, le cui reliquie sono state accolte nelle sedi dell’Università Cattolica di tutta Italia, tra cui la proprio la nuova sede di Cremona.

«Il campus di Santa Monica custodisce questa sfida: un’aula speciale, che rende possibile l’acquisizione di una sapienza più integrale. E il genere letterario che qui si usa è quello del silenzio, dell’ascolto, della poesia, cioè della creatività spirituale, oltre che intellettuale», ha detto il vescovo durante la sua omelia in cui mette in guardia dalla tentazione degli uomini di «impossessarsi» della giustizia di Dio «e in nome di questo Dio si facciano “religiosamente” giustizieri gli uni degli altri». Una denuncia, quella di mons. Napolioni, alle notizie che oggigiorno, e ogni giorno, saturano le menti e le coscienze di ognuno: «Sentire che delle ragazze che vogliono studiare vengono ammazzate, violentate e incarcerate nel mondo perché offendono Dio, oggi, nel 2022 – ha proseguito –, ci devono far raccapricciare».

Ma allora – ha quindi aggiunto continuando a commentare il brano del profeta Isaia proposto dalla liturgia – viene naturale chiedersi «perché questo brano viene letto proprio durante il periodo di Avvento?». E la risposta è ben presto detta dal vescovo: «Viene letto perché, attraverso lo scandalo, attraverso questo rischio di essere al servizio di un Dio despota e a nostra volta violenti propagandisti di questa sua autorità, si risvegli in noi un sussulto di coscienza». E ha proseguito: «La risposta a questo sussulto è proprio quel Bambino, che rappresenta la differenza e la novità cristiana davanti alla tentazione umana di farci delle religioni che ci rendano vincenti, ci diano potere. La novità di un Dio che rivela la sua onnipotenza attraverso la tenerezza, l’umiltà e il perdono».

 

 

E anche il Vangelo del giorno costituisce uno spunto su cui il vescovo Napolioni ha costruito la sua omelia. Viene narrato il racconto in cui Giovanni il Battista, all’inizio della sua missione, vuole verificare chi sia colui per il quale sta dando la sua vita, e manda a chiedere a Gesù: “sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettarne un altro?” «Gesù stava guarendo molti da malattie, infermità e spiriti cattivi e dice loro: “Andate e raccontate ciò che avete visto e udito”. «Neppure Gesù sa rispondere alla domanda del Battista, perché anche Gesù prende progressivamente coscienza della Sua missione. Non è il “manichino” di Dio, non è il prodigio di Dio, ma è l’avventura umana di Dio, che entra nella nostra storia e ne assume la fragilità, il rischio della libertà».

«Gesù non risponde chiaramente alla domanda, perché lascia la porta aperta a tutti noi, che siamo “quell’altro Gesù” – ha concluso –. Gesù ha iniziato un’opera e, attraverso il dono dello Spirito, fa sì che ogni ragazzo, ogni ragazza, ogni docente, ogni vocazione, sia un prolungamento della Sua missione d’amore nel mondo. Lui ha inaugurato un’umanità nuova in cui ognuno trova realizzazione nell’identificarsi con la presenza di Gesù. Questo è il Natale che auguro a me stesso e a voi».

Al termine della celebrazione, l’annuncio, da parte di don Compiani, dell’appuntamento del prossimo 22 aprile, in cui Papa Francesco accoglierà in udienza tutte le istituzioni che hanno contribuito alla beatificazione di Armida Barelli, delle quali anche l’Università Cattolica fa parte.

 

Matteo Cattaneo
TeleRadio Cremona Cittanova
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