«Non sono una persona ideologica, non ho mai avuto una tessera, un’appartenenza a qualche movimento, ma questa è una grazia: guardo tutto con occhio esterno, senza fare il tifo per nessuno». Si è aperta con queste parole la relazione di mons. Luca Raimondi, vescovo ausiliare della Diocesi di Milano e delegato della Conferenza episcopale lombarda per la Consulta regionale delle aggregazioni laicali (Cral), che ha animato l’incontro con i rappresentanti di movimenti e associazioni del territorio diocesano. L’evento, che si è tenuto giovedì 10 novembre in una gremita “Sala Barosi” del Seminario vescovile di Cremona, è stato occasione di confronto sulla presenza delle associazioni, dei gruppi, dei movimenti, sia in Diocesi, sia su larga scala. Continue reading
Pastorale universitaria: pronti a farsi incontro agli studenti in arrivo da tutto il mondo
Questa domenica, in occasione della festa patronale di Sant’Omobono, Caritas Cremonese inaugura ufficialmente Casa San Facio, la struttura ristrutturata in via Martiri di Sclemo a Cremona dove sono stati ricavati alcuni alloggi per universitari. Un’opera segno che la diocesi di Cremona mette in atto per rispondere alla richiesta crescente del territorio di soluzioni abitative per giovani che arrivano in una città che sta scoprendo una nuova vocazione universitaria. Quello abitativo, tuttavia, è soltanto uno degli aspetti delle sfide che l’ampliamento degli spazi e dell’offerta formativa accademica pone in evidenza sul territorio: da un lato il bisogno di trovare nuovi modi e nuove strade di accoglienza, e – in particolare per la Chiesa cremonese – offre una preziosa occasione di dialogo con un mondo giovanile vivace e aperto al mondo.
E proprio di pastorale universitaria si parla puntata del talk di approfondimento pastorale Chiesa di Casa, da giovedì online sui canali web diocesani. «Il periodo universitario è particolarmente significativo nella vita di un giovane – esordisce don Maurizio Compiani, incaricato per la Pastorale universitaria – credo che l’esperienza universitaria ponga le basi fondamentali di ciò che poi ognuno deciderà di fare. La Chiesa cerca di supportare ed aiutare in queste dinamiche che alcuni giovani son chiamati a sperimentare».
Alle sue parole han fatto eco quelle di Andrea Cariani, educatore referente di Casa San Facio, che ha ricordato come questa sia «una proposta per gli studenti fuori sede che han necessità di un alloggio, che per loro è una sfida su vari livelli, il primo è quella dell’abitare lontani da casa gestendone una nuova, seguito a ruota dagli alti e bassi della convivenza», che già in questi primi mesi di apertura coinvolge giovani provenienti da tutto il mondo, da Israele agli Stati Uniti. «Abitare – commenta pertanto Cariani – è uno degli aspetti di questa offerta, ma poi c’è il vivere: e nella presenza degli universitari Cremona ritroverà ossigeno». Nel confronto tra identità e culture e anche nella condivisione dell’impegno sociale e caritativo di cui Caritas si fa animatrice.
L’orizzonte della pastorale universitaria non è quella del «fare qualcosa per i giovani – spiega don Maurizio, che è anche assistente ecclesiastico per la sede di Cremona dell’Università Cattolica – ma si fonda sul capire le loro esigenze, arrivando a costruire insieme a loro dei progetti. È chiaro che non tutti i ragazzi hanno la stessa esperienza di fede, è una realtà multi religiosa, nella quale bisogna affacciarsi mirando a creare un’esperienza straordinaria sotto ogni punto di vista».
“Energia per Cremona”, fondo a sostegno della crisi energetica da Comune, Caritas e Fondazione Comunitaria
L’attuale crisi energetica e il conseguente aumento dei costi delle utenze ha forti ripercussioni su molteplici aspetti della nostra società andando a ricadere in particolar modo sulle famiglie, aggravando la posizione di quei nuclei già in condizione di fragilità economica, ma andando a interessare anche chi, in passato, è riuscito a far fronte, con risorse autonome, agli impegni collegati al proprio mantenimento e che già … Continue reading
La voce di speranza del “Violino del mare”, costruito dai detenuti di Opera con il legno dei barconi dei migranti
Il colore del legno si mischia a quello del mare. Il suono è dolce, limpido, il messaggio duro e crudo: il “Violino del mare” posizionato nella sala Fiorini del Museo del Violino di Cremona scuote le coscienze. «Speriamo generi negli occhi delle persone che lo vedranno una metamorfosi. Affinché la cultura dell’indifferenza, lasci posto alla consapevolezza». Così il presidente della Fondazione Casa dello spirito e delle arti, Arnoldo Mosca Mondadori ha presentato lo strumento creato con il legno delle imbarcazioni che trasportano migranti dalle persone detenute nella casa di reclusione Milano Opera e donato nella al museo cremonese. «È un messaggio di vita, oltre la morte. Di speranza e di bellezza. Perché la bellezza salverà il mondo». È il tentativo di focalizzare l’attenzione, complice la musica, su ciò che ci rende uguali. Su ciò che ci rende umani.
«È un modo per dire che c’è sempre speranza. Che non è mai finita». Non è mai finita per quel legno intriso di dolore, ora pronto a dare nuova vita. Non è finita per quelle mani che hanno sbagliato, ma che ora, con il prezioso aiuto del maestro liutaio Enrico Allorto, possono costruire speranza. E ricostruire se stessi. Non è finita per noi. Perché, a volte, basta un suono nel silenzio a risvegliarci. A farci aprire gli occhi.
Da oggi il “Violino del mare” aprirà le collezioni del museo, accompagnato da un video che racconta il progetto. Realizzato in collaborazione con il Ministero degli interni, l’Agenzia delle accise, dogane e monopoli, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e la Casa di reclusione Milano Opera, l’iniziativa vuole«parlare a tutti, ma soprattutto alle giovani generazioni», per costruire un domani differente. Sostenuta da Fondazione Museo del violino di Cremona, Fondazione Cariplo e Fondazione Vismara, ha visto la luce nel dicembre 2021, «anche se – spiega Mosca Mondadori – all’inizio l’intento era di costruire presepi».
“Metamorfosi” è il significativo nome dato a questo progetto nato nel dicembre 2021 quando, all’interno del Laboratorio di Liuteria e Falegnameria nella Casa di Reclusione Milano-Opera, la Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti chiede al falegname di Lampedusa Francesco Tuccio, di portare dei legni per costruire dei presepi che, nel tempo della pandemia, potessero essere un segnale di speranza per tutti, credenti e non credenti. Nell’ambito di questa iniziativa, con gli stessi materiali, sotto la guida del maestro Enrico Allorto, è stato costruito un violino, utilizzando una tecnica perfezionata già nel sedicesimo secolo dagli artigiani cremonesi. Il 4 febbraio 2022, in occasione dei 10 anni dalla nascita della Fondazione, questo primo strumento, chiamato “Violino del mare”, inizia con la benedizione di Papa Francesco, il proprio viaggio di testimonianza.
Favorevolmente accolto in città, il violino «troverà posto qui e parlerà ai bambini. E questa per me è una cosa bella». Il ringraziamento anche alla Diocesi, rappresentata nel momento della presentazione dal vescovo Napolioni, «una Chiesa che accoglie un progetto trasversale, ad una città capace di ascoltare». Il messaggio è chiaro: «È speranza che arriva a tutti: credenti e non credenti, cattolici e non cattolici. “Metamorfosi” intende risvegliare la nostra umanità».
Per il vescovo Antonio Napolioni «tutto questo aiuta a com-muoversi. A muoversi con. A non restare fermi, a non restare a guardare. Lo fa in un momento storico difficile in cui banalizziamo tutto. Lo fa in un modo semplice, ma forte al tempo stesso, raccontando e facendo proprio il metodo del progetto di Dio. Lo fa grazie agli occhi limpidi del presidente Mosca Mondadori che scorgono la possibilità di creare oltre la morte, abbracciando il dolore».
Così la musica diventa voce. Di male e di speranza, di mani operose, capaci di rimediare agli errori. E di realizzare strumenti di bellezza. «Ci aiuta a ricordare chi siamo».
Secondo il sindaco Gianluca Galimberti riporta all’essenza della vita, al concetto che ogni politica migratoria non può dimenticare: «Su quel legno di morte hanno viaggiato vite umane. Persone, storie. Non numeri. Le loro fragilità e le loro gioie sono anche le nostre: siamo simili». Il dramma dei viaggi della speranza «va affrontato, ma bisogna cambiare approccio». Ed è un bene «è bello, che questo progetto ne parli alle giovani generazioni. Dobbiamo ripartire. A Cremona nel nostro piccolo, spesso soli, ci stiamo provando, facendo fronte ad un numero altissimo di minori stranieri non accompagnati: in città sono 260. Meraviglioso che questo progetto racconti una storia, anche qui e che Cremona voglia fare la sua parte».
Pochi attimi dopo lo strumento è stato accolto dalle mani della violinista Lena Yokoyama per una breve esibizione sulle note di Il canto del legno, la canzone appositamente scritta da Nicola Piovani.
Bastano le note: sono grido d’umanità.
Antegnate in festa per la Nostra Signora del Rosario
Un intenso fine settimana di preghiera, contemplazione e condivisione si è svolto ad Antegnte in occasione della Festa dell’Apparizione di Nostra Signora del Rosario. La festa è iniziata la sera di venerdì 4 novembre presso la chiesa parrocchiale con la veglia della vigilia, introdotta dal canto dell’Angelus prima della Messa, seguito dal rito della luce e dal coprimento dell’immagine della Madonna, rimasta coperta fino al disvelamento il giorno successivo, riprendendo un antico tradizionale rito.
La mattina del sabato si è aperta con la celebrazione delle lodi presso il santuario di Nostra Signora del Rosario, la cappella situata all’interno della chiesa parrocchiale, alla quale si può accedere dalla “Scala Santa”, percorribile solo quattro volte l’anno.
È quindi seguito un momento molto significativo e commovente nella chiesa parrocchiale gremita di tanti bambini, tra cui gli studenti delle scuole elementari e medie accompagnati dai loro insegnanti, affiancati dai molti genitori e adulti presenti per l’occasione, con lo spettacolo teatrale della compagnia “Studio Olda” che ha messo in scena una rappresentazione teatrale incentrata sul perdono e sull’intervento di Maria che duellando con un soldato francese, gli fa deporre le armi. «Fa parte della storia di questo popolo, e un popolo senza memoria è destinato a ripetere gli errori del passato – ha voluto commentare don Angelo Maffioletti, parroco di Antegnate – questa storia che viene tramandata parla di sopruso, di violenza di occupazione, ma anche di pace di riconciliazione, di perdono e di una donna che porta la pace. Il mio augurio è che anche oggi nel nostro mondo tante donne abbiano un ruolo di pace».
Le celebrazioni sono quindi proseguite nel pomeriggio con il suggestivo corteo storico lungo le vie di Antegnate: i cavalieri del gruppo storico “Pietro Micca” di Torino hanno aperto il lungo corteo di figuranti che si percorrendo le strade del paese accompagnato dalle note della banda Manara di Antegnate, è arrivato fino al santuario.
In santuario è quindi seguita la Messa presieduta da monsignor Ovidio Vezzoli, vescovo di Fidenza che ha voluto commentare l’evento appena conclusosi andando al centro dello spirito delle iniziative organizzate: «Tutto quanto abbiamo vissuto oggi si potrebbe giudicare come folclore, ma in queste cose è il cuore che conta e si può vedere l’affetto sincero di questo gesto molto bello».
La festa è proseguita Domenica 6 con l’omaggio floreale dei bambini a Maria durante la Messa del mattino e il concerto mariano eseguito dal Coro di Mozzanica nel pomeriggio.
La devozione di Antegnate
Quando nel 1705 i francesi assediarono l’antico borgo di Antegnate, nella bassa bergamasca, poco prima dell’assalto videro sulle mura una moltitudine di soldati. Erano guidati da un condottiero che prendeva ordini da una donna ferma sul soglio della chiesa: dentro l’edificio, impauriti, si erano rifugiati anziani, donne e bambini. L’esercito francese pensando di essere in posizione d’inferiorità decide di non attaccare e solo successivamente avrebbe scoperto che non vi era alcun soldato a presidiare Antegnate e che quella donna era identica alla statua della Madonna del Rosario venerata dagli abitanti del luogo.
Questi eventi miracolosi sono ancora oggi ricordati con grande fede e devozione dai fedeli della quattrocentesca chiesa di San Michele: dietro l’altare maggiore, ma in posizione elevata, si trova un piccolo santuario dedicato alla Vergine al quale si accede tramite una Scala Santa che viene aperta eccezionalmente quattro volte l’anno.
Nel piccolo santuario ancora oggi è conservata la preziosa statua della Madonna, rivestita di abiti preziosi e incoronata con corone del Capitolo vaticano.
Arte e catechesi, il 19 novembre al Museo diocesano di Cremona incontro di formazione riservato ai catechisti
Due i turni di vista: alle 14.30 e alle 16.30. Prenotazione obbligatoria compilando il form online
Dopo l’incontro dello scorso settembre che ha fatto da apripista in questo nuovo anno pastorale, l’Ufficio di Pastorale catechistica della Diocesi di Cremona propone alcuni nuovi incontri di formazione dedicati ai catechisti. A tema la catechesi e l’arte. Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova
I mille volti della carità: con la Borsa di sant’Omobono sostenuti oltre 200 nuclei familiari con circa 90mila euro
La Borsa di Sant’Omobono, il fondo diocesano istituito per sostenere le famiglie in situazione di difficoltà socio-economica, anche durante il secondo anno di istituzione ha accompagnato 212 nuclei familiari nel tentativo di superare momenti di crisi collegati a disoccupazione, problemi di salute, disagio abitativo. I contributi erogati alle zone pastorali (26mila euro), uniti a quelli garantiti dal centro d’ascolto diocesano (oltre 60mila euro) sono stati … Continue reading
Da giovedì a domenica la chiesa di S. Omobono aperta ai fedeli dalle 8 alle 19
Programma denso di celebrazioni nella chiesa di via Ruggero Manno intitolata al Patrono, tra momenti di preghiera comunitaria e di adorazione notturna
In occasione della solennità patronale di sant’Omobono, nell’omonima chiesa di via Ruggero Manna, a Cremona, sussidiaria della parrocchia “Ss. Giacomo e Agostino” nell’unità pastorale Cittanova, sono in programma diversi momenti di carattere liturgico per onorare il santo patrono della città e della Diocesi. Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova
Adeguamento liturgico in Cattedrale, don Gaiardi: «Cenacolo di storia, di arte, di religione»
Festa per i 50 anni di Caritas Cremonese con Casa San Facio e le altre “opera segno”
Alle 9.30 in via Martiri di Sclemo 5 con il vescovo il taglio del nastro di Casa San Facio, residenza universitaria e di housing sociale
La festa patronale di sant’Omobono, il “padre dei poveri”, rappresenta ogni anno un’importante occasione per richiamare al tema della carità nelle comunità cristiane e sul territorio. E lo è in particolare quest’anno, in cui il 13 novembre coincide con la 6ª Giornata mondiale dei poveri e con il 50° di Caritas Cremonese, fondata appunto il 13 novembre 1972. Tale circostanza diventa dunque momento di rendimento … Continue reading



