Dal pomeriggio di venerdì 29 alla mattina di sabato 30 ottobre, la Scuola Immacolata di Soresina, in luogo dei giochi e delle attività dei bambini, ha lasciato spazio all’incontro della seconda tappa del cammino sinodale della diocesi di Cremona con i rappresentanti della Zona pastorale 2. Anche se il fine settimana presentava delle contingenze non favorevoli come il lungo ponte in concomitanza del ricordo dei defunti, occasioni per visite ai cimiteri e di impegni ecclesiali, un buon numero di laici e di sacerdoti ha risposto all’invito del vescovo, spinti dalla consapevolezza, forse non completamente chiara, della necessità di camminare insieme per un desiderio di cambiamento. Continue reading
“Patris corde”, il 5 novembre a Cascina Cambonino un momento di riflessione nel ricordo di padre Silvio Pasquali
Dopo la riflessione a cura di don Agnelli, alle 18 la Messa in chiesa parrocchiale
A Casalmaggiore la mostra “Takashi Paolo Nagai. Annuncio da Nagasaki”
Allestita dal 30 ottobre all'11 novembre nella cripta del Duomo di S. Stefano
“Takashi Paolo Nagai. Annuncio da Nagasaki” è la mostra che dal 30 ottobre all’11 novembre è visitabile presso la cripta dal Duomo di Casalmaggiore (via Formis 2). Takashi Paolo Nagai è medico radiologo a Nagasaki prima e dopo la tragedia di quella Bomba Atomica che ha devastato proprio quella parte della città che ha una storia di 400 anni di cristianesimo, ricca di fede, di santi … Continue reading
Santi e defunti, in dirette le celebrazioni presiedute dal Vescovo
Uniti nella lotta agli armamenti nucleari: convegno a Caravaggio
Si è svolta nella serata di venerdì 29 ottobre, presso l’auditorium del santuario della Beata Vergine di Caravaggio, il convegno “Stop alle armi nucleari!” promosso dal movimento dei Focolari in collaborazione con numerose associazioni presenti sul territorio. Chiara Allevi Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova

UN WEEKEND DI VISITE GRATUITE
Ancora prima della sua inaugurazione, il nuovo Museo Diocesano di Cremona piace. Lo testimonia il fatto che risultano già sold out le visite gratuite offerte per l’intera giornata di sabato 13 novembre nel primo giorno di apertura, scelto in occasione della festa patronale di sant’Omobono. La risposta entusiastica del pubblico è stata accolta con soddisfazione dalla Diocesi di Cremona che ha così deciso, in collaborazione con la Festa del Torrone, di prolungare anche a domenica 14 novembre la possibilità di accedere gratuitamente al Museo previa prenotazione da effettuare sul sito internet www.museidiocesicremona.it/museodiocesano o telefonando al 328-8886784 (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18).
LA PRESENTAZIONE IN CATTEDRALE
Il Museo Diocesano di Cremona, realizzato all’interno del Palazzo vescovile grazie alla collaborazione tra la Diocesi di Cremona e la Fondazione Arvedi Buschini, sarà presentato ufficialmente nel pomeriggio di venerdì 12 novembre in Cattedrale in un pomeriggio di grande significato di fede e cultura insieme. Si inizierà alle ore 16 con la celebrazione dei Primi Vespri della solennità patronale di sant’Omobono, presieduti dall’arcivescovo di Milano Mario Delpini, alla presenza del vescovo di Cremona Antonio Napolioni, dell’emerito Dante Lafranconi e del Capitolo della Cattedrale. Al termine della preghiera, sempre all’interno del Duomo, vi sarà la presentazione del nuovo Museo con gli interventi delle autorità e l’autorevole contributo offerto dalla direttrice dei Musei Vaticani, Barbara Jatta (leggi la scheda biografica).
L’intero evento sarà trasmesso in diretta televisiva su Cremona1 e sui canali web diocesani.
IL PROGETTO DEL NUOVO MUSEO
In una location che unisce architettura storica e design contemporaneo, grazie al grande lavoro di recupero degli spazi, i capolavori dell’arte sacra, che giungono dalla Cattedrale e da numerose parrocchie del territorio, raccontano un territorio dalle profonde radici, dal ricco talento artistico e da una spiritualità che nei secoli ha costruito la comunità. Un Museo che non vuole essere “sulla diocesi”, ma “della diocesi”: della sua storia, della sua tradizione di fede e del suo territorio. Un luogo di conoscenza, ma soprattutto di incontro e di pastorale.
Il Museo Diocesano andrà a completare un vero e proprio Parco Culturale Ecclesiale con al suo centro la Cattedrale di Santa Maria Assunta e comprendente anche il Battistero e il Museo Verticale del Torrazzo che, dall’inaugurazione del novembre 2018, ha già fatto registrare un significativo aumento delle visite e un crescente interesse dei visitatori.
Sarà però affidato in particolare al Museo Diocesano – come ha scritto il vescovo Antonio Napolioni in una lettera indirizzata ai parroci – il compito «di presentare l’identità religiosa del territorio che costituisce la Chiesa di Cremona».

LA SEDE NEL PALAZZO VESCOVILE
Il Museo Diocesano è ospitato nel piano seminterrato del Palazzo vescovile di Cremona, a pochi passi dalla Cattedrale e dal Torrazzo, che dominano la piazza centrale della città, una delle più suggestive d’Italia.
Gli ampi spazi, che si estendono su una superficie di oltre 1.400 metri quadrati, luoghi di servizio del Palazzo vescovile rimasti a lungo inutilizzati, sono stati recuperati e riadattati alla funzione di sale espositive grazie al grande lavoro di progettazione, a cura dell’architetto Giorgio Palù dello studio Arkpabi (già vincitore del Compasso d’oro ADI nel 2015 per l’Auditorium del Museo del Violino di Cremona), che armonizza il rispetto per la storia e le forme originarie con elementi di design e tecnologie all’avanguardia per conservare al meglio le preziose opere. I lavori di ristrutturazione sono stati finanziati della Fondazione Arvedi Buschini ed eseguiti dall’impresa Immobiliare Raffaella in accordo con la Soprintendenza competente di Cremona, Lodi e Mantova.

LE OPERE
Le oltre 120 opere che compongono il percorso espositivo sono suddivise in 12 sale, organizzate secondo un percorso non cronologico ma tematico:
- le origini della Chiesa cremonese, dalla pietra di fondazione della Cattedrale a testimonianze degli insediamenti più antichi sul territorio;
- l’iconografia della Vergine Maria che coinvolge l’Assunta, titolare della Cattedrale, e santuari del territorio, a partire da quello di Caravaggio, dedicato a Santa Maria del Fonte, patrona della diocesi insieme a sant’Omobono;
- i crocifissi, con una collocazione speciale per la Grande Croce della Cattedrale;
- i santi intercessori, locali e universali;
- la sala del Tesoro dei Visconti di Pizzighettone;
- la sala della Tavola di Sant’Agata.
Impreziosisce l’offerta del Museo Diocesano la collezione di arte sacra del cavalier Giovanni Arvedi e della moglie Luciana Buschini.
“Parole”, è online il nuovo numero di Riflessi Magazine
Fiera di San Carlo, a Casalmaggiore le associazioni locali espongono i loro progetti culturali
L'iniziativa, allestita presso la struttura dell'Auditorium Santa Croce, proseguirà per tutta la durata della Fiera patronale
In occasione del ritorno della Fiera di San Carlo, che si svolgerà da sabato 30 ottobre a giovedì 4 novembre a Casalmaggiore, l’Auditorium Santa Croce ospiterà un complesso di mostre realizzate da associazioni locali, accompagnate dal lavoro del maestro liutaio Matteo Marsili, che esporrà e intaglierà alla presenza del pubblico. Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova
Verso la Giornata di Avvenire con il direttore Tarquinio
Domenica 31 ottobre Chiesa cremonese celebra la Giornata diocesana del quotidiano Avvenire con una distribuzione straordinaria del giornale di oltre 2mila copie all’uscita delle Messe nelle numerose parrocchie che hanno aderito all’iniziativa. Proprio questa iniziativa e il valore del quotidiano dei cattolici italiani sono al centro della nuova puntata di Chiesa di casa, impreziosita dalla presenza del direttore di Avvenire Marco Tarquinio, insieme a don Federico Celini, coordinatore dell’area pastorale “Capaci di comunicazione e cultura”. Continue reading
Dalla Settimana sociale di Taranto un contagio di speranza
Riflessi Magazine, in attesa dell’uscita di venerdì 29 ottobre con la nuova edizione sul tema «Parole», ha proposto sul web una trasmissione di approfondimento a partire dai temi emersi nella Settimana sociale dei cattolici italiani di Taranto. Sono intervenuti – moderati dal giornalista Filippo Gilardi – don Bruno Bignami, sacerdote cremonese direttore dell’Ufficio nazionale della Cei per i problemi sociali e il lavoro, collegato da Roma), e in studio il professor Paolo Sckokai, docente all’Università Cattolica presso la facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali, con Ester Tolomini, che ha fatto parte della delegazione diocesana presente a Taranto. A presentare nel dettaglio la genesi di questo laboratorio di idee, dialoghi ed esperienze che è stata la settimana sociale, è stato don Bignami: «Tutto nasce dall’enciclica Laudato si’, un documento che ha interrogato molto la società. Ci è sembrato importante come Chiesa italiana fare un passo in più e cioè chiederci come questa enciclica possa diventare un progetto pastorale, educativo, formativo, un modello di Chiesa. Da qui è nato un percorso, purtroppo interrotto e reso difficile dalla pandemia, che ci ha portato a Taranto, dove abbiamo vissuto giorni importanti e dove si è dato il via a un cammino che ora tutti insieme dobbiamo percorrere».
I temi affrontati del resto sono stati tanti e complessi, come quelli legati all’ambiente e al lavoro sottolineati anche dal vescovo di Taranto monsignor Filippo Santoro al termine del convegno. Spiega il professor Sckokai: «Per noi che lavoriamo con i giovani la sfida è che cosa trasmettere loro: solo contenuti ed educazione? Formazione? Io credo che il tema fondamentale sia avere uno sguardo lungo su quali sono le prospettive del nostro pianeta. Quando si dice che le occupazioni green saranno il futuro del lavoro non è sbagliato: chi si approccia a queste nuove professioni sviluppa capacità, competenze e professionalità prima sconosciute, perché l’evoluzione è veramente qualcosa di molto rapido. Per questo il compito di noi educatori è quello di cogliere il prima possibile questi segnali, tradurli in percorsi formativi concreti sfuggendo alla tentazione di rimanere solo su un piano teorico. Bisogna interagire con questo mondo del lavoro che sempre più chiede competenze, ma anche persone integralmente formate».
Al centro della Settimana sociale ci sono stati soprattutto i giovani, che hanno lanciato un manifesto intra-generazionale chiedendo un’alleanza di significato con il mondo adulto in grado di generare bene. Per Ester Tolomini, studentessa di psicologia, la parola chiave emersa dalle giornate di Taranto è «corresponsabilità». Come ben spiegato dalla giovane, «abbiamo avuto spazio di discussione, siamo riusciti a dialogare in gruppi di ogni provenienza. Si è parlato dell’importanza dell’alleanza tra cittadini e cittadine per generare nuovi rapporti in grado di costruire il futuro insieme alle istituzioni. E poi si è discusso dell’importanza di scovare i talenti e di valorizzare le competenze di ogni singolo giovane presente a Taranto per collaborare insieme al comune obiettivo di un futuro alla portata di tutti». Non a caso, come sottolineato ancora da don Bignami, «se c’è una cosa che passerà alla storia di questa Settimana sociale è il numero dei delegati giovani: 300, un terzo dei presenti. Hanno lavorato alacremente. Ai giovani dobbiamo dare la parola, perché il futuro è di tutti. Serve uno sguardo nuovo, differente e io ho apprezzato la libertà di proposta e il protagonismo: tutte cose che fanno bene non solo al pianeta, ma anche alla Chiesa tutta». Non nega i problemi delle trasformazioni sociali e culturali che il mondo sta attraversando e sottolinea tutta l’urgenza di un intervento che sia da progettare qui e ora e non da rimandare. «Ma l’agire – ha detto ancora don Bignami – non riguarda solo pochi, il “tutto è connesso” ci ricorda che ognuno di noi deve fare la propria parte nella quotidianità, con scelte coscienziose. Da Taranto però usciamo con una speranza concreta. Come ha scritto don Tonino Bello “la speranza non va solo annunciata ma anche organizzata” e infatti i segni di speranza sono quei semi gettati da chi fin da ora sta scommettendo su un modello di economia diverso dove ecologia e lavoro vanno insieme, dove i giovani sono protagonisti. La speranza è data dai legami nati durante la settimana sociale, perché le idee e le intuizioni di tutti, nate dai territori, possono davvero essere un contagio di bene».

