«La funzione educativa della scuola è di insegnare la strada che conduce ad un’assunzione di responsabilità che rende adulti»

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È ormai tradizione che il vescovo Antonio Napolioni, dopo l’avvio dell’anno scolastico, voglia dedicare una celebrazione eucaristica dalla Cattedrale di Cremona al mondo della scuola. Quest’anno l’appuntamento con dirigenti scolastici e docenti si è svolto sabato 23 ottobre.

Alla presenza di alcuni dei sacerdoti impegnati nel mondo della scuola, e tra loro don Giovanni Tonani, incaricato diocesano per la Pastorale scolastica e responsabile dell’Insegnamento della religione cattolica, il Vescovo si è soffermato nella sua omelia sul valore educativo dell’essere docente oggi più che mai e su come ogni contesto possa divenire, alla luce del Vangelo, un banco di prova per essere tutti insieme, famiglie, nonni, società civile, “mondo della scuola”.

«Tutti siamo del mondo della scuola – ha dichiarato-. Di una scuola cuore che batte in un corpo che ha bisogno di aver cura di se stesso e di tutte le sue membra». Il compito educativo a cui siamo chiamati è un compito di crescita,  dunque, in quanto finalizzato ad agevolare l’incontro di cui ogni essere umano sente necessità perché «ogni vivente ha bisogno di una trasmissione di vita».

Traendo spunto dal Vangelo del giorno che narra la guarigione del cieco nato, la riflessione proposta si sofferma sull’importanza del ridare luce alle giovani generazioni, spesso attirate da false promesse che le allontanano dalla comprensione della realtà. La funzione educativa della scuola, di ogni ordine e grado, pubblica o paritaria, sia allora quella di insegnare la strada che conduce ad un’assunzione di responsabilità che rende adulti, perché «il campo degli obiettivi educativi è grande quanto l’esistenza» e gli educatori che incontrano i fanciulli e i ragazzi che frequentano il modo della scuola possono e devono essere «conduttori, testimoni, narratori, interpreti di una luce che trasmette le ragioni del coraggio, che dà la forza di alzarsi e narra il fascino della chiamata».

La stessa chiamata, o vocazione, che i docenti hanno ascoltato e che l’Eucaristia odierna ha benedetto. «Che tutti noi possiamo essere quella parola detta con amore – ha concluso il Vescovo Napolioni – per illuminare la vita dei ragazzi».

Sara Pisani
TeleRadio Cremona Cittanova
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Ancelle della Carità in festa per la beatificazione di suor Lucia Ripamonti

Le Ancelle della Carità – presenti in diocesi di Cremona dal 1841, conosciute e stimate a Cremona per la clinica in via Aselli – sono  in festa per la beatificazione di suor Lucia Ripamonti: il rito si terrà sabato 23 ottobre, alle 10, nella Cattedrale di Brescia e sarà presieduto dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, in rappresentanza del Papa. … Continue reading »

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A Mozzanica prima tappa del cammino Sinodale nelle Zone. Il Vescovo illustra i temi e le domande per il cambiamento

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«In questo tempo, in questa nostra Chiesa c’è qualcosa che mi fa vibrare?». Con questa domanda il vescovo Antonio apre la serata di riflessione lasciando lo spazio, nel silenzio alle risposte spontanee delle persone presenti nella sala dell’oratorio di Mozzanica, dove – tra venerdì 22 e sabato 23 ottobre – inizia il cammino sinodale della diocesi di Cremona.

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TeleRadio Cremona Cittanova
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Settimana sociale, Papa Francesco: “Ai cattolici italiani è richiesto un po’ più di coraggio”

Il Papa ha aperto la prima giornata della Settimana sociale di Taranto con un messaggio e un videomessaggio. L'introduzione del card. Bassetti e l'intervento di mons. Santoro, davanti a circa un migliaio di partecipanti

“Non possiamo rassegnarci e stare alla finestra a guardare, non possiamo restare indifferenti o apatici senza assumerci la responsabilità verso gli altri e verso la società”. È il monito di Papa Francesco, nel messaggio inviato alla 49ma Settimana sociale, che si è aperta oggi a Taranto sul tema: “Il pianeta che speriamo. Ambiente, lavoro, futuro. Tutto è connesso”. Per uscire dalla crisi generata dal Covid, “crisi insieme sanitaria … Continue reading »

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Settimana sociale: “Visioni di futuro e buone pratiche”

La seconda giornata della Settimana sociale è dedicata alle "visioni di futuro" e alle 274 "buone pratiche" censite nel percorso verso Taranto. L'intervento del ministro Enrico Giovannini

Sostenibilità, resilienza, sviluppo, riscaldamento globale, disparità di genere. Sono alcuni temi emersi durante la seconda giornata della Settimana sociale, dedicata alle “visioni di futuro” del nostro pianeta e alle 274 “buone pratiche” censite nel percorso verso Taranto, alcune delle quali già visionate e raccontate dal Sir nei giorni precedenti all’appuntamento presso il PalaMazzola, dove sono riunite circa un migliaio di persone – tra vescovi, delegati … Continue reading »

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Prima seduta dal nuovo Consiglio presbiterale diocesano

Si è riunito giovedì 21 ottobre in Seminario, sotto la presidenza del vescovo Antonio Napolioni.

  Condivisione, propositività, corresponsabilità hanno caratterizzato il primo incontro del rinnovato Consiglio presbiterale diocesano, riunitosi per la prima volta la mattina di giovedì 21 ottobre in Seminario, sotto la presidenza del vescovo Antonio Napolioni. Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova

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Barnabiti, un secolo di missione in Afghanistan

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Il 26 agosto scorso, dopo giorni concitati e drammatici, padre Gianni Scalese è rientrato dall’Afghanistan insieme alle suore della Congregazione di Madre Teresa e ad alcuni bambini orfani. Barnabita, cappellanno della missione “sui iuris” voluta da Giovanni Paolo II nel Paese asiatico presso l’ambasciata italiana, padre Scalese è l’ultimo di una lunga serie di sacerdoti barnabiti che per cento anni hanno accompagnato la minuscola ma preziosissima presenza cristiana in terra afghana.

Insieme a padre Giovanni Villa, già superiore generale dei Barnabiti oggi di stanza a Cremona presso comunità di San Luca, padre Scalese ha raccontato la sua esperienza nella serata di giovedì 21 ottobre presso il Centro pastorale diocesano di Cremona nell’incontro promosso dal gruppo missionario della parrocchia cittadina di Sant’Abbondio e moderato da Daniela Negri.

«L’Afghanistan diventa indipendente nel 1919 e nel 1921, con un Trattato stipulato con lo Stato italiano, viene resa possibile la costruzione di un luogo di culto per cattolici stranieri. Certo, non era possibile evangelizzare, ma solo servire chi per ragioni commerciali, politiche e diplomatiche visitava il Paese. La presenza barnabita inizia così, con una cappella cattolica all’interno dell’ambasciata italiana. Dal 1933 a oggi, otto sacerdoti barnabiti si sono succeduti e padre Scalese è stato l’ultimo», ha spiegato padre Villa introducendo l’incontro. «Cremona è stata una delle città più interessate alla nostra presenza in Afghanistan – ha quindi sottolineato – perché negli anni Novanta qui a Cremona c’era uno dei sacerdoti che è stato cappellano laggiù per 25 anni, padre Angelo Panigati».

La parola è poi passata a padre Scalese che, in collegamento da Roma, ha ricordato come segni di una presenza cristiana nel Paese sono state anche le Suore di Madre Teresa di Calcutta, quelle del centro per i bambini di Kabul, i Gesuiti indiani e le Piccole Sorelle di Charles de Foucauld, arrivate negli anni Cinquanta. Tutti loro si sono dovuti confrontare con le difficoltà di vivere in una nazione dove l’islam è religione di Stato e la conversione ad altre fedi è rato: «Non è stato possibile negli ultimi tempi svolgere un servizio pastorale esteso al contatto con la gente, e così azioni di promozione sociale hanno rappresentato l’unica forma possibile di missione».

Padre Scalese ha ripreso poi il titolo del messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale delle missioni: «Non è semplice annunciare in Afghanistan quello che “abbiamo visto e ascoltato”, perché lì siamo costretti a tacere. Ma dopo la presa del potere dei talebani, abbiamo sperimentato la protezione divina e della Madonna. Il 13 ottobre del 2017, al termine del centenario di Fatima, ci siamo consacrati come missione «sui iuris» al Cuore immacolato di Maria. E non abbiamo voluto consacrare solo noi stessi e la missione, ma anche l’Afghanistan. Perché consacrare un Paese al 99 per cento islamico? Perché, la storia lo insegna, questo ha risvolti anche geopolitici: pensate a quella che fece Giovanni Paolo II, cui seguì il crollo dell’Urss. Noi abbiamo sperimentato la protezione della Madonna negli ultimi giorni trascorsi a Kabul: nessuno di noi si è fatto un graffio nonostante gli attentati e le tensioni. Io penso che questa storia, iniziata cento anni fa, potrà continuare, perché ho conosciuto tanti afghani affascinati dal cristianesimo. Prego e spero che la vita della missione presto o tardi possa riprendere al servizio di un popolo che non merita di vivere nella guerra».

Maria Acqua Simi
TeleRadio Cremona Cittanova
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Sono ripresi, dopo la pausa estiva e la tempesta delle restrizioni pandemiche, gli incontri di sensibilizzazione al Sovvenire organizzati in diocesi. Continue reading »

TeleRadio Cremona Cittanova
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