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A Chiesa di Casa l’estate tra oratorio e campi estivi

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Scuole concluse e vacanze iniziate. È questa la situazione nella quale, ormai da una settimana, si trovano bambini e ragazzi. Ogni anno, l’estate porta con sé entusiasmo, senso di libertà e gioia. Insieme a qualche grattacapo per le famiglie, che devono pensare a come organizzare le giornate dei figli. In questo clima «caldo» – spesso anche in senso letterale – si inseriscono le numerose proposte estive che, tradizionalmente, animano e accompagnano le estati dei più giovani. Continue reading »

Chiesa di Casa, puntata speciale con don Valerio Lazzari e don Giuseppe Valerio

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Un grande evento di Chiesa. Questo rappresentano le ordinazioni presbiterali per una comunità cristiana. Ad accogliere due nuovi sacerdoti è la Diocesi di Cremona, che nella serata di sabato 8 giugno festeggia don Valerio Lazzari, di Vicomoscano, e don Giuseppe Valerio, originario di Spinadesco, intervenuti nella nuova puntata di Chiesa di Casa, il talk di approfondimento diocesano nel quale i due giovani si sono raccontati e hanno condiviso la propria esperienza di vita.

«Quella dell’ordinazione – ha raccontato don Giuseppe Valerio – non è certo la tappa finale di un cammino che si conclude.  Siamo frutto di una storia nata all’interno di diverse comunità: la famiglia, la parrocchia, l’oratorio, il lavoro… Tutte queste esperienze sono parte di noi e ci hanno portato qui, dove inizia un nuovo capitolo».

Per don Valerio Lazzari «il termine chiave è testimonianza. Le persone che ci hanno accompagnato, o che abbiamo incontrato, ci hanno trasmesso il loro modo di vivere e di relazionarsi con l’esperienza di fede. E questo non può che farci bene per inserirci in quell’ottica di comunione e condivisione che il nostro ministero ci richiede».

Insieme a loro, ha preso parte alla trasmissione anche Elisabetta Morelli che, insieme al marito Giuseppe Ruggeri, accompagna il cammino di formazione dei seminaristi di Cremona. La presenza di laici all’interno del percorso formativo ha un obiettivo preciso: aiutare i futuri sacerdoti ad avere uno sguardo più ampio sulla realtà della Chiesa. «Per questo, una volta al mese i seminaristi si uniscono ad una famiglia per cenare e condividere insieme la Parola della domenica. Crediamo sia un momento bello per far dialogare due realtà che, nella vita della comunità cristiana, sono chiamate a collaborare e crescere insieme».

La presenza di due coniugi direttamente inseriti nell’equipe formativa del seminario, però, non ha solo finalità organizzative e pratiche. «Quello che cerchiamo di fare – ha spiegato Elisabetta Morelli – è tentare di portare la nostra testimonianza di vita, con verità e sincerità. Anche io e mio marito, come sposi, abbiamo detto il nostro “per sempre”, che non è così diverso da quello che pronunciano i sacerdoti, quindi tentiamo di condividere con loro ciò che viviamo quotidianamente, sperando di lasciare qualcosa di buono».

Con l’ordinazione si festeggiano due nuovi presbiteri, ma, come detto in precedenza, si vive una gioia che è davvero di tutta la Chiesa. Perché da essa don Valerio Lazzari e don Giuseppe Valerio provengono, e ad essa sono mandati. Secondo il giovane originario di Spinadesco, «lo stile che dobbiamo avere deve necessariamente essere quello della famiglia, dove ci si ascolta e ci si sostiene. È questo che abbiamo cercato di vivere negli anni di seminario, e ora, da presbiteri, proveremo a stare nella comunità come guide, come uomini disposti ad ascoltare, imparare e sostenere il cammino dei fratelli».

A confermare le sue parole, anche il compagno di Messa, che ha sottolineato quanto sia importante «stare nella comunità. Credo che il nostro primo scopo sia quello di esserci, cioè di essere presenti per le persone che incontreremo sul nostro cammino. Quello della presenza è un punto chiave, perché, come abbiamo imparato a riconoscere in questi anni, è già di per sé una testimonianza del Vangelo».

 

Sabato sera alle 20.30 in Cattedrale l’ordinazione di don Valerio Lazzari e don Giuseppe Valerio

Chiesa di casa, in viaggio nei luoghi della meraviglia

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Mesi estivi e cultura spesso vengono associati. Se, da un lato, l’estate coincide con la chiusura delle scuole, di frequente si trasforma in occasione per visite culturali in città d’arte e musei. Per questo motivo, la nuova puntata di Chiesa di casa, il talk settimanale di approfondimento della diocesi di Cremona, ha posto l’attenzione proprio su questa tematica, focalizzandosi su che cosa significhi parlare di cultura, oggi, e sui luoghi della meraviglia. Continue reading »

A Chiesa di Casa una Pasqua di rinascita

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«La Resurrezione non è un avvenimento improvviso, ma è frutto di tanti piccoli passi che conducono dall’ombra della morte a una nuova vita». Con queste parole padre Francesco Zambotti, camilliano fondatore della associazione La Tenda di Cristo, ha sintetizzato quel grande desiderio di rinascita che la Pasqua porta con sé durante la nuova puntata di Chiesa di Casa, il talk di approfondimento della diocesi di Cremona. Alla luce della sua esperienza con le fragilità umane, il sacerdote ho sottolineato come «il buio non identifica una persona, ma spesso si è chiamati ad attraversarlo per giungere nuovamente alla luce». Continue reading »

Una chiamata a seminare speranza

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“Chiamati a seminare la speranza e a costruire la pace”. Questo il titolo del messaggio di Papa Francesco per la 61ª Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni che la Chiesa celebra domenica 21 aprile. “Creare casa” è poi lo slogan della giornata, con un chiaro riferimento al punto 217 della Christus Vivit. Un richiamo altrettanto evidente è alla quotidianità, dimensione ripresa più volte anche dal Pontefice nel suo augurio rivolto all’intera comunità cristiana. Continue reading »

Chiesa di Casa, dalla parte del Pianeta

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La Giornata mondiale della terra celebrata il 22 aprile ha rappresentato un’occasione unica per focalizzare l’attenzione sul nostro pianeta. Nata nel 1970, ha l’obiettivo dichiarato di invitare le persone a riflettere e mettere in campo azioni utili alla salvaguardia della terra. Una tematica cui è stata dedicata proprio la nuova puntata di questa settimana di Chiesa di Casa. Continue reading »

Inclusione, tutela e formazione: a “Chiesa di Casa” le sfide per il mondo del lavoro

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La giornata del primo maggio è associata alla festa dei lavoratori. E anche nel mondo ecclesiale in questa occasione si tenta di dare rilievo alle tematiche relative al mondo del lavoro, che intrecciano inequivocabilmente la vita della comunità civile e religiosa. Con questo spirito mercoledì 1 maggio il vescovo Antonio Napolioni ha celebrato l’Eucaristia presso l’azienda “Italcoppie Sensori S.r.l.” di Malagnino, incontrando i titolari, i dipendenti e le rispettive famiglie, e insieme anche la rappresentanza del mondo economico e lavoratori del territorio. Continue reading »

Il Vescovo nella Domenica delle Palme: «Come pellegrini, nella nostra terra chiamata a diventare Santa»

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«Oggi non possiamo recarci in pellegrinaggio in Terra Santa, ma siamo chiamati a vivere qui, come pellegrini, nella nostra terra che è chiamata a diventare Santa. Per questo dico ai bambini e ragazzi presenti di scatenarsi, di partecipare alla gioia del popolo che accoglie Gesù».

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A Chiesa di casa in cammino sulle strade dell’anima

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C’è un’esperienza comune a tanti, che molti vivono soprattutto durante l’estate: il viaggio. Un luogo, forse un tempo, che ha forti legami con la realtà umana, sia che lo si intenda in senso metaforico, sia che si guardi ad esso da un punto di vista più concreto e pratico. A livello semplicistico, si tratta di uno spostamento da un punto ad un altro. Normalmente, finalizzato al raggiungimento di una meta. Eppure, pare esserci un oltre. Nella puntata di questa settimana del talk diocesano Chiesa di Casa don Matteo Bottesini, incaricato diocesano del Segretariato pellegrinaggi, ha sottolineato come «ogni viaggio è innanzitutto un’esperienza interiore. Poi, nel caso di un pellegrinaggio, si concretizza in un cammino condiviso con una comunità, con il fine di vivere una particolare situazione a livello spirituale e di fede».

C’è dunque uno spostamento di focus: viaggio, nella sua essenza, non ha significato solo alla luce del punto di arrivo, ma acquisisce valore come occasione di crescita.

«Questa vale anche e soprattutto – ha spiegato Tiziano Guarneri, presidente della Sottosezione cremonese dell’Unitalsi – per i nostri pellegrinaggi. Ciò che muove gli ammalati, le persone fragili e i loro accompagnatori a mettersi in cammino è solitamente il desiderio di vivere o riscoprire un certo percorso di fede. In modo analogo per i volontari la motivazione viene spesso dalla volontà di concretizzare il carisma della carità che, per un credente, ha un valore particolare e fondamentale».

Quella del viaggio, o del cammino, non è però una dinamica che si limita alla sola sfera religiosa, intesa in senso stretto. C’è una dimensione di intimità e profondità che può essere esperita e colta a trecentosessanta gradi. A testimoniarlo sono state le parole di Paolo Loda, giornalista cremonese. «Affrontando il Cammino di Santiago si vive la possibilità di riconnettersi alla propria interiorità. La lontananza dalla frenesia del quotidiano aiuta, così come gli incontri e le relazioni che si costruiscono. Sono convinto, infatti, che nulla di quello che accade durante il Cammino sia casuale, ma che ci capiti non ciò che desideriamo, bensì ciò di cui abbiamo bisogno. E in questo viaggio possiamo davvero riscoprirci in modo serio e radicato».

Il sentiero tracciato dagli ospiti di Chiesa di Casa sembra chiaro: quella del viaggio è un’esperienza umana forte e significativa, che tocca il soggetto nella sua essenza e specificità.

«Oggi c’è un grande desiderio e una notevole ricerca del “cammino” – ha concluso con Bottesini – anche da parte dei giovani. Questo dice di una sete di ricerca, di un bisogno di staccare per superare qualche difficoltà o per cercare risposte alle proprie domande più profonde. Il fatto di viaggiare, poi, spesso spinge ad incontrare la propria dimensione spirituale e questo, tante volte, si intreccia con il cammino di fede di ciascuno o dell’intera comunità».

Il Vescovo alla processione della Sacra Spina: «Il mistero dell’amore è infinitamente più grande del mistero del male»

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Cristo piegato su se stesso, nel Getsemani, un angelo che lo consola. E sullo sfondo, quasi invisibili, le sagome di coloro che, con torce e bastoni, vogliono catturarlo. È questa l’immagine che il vescovo Antonio Napolioni ha voluto riprendere durante la sua riflessione in occasione della tradizionale processione del Venerdì Santo. Parlando del “Cristo nell’orto degli Ulivi”, opera di Battistello Caracciolo, custodita nel Museo diocesano, il vescovo ha sottolineato come «la scena dipinta in secondo piano sembra portare alla luce un momento di odio. Ma non bisogna dimenticare che in primo piano c’è il volto del Signore, insieme all’angelo che Dio gli ha messo accanto. Questo ci ricorda che il mistero dell’amore è infinitamente più grande del mistero del male». Continue reading »