A San Bassano l’ingresso di don Daniele Rossi: «Aiutatemi a essere il vostro pastore e non un funzionario»

Nel pomeriggio di domenica 17 ottobre il Vescovo ha presieduto la Messa di insediamento del nuovo parroco di San Bassano, Cornaleto, Formigara, Gombito, San Latino e Santa Maria dei Sabbioni

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Nel pomeriggio di domenica 17 ottobre le comunità di San Bassano, Cornaleto, Formigara, Gombito, San Latino e Santa Maria dei Sabbioni hanno dato il benvenuto al nuovo parroco: ad accogliere don Daniele Rossi i parrocchiani, le autorità civili e militari, le associazioni; ad accompagnarlo tanti confratelli (in particolare gli altri preti in servizio nelle sei parrocchie) che hanno concelebrato la Messa di insediamento presieduta dal vescovo Antonio Napolioni. Presenti anche sindaci e parrocchiani di Agnadello (dove è stato vicario per otto anni prima della nomina a parroco) e Castelleone (suo paese natio).

Prima della celebrazione, sul sagrato, per le autorità civili è intervenuto il primo cittadino di San Bassano, Giuseppe Papa, che, a nome dei sindaci di tutte le parrocchie unite nel nome e nel ricordo di mons. Frosi, ha accolto ufficialmente don Rossi: «Posso usare solo parole di gioia per salutare don Daniele – ha detto -. Questa è una giornata destinata a rimanere nella storia civile e religiosa. Dal suo lavoro, dalla sua capacità e dal suo spirito missionario dipenderà la crescita spirituale della comunità e della chiesa locale vita. Ciascuna comunità, sotto la sua guida, con le sue peculiarità e tradizioni, evitando campanilismi, dovrà essere pronta, sotto la sua guida, a camminare insieme».

Una parrocchiale piena, in ogni posto disponibile nel rispetto del distanziamento previsto dalle normative ant-Covid, ha accolto con il canto dalla Corale e dal Coro Gabriele il nuovo parroco. In prima file le divise delle autorità militari e il tricolore di sindaci e assessori (tra i presenti anche il concittadino senatore Simone Bossi), poi i volti dei parrocchiani, vecchi e nuovi. Tutti uniti per sostenere nella preghiera don Daniele Rossi in questa nuova missione.

Dopo la lettura ufficiale del decreto di nomina da parte del vicario zonale don Gianbattista Piacentini, il saluto del Consiglio pastorale carico di sentimenti di «gioia, attesa e speranza» che animano i cuori delle parrocchie pronte a iniziare questo cammino con un nuovo pastore, ispirati da quella fonte inesauribile di amore che è Dio. Poi il dono di un quadro con all’interno una croce bizantina ortodossa realizzata in pietra dalle Suore del Monastero di Betlemme.

Nell’omelia il Vescovo, commentando la Parola di Dio, ha offerto diversi spunti al nuovo parroco: «Sono contento di presiedere questa concelebrazione non solo di sacerdoti, ma di comunità, famiglie, amici… di tante espressioni di vita animata dalla fede e che crede ancora nell’amore e invoca ragioni di speranza. Sono commosso anche dalla fede delle nostre comunità che accettano il continuo cambiamento. Essere preti significa essere destinatari inermi di un disegno più grande». E ancora: «Il prete di successo è quello che lascia fare a Gesù e impara da Gesù tutti i giorni a rimettersi al servizio nonostante le nostre stanchezze, arrabbiature, delusioni. Saper affidare a Dio i propri desideri. Questo è il Suo messaggio: accorgersi che il disegno di Dio è più bello e affidabile di ogni desiderio umano. Dio deve essere compreso. Fermiamoci davanti a Dio, non scappiamo, osiamo seguire il Signore laddove ci vorrà portare. Il compito del parroco è anche trasmettere questo messaggio: camminare insieme con fiducia sulla strada indicata dal Signore».

Al termine della Messa il nuovo parroco ha portato il suo saluto dal vivo, dopo quello affidato alle pagine del bollettino parrocchiale “Insieme”. Un saluto incentrato sul ringraziamento e la collaborazione reciproca. Il primo grazie è stato rivolto al Signore «per avermi chiamato a far parte di questa grande famiglia che è la sua chiesa, di cui lui è sempre il protagonista». Il secondo grazie è andato al Vescovo «per l’opportunità e la responsabilità». Don Rossi ha poi ricordato la sua famiglia, in particolare i genitori, i compagni di Messa presenti alla celebrazione, i sacerdoti con cui collaborerà all’interno delle varie parrocchie. Riferendosi a questi ultimi ha detto: «In questi anni ho capito l’importanza della comunione tra i sacerdoti per il bene della comunità che serviamo». Immancabili i ringraziamenti alla comunità di Agnadello dopo otto anni di servizio, ma anche a chi lo ha voluto accompagnare da Castelleone, suo paese natio. Quindi, pensando al futuro, ha rivolto il suo saluto ai sindaci delle sei comunità di cui sarà pastore «con l’augurio di collaborare insieme a favore delle persone». Ultimo, ma centrale ringraziamento alle tante persone intervenute «oggi qui con me a fare festa; alle mie nuove comunità chiedo due cose: aiutatemi ad essere il vostro pastore e non un funzionario qualunque; aiutatemi a costruire questa unità pastorale. Sentiamoci tutti coinvolti in questo impegnativo, ma meraviglioso compito, avendo come unico obiettivo il bene dell’altro. E affidiamoci sempre al Signore, unica persona che mai ci tradisce».

A celebrazione conclusa, il nuovo parroco ha raggiunto l’oratorio per un momento conviviale e di festa.

Annalisa Tondini

 

Profilo biografico del nuovo parroco

Don Daniele Rossi, classe 1976, originario di Castelleone, è stato ordinato l’11 giugno 2005. Laureato in Scienze dell’educazione e della formazione, ha iniziato il proprio ministero come vicario presso la parrocchia S. Ambrogio vescovo in Cremona. Dal 2013 era vicario parrocchiale ad Agnadello.

Ora il Vescovo gli ha affidato, in qualità di parroco, le comunità di “San Martino vescovo” in San Bassano, “Santa Maria Annunciata” in Santa Maria dei Sabbioni (Cappella Cantone), “Sacro Cuore e San Latino” in San Latino, “Santi Sisto e Liberata” in Gombito, “Santi Nazario e Celso” in Formigara, “Sant’Andrea apostolo” in Cornaleto.

Dal 2018 don Rossi è assistente diocesano Azione Cattolica Ragazzi.

 

Il saluto di don Daniele Rossi alla comunità 

Non mi è facile presentarmi attraverso uno strumento di informazione come il giornalino perché prediligo la forma relazionale e preferisco quindi incontrarvi di persona. Con questa riga vi ho già detto che tipo sono e avete già capito che un mio punto forte è l’incontro con le persone, dai più piccoli ai più anziani.

Questo è lo stile che caratterizza la mia persona e che ritengo ancora più importante nel ministero. Vengo da voi con un sentimento di gioia ma anche di curiosità. La gioia nasce dalla fiducia che il vescovo mi ha manifestato affidandomi sei comunità e chiedendomi di continuare la collaborazione iniziata da don Angelo per camminare insieme e lavorare per il bene delle persone.

La curiosità perché mi si presenta un’opportunità nuova da esplorare visto che il mio ministero l’ho sempre svolto in una sola parrocchia e quindi devo mettermi in gioco per capire insieme con voi come procedere per essere un “buon parroco” a servizio delle comunità.

Non è difficile perciò comprendere che la parola chiave di questa esperienza che vivrò con voi sarà “comunione”. Dobbiamo essere capaci di sentirci Chiesa, di essere comunità che operano insieme, di essere laici che progettano e costruiscono uscendo dai propri confini territoriali avendo presente un territorio più vasto che abbraccia più comunità. Ho volutamente usato il noi perché questa è la caratteristica dell’essere chiesa, dove insieme si gioisce, si piange, si ringrazia e si soffre. Ho bisogno dell’aiuto di ciascuno di voi, perché da solo non vado da nessuna parte. Abbiamo bisogno dell’aiuto dello Spirito Santo che ci sostiene e ci dona la capacità di essere uniti e di lavorare a servizio del Vangelo.

L’unico progetto ora è quello di ripensare insieme a come essere una comunità cristiana in un tempo difficile come quello della pandemia che ci ha rinchiusi nelle nostre case e ci ha resi ancora più pigri e demotivati.

Uso un verbo che sarà lo slogan della pastorale giovanile “Ripartire”; proprio così dovremo ripartire carichi di entusiasmo e voglia di fare, mantenendo alcune cose del passato e non avendo paura di fare proposte nuove che diano slancio alla vita di fede dei ragazzi, giovani e famiglie.

Una particolare attenzione sarà riservata all’oratorio che ritengo da sempre il luogo di formazione umana e spirituale dei ragazzi e giovani.

Questi anni di ministero ho sempre lavorato con passione e impegno nell’ambito dell’oratorio avendo uno sguardo anche diocesano sulle diverse iniziative e proposte. Facciamo nostre le parole del vescovo che nel suo messaggio agli oratori scrive: “Ogni Oratorio è sempre il Cortile dei Sogni, se la comunità o unità pastorale

lo ama e cerca le vie per rinnovarlo con entusiasmo! È importante che se ne prenda cura con cuore profetico e libero, coagulando competenze, leggendo bisogni e servendo occasioni di vita. Il Cortile dei Sogni per la nostra Chiesa è anche un’occasione di ripensamento costruttivo, per leggere le trasformazioni che la pastorale educativa e l’Oratorio hanno attraversato in questi decenni”.

Oltre alla pastorale giovanile ci saranno anche altri settori a cui prestare attenzione tra cui la cura degli ammalati e delle persone in difficoltà. In tutto questo non sarò solo vista la presenza di don Mario, don Luigi e don Davide che mi affiancheranno e sosterranno nel mio ministero e che fin da ora ringrazio per il servizio che stanno svolgendo nelle comunità.

Ringrazio don Angelo che in questi anni ha camminato con voi con gioia e tanto impegno, dando sempre una bella testimonianza di come la vita va vissuta e donata per gli altri. Auguro a lui di continuare con questo entusiasmo la nuova missione a cui è chiamato e affido al Signore la nostra unità pastorale perché ci aiuti con pazienza e costanza a formare una grande famiglia e a ricordarci che senza di Lui non possiamo fare nulla.

Una preghiera e una benedizione a tutti in attesa di vederci e iniziare il nostro cammino.

Il vostro parroco
Don Daniele

TeleRadio Cremona Cittanova