Capitolo della Cattedrale, mons. Antonio Trabucchi è il nuovo presidente

image_pdfimage_print

È mons. Antonio Trabucchi, 55 di sacerdozio, il nuovo presidente del Capitolo della Cattedrale di Cremona. Una realtà alla quale si era avvicinato vent’anni fa con l’incarico di mansionario, per diventare successivamente canonico effettivo nel 2015, ricoprendo nell’ultimo quinquennio il ruolo di cancelliere. È a lui che i canonici del capitolo, riunitisi lo scorso 23 gennaio nella sala capitolare attigua alla Cattedrale, hanno espresso la propria fiducia eleggendolo presidente. Un incarico suggellato dal vescovo Antonio Napolioni con il decreto di nomina emesso in data 24 gennaio. Continue reading »

TeleRadio Cremona Cittanova
condividi su

Cure palliative, per curare comunque chi è inguaribile

image_pdfimage_print

 

La moderna medicina palliativa è nata nel 1967 per mano di Cicely Saunders, infermiera, medico e assistente sociale inglese che si dedicò, anche attraverso la diffusione degli hospice, al sollievo dei malati senza speranza di guarigione. Nacque così il concetto moderno di “cura palliativa”, che divenne presto un movimento scientifico-culturale basato su un solido principio: la persona gravemente malata, seppur inguaribile, è però curabile. Una cura intesa come cura della persona nella sua interezza, del suo nucleo familiare e amicale, della complessità dei suoi bisogni in ottica multidimensionale. Continue reading »

Matteo Cattaneo
TeleRadio Cremona Cittanova
condividi su

Veglia della vita, a Caravaggio in scena la storia di Oscar e le sue lettere a Dio

image_pdfimage_print

Guarda la photogallery completa

 

Caro Dio, mi chiamo Oscar, ho dieci anni, ho appiccato il fuoco al gatto, al cane, alla casa (credo persino di aver arrostito i pesci rossi) ed è la prima lettera che ti mando perché finora, a causa dei miei studi, non ho avuto tempo. Ti avverto subito: detesto scrivere. Bisogna davvero che ci sia obbligato. Perché scrivere è soltanto una bugia che abbellisce la realtà. Una cosa da adulti. La prova? Per esempio, prendi l’inizio della mia lettera: avrei potuto esordire dicendo: «Mi chiamano Testa d’uovo, dimostro sette anni, vivo all’ospedale a causa del cancro e non ti ho mai rivolto la parola perché non credo nemmeno che tu esista». Ma se ti scrivo una roba del genere, fa un brutto effetto e ti interesseresti meno a me. E io ho bisogno che t’interessi.

Inizia così un piccolo prezioso libricino dal titolo Oscar e la dama in rosa, dello scrittore drammaturgo francese Éric-Emmanuel Schmitt, del 2002. Racconta la storia di un bambino di dieci anni ricoverato in ospedale per un forma  grave di leucemia e di una volontaria dolcissima, che per lui e solo per lui, è nonna Rosa. Oscar scopre casualmente che per lui non c’è più possibilità di cura e trova in nonna Rosa una compagna di strada per quelli che saranno gli ultimi giorni della sua vita.

Che cosa c’entra il libro di un autore francese con la Giornata della vita? Tutto parte da un gioco che nonna Rosa propone a Oscar: quello di scrivere a Dio delle lettere immaginando di vivere, ogni giorno, dieci anni della sua vita. Nonna Rosa forza un pochino Oscar in questo gioco perché lui dice, come i suoi genitori, di non credere in Dio, ma Oscar si fida e si affida a Nonna Rosa assecondandola in questo gioco fino ad arrivare a chiedere a Dio di venire a trovarlo. Nasce così un racconto intenso dolcissimo e commovente, ma anche a tratti divertente e scanzonato nei racconti di Oscar delle sue avventure in ospedale o nelle storie, inventate, di nonna Rosa.

Percorrere le pagine di questo  testo equivale a fare un viaggio attraverso tutte le età della vita, dalla giovinezza all’età adulta fino alla vecchiaia, dall’adolescenza con la fase dell’innamoramento (Oscar si innamora di una bellissima bambina ricoverata in ospedale), al rapporto con gli amici, con l’amore, con i genitori, con la malattia, con Dio e con le gioie e i dolori che ogni fase della vita porta in sé.

In questo viaggio nonna Rosa accompagna Oscar a recuperare il rapporto con i suoi genitori, a scoprire che Dio è molto più vicino di quello che pensa, a capire che la vita è degna di essere vissuta a pieno e fino in fondo in ogni sua fase.

Ecco, era proprio questa l’idea immaginata quando la commissioni Catechesi e Pastorale giovanile della Zona pastorale 1 hanno ipotizzato, insieme, come proporre una riflessione in occasione della Giornata della vita e cioè mettere in evidenza come ciascuna fase della vita è degna e meritevole di essere sostenuta, valutata, apprezzata, da quando inizia a quando si spegne.

È nata così l’idea di mettere in scena questo testo come una occasione di riflettere ascoltando, vedendo, vivendo una esperienza. Ne è nato uno spettacolo bello, dolce e commovente, dove le voci dei lettori che impersonavano Oscar e nonna Rosa si intrecciavano ai movimenti in scena dei personaggi di Oscar e nonna Rosa, alle immagini proiettate e ad alcune “provocazioni”.

Un racconto che si conclude con l’ultima lettera a Dio che non è di Oscar, perché lui se n’è andato, ma di nonna Rosa:

Grazie di avermi fatto conoscere Oscar. Grazie a lui ero divertente, inventavo delle leggende. Grazie a lui ho riso e ho conosciuto la gioia. Mi ha aiutata a credere in te. Sono piena di un amore ardente, me ne ha dato tanto che ne ho per tutti gli anni a venire“.

E aggiunge:

“P.S. Negli ultimi tre giorni, Oscar aveva posato un biglietto sul suo comodino. Credo che ti riguardi, Ci aveva scritto: SOLO DIO HA IL DIRITTO DI SVEGLIARMI”.

Lo spettacolo è andato in scena sabato 3 febbraio nell’auditorium del Centro di spiritualità del Santuario di Caravaggio. La serata si è conclusa con una raccolta di offerte che sono state destinate al Comitato Maria Letizia Verga per la cura delle leucemie infantili.

Mary Tomasi

 

Giornata della vita, al Maristella una serata di preghiera e testimonianze

Chiesa di casa, la forza della vita ci sorprende

Cure palliative, per curare comunque chi è inguaribile

TeleRadio Cremona Cittanova
condividi su

Giornata della vita, al Maristella una serata di preghiera e testimonianze

image_pdfimage_print

 

Silvia Gerevini ha 49 anni, è moglie e mamma di cinque figli. È sua la testimonianza che, insieme a quella di don Maurizio Lucini, incaricato diocesano per la Pastorale della salute e assistente spirituale dell’Hospice di Cremona, ha arricchito la veglia di preghiera alla viglia della Giornata nazionale per la vita che nella serata di sabato 3 febbraio è stata organizzata a Cremona, nella chiesa dell’Immacolata Concezione del quartiere di Maristella, per la Zona pastorale 3 e il territorio circostante. Continue reading »

Matteo Lodigiani
TeleRadio Cremona Cittanova
condividi su
image_pdfimage_print

Integrazione digitale, flessibilità e innovazione sono solamente alcuni degli aspetti che caratterizzano un significativo e profondo cambiamento del sistema scolastico. Il liceo Vida di Cremona, così come tutti gli istituti che fan parte della cooperativa Cittanova, è stato capace di dimostrarsi pronto a comprenderne il significato, affermandosi come scuola capofila nel progetto di rinnovamento dell’istruzione promosso da Indire, l’Istituto nazionale documentazione innovazione e ricerca educativa, che nell’ambito del progetto Avanguardie educative promuove l’impegno per un’educazione moderna e fatta a misura di studente. Continue reading »

Luca Marca
TeleRadio Cremona Cittanova
condividi su

“In the world but not of it”, gli scatti del canadese Tim Smith in mostra al Museo diocesano

image_pdfimage_print

Guarda la photogallery completa

 

Un dialogo tra opere d’arte, un dialogo tra culture diverse, un dialogo tra idee del sacro differenti. La mostra fotografica “In the world but not of it” firmata dal canadese Tim Smith e inaugurata sabato 3 febbraio presso gli spazi espositivi del Museo diocesano di Cremona è una proposta culturale che è una sfida. Continue reading »

Maria Chiara Gamba
TeleRadio Cremona Cittanova
condividi su