Il 9 aprile a Cremona il concerto della Cappella musicale della Cattedrale di Reggio Emilia

Appuntamento alle 16.30 presso la ex chiesa del Foppone per l'esecuzione della Via Crucis di Liszt

In occasione dell’ingresso nella Settimana Santa, sabato 9 aprile, alle 16.30, presso la sede della associazione Marc’Antonio Ingegneri – Scuola Diocesana di Musica Sacra, situata tra le mura dell’ex chiesa del Foppone, a Cremona, avrà luogo il concerto dedicato al rito della “Via Dolorosa”. Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova

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No a lavoro nero, morti bianche, caporalato e sfruttamento degli immigrati nel messaggio della Cei per il 1° maggio

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“Un Paese che cerca di risalire positivamente la china della crisi non può fondare la propria crescita economica sul quotidiano sacrificio di vite umane”. È il monito contenuto nel Messaggio della Cei per il 1° maggio, in cui si fa presente che “lo scenario che abbiamo davanti è drammatico: nel 2021 sono stati 1.221 i morti (dati Inail), cui si aggiungono quelli ignoti perché avvenuti nelle pieghe del lavoro in nero, un ambito sommerso in cui si moltiplicano inaccettabili tragedie”. Continue reading »

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Venerdì Santo, nella Preghiera Universale un’intenzione per la pace

Quest’anno, la Preghiera Universale, recitata durante la celebrazione del Venerdì Santo, non dimenticherà la tragedia che si sta vivendo in Ucraina. Di seguito l’intenzione di preghiera per la pace che potrà essere usata durante l’azione liturgica del prossimo 15 aprile, la stessa che Papa Francesco eleverà al Padre durante la celebrazione della Passione del Signore. Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova

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“La notte dell’Innominato”, il 2 aprile a Casalmaggiore spettacolo di solidarietà per l’Ucraina

Ingresso a offerta libera per la rappresentazione proposta in Duomo da Alfonso Alpi

Due diverse angosce, due stati d’animo dell’essere umano di fronte ai sussulti della propria coscienza. Il capitolo XXI dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni, l’incontro tra Lucia e l’Innominato, rappresenta un punto di svolta nella vicenda e uno dei passaggi più intensi del romanzo. La tormentata notte dei due protagonisti dove preghiera e riconciliazione, attesa e confronto diventano messaggio universale di speranza nell’ora più oscura, … Continue reading »

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«Stavano sotto la croce», una serata di arte, musica e preghiera con i ragazzi della Sacra Famiglia

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Nella serata di giovedì 31 marzo la cattedrale di Cremona si è animata grazie al canto del coro della scuola Sacra Famiglia che con i suoi ragazzi ha saputo incantare gli adulti, bambini e compagni di classe, creando un momento di piacevole ascolto e meditazione per bambini, docenti e genitori in preparazione della Pasqua, nella serata intitolata «Stavano sotto la croce». Continue reading »

Luca Marca
TeleRadio Cremona Cittanova
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Celebrazioni e attività parrocchiali: cosa cambia dal 1 aprile con la fine dello stato di emergenza

  Con il 31 marzo è terminato lo stato di emergenza sanitaria che era stato deliberato dal Consiglio dei Ministri il 31 gennaio 2020 e poi più volte prorogato per il perdurare della pandemia di Covid. Con la scadenza dell’emergenza cambiano alcune delle norme di sicurezza adottate dalle diocesi italiane in materia di celebrazioni liturgiche ed attività pastorali. In tema di celebrazioni la novità più … Continue reading »

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Con il 31 marzo è terminato lo stato di emergenza sanitaria che era stato deliberato dal Consiglio dei Ministri il 31 gennaio 2020 e poi più volte prorogato per il perdurare della pandemia di Covid. Con la scadenza dell’emergenza cambiano alcune delle norme di sicurezza adottate dalle diocesi italiane in materia di celebrazioni liturgiche ed attività pastorali.

In tema di celebrazioni la novità più rilevante contenuta nel nuovo protocollo firmato dall’Ordinario diocesano riguarda l’organizzazione degli spazi per l’assemblea: infatti, pur rimanendo la raccomandazione ad evitare situazioni di assembramento, non è più in vigore l’obbligo della distanza interpersonale di un metro tra i fedeli che partecipano alla liturgia. Una variazione significativa che consente di tornare alla capienza massima degli edifici sacri.

Restano comunque valide alcune norme in vigore per la sicurezza sanitaria, tra cui in particolare il divieto di ingresso per chi presenta sintomi influenzali o è sottoposto a isolamento, l’obbligo di igienizzare le mani all’ingresso e di indossare sempre le mascherine protettive nei luoghi sacri, sia durante le celebrazioni che al di fuori di esse, con raccomandazione all’utilizzo di quelle di tipo FFP2 o FFp3.

QUI IL TESTO COMPLETO DEL PROTOCOLLO PER LE CELEBRAZIONI

Con particolare riferimento alle celebrazioni della Settimana Santa la Diocesi ha diffuso una nota con le indicazioni specifiche per ciascun rito.

QUI LA NOTA SULLE CELEBRAZIONI DELLA SETTIMANA SANTA

Un documento a parte è poi dedicato all’attività pastorale e alla gestione di oratori e centri parrocchiali. Le indicazioni aggiornate riguardano il distanziamento personale, la gestione di documenti e Green pass, le norme igieniche e i protocolli di prevenzione e intervento all’insorgenza di sintomi compatibili con il Covid.

Tre le modifiche del protocollo che entrano in vigore dal 1° aprile 2022 con la conclusione dello stato di emergenza la gestione del registro dei presenti che sarà sempre necessario per catechesi e attività organizzate in ambienti al chiuso, ma non sarà più necessario per la registrazione di entrate e uscite; non sarà più necessaria la sottoscrizione del patto di corresponsabilità reciproca tra genitori di minorenni e parrocchia; non sarà più richiesto il Green Pass per gioco libero o pratica sportiva all’aperto e sarà possibile organizzare catechesi o incontri in presenza per un gruppo preciso di fedeli (ad es. gruppo famiglia, percorso fidanzati, gruppo missionario…) senza la richiedere la certificazione, che rimane invece necessaria in caso di consumazione di cibo al chiuso.

QUI TUTTE LE INDICAZIONE PER LE ATTIVITÀ PARROCCHIALI

TeleRadio Cremona Cittanova
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A Chiesa di casa sotto la lente la tutela dei minori

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Chiesa di Casa guarda questa settimana alla tutela dei minori. Per questo, in dialogo con Riccardo Mancabelli, in studio, è intervenuto l’incaricato diocesano per la tutela dei minori don Antonio Facchinetti, con in collegamento, invece, Silvia Corbari, a cui è stata affidata la gestione del Centro di Ascolto.

Don Antonio ha anzitutto spiegato la natura di questo servizio, che prende le mosse da un desiderio di Papa Francesco che «parte dal desiderio non solo di cucire le ferite, ma anche di prevenire i limiti umani, soprattutto nel campo della custodia dei minori o delle persone che sono in qualche modo svantaggiate, perché non custodite nella loro maturità». Desiderio, prima di tutto, di una presa di coscienza: «Far sì che tutta la Chiesa si renda conto delle malvagità che possono essere state commesse all’interno della Chiesa».

Oltre al servizio nato a livello nazionale, ce n’è uno regionale e anche diocesano, come specifica don Facchinetti: «Si è cercato di costituire dei servizi centrali che a loro volta potessero avvalersi di servizi diocesani o inter-diocesani, guardando a due versanti: quella che è la registrazione delle segnalazioni, sia per la cura di chi è stato vittima sia per tenere presente le persone che hanno sbagliato e che hanno bisogno di un riscatto; l’altro campo è il discorso della prevenzione e della promozione di una educazione sana a tutti i livelli».

Cura e prevenzione, quindi, sono gli obiettivi pratici di questa proposta, obiettivi che si fanno “luogo” proprio nel Centro di Ascolto, di cui Silvia Corbari ha spiegato le caratteristiche principali: «Si accoglie sia chi vuole raccontare, sia chi vuole denunciare o esprimere la propria difficoltà. Il compito del centro di ascolto è proprio quello di accogliere, ascoltare ed eventualmente anche di orientare riguardo i passaggi ulteriori». Questo centro si avvale di strumenti che garantiscono comunque la riservatezza e l’anonimato e che portano poi verso il momento effettivo dell’ascolto, cioè un appuntamento.

Sotto la lente non ci sono solo gli abusi che fanno più rumore nella cronaca, ma anche quelli “di coscienza”.

Attualmente «viviamo un momento di relativa calma: non ci sono segnalazioni drammatiche o inquietanti. Questo, però, non ci deve lasciare tranquilli perché noi dobbiamo vigliare», conferma don Facchinetti.

Il tema, quindi, si intreccia fortemente con quello educativo: «Riuscire ad accrescere non solo le competenze, ma anche proprio l’approccio nel sentirsi educatori all’interno di una comunità, a prescindere dal ruolo che si va a svolgere credo che sia la base per un’attenzione che è fatta di rispetto e accoglienza. Stiamo anche camminando come Chiesa, come sinodo, per riprendere l’abitudine al fare insieme, al confrontarsi».

In conclusione, quindi, si è osservato come la tematica educativa sia il primo passaggio per una consapevolezza e una crescita sana e «imbevuta di fede».

Matilde Gilardi
TeleRadio Cremona Cittanova
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La prossima estate sarà un Grest da “Batticuore”

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Sfoglia la fotogallery completa delle tre serate

L’estate si avvicina e cresce la voglia del tanto amato e tradizionale Grest, un evento immancabile per i più giovani che, nelle serate da lunedì 28, martedì 29 e mercoledì 30 marzo, è stato presentato ai sacerdoti, ai responsabili degli oratori e ai coordinatori degli animatori. Quelle negli oratori di Mozzanica, Cremona (Beata Vergine di Caravaggio) e Casalmaggiore (Maffei) non sono state solamente occasioni per presentare i temi e i materiali della nuova edizione, ma hanno rappresentato un momento di conforto e riflessione sull’importanza che ha il ruolo dell’educatore nelle settimane che caratterizzeranno il Grest.  Il titolo che lo distinguerà dagli altri anni è “Batticuore”, un nome scelto appositamente in relazione alle emozioni, che nascono dal cuore e caratterizzeranno il filo conduttore che caratterizzerà le giornate di giochi ed attività ricreative.

 

Per guardare il video cliccare qui

 

Il messaggio del vescovo Antonio Napolioni

«Che il grest, ma anche ogni altra occasione di fare oratorio come i campi, le serate, i tornei, le feste dell’oratorio e quello che vorrete, in una parola, che la vostra estate sia animata e colorata di tante emozioni che riconosciute e condivise con altri possano diventare occasione di relazione e amicizia e un aiuto per crescere nella vita buona e bella che ci propone Gesù». È questo l’augurio che il vescovo Antonio Napolioni rivolge agli adolescenti che la prossima estate, negli oratori, vestiranno i panni di animatori. Il fil rouge dei sentimenti e delle emozioni, con un riferimento alla pandemia e alla situazione ucraina, domina la riflessione del Vescovo che sottolinea: «Tutti proviamo emozioni, sempre, ma la vera sfida è imparare a parlarne, a chiamarle per nome, a raccontarci non solo le nostre idee o ciò che hanno fatto o postato i personaggi che seguiamo, ma raccontarci ciò che sentiamo. Imparare a raccontare le nostre emozioni e accogliere il racconto dei nostri amici. In questo modo le nostre relazioni saranno belle e profonde, ricche e colorate». Nella consapevolezza che «con Dio funziona nello stesso modo». Solo provando a chiamare per le emozioni e i sentimenti che nella preghiera trovano spazio e parlandone, magari con chi ha a cuore il nostro cammino – sottolinea monsignor Napolioni – «la nostra vita di fede sarà animata e colorata. Ma soprattutto sarà vera». L’esempio deve essere quello di Cristo: «Anche lui – conclude il Vescovo ringraziando i ragazzi per la loro presenza – ha saputo gioire e intristirsi, esultare e rimanere deluso, ha saputo piangere e ridere, parlare o tacere, abbracciare e baciare, scaraventare a terra e fare la faccia dura, sorridere e guardare con occhi pieni di amore. Impariamo da lui… e sarà una vita diversa!».

Scarica il messaggio del Vescovo agli animatori

 

Le emozioni: tema e obiettivi del Grest 2022

Batticuore metterà al centro della propria riflessione e delle proprie attività estive le emozioni, in tutte le loro sfaccettature, mirando a rendere i ragazzi consapevoli del ruolo che esse ricoprono nelle loro vite, dimostrando come esse siano ciò che fra tutte le altre cose rendono l’uomo definibile come tale. Il Grest 2022 si pone quindi un traguardo ambizioso, ma che sarà reso possibile da un percorso articolato in cinque step, accompagnati dalle vicende della storia de “Il mago di Oz”, capace di dimostrare che solo in seguito a una lunga ricerca è possibile comprendere che il tesoro più grande è custodito nel cuore di ciascuno.

L’estate oratoriana aiuterà anche a capire che provare emozioni è naturale: non vanno represse, poiché sono loro a rendere l’uomo ciò che è. E poi, farsi consapevoli di provare qualcosa rende spontaneamente capaci di percepire anche ciò che sentono gli altri. Sarà così possibile distinguere un’emozione dalle altre, e quindi chiamarle per nome, esprimerle e parlarne, per capire che, in fin dei conti, l’emozione è la base di tutte le relazioni fra le persone. E crescendo si è disposti a mettersi al servizio degli altri, fondando i rapporti sull’aiuto reciproco e sull’empatia, coltivando così la strada della compassione e del perdono.

 

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Il logo del Grest “Batticuore”

Il logo del Grest 2022 non vuole essere solo un’esplosione di forme e di colori, ma anche di emozioni: tutto, infatti, prende vita dal “Batticuore”, che è il centro nevralgico dell’umana esperienza emotiva. Ecco perché lo slogan «Batticuore» nel logo è posto al centro, perché da lì tutto ha inizio.

Le emozioni non sono catalogabili a priori e in modo univoco. Per questo il logo è un gioco continuo di pieni e di vuoti: dice del desiderio e dell’intenzione di non attribuire a ogni emozione una forma e un colore predefinito a tavolino. A ogni osservatore il compito di dare il nome a una specifica emozione, così come la libertà di riconoscersi nelle forme e negli abbinamenti cromatici. In questo, lo stile del grande Pablo Picasso, a cui le forme del logo si ispirano, risulta un ottimo alleato.

I volti che circondando il cuore, nella loro dinamicità, si fanno anche immagine delle relazioni e dei legami che intercorrono tra le persone. Ciò che uno prova non è indifferente e non può restare tale rispetto all’altro: interpella, coinvolge e, volente o nolente, fa entrare in relazione anche l’altro e con l’altro. Relazione che vuole portare all’incontro fecondo capace di generare comunità.

 

I sussidi e i materiali per l’estate oratoriana

Come sempre la Federazione Oratori Cremonesi mette a disposizione una serie di materiali per il Grest. Oltre a magliette, cappellini e braccialetti, poster e striscioni, il principale supporto è il manuale, composto da 13 fascicoli (alcuni acquistabili anche separatamente) divisi in base ai temi trattati, fra proposte per giochi, attività e laboratori. Nell’apposito raccoglitore anche il cd con canzoni. La preghiera si presenta quest’anno con una striscia di cartoncino, che richiama la forma del metro, arricchita da tessere giornaliere da inserire negli appositi tagli, per aiutare i razzi a misurarsi con la propria fede. Prenotazioni anche online sul sito www.focr.it.

 

Gli incontri di presentazione per gli animatori

Al fine di evitare assembramenti, quest’anno è stato deciso che non ci sarà il classico incontro annuale di presentazione del Grest presso i palazzetti dello sport di Cremona e Caravaggio, ma al loro posto nasce la possibilità di partecipare a gruppi ad un percorso tematico e illustrativo fra una serie di stand che proporranno ai ragazzi spiegazioni e idee legate per la prossima estate. Due gli appuntamenti in programma: sabato 30 aprile all’oratorio di Castelleone e domenica 1 maggio in quello di Piadena. Info e prenotazioni in FOCr e su www.focr.it.

 

Per un’estate di carità

Ogni estate il Grest è anche occasione per un sostegno di solidarietà concreta nei confronti dei bambini meno fortunati. E quest’anno il pensiero non poteva che andare, naturalmente, all’Ucraina. «Il cuore batte in due tempi. Facciamo che la carità proposta ai bambini e ai ragazzi del Grest di questa estate 2022 – spiegano dalla Federazione oratori cremonesi – abbia un doppio movimento, come quello del cuore che accoglie il sangue e poi lo invia in tutto il corpo». Il primo movimento vuole impegnare in un’accoglienza amichevolmente chi è arrivato da poco in parrocchia o in paese, chi è arrivato in fuga da un inferno, perché possa trovare amicizia, calore e, possibilmente, anche un po’ di svago e gioco spensierato. Il secondo movimento sosterrà invece una raccolta in denaro che possa servire a sostenere le spese di un’accoglienza, ma anche, almeno in parte e simbolicamente, le spese della ricostruzione dopo la distruzione.

Luca Marca
TeleRadio Cremona Cittanova
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