Suore Adoratrici, sabato a Casa madre ritiro e adorazione notturna; il 20 marzo pellegrinaggio a Stezzano

Dal Santuario della Madonna dei campi i giovani raggiungeranno in cammino Bergamo dopo la testimonianza dei genitori di Giulia Gabrieli

In occasione dell’inizio della Quaresima, le Suore Adoratrici del SS. Sacramento di Rivolta d’Adda propongono due iniziative rivolte a tutti i giovani che, in preparazione alla Pasqua, desiderano prendersi una sosta per ascoltare, pregare e adorare. Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova

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Visita pastorale, tappa nella parrocchia del Seminario e di Picenengo

Dal 4 al 6 marzo tanti appuntamenti con le due comunità, ma anche incontri sul territorio: dalla Sperlari alla Casa dei profughi

Un’occasione per tutti. Così si può sintetizzare il programma della visita pastorale che vedrà protagoniste a Cremona le parrocchie di S. Antonio Maria Zaccaria (presso il Seminario) e S. Bartolomeo apostolo (nella frazione di Picenengo) nel fine settimana del 4/6 marzo. Andrea Bassani Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova

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Il Vescovo in Cattedrale: «In queste ceneri macerie e puzza di morte: lasciamo che restino sul nostro capo»

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«Questa sera, ricevendo le ceneri, ricordiamoci che sono un po’ di quella cenere, di quel fumo, di quelle macerie, di quella polvere da sparo, di quella puzza di morte che gli uomini sanno diffondere. Lasciamo che ci tocchino, che restino un po’ sul nostro capo, a svegliare il nostro impegno per la pace di Cristo nel mondo». Con queste parole, pronunciate prima della benedizione delle ceneri durante la Messa in Cattedrale nel mercoledì che apre il tempo di Quaresima, il vescovo Napolioni sottolinea con un’immagine di grande forza il legame stretto che lega le vite di ciascuno alla storia del mondo. Il peccato di ognuno di noi ai mali della terra. Continue reading »

Luca Marca
TeleRadio Cremona Cittanova
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Crisi ucraina, l’appello del Vescovo: «Prepariamoci a un’accoglienza diffusa»

Messaggio del vescovo Napolioni in merito alla situazione ucraina e alle iniziative di solidarietà messe in campo dalla Diocesi di Cremona

L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia impone a tutti noi un forte impegno di preghiera, riflessione e solidarietà. Il magistero del Papa ci guida, e il tempo di Quaresima che iniziamo ci orienta spiritualmente e concretamente ai gesti della fede e della carità, armi sempre efficaci davanti al male. Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova

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L’arcivescovo Delpini all’università Cattolica: «Scientia Crucis, abbracciare il mistero della Croce entro il sapere contemporaneo»

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«Nei territori del sapere contemporaneo abita una scienza triste e arrogante, essa ti dimostra che tu sei un organismo complesso, con straordinarie risorse e inevitabili degenerazioni. Alcune parti si possono aggiustare, altre cambiare. In ogni caso sei destinato a disfarti e a finire nel nulla. Non preoccuparti: tutto sarà riciclato. Sei destinato a disfarti e quindi non puoi permetterti di essere felice». Con questa provocazione l’arcivescovo di Milano Mario Delpini introduce la lectio magistralis tenuta presso l’aula magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Cremona nella mattinata del 2 marzo, Mercoledì delle Ceneri, affiancato dal vescovo di Cremona Antonio Napolioni e dal preside della facoltà di Scienze agrarie Marco Trevisan.

Il tema dell’incontro, che ha dato inizio alla serie di proposte promosse da Ufficio diocesano di pastorale universitaria in collaborazione con Università Cattolica e Museo diocesano, sul tema “La via della Croce”, si fonda sul dualismo e sul dibattito teologico e filosofico fra “scientia Crucis” (il sapere della Ceoce) e l’attuale sapere contemporaneo. «Nei territori del sapere contemporaneo abita una economia obbligatoria – ha detto ancora l’arcivescovo Delpini -. L’economia obbligatoria parla con il linguaggio dei numeri, delle statistiche, delle curve e delle proiezioni del mercato. Non conosce i nomi delle persone, conosce però i gusti, i capricci, le disponibilità di spese. Non distingue il bene e il male, ma piuttosto chi compra e chi vende, non sa nulla del buon cittadino, sa tutto del consumatore». Quindi l’arcivescovo ha proseguito: «La parola della croce annuncia l’essenziale del messaggio cristiano: l’uomo non è destinato al nulla, ma alla vita di Dio. Questa vita è un dono che Dio fa tramite Gesù: non è un “regalo”, è la grazia di una vita, di una via da percorrere. Gesù ha fatto della sua vita un dono, senza pretendere niente, un dono di sé fino alla fine. E insegna: io sono la via, la verità, la vita. Cioè: se vuoi vivere, seguimi, fai della tua vita un dono, fino alla fine. La via più promettente per vivere è quella di Gesù».

Ma scienza e fede non viaggiano su rette parallele, distinte e separate, poiché «tutto ritorna in Cristo – ha precisato Delpini –: la sapientia crucis non è solo un sapere, un principio interpretativo e critico verso ogni conoscenza, è piuttosto una via da percorrere, uno stile di vita da abbracciare. Chiamati a introdursi nel mistero della conformazione a Gesù, prende forma un popolo che percorre la storia, tra contraddizioni e peccati, eppure determinato a scegliere la via della compassione, della misericordia, del servizio».

L’incontro, che ha visto la partecipazione degli studenti dell’ateneo, introdotto dal saluto del direttore della sede di Piacenza-Cremona della Cattolica, Mauro Balordi, e da quello di un giovane, a nome anche dei compagni di studi, si è concluso con le parole del vescovo Antonio Napolioni che ha invitato a ricordare che «ogni giorno, fuori dalle nostre case e dai nostri confini, l’ingiustizia del male si fa sempre sentire forte e presente, soprattutto in questi giorni, dove nell’est dell’Europa una guerra infondata e insensata sta dilagando fra gli innocenti. I cristiani non sanno quale sia l’origine e la motivazione che genera il peccato, ma è proprio nella necessità che si afferma maggiormente la gloria di Dio, la dimostrazione che anche dove sembra non esserci più speranza, c’è ancora chi trova la forza di amare, ed è nella vera fede che si può amare anche ci sta facendo del male. Che questo sia il motore che ci guidi verso una nuova Pasqua, che non sia solamente una festa, ma un momento di amore e rinascita».

La mattinata, animata dal coro dell’ateneo, si è conclusa con il saluto di don Maurizio Compiani, docente, assistente ecclesiastico della sede cremonese della Cattolica e incaricato diocesano per la Pastorale universitaria, che ha fatto dono all’arcivescovo di una piccola opera d’arte, una pietra quale segno di relazione duratura.

 

 

Le prossime iniziative quaresimali

Ogni mercoledì di marzo studenti, docenti e personale non docente di qualunque Ateneo potranno prenotare una visita gratuita al nuovo Museo Diocesano, anche in orario serale (per prenotare è necessario compilare il form su www.diocesidicremona.it/adcrucem). Questa iniziativa prende il titolo “Ad Crucem: Il mistero della Croce nei tesori cremonesi”. La visita sarà introdotta da una breve riflessione su un’opera presente nella sezione riguardante la Passione di Cristo, quindi sarà lasciato tempo libero per ammirare le altre sezioni del museo .

Il percorso si chiude, mercoledì 6 aprile, nella chiesa di S. Luca alle 210 con la meditazione “Elevatio Crucis. Contemplando il mistero della Croce”. L’incaricato diocesano della Pastorale Universitaria, il biblista don Maurizio Compiani, commenterà alcuni testi biblici, offrendo al contempo una introduzione alla Settimana Santa. L’appuntamento è aperto a tutti e non necessita di prenotazione.

 

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Luca Marca
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Dal 1 al 3 aprile a Tonfano un weekend per famiglie con bambini fino a 6 anni

Aperte le iscrizioni all'iniziativa promossa dall'Ufficio diocesano di pastorale familiare

La Diocesi di Cremona, all’interno della proposta che rivolge alle famiglie, riserva quest’anno un’attenzione speciale alle coppie con figli piccoli (nella fascia di età da 0 a 6 anni) perché riconosce la delicatezza di questo momento della vita famigliare, che spesso i percorsi più tradizionali faticano ad intercettare. Per questo propone loro un weekend a Tonfano, in Versilia, presso la Casa di Nostra Signora dal … Continue reading »

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Casa Paola apre le porte ai profughi ucraini

Prima famiglia accolta a Rivarolo del Re dall'associazione La Tenda di Cristo

A Rivarolo del Re, Casa Paola, la struttura di accoglienza dell’associazione La Tenda di Cristo, fondata dal camilliano padre Francesco Zambotti, ha aperto le proprie porte a una famiglia giunta il 1° marzo dall’Ucraina. Tania, vedova da qualche anno, con i figli di 17 e 14 anni ha lasciato Ternopil, città di 220 mila anime a 200 km dal confine rumeno e a 450 da … Continue reading »

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Al Santuario della Fontana “I 10 comandamenti”, un percorso di annuncio per giovani e adulti

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Un’opportunità per giovani e adulti delle zone pastorali 4 e 5 della diocesi, ma in ogni caso una ricchezza per tutta la nostra Chiesa. Sta per iniziare presso il Santuario della Madonna della Fontana, a Casalmaggiore, il percorso “I 10 comandamenti”, un cammino di evangelizzazione dei giovani e giovani adulti elaborato e sperimentato a Roma da don Fabio Rosini e poi diffuso in molte diocesi d’Italia e non solo. Continue reading »

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Nei venerdì di Quaresima la “pausa digiuno” in Cattedrale

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Preghiera, digiuno e carità caratterizzano il cammino della Chiesa verso la Pasqua nel tempo della Quaresima. Da questa consapevolezza prende forma a Cremona l’iniziativa promossa dall’unità pastorale Sant’Omobono nei venerdì di Quaresima, durante i quali la Cattedrale, in maniera straordinaria, rimarrà aperta anche durante la pausa pranzo, con orario continuato, per permettere, a quanti lo vorranno, di vivere un momento di preghiera. Dalle 12.30 alle 14 sarà esposto il Santissimo Sacramento per l’adorazione personale e dalle 13.15 sarà anche offerta una meditazione sul Vangelo del giorno. Continue reading »

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La preghiera delle donne Ucraine di Cremona: «Così sosteniamo i nostri figli rimasti a lottare per la libertà»

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Tra le mani il rosario e dei fili intrecciati con i colori della bandiera Ucraina. Un gruppo di donne ucraine da più di dieci si ritrova alla domenica, nel loro giorno libero, nei locali della Caritas cremonese per pregare e trascorrere qualche ora insieme. Sono tutte badanti, arrivate in Italia nei primi anni Duemila, per trovare un impiego che le permettesse di guadagnare abbastanza denaro da mantenersi e da mandare ai cari rimasti a casa. Il ritrovo della domenica alla Casa dell’Accoglienze è da sempre un modo per farsi forza e condividere il legame con le proprie radici.

Questa domenica, però, il ritrovarsi ha un significato diverso. Le donne pregano il Padre Nostro e l’Ave Maria, le preghiere che hanno imparato in italiano e parlano, con gli occhi pieni di lacrime di paura, dei figli rimasti nelle città sotto l’assedio delle armate russe. «Sono rimasti tutti in Ucraina – spiegano –  vogliono restare là e combattere per la libertà del nostro paese»

Alcune di loro non riescono a trattenere le lacrime. Si asciugano il volto in silenzio mentre le amiche raccontano: “Per fortuna riusciamo a sentire tutti i giorni i nostri figli e le nostre famiglie in Ucraina – dicono – Spesso ci scrivono, non chiamano perché devono essere veloci a proteggersi nelle cantine se suonano le sirene”.

Una di loro – riferisce il sito di Caritas Cremonese – ha la figlia che deve partorire a giorni: “Chissà dove nascerà mio nipote – si domanda con gli occhi lucidi – In ospedale, in casa, in cantina…”.  Sono preoccupate, ma trovano nella fede comune e nella preghiera la forza per tenere viva la speranza: «In questo periodo – spiega il direttore di Caritas don Pierluigi Codazzi – lasciamo spesso la chiesa a loro disposizione per pregare, perché ci dicono continuamente che solo con la preghiera le loro famiglie avranno la forza di rimanere in Ucraina e di affrontare questa prova durissima».

Una volta al mese da Brescia o Bergamo a celebrare la Messa per loro secondo il rito della Chiesa cattolica orientale. Questa domenica è don Codazzi unirsi alla loro preghiera.

“Noi assistiamo i vostri cari – dicono – e in questo momento non riusciamo ad abbracciare i nostri”. Ringraziano l’Italia e Cremona dove si sentono ormai come a casa, ma il cuore e la mente ora sono tutti per la Patria. Sanno che il loro popolo ha bisogno di aiuti, anche materiali, ma non rivolgono appelli. «Siamo gente abituata a dare agli altri, non a ricevere».

L’impegno di Caritas però, è concreto. Perché il momento della preghiera è il momento in cui non dimenticare di essere fratelli.

Ucraina, appello di Caritas per aiuti immediati. La testimonianza di don Tibaldini

 

 

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