Tempo del Creato, sabato festa alla Colonie Padane

L'evento - rivolta in particolare alla Zona pastorale 3 - è tra le iniziative promosse in diocesi dall'Ufficio diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro in sinergia con i diversi gruppi zonali Laudato si'

Nell’ambito delle iniziative promosse in diocesi per il Tempo del Creato, il Gruppo Laudato si’ della Zona pastorale 3, in sinergia con l’Ufficio diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro, promuove per la città di Cremona l’evento “La salvaguardia del territorio – Suolo, flora e fauna” che nel pomeriggio di sabato 17 settembre si terrà presso il parco delle Colonie Padane. Le comunità parrocchiali … Continue reading »

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Monsignor Cesare Burgazzi con l’atto di nomina papale. Accanto a lui, da destra, S. Ecc. Mons. Edgar Peña Parra e mons. Luigi Roberto Cona, rispettivamente Sostituto e Assessore per gli Affari Generali della Segreteria di Stato della Santa Sede

Papa Francesco ha nominato il cremonese mons. Cesare Burgazzi Protonotario Apostolico di Numero Partecipante

È il Bollettino della Sala Stampa Vaticana del 12 settembre 2022 a dare la notizia della nomina papale per il sacerdote cremonese,  Capo Ufficio nella Segreteria di Stato.

Il Collegio dei Protonotari Apostolici di numero partecipanti è un’antica istituzione formata da prelati della Curia Romana con funzioni di notai papali.

La categoria dei Protonotari apostolici numerari è stata confermata, dopo vari passaggi storici, da Papa Paolo VI con la Lettera Apostolica Pontificalis Domus del 28 marzo 1968; secondo tale Lettera i Protonotari fanno parte della Famiglia Pontificia.

Nato a Cremona nel 1958, originario della parrocchia di San Clemente e Imerio, mons. Burgazzi è stato ordinato sacerdote nella Cattedrale di Cremona il 19 giugno 1982 dal vescovo Fiorino Tagliaferri. Dopo gli anni da vicario nella parrocchia di Bonemerse (1982-1984) e di vicario coadiutore nella parrocchia di San Pietro al Po in Cremona (1984–1992) nel 1992, all’indomani della visita a Cremona di Papa Giovanni Paolo II, è stato chiamato a svolgere il suo servizio presso la Segreteria di Stato della Santa Sede dove dal 2011 ricopre l’incarico di Capo Ufficio della Prima Sezione Affari Generali. Dal 2015 è Canonico del Capitolo della Basilica di San Pietro in Vaticano.

 

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Focr, il 16 settembre in Seminario l’assemblea diocesana degli oratori

L'incontro, occasione di confronto e di approfondimento del tema del nuovo anno oratoriano alla presenza del vescovo, si terrà a partire dalle 18.30

La tradizionale assemblea degli oratori all’inizio di un nuovo anno pastorale è ormai occasione di ritrovo, studio e approfondimento per tutti gli operatori che lavorano in oratorio e nella pastorale giovanile. Nel tardo pomeriggio di venerdì 16 settembre, con inizio alle 18.30, presso il Seminario vescovile di Cremona, sono invitati e attesi educatori, catechisti, sacerdoti, religiosi e rappresentanti delle associazioni e dei movimenti per dare … Continue reading »

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Ascolto ecumenico della Parola, il 14 settembre riprende l’iniziativa online

In programma ogni secondo mercoledì del mese alle 20.45 su piattaforma Zoom

L’ascolto ecumenico della Parola: una autentica e intensa esperienza di fraternità, nella condivisione di ciò che unisce, nella comune fede. Riprendono mercoledì 14 settembre gli incontri, aperti a tutti coloro che sono desiderosi di vivere la ricchezza e la profondità di questi momenti, promossi dalle diocesi di Cremona, Parma, Piacenza e Crema, dalla Chiesa Evangelica Metodista di Piacenza–Cremona e dall’Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi in … Continue reading »

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“Liberazione: la risposta all’invito divino a trasformare il mondo”: il 16 settembre a Casalmaggiore incontro con padre Marcelo Barros

Alle 21 al Santuario della Fontana relatore il monaco benedettino brasiliano, teologo, biblista e scrittore

La “Tavola della pace – Oglio Po”, in collaborazione con le comunità Laudato si’ Oglio Po e Cremona, organizza, venerdì 16 settembre, alle 21, presso il Santuario della Madonna della Fontana, a Casalmaggiore, “Liberazione: la risposta all’invito divino a trasformare il mondo”, un incontro con padre Marcelo Barros, monaco benedettino brasiliano, teologo, biblista e scrittore, che si trova in Italia per la presentazione del suo … Continue reading »

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A San Michele Sette Pozzi accolto il nuovo parroco moderatore dell’unità pastorale di Malagnino

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«Buono, simpatico, credente». Sono le caratteristiche con cui il vescovo Antonio Napolioni ha presentato alle parrocchie di Malagnino il nuovo parroco, don Paolo Fusar Imperatore. «Il resto lo scoprire strada facendo…», ha quindi aggiunto affidando il giovane sacerdote, che a novembre compirà 41 anni, alla nuova comunità, che da subito gli ha chiesto una particolare attenzione ai ragazzi e alle giovani famiglie. Continue reading »

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“Fiera delle competenze”, il Vescovo ha chiuso l’evento regionale delle squadriglie scout ospitato a Cremona

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«Quando anche io ero scout come voi mi ripetevano sempre che un reparto che canta è un reparto che cammina. E vorrei ricordare in questa giornata due scout che hanno camminato tanto da aver già raggiunto la destinazione: Maurizio e Stefania». Con questa riflessione il vescovo di Cremona Antonio Napolioni ha salutato i tanti ragazzi delle squadriglie scout Agesci della Lombardia che sabato 10 e domenica 11 settembre si sono ritrovate a Cremona per vivere la “Fiera delle competenze”, evento regionale che per la seconda volta (già nel 2019) è stato ospitato nella città del Torrazzo.  Un momento di confronto e miglioramento per tutte le squadriglie lombarde, riunite presso il Parco Didattico, base degli scout Cngei, a due passi dal fiume Po.

L’arrivo dei primi gruppi già nel pomeriggio di sabato e dopo la cena un momento di musica e di festa.

Domenica mattina l’evento è quindi entrato nel vivo, con l’allestimento di stand nei quali con grande fantasia hanno raccontato i traguardi raggiunti nel corso del 2022, fra competenze e imprese compiute. L’idea del ritrovarsi insieme è infatti proprio mettere in relazione i vari gruppi, condividendo esperienze e competenze e mettendo in moto idee.

La duegiorni si è conclusa domenica pomeriggio con la Messa presieduta dal vescovo Antonio Napolioni, che in prima persona ha vissuto per molto tempo l’esperienza scout e che è anche stato assistente nazionale Agesci. Nell’omelia il Vescovo ha ricordato ai ragazzi che «Dio sembra commettere ingiustizie per quanto ama e per quanto perdona, e noi gli possiamo mettere i bastoni fra le ruote». «Qua ci vuole un angioletto – ha detto riferendosi alla conclusione del brano evangelico del padre misericordioso – che stia vicino a chi rischia di inacidirsi per la sua gelosia e per i suoi risentimenti e gli disciolga il cuore, gli faccia riscoprire il dono della tenerezza e magari anche quello delle lacrime, poiché c’è posto per tutti nel cuore del Padre».

La Fiera delle competenze si è conclusa, al termine della Messa, tra saluti, abbracci e l’augurio di potersi ritrovare il prossimo anno ancora tutti insieme.
Luca Marca
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Vicomoscano in festa per don Anton Jicmon

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Domenica 11 settembre l’unità pastorale formata dalle parrocchie di Vicomoscano, Casalbellotto, Fossacaprara e Quattrocase ha vissuto una mattinata di festa per l’ingresso di don Anton Jicmon come nuovo parroco, succedendo a don Giuseppe Manzoni. Don Jicmon, originario della Romania e recentemente incardinato in diocesi dopo quasi vent’anni di servizio in terra cremonese, è il primo parroco d’origine straniera della Chiesa cremonese.

La celebrazione eucaristica è stata presieduta dal vescovo Antonio Napolioni presso la chiesa di San Pietro a Vicomoscano. 

La celebrazione eucaristica è stata anticipata dall’accoglienza, sul sagrato della chiesa parrocchiale, di Filippo Bongiovanni, il sindaco di Casalmaggiore di cui le frazioni fanno parte, il quale ha dato il benvenuto al vescovo di Cremona e al nuovo parroco.

Accanto al vescovo Napolioni, insieme al vicario zonale don Davide Barili, era presente il parroco di Casalmaggiore, don Claudio Rubagotti, e diversi altri sacerdoti che hanno accompagnato don Anton durante questi suoi anni di servizio a Cremona. Nell’assemblea eucaristica, tra i numerosi parrocchiani presenti ad accogliere il nuovo parroco, anche numerosi amici di don Anton in rappresentanza della comunità cattolica romena, alcune suore delle Figlie di San Camillo (della cui casa di cura era cappellano) e le suore Catechiste di Sant’Anna, originarie dell’India, in servizio presso la Casa dell’Accoglienza di Cremona (dove don Jicmon ha sempre riesieduto) .

Al termine dei riti di ingresso della Messa il vicario zonale don Davide Barili ha dato lettura del decreto di nomina. La liturgia è proseguita quindi con l’invocazione dello Spirito Santo, seguita dall’aspersione dei presenti e dall’incensazione dell’altare da parte di don Anton.

Una ragazza ha quindi portato il saluto della comunità al nuovo parroco, sottolineando specialmente l’attesa e l’entusiasmo dei giovani per questo nuovo percorso che inizia con la celebrazione dell’ingresso.

Dopo le letture del giorno, è stata l’omelia del Vescovo a offrire ulteriori spunti di riflessione: «Siete un parroco e una comunità fortunati a ricevere un Vangelo così oggi: Gesù ci dice ciò che pensa nelle parabole del capitolo 15 del Vangelo di Luca, parabole tanto famose quanto poco accolte da noi preti e cristiani praticanti, tanto che non è più una sola la pecorella smarrita, ma sono tante. Il primo invito al parroco è quindi di non chiudersi in casa, ma andare a cercarle. Oppure di fare come la donna, che cerca tutti i tesori nascosti nella casa».

«Questo Vangelo ci accompagna con cinque angeli: quello che fa il sarto, quello che fa il gioielliere, quello che fa il ciabattino, quello che fa il cuoco e il quinto lo scopriamo alla fine – ha ripreso mons. Napolioni – serve un angelo che fa il vestito per il figlio che torna, perché questo è nel cuore del padre. Che ognuno scopra la sua dignità come figlio di Dio e si rivesta».

Ha quindi continuato il Vescovo: «L’anello al dito è il segno che Cristo ha dato tutto per noi e ognuno di noi per lui è come la sposa. Poi serve il ciabattino per i sandali, perché il cristiano che ha scoperto la sua dignità non può stare sul divano ma deve mettersi in cammino, verso i poveri, i malati, ad annunciare la pace. Vedo che qui i cuochi non mancano e il momento del cibo può essere la verifica di una vita comunitaria: per verificare che ci sia pane, speranza e spazio per tutti e ci si dispiace quando qualcuno non c’è perché siamo una sola famiglia».

Il vescovo ha poi concluso: «Il quinto angelo nella parabola è colui che ha la pazienza, il silenzio, la carità per sopportare il fratello maggiore, per andare a cercarlo come fa il padre: quel cristiano per bene che non ha mai dato fastidio e che però rischia di non aver apprezzato la misericordia di Dio. E che rischia di giudicare per la sua gelosia e misura corta delle cose. Non si può essere cristiani così e serve un angelo che se ne prenda cura per fargli scoprire che esiste la famiglia».

La celebrazione eucaristica è quindi continuata con la liturgia eucaristica e dopo le Comunioni ha visto il nuovo parroco prendere la parola per un saluto alla comunità che lo ha accolto: «Contento e pieno di gioia saluto tutti voi e al vostro saluto di benvenuto rispondo con il saluto di bentrovato. Tramite voi saluto anche chi non ha potuto partecipare, i malati e gli anziani che vorranno conoscere il nuovo parroco nei prossimi mesi. Spero di essere il vostro parroco a lungo, almeno per i nove anni previsti: in questo momento non ho programmi particolari, ma è sufficiente una nostra prima conoscenza nel primo anno».

L’attenzione di don Jicmon è quindi andata al cuore della sua nuova missione da parroco: «Vengo nella vostra comunità con il desiderio di mettere Gesù al centro di tutto ciò che faremo. Per ricordarvelo meglio vi racconto la storia vera di un parroco che, dopo alcune celebrazioni mal riuscite, si decise di preparare personalmente con meticolosità la processione del Corpus Domini». Ha quindi proseguito don Jicmon: «Quando dalla chiesa uscì lentamente il baldacchino con il pesante ostensorio dorato incastonato con pietre preziose, un parrocchiano si avvicinò al parroco per fargli notare che mancava l’ostia nell’ostensorio, mancava proprio Gesù. “Non vedi tutto quello di cui mi devo occupare, non posso occuparmi anche dei dettagli” gli rispose seccato il parroco. Questo racconto è uno spunto per chiedervi di non lasciare mai che il vostro parroco debba pensare a tutto, trascurando in questo modo l’unico dettaglio che conta: Gesù».

«Non lasciate solo il vostro parroco, anche se nei primi giorni qui a Vicomoscano ho visto un bel movimento: continuiamo così! Quando organizzeremo iniziative e vi accorgerete che manca Gesù tirate le orecchie al parroco con proposte positive», ha infine concluso don Anton prima dei ringraziamenti finali e ricordando la Messa di lunedì 12 settembre alle ore 18.30 per i defunti di tutte le parrocchie.

Per concludere la mattinata di gioia, dopo le firme dell’atto di immissione alla presenza dei testimoni, è stato quindi il momento di un ricco rinfresco in oratorio per festeggiare insieme e scambiare le prime parole di conoscenza con il parroco appena accolto.

 

Biografia del nuovo parroco

Don Anton Jicmon, classe 1965, è originario di Luizi-Calugara, in Romania, dove è stato ordinato sacerdote il 24 giugno 1991 nella Diocesi di Iasi. Dopo essere stato viceparroco a Vale Mare (1991-1993) e Bacau (1993-1997) e parroco di Vaslui (1997-2002), è giunto in Italia ricoprendo l’incarico di assistente spirituale dei cattolici romeni di Torino.

Dal 2005 ha svolto il proprio ministero a servizio della comunità cattolica romena in diocesi di Cremona, dove nel 2022 è stato incardinato. Dal 2007 era anche cappellano della casa di cura Figlie di San Camillo di Cremona. Dal 2016 al 2017 è stato incaricato diocesano per la Pastorale delle migrazioni.

Ora il vescovo Napolioni gli affidato l’incarico di parroco delle Parrocchie di Vicomoscano, Casalbellotto, Fossacaprara e Quattrocase: don Anton Jicmon prende il testimone da don Giuseppe Manzoni, che si trasferisce a Dumenza per un anno di esperienza monastica.

 

Matteo Lodigiani
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Al Maristella una serata nel ricordo del card. Martini

L'evento promosso dalle Acli provinciali in occasione del decimo anniversario della scomparsa del gesuita che fu arcivescovo di Milano

Venerdì 9 settembre, alle ore 21, presso la parrocchia dell’Immacolata Concezione, nel quartiere Maristella di Cremona, le Acli provinciali hanno ricordato il cardinal Carlo Maria Martini in occasione del decimo anniversario della sua scomparsa. L’incontro, che ha visto la partecipazione di un folto pubblico, è stato introdotto dalla proiezione di “Carlo Maria Martini, un uomo di Dio”, docu-film di Salvatore Nocita del 2013, e da alcune … Continue reading »

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Nel percorso di avvicinamento al 27° Congresso eucaristico nazionale, in programma a Matera dal 22 al 25 settembre, seconda riflessione a cura di don Daniele Piazzi, incaricato diocesano per la Pastorale liturgica. Al centro dell’attenzione il logo dell’evento: pane, acqua, terra, fuoco.

 

 

1. Pane. Nel logo, in basso, viene riportato il “pane di Matera” con le tre gobbe ricavate dal triplice taglio trinitario con tre colori cromatici diversi che indicano gli stessi elementi necessari perché ogni pane possa essere pronto e gustato: acqua, terra, fuoco.
Matera ha una tradizione di panificazione che nel corso dei secoli ha sempre più sviluppato, affermandosi come città del pane. Anticamente le mamme di questa città, come un po’ dappertutto, iniziavano la lavorazione dell’impasto per il pane con il segno della croce. La pasta veniva stesa a forma di rettangolo: si univano le estremità di un lato arrotolandola tre volte, mentre si pronunciava: “nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”. Dall’altro lato, con la stessa tecnica, si facevano due giri per ricordare la doppia natura di Gesù Cristo: umana e divina. Al termine l’impasto veniva piegato al centro e fatti tre tagli sopra recitando: Padre, Figlio e Spirito Santo.

2. Acqua. Matera oltre che città del pane è anche città dell’acqua. Condizionati dalla configurazione geologica, i Sassi sono stati scavati nella calcarenite costruendo nel tempo un agglomerato urbano di abitazioni, strutturato a terrazzamenti, seguendo il canyon dove scorre il torrente Gravina. Questa struttura urbana ha sviluppato negli abitanti l’ingegno di raccogliere e distribuire l’acqua in ogni casa, scavando delle cisterne. Matera, Città millenaria, inserita nel bacino del Mediterraneo, guarda Maria come la “Grande Madre”, come Colei dalla quale scaturisce la sorgente della Vita: nel cuore del Sasso Caveoso sorge la Chiesa rupestre della Madonna de Idris con chiari riferimenti all’acqua della prima creazione e all’Annunciazione come nuova creazione. Le donne di Matera salivano, arrampicandosi lungo lo sperone di roccia, per arrivare alla chiesa e ringraziare la Madonna per il dono dell’acqua, elemento base della vita ma anche simbolo sotterraneo di Matera.

3. Terra. I prodotti della terra sono il segno della provvidenza divina. L’amore e il rispetto per la terra avevano un valore di sacralità: il ventre della vita fecondata dall’acqua.

4. Fuoco. Matera è citta di Maria e della Visitazione. Chi ha messo in movimento Maria per andare a visitare la cugina Elisabetta è stato il fuoco dello Spirito Santo che ha concepito in lei Gesù, cibo di vita eterna. La festa della Visitazione corrisponde alla festa della Madonna della Bruna che a Matera continua ad essere celebrata sempre il 2 luglio come prima della riforma del calendario liturgico. Nella civiltà contadina i pani lievitati venivano portati nei forni più vicini da alcuni garzoni che passavano a raccoglierli sistemandoli su una tavola posta sulla testa. Per sapere di chi fossero i pani, questi venivano timbrati. Il timbro, con le iniziali del capo famiglia o con un simbolo, era segno di appartenenza. Il pane diviene così il segno della comunione, della fraternità, dell’appartenenza all’unica famiglia che si nutre dell’unico pane che è sacro, che viene spezzato e distribuito dal capo famiglia ai componenti della famiglia. Esattamente come fece Gesù quando istituì l’Eucaristia.

Il logo è definito da una circonferenza che rappresenta il fulcro del tema, ovvero il Pane Eucaristico. I dodici chicchi di grano e le brattee rappresentano i dodici apostoli e l’apostolato di ogni battezzato nella direzione di una comunione di una “Chiesa in uscita”, come ospedale da campo. Il profilo dei Sassi di Matera e la croce del campanile richiamano la Chiesa locale che accoglie quella italiana per celebrare il Congresso.

 

Torniamo al gusto del pane: una riflessione a partire dal tema del prossimo Congresso eucaristico nazionale

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