Il 7 maggio al Palaradi l’incontro diocesano dei cresimandi e cresimati

"Pieno di gioia proseguiva la sua strada" è lo slogan dell'evento con il Vescovo e che sarà scandito da momenti di animazione e preghiera

Torna, sabato 7 maggio, presso il PalaRadi, il palazzetto dello sport di Cremona, il tradizionale evento proposto dalla Federazione oratori cremonesi, dedicato ai cresimandi e ai cresimati. Tutti i ragazzi che hanno ricevuto o riceveranno quest’anno il sacramento della Cresima, infatti, avranno l’occasione di incontrarsi tra loro e insieme al vescovo in un pomeriggio di divertimento, riflessione e preghiera. Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova

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Il 7 maggio a Gussola apertura speciale con visita guidata della chiesa di Borgolieto

L'evento coinvolgerà una classe della scuola media del paese nell'ambito di un progetto del laboratorio fotografico proposto da Fotocine Casalasco 1966

Speciale apertura, con visita guidata, della chiesa di San Benedetto a Borgolieto, quartiere di Gussola, sabato 7 maggio alle 15.30. L’iniziativa è a cura dell’Istituto comprensivo Dedalo 2000 di Gussola: la classe 2ª B dell’istituto cittadino, infatti, ha seguito un laboratorio fotografico condotto da Fotocine Casalasco 1966 aps di Casalmaggiore, che ha fatto parte del progetto “Ritrovare Borgolieto 3.0″, e che nel pomeriggio di sabato … Continue reading »

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Una vita spericolata diventata testimonianza di Dio: l’ex chitarrista di Vasco, Nando Bonini, si racconta

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Il pomeriggio di domenica 1° maggio è stato un’occasione ritrovata di festa e di apertura per l’associazione “Famiglia Buona Novella”: quest’anno è stato ospitato Nando Bonini, chitarrista di Vasco Rossi dal 1991 al 2004. Quella di Bonini è stata una testimonianza di fede, di un grande musicista professionista che fin da bambino, all’età di sei anni, ha iniziato a coltivare il suo talento con la chitarra esprimendolo in diversi modi nella sua vita. Continue reading »

Matteo Lodigiani
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Mutua del Clero, ecco il nuovo Consiglio: riconfermato presidente don Piazzi

Il 28 aprile in Seminario l'assemblea ordinaria per l'approvazione del bilancio 2021

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Giovedì 28 aprile si è tenuta in Seminario l’assemblea ordinaria della Società di mutuo soccorso fra i sacerdoti della diocesi di Cremona per l’approvazione del bilancio 2021, illustrato dal consulente, dr. Marco Manini. A chiusura della attività del Consiglio Direttivo 2019 – 2021, il presidente ha riassunto l’attività svolta. Il testo è qui disponibile.

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Primo Maggio, il Vescovo alla Sicrem di Pizzighettone: «Che bella la Messa in azienda. Anche questa è Chiesa»

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L’annuale celebrazione eucaristica con il Vescovo che l’Ufficio diocesano di pastorale sociale e del lavoro, guidato da Eugenio Bignardi, promuove sul territorio per il Primo Maggio, memoria liturgica di San Giuseppe Lavoratore, si è celebrata quest’anno presso gli stabilimenti Glanzstoff Sicrem di Pizzighettone, del gruppo thailandese Indorama Ventures, leader mondiale nella produzione del rayon, rinforzo tessile per pneumatici.

Nella grande azienda (300 dipendenti nella sede cremonese), prima dell’inizio della Messa, monsignor Napolioni ha visitato incontrato i dipendenti nella sala conferenze, accolto dai lavoratori con i loro famigliari, dai dirigenti e dalle autorità locali, il parroco don Andrea Bastoni, il sindaco Luca Moggi, i rappresentanti delle istituzioni economiche, politiche, militari, delle categorie professionali del territorio. A fare gli onori di casa l’amministratore delegato di Sicrem spa, Ferdinando Prestini che ha descritto l’azienda, la sua struttura, la tipologia di produzione e la sua presenza storica sul territorio.

È toccato poi a don Bruno Bignami, originario proprio di Pizzighettone e da quattro anni direttore dell’Ufficio nazionale della Cei per i problemi sociali e il lavoro, richiamare il tema della Giornata proposto come riflessione dai vescovi italiani. Ricordando l’urgenza di un impegno costante per la sicurezza a fronte di un incremento degli infortuni su scala nazionale, il sacerdote ha ripreso la frase di Papa Francesco scelta come titolo per il Messaggio Cei: “La vera ricchezza sono le persone”. «Nei luoghi di lavoro – ha commentato – possiamo avere tutte le tecnologie più avanzate, ma senza la persona quel luogo diventa drammaticamente più povero. Le persone che lavorano sono la ricchezza di un luogo di lavoro». «La vera ricchezza siete voi», ha aggiunto concludendo. «Ognuno di voi, attraverso il suo lavoro sta costruendo il futuro non solo per la sua famiglia ma per il mondo».

Breve ma significativo poi il dialogo tra il vescovo con alcuni dirigenti e lavoratori, con una sottolineatura significativa dell’impegno costante di Sicrem sul fronte della sicurezza dei suoi dipendenti («una priorità assoluta», come l’ha definita il responsabile aziendale per qualità ambiente e sicurezza) e della «centralità del lavoratore e della dignità del suo lavoro» posta al centro delle relazioni anche sindacali all’interno del gruppo

«Ci deve essere un modo di fare che fa bene a tutti – ha quindi concluso monsignor Napolioni – Concertando e dialogando con tutti i valori in gioco cerchiamo di trovare quella modalità, perché abbiamo bisogno gli uni degli altri. Il vescovo è qui per ricordare che siamo una comunità, una famiglia di famiglie, di storie, un mondo in cui nessuno (come ci ricordano oggi la pandemia e la guerra) si può salvare da solo».

Dopo una breve visita ai reparti dello stabilimento, poi, l’inizio della celebrazione eucaristica, presieduta da monsignor Napolioni, concelebrata dal parroco don Bastoni e dal vicario don Gabriele Mainardi, e animata dal coro Lady Voices di Pizzighettone.

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Nella sua omelia il vescovo ha proposto una riflessione che attualizza l’episodio della apparizione di Cristo agli apostoli tornati a pescare sul Lago di Tiberiade, raccontato nella pagina del vangelo di Giovanni proclamata durante liturgia della Parola della terza Domenica di Pasqua.

Dopo la morte del Signore le prime apparizioni non erano bastate: «Non ci avevano creduto abbastanza. I pescatori se ne sono tornati a pescare… – ha commentato – Non avevano dimenticato il mestiere quella notte non presero nulla». Questo ricorda che «si può fallire, si può vivere un tempo di tale durezza da avere paura, nostalgia, dimenticando che Dio è con noi».

Così giunge in tutta la sua concretezza la domanda di Gesù che attendeva sulla riva: “Non avete nulla da mangiare?”. «È il dramma di chi non porta il pane a casa – ha proseguito monsignor Napolioni -. Il fallimento di un’impresa e di una famiglia. Come si può sentire un padre che non può provvedere ai bisogni essenziali dei suoi figli? Il mondo ogni giorno ci rammenta queste scene».

Arriva però la voce del Maestro che invita a gettare le reti dall’altro lato della barca: «I discepoli avevano bisogno di un’indicazione banale. Chi ci dice qual è il verso giusto? Ce lo insegna il dialogo: quello con il Signore, tra noi, nella comunità, tra visioni ed esigenze diverse… Dall’altra parte della barca c’è quel modo di fare le cose che fa bene a tutti. La Risurrezione, la giustizia non solo distributiva ma anche innovativa, creativa. Perché la nostra società abbia un futuro. E anche voi – ha aggiunto – avete diritto di chiedere alla Chiesa di manifestare il Signore non con la retorica di parole vuote ma con l’impegno al cambiamento che noi per primi dobbiamo ricercare».

Concludendo la sua riflessione, il Vescovo ha quindi ripreso la frase pronunciata da Pietro davanti al Sinedrio, come descritto dagli Atti degli Apostoli: “Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini”.

Se il pasto preparato da Gesù sulla riva per gli apostoli rientrati dalla pesca è il segno di una alleanza, una “sinergia” tra umano e divino («non faccio tutto io e non potete fare tutto voi»), l’obbedienza a Dio è un richiamo a non lasciare «l’ultima parola al nostro istinto, ai nostri interessi o al nostro limitato punto di vista. Lasciarla a Dio significa avere una coscienza filiale e fraterna, che cerca la coerenza con l’esperienza di fede che viviamo ogni giorno della settimana in ogni ambito». Anche quello lavorativo: «Che bello per me celebrare la Messa di questa Terza Domenica di Pasqua qui, in un’azienda. Anche questa è Chiesa, anche qui si realizza la salvezza, se gli uomini, ovunque si trovino, obbediscono a Dio prima che al proprio piccolo cuore».

Al termine della celebrazione il ringraziamento di Eugenio Bignardi, incaricato diocesano per la pastorale sociale e del lavoro che ha annunciato la partenza di un percorso di dialogo e confronto sui temi del lavoro con le realtà imprenditoriali, sindacali e di categoria sul territorio per «un impegno al discernimento che si traduca in una proposta di solidarietà e tutela delle situazioni di maggiore fragilità».

Un impegno richiamato dal vescovo con la benedizione che diventa augurio: «Fare degli altri il criterio del nostro benessere».

 

Chiesa di casa, la cura dei lavoratori a partire dalla prevenzione

Primo maggio, don Bignami: «La sicurezza sul lavoro fa bene anche al Pil»

No a lavoro nero, morti bianche, caporalato e sfruttamento degli immigrati nel messaggio della Cei per il 1° maggio

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Primo maggio, don Bignami: «La sicurezza sul lavoro fa bene anche al Pil»

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“L’attenzione alla sicurezza sul lavoro è veramente un investimento che garantisce anche il miglioramento stesso del Pil”. Lo afferma don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Cei, in una videointervista realizzata in occasione del 1° maggio, festa di san Giuseppe lavoratore.

LEGGI ANCHE: I paradossi del lavoro e la centralità della persona

Commentando i contenuti del sussidio diffuso per la ricorrenza, don Bignami sottolinea che “il tema della cura è fondamentale in questo passaggio storico. Siamo ancora dentro una pandemia e, contemporaneamente, è scoppiata una guerra”. “Ci rendiamo conto – prosegue – di come per uscire da una pandemia sia stata fondamentale la cura, investire nella cura. Che è cura sanitaria ma innanzitutto centralità della persona. Se guardo le immagini di guerra di questi giorni si vede chiaramente come gli uomini sono quelli che combattono mentre le donne si prendono cura dei bambini e degli anziani. Un modello che va assolutamente superato: tutti dobbiamo imparare a prenderci cura, senza questa visione non ci sarà davvero un cambio di prospettiva, una vera innovazione sociale ma anche una vera innovazione nel campo del lavoro”.

No a lavoro nero, morti bianche, caporalato e sfruttamento degli immigrati nel messaggio della Cei per il 1° maggio

Rispetto alla drammaticità legata all’elevato numero di morti sul lavoro, don Bignami sottolinea che “nel periodo della pandemia abbiamo avuto il boom dello smart working, questo significa meno persone nei luoghi di lavoro, meno persone in viaggio per raggiungere i luoghi di lavoro. Ma paradossalmente nel 2021 abbiamo avuto 1.221 morti sul lavoro, senza contare il sommerso dei lavoratori in nero e degli incidenti non denunciati. Il quadro è veramente drammatico”. “Anche nei primi mesi del 2022 – aggiunge – c’è stato un aumento del 47% degli incidenti sul lavoro rispetto al 2021. Drammaticamente nei luoghi di lavoro nel momento di crisi viene visto l’investimento sulla sicurezza come qualcosa che va tagliato”. Ma “vedere nella sicurezza un costo è un problema grave perché significa mettere a repentaglio la vita delle persone e non comprendere che la vera ricchezza sono le persone”. In questi giorni, “la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro ha reso noto che gli infortuni e le malattie professionali sono anche un onore economiche perché incidono sul Pil per una percentuale che va dal 3 al 6%”. “Questo significa che non stiamo capendo il valore culturale di un investimento sulla sicurezza del lavoro e la possibilità di garantire la massima sicurezza a tutti quelli che lavorano, soprattutto in condizioni più onerose e pesanti”. Oltre a ricordare le vittime degli incidenti sul lavoro, don Bignami invita tutti all’impegno affinché “si cerchi di formare le coscienze perché questo non accada più”.

 

AgenSir
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Grest, alla presentazione agli animatori attività da “Batticuore” per scoprire le emozioni

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Una stanza buia, la silent disco, il cinema, le fotografie, la slackline e un seggiolone che fa cadere a terra. Attività diverse per dare un nome alle emozioni. Per conoscere – non solo per nome, “Batticuore” – il Grest proposto per quest’estate dalla Federazione oratori cremonesi alle parrocchie della diocesi. Protagonisti quasi 700 adolescenti dagli oratori della diocesi che, a gruppi distribuiti tra due giornate, quella di oggi, sabato 30 aprile, e quella di domani, rispettivamente presso gli oratori di Castelleone e di Piadena, hanno risposto all’invito  per l’evento di presentazione agli animatori.

La musica si avverte ancora prima di entrare in oratorio. Serve a creare il giusto entusiasmo ed accogliere il primo gruppo di adolescenti. La voce di Martina, una delle coordinatrici dell’evento di presentazione, arriva forte e chiara: «Abbiamo strutturato diverse proposte per rendervi protagonisti e per consentirvi di dare un nome alle emozioni che provate». Saranno loro, le emozioni, il tema del Grest 2022: quelle che fanno battere il cuore, tremare di paura o toccare il cielo con un dito. Quelle che fanno sentire la vita sottopelle.

Nei pressi della slackline (una fettuccia larga poco più di 2 centimetri sulla quale restare in equilibrio e per più folli provare a camminare) gli sguardi dei giovani non nascondono l’incertezza. «Qui eserciteremo la fiducia, in noi stessi e negli altri».

Sul seggiolone che ci lascia cadere, invece, «ciascuno può provare sensazioni diverse, in base al proprio vissuto. Certo, ci vuole del coraggio: bisogna lasciarsi andare». Poco più in là, alcune fotografie consentono ai ragazzi di riflettere su diversi modi di vivere, attraverso icone che hanno fatto la storia ed istanti di vita quotidiana.

Al termine di ogni attività le emozioni si raccontano con le parole, con i colori. Lasciano un segno. Dentro il cuore e su un foglio bianco.

Al piano superiore, la silent disco non raccoglie un consenso unanime. «Ansia, disagio, stress», alcune delle sensazioni esternate dopo l’esperienza. Altri chiedono pace. Alcuni ringraziano «per la musica piacevole e bella». Poco più avanti la tappa al cinema suscita sorrisi, stupore e riflessioni. La stanza buia, infine, è «l’occasione per ascoltarsi, lasciandosi trasportare dai rumori in sottofondo».

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Il momento di preghiera chiude la giornata, prima del grande spettacolo finale. «Abbiamo voluto aiutare i ragazzi ad acquisire consapevolezza delle loro emozioni» spiega il coordinatore Mattia Cabrini. «Non basta provarle, bisogna riconoscerle in noi stessi, dare loro un nome e poi esternarle. Infine imparare a scovarle nel prossimo. L’empatia è questo, è saper comprendere l’altro e condividere».

Mancano ancora le iscrizioni, i dettagli, le magliette, gli inni e le coreografie da imparare (il ritornello «si impara in 5 minuti» prima di salutarsi), ma l’entusiasmo c’è e gli ideali sono chiari: «Vogliamo riprendere contatto con le famiglie, con gli adolescenti, con le comunità. Vogliamo far arrivare il messaggio che il Grest non è una bolla, un momento isolato per passare l’estate, ma può essere l’inizio di un percorso di condivisione. Questo incontro ci consente anche di tornare a riflettere, a fare formazione sui temi dell’animazione. Stiamo cercando di coinvolgere gli adolescenti nella realizzazione di uno spettacolo, proprio per tornare a parlare con loro».

Perché, come ha confermato anche il direttore della Federazione oratori cremonesi, don Francesco Fontana «In questo periodo nelle varie comunità gli adolescenti si sono un po’ isolati. La nostra proposta ha ottenuto una buona adesione: hanno partecipato con entusiasmo, ma dobbiamo coinvolgerli. Questa giornata ci ha fatto sentire (nel limite del possibile) vicini gli uni agli altri, ma anche vicini a Gesù, che, in quanto uomo, ha vissuto emozioni. Ecco, quindi, che anche in questo Gesù è prossimo a noi». “Batticuore”, la scritta colorata all’ingresso riporta l’importanza dei sentimenti al centro: «Parlare di cuore significa parlare di vita» chiude Cabrini.

Insomma, sarà un’estate carica di emozione. Di nome e di fatto.

 

La prossima estate sarà un Grest da “Batticuore”

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Nuove regole Covid dal 1° maggio: in diocesi rimane l’obbligo di mascherina per celebrazioni e catechesi

Lo stabilisce, in conformità con gli indirizzi presi da altre diocesi lombarde, un decreto che viene incontro alla sensibilità dei fedeli più timorosi nell’affrontare i luoghi al chiuso e affollati. Non sarà invece più necessario il Green Pass per le attività organizzate in parrocchia

Anche in diocesi di Cremona, in conformità con gli indirizzi presi da altre diocesi lombarde, rimane obbligatorio l’uso delle mascherine per le celebrazioni al chiuso e per la catechesi. È quanto stabilito dalla Diocesi di Cremona a seguito delle novità introdotte dal legislatore per il contrasto della pandemia da COVID-19 e in vigore dal 1° maggio. Lo spiega il vicario generale, don Massimo Calvi, con una … Continue reading »

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Mcl, per la festa del Primo maggio il richiamo a una assunzione di responsabilità collettiva e preventiva

Riflessione del presidente Movimento cristiano lavoratori di Cremona, Crema e Lodi a partire dal Messaggio dei Vescovi per la Giornata

Di seguito pubblichiamo la riflessione di Michele Fusari, presidente del Movimento cristiano lavoratori di Cremona, Crema e Lodi, in occasione della Festa dei lavoratori del Primo maggio.   Il messaggio della Commissione per i problemi sociali ed il lavoro della Cei per la festa del primo maggio, la festa del lavoro e dei lavoratori, in questo anno 2022 va direttamente a evidenziare uno dei più gravi … Continue reading »

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Domenica a Martignana la presentazione del “Tu non uccidere” di Mazzolari

La presentazione del libro a cura di don Zanaboni conclude la settimana mazzolariana con la mostra “Conoscere don Primo” allestita in chiesa

Domenica 1 maggio, dopo il rosario delle ore 17, nella chiesa parrocchiale di Martignana di Po, in occasione dell’apertura del mese mariano, sarà presentato il testo di don Primo “Tu non uccidere”, con l’intervento di don Umberto Zanaboni, vicepostulatore della causa di beatificazione di don Primo. L’evento chiuderà la settimana mazzolariana promossa dal 24 aprile al 1 maggio e durante la quale nella chiesa di … Continue reading »

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