Norme per celebrazioni e attività parrocchiali durante la Quaresima

La Diocesi di Cremona ribadisce quanto previsto in una nota dall'Osservatorio giuridico legislativo della Regione ecclesiastica lombarda

Nel prossimo tempo di Quaresima, in questo periodo di emergenza sanitaria, sarà possibile svolgere gran parte delle tradizionali celebrazioni e attività, adottando tuttavia alcune precauzioni, che la Diocesi di Cremona precisa a sacerdoti e comunità attraverso indicazioni circa le modalità di svolgimento di celebrazioni e attività parrocchiali durante la Quaresima, riprendendo la nota emessa al riguardo dall’Osservatorio giuridico legislativo della Regione ecclesiastica lombarda. Fonte: TeleRadio … Continue reading »

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In casa con voi, torna in Quaresima la rubrica social con il commento del Vangelo del giorno

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Torna anche durante il tempo di Quaresima sui canali social ufficiali della diocesi di Cremona (facebook, youtube e instagram) la rubrica quotidiana In casa con voi, un breve momento di riflessione a partire dal Vangelo del giorno. Il commento della Parola di Dio è affidato, giorno dopo giorno, ai sacerdoti diocesani: parroci, vicari o collaboratori parrocchiali impegnati nelle parrocchie e nelle unità pastorali delle cinque zone pastorali.

​​​​​​​Il percorso, che idealmente attraverserà l’intero territorio diocesano, attraverso le cinque zone pastorali, al via il Mercoledì delle Ceneri con la riflessione del vescovo Antonio Napolioni.

I video saranno pubblicati, dal lunedì al venerdì, ogni mattina alle 6.30, rimanendo fruibili secondo le possibilità di ciascuno. A partire dal 2 marzo e continuando sino al Mercoledì Santo (compreso), per proseguire quindi nei giorni del Triduo con le celebrazioni presiedute dal vescovo nella Cattedrale di Cremona.

 

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TeleRadio Cremona Cittanova
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Ucraina, famiglia Telò in salvo. I missionari cremonesi raccontano la fuga da Kiev: «Padri separati dalle famiglie per restare a combattere»

Federico, Elisa e i nove figli sono riusciti a lasciare il Paese in cui si trovavano come missionari del Cammino Neocatecumentale

Hanno lasciato l’Ucraina Federico Telò e Elisa Manfredini, coniugi cremonesi di Bosco ex Parmigiano, parrocchiani di Sant’Imerio, nella” Unità pastorale Sant’Omobono” in città, che con i loro nove figli (il decimo è in arrivo) si trovavano a Kiev come famiglia missionaria del Cammino Neocatecumenale. A bordo del loro pullmino sono riusciti precipitosamente a lasciare il Paese insieme ad altre migliaia di civili in fuga, per … Continue reading »

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Nei diari della clandestinità di don Primo la primavera oltre la guerra

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«Mazzolari era nascosto nella sua canonica, ma non era nascosto dalla Storia». Così Matteo Truffelli, docente di storia del pensiero politico dell’Università di Parma, durante la presentazione della nuova edizione di “Diario di una primavera”, ha contestualizzato il volume che raccoglie gli appunti scritti da don Mazzolari nel periodo della sua clandestinità, dal 1944 al 1945. Truffelli, già presidente nazionale dell’Azione Cattolica, è un profondo conoscitore della figura di don Primo e sta collaborando come perito storico alla ricerca ampia e approfondita che si sta facendo sulle fonti mazzolariane per la causa di beatificazione in corso.

La presentazione del libro si è tenuta in sala dei quadri del palazzo comunale di Cremona nel pomeriggio di venerdì 25 febbraio. Anche il vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni, assente per un impegno pastorale, ha voluto portare il suo saluto in un video che è stato proiettato nel quale ha ricordato: «Abbiamo bisogno di una primavera che assomigli a quella che costringeva don Primo ad essere nascosto, a meditare in silenzio». Il pensiero corre oggi ai mesi difficili del lockdown e al bisogno di una ripartenza, ma non può evitare di andare anche «ai venti di guerra che in questo momento sentiamo vicini in Europa, ma che hanno insanguinato tante primavere nel mondo».

Presente il sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti che ha voluto ricordare come anche in questi giorni la testimonianza di don Primo è necessaria, come lo sono i giovani con la loro speranza.

È quindi seguito il saluto di Paola Bignardi, presidente della Fondazione don Primo Mazzolari, che ha voluto sottolineare come «il linguaggio di Mazzolari sia complesso, a tratti suggestivo, a volte non immediato, ma abbiamo voluto coinvolgere i giovani che ci stanno indicando la strada per rendere questo messaggio sempre più attuale, per reinterpretare gli scritti di Mazzolari».

Ad introdurre il relatore sono stati infatti i ragazzi della classe 5ª del liceo Vida di Cremona, che, dopo aver analizzato e riflettuto sui testi mazzolariani, hanno offerto la lettura di una selezione degli appunti presenti nel libro, alternando le parole di don Primo alle loro riflessioni.

Il professor Truffelli nel suo intervento ha riflettuto: «Il titolo iniziale era “Diario di una primavera vista da una finestra”, quella da cui Mazzolari entrava in contatto col mondo esterno con cui non poteva più essere in contatto diretto: è uno spazio per contemplare l’umano e la natura, gli serve per difendersi dal disumano nel momento in cui ha raggiunto il suo apice nella storia. La finestra è anche la porta spalancata sul creato: scrive “tutto si tiene”, quasi anticipando la Laudato si’ di papa Francesco». Il docente ha quindi proseguito: «Questo libro non parla della storia, ci sono solo alcuni accenni. Eppure don Primo pur essendo fuori dalla storia vi è profondamente calato, si fa coinvolgere: ha la consapevolezza che il male degli uomini non comanda alla primavera. Mazzolari è nascosto nella sua canonica, ma non è nascosto dalla storia e continua a parteciparla anche dentro quella stanzina, partecipando profondamente dei dolori della sua epoca, non solo di quelli vicini, ma anche delle guerre lontane».

A conclusione dell’incontro è intervenuto anche don Luigi Pisani, parroco di Bozzolo: «Il potere politico di quel tempo aveva costretto don Primo a nascondersi, ma subì anche una clandestinità a livello ecclesiale: perché la Chiesa, la gerarchia di quel tempo era contro don Primo? Non ci fu mai un richiamo teologico, né a livello etico, ma erano delle “opportunità pastorali” che hanno fatto in modo che don Primo facesse nascere un’esperienza che per noi è stata fondamentale, l’esperienza di una nuova Chiesa». Ha quindi proseguito nella sua riflessione don Pisani: «Con le sue opere don Primo ha fatto capire a noi e alla sua Chiesa i valori importanti, ripresi poi dal Concilio Vaticano II: all’epoca la Chiesa era molto piramidale mentre l’idea di Mazzolari è quella di una Chiesa popolo di Dio».

Matteo Lodigiani
TeleRadio Cremona Cittanova
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Preghiera per la pace con il Vescovo. Le donne ucraine in Cattedrale: «I nostri cari sotto le bombe; nella fede l’unico conforto»

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Una preghiera per la pace colma di speranza anche se segnata dalla preoccupazione e dal dolore di quanto sta avvenendo in Ucraina. Un’invocazione, quella del Rosario di venerdì sera in Cattedrale, davanti ad «una storia della salvezza tradita e insanguinata dalla smania di potere, dall’odio fratricida, dai nazionalismi e persino dalla divisione tra i cristiani», come ha spiegato il vescovo Antonio Napolioni rivolgendosi ai presenti e a tutti coloro che si sono collegati ai canali web e social della diocesi. «Non la paura ma la speranza, unita a una sacrosanta indignazione – ha continuato Napolioni – muovono alla preghiera per la pace, per la giustizia, per il rispetto dei popoli e perché la Genesi che ci vede protagonisti di una nuova fraternità nel mondo non si arresti».

Con la recita dei misteri dolorosi ieri la Chiesa cremonese ha infatti risposto all’appello di Papa Francesco secondo cui «Gesù ci ha insegnato che all’insensatezza diabolica della violenza si risponde con le armi di Dio, con la preghiera e il digiuno», in piena sintonia con tutte le chiese italiane, invitate dalla Cei ad unirsi in una preghiera corale che vorrà farsi digiuno il prossimo 2 marzo, mercoledì delle ceneri.

La Cattedrale ha pregato all’unisono, in maniera composta, sobria, inframmezzando ai misteri l’ascolto di brani evangelici e di scritti e parole del Papa. Una meditazione ed una invocazione che ha unito i fedeli in una voce sola, perché «il contagio benefico dell’ascolto profondo della Verità – come ha spiegato monsignor Napolioni – orienti verso scelte di dialogo e di pace». Nessuna illusione, perché «Dio non si sostituirà alla libertà dell’uomo», ma la certezza che la fede non resterà inascoltata.

Tra i presenti, fedeli laici delle parrocchie cittadine, sacerdoti, religiosi e numerosi rappresentanti di associazioni e delle istituzioni, che hanno preso parte in forma privata al momento di preghiera comunitaria. Fianco a fianco, cremonesi ed ucraini. Perché in Cattedrale c’erano anche loro, quelle presenze discrete di donne che abitano tante case dei cremonesi aiutando gli anziani. Donne che hanno pregato con le lacrime agli occhi raccontando, al termine del rosario, a chi avevano accanto, dei loro cari. «Mia figlia – ci ha detto Maria – sta per partorire nella nostra terra, con la paura di un bombardamento. Non vuole andare via. Con il marito vuole difendere la nostra terra. Le nuove generazioni vogliono restare nella loro patria». Nel cuore hanno le parole, i racconti di nipoti e genitori, con i quali sono ancora in comunicazione, ma temono il peggio. «La nostra unica salvezza – ripete Maria, con le connazionali Alina e Olga – è solo Dio che può sconfiggere chi ha intenti diabolici».

Condividono con la chiesa cremonese l’invocazione alla pace, gli occhi però rivelano l’angoscia di queste ore, ferite che non si rimargineranno con facilità. Sulle spalle hanno storie di fatica e lavoro, la conquista, trent’anni fa, di una libertà che ora vedono calpestata. «Unico conforto è la fede», ripetono con convinzione, e la vicinanza di una Chiesa che le ha accolte come sorelle e che promette di non lasciarle sole, di stare accanto a loro, alle loro famiglie e al loro popolo con la preghiera, e con gesti concreti di solidarietà e fratellanza.

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Maria Chiara Gamba
TeleRadio Cremona Cittanova
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