«Educare Educandosi», dal Centro Ucipem di Viadana un progetto per le fragilità familiari

Tra il caos della vita e il frastuono delle giornate, immersi in ritmi frenetici e disorientanti, oggi più che mai si rischia di dimenticarsi delle persone che sono state più sfortunate: c’è chi ha perso il lavoro o un caro affetto a causa della pandemia, c’è chi fa fatica ad arrivare a fine mese e chi è gravemente malato, davanti a queste persone, che hanno … Continue reading »

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Il vescovo Antonio Napolioni a Ca’ del Ferro in dialogo con il mondo del carcere

Si è tenuto nel pomeriggio di lunedì 13 dicembre l'incontro fra il vescovo Antonio Napolioni e gli operatori penitenziari in occasione della visita annuale che precede la Messa di Natale con i detenuti

«L’incontro con il Vescovo è per noi un momento di grande gioia, che a causa della pandemia non si teneva dal 2019, siamo felici di poterlo nuovamente accogliere qui nella nostra realtà, che ha tanto bisogno di essere ascoltata». Con queste parole, la direttrice del carcere di Cremona Rossella Padula, accoglie il vescovo Antonio Napolioni nel pomeriggio di lunedì 13 dicembre nella casa circondariale di … Continue reading »

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«L’incontro con il Vescovo è per noi un momento di grande gioia, che a causa della pandemia non si teneva dal 2019, siamo felici di poterlo nuovamente accogliere qui nella nostra realtà, che ha tanto bisogno di essere ascoltata». Con queste parole, la direttrice del carcere di Cremona Rossella Padula, accoglie il vescovo Antonio Napolioni nel pomeriggio di lunedì 13 dicembre nella casa circondariale di Ca’ del Ferro in presenza dei cappellani don Roberto Musa e don Graziano Ghisolfi, del direttore della Caritas Cremonese don Pierluigi Codazzi, del diacono Marco Ruggeri, degli agenti di polizia penitenziaria e degli operatori che lavorano nella realtà carceraria.

Durante l’incontro ogni presente ha avuto la possibilità di intervenire per illustrare, dal proprio punto di vista e secondo le proprie mansioni, quali sono le criticità e i punti di forza nel rapporto fra gli operatori penitenziari e i detenuti, facendo emergere come sia sempre più difficile stabilire un rapporto di reciproca fiducia, spesso dettato dalla mancanza di risorse e iniziative per poterli riabilitare, al fine di fornire loro una seconda opportunità al di fuori del carcere.

Ricorda don Roberto Musa che «sono molti i casi in cui un detenuto, scontata la sua pena, non è in grado di riacquisire una vita fuori dalle sbarre, e quindi dopo un mese lo ritroviamo qua. C’è bisogno di avere la sicurezza che finiti i giorni di custodia, esista la possibilità di rimettersi in gioco come nuovi cittadini. Per far questo, da tempo ormai, si sono aperti un laboratorio e un negozio nei quali vengono prodotti e venduti dolci e cibarie, offrendo così un graduale riavvicinamento alla società per i detenuti, che in questo caso sono anche affiancati da ragazzi disabili che possono mettere in gioco le loro abilità».


Link

Leggi QUI il reportage di Riflessi Magazine dalla casa circondariale di Ca’ del Ferro


Alcuni operatori carcerari hanno approfittato della presenza del Vescovo anche per condividere alcune esperienze che hanno vissuto sulla loro pelle durante le ore di lavoro, molto dure e traumatiche, esternando i sentimenti che han provato e che cosa han pensato in quei momenti.

Le parole della direttrice Rossella Padula sull’incontro sottolineano come «il dialogo e il confronto sono stati i veri protagonisti oggi, ci siamo tutti stupiti dell’attenzione che ci ha dedicato il Vescovo, lasciandoci liberi, senza vincoli né censure, di dire ciò che ognuno sentiva sia sul mondo che viviamo, il “mondo carcere”, sia sulle attività quotidiane. Dalle parole di monsignor Napolioni è emersa una grande vicinanza da parte sua, vicinanza che però possiamo già tastare nella quotidianità, poiché è attiva, concreta e produttiva. La chiesa non è solamente quella fuori, ma siamo tutti noi qua dentro, al di la della confessione di ognuno, perché chiesa è servizio, sacrificio e disponibilità nei confronti degli altri».

Il Vescovo ha quindi concluso l’incontro, all’insegna della comunicazione attiva e produttiva, salutando i presenti invitandoli alla celebrazione con i detenuti nella mattinata del giorno di Natale: «Questa esperienza deve poterci scuotere tutti, – ha detto – perché è la cartina al tornasole della nostra civiltà. Oggi sono emerse tre parole chiave: bisogno di speranza, bisogno di senso e bisogno d’ascolto, ma in fondo è ciò che riguarda tutti, e allora ben venga che qui facciamo di più per farlo nella vita quotidiana fra di noi. Una comunicazione che sia veramente ricca di speranza e di senso delle cose, perché ci mettiamo realmente in ascolto gli uni degli altri».

Luca Marca
TeleRadio Cremona Cittanova
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«Collaborazione, onestà e giustizia», la ricetta del Vescovo alla coop. Il Calabrone

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Un gioioso pomeriggio di festa presso il capannone della cooperativa “Il Calabrone” di Cremona si è svolto nel pomeriggio di domenica 12 dicembre a Picenengo. Ospite il vescovo Antonio Napolioni che ha celebrato l’Eucarestia e si è intrattenuto con gli operatori e i volontari di questa realtà nata in seno alla “Comunità Papa Giovanni XXIII”.

Una realtà – raccontata anche nelle buone pratiche della recente Settimana sociale dei cattolici italiani di Taranto – che proprio quest’anno compie 25 anni, come ha ricordato prima della celebrazione il presidente Enzo Zerbini, raccontando come negli ultimi anni la cooperativa sia cresciuta, con l’acquisto del nuovo capannone e di nuovi macchinari, consentendo di assumere anche nell’ultimo anno una nuova dozzina di dipendenti che vanno ad aggiungersi alla quarantina già presenti. Anche per la cooperativa la pandemia si è fatta sentire, ma ora l’attività è in ripresa e la crescita è ricominciata con il prezioso contributo di ciascuno e nuovi investimenti.

A concelebrare l’Eucarestia insieme al vescovo di Cremona don Adamo Affri, sacerdote della casa-famiglia di Fiorenzuola e cappellano del carcere di Piacenza, e il segretario episcopale don Flavio Meani.

Nella sua omelia mons. Napolioni ha ripreso dal Vangelo del giorno le parole di san Giovanni Battista: «Oggi spopolano le trasmissioni di cucina e il Battista ci suggerisce alcuni ingredienti: la collaborazione, l’onestà e la giustizia».

Il vescovo ha quindi proseguito: «Oltre a quello che fa il Signore occorre che ci sia la nostra collaborazione, uomini e donne di ogni razza e cultura che si rimbocchino le maniche. Le folle davanti al Battista si sono date da fare, noi che cosa possiamo fare? Anzi, che cosa volgiamo fare? Le risposte che Papa Giovanni e don Oreste ci dato sono la condivisione, della quale non vi devo insegnare nulla, poiché per voi è gesto di vita quotidiana, un gesto che fa bene a chi lo sceglie, anche dal punto di vista economico».

«Il modo di collaborare dei discepoli è secondo onestà, correttezza e trasparenza, un valore aggiunto da non trascurare – ha quindi proseguito il vescovo Antonio Napolioni -. Ai soldati il Battista dice di non maltrattare: l’esercizio della forza, che a volte è necessario, deve avvenire con sobrietà e giustizia, perché deve essere garantito anche al peggiore dei criminali la dignità, poiché Gesù dà la possibilità di cambiare a tutti».

Concludendo il vescovo di Cremona ha ripreso la particolare metafora culinaria: «Questi ingredienti formano una ricetta che riceve la vera Parola del Vangelo, riceve Gesù che vive e cammina con noi».

La festa è quindi proseguita, dopo la Messa, con i canti di alcuni dei ragazzi ospitati nelle case-famiglia e un video riepilogativo delle attività dell’anno appena trascorso.

 

La cooperativa “Il Calabrone”

“Il Calabrone” è una cooperativa sociale che da 25 anni si occupa di meccanica di precisione. Promossa dalla “Comunità Papa Giovanni XXIII”, la comunità opera nel vasto mondo dell’emarginazione sociale, fondata da don Oreste Benzi. Oggi “Il Calabrone” è una azienda certificata del territorio cremonese che si è consolidata nel comparto della filiera metalmeccanica.

Più della metà dei dipendenti sono persone svantaggiate, uscite dalla tossicodipendenza, dal carcere, con problemi psichiatrici. Persone che attraverso il lavoro hanno ritrovato fiducia e dignità, potendo iniziare una nuova vita. Una realtà produttiva, competitiva e in continua espansione, che riunisce al suo interno professionalità ed integrazione sociale, rendendola unica nel suo genere.

Matteo Lodigiani
TeleRadio Cremona Cittanova
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A Scandolara Ripa d’Oglio il saluto a don Franz Tabaglio

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«La fonte della gioia è Dio, perché la sua felicità non è egoista e spalanca il suo cuore al mondo» così il vescovo Antonio Napolioni ha aperto alla speranza in Dio durante la Messa di ringraziamento e saluto a don Franz Tabaglio nella mattinata di domenica 12 dicembre nella chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo a Scandolara Ripa d’Oglio. Don Franz Tabaglio lascia le parrocchie di Grontardo, Levata e Scandolara Ripa d’Oglio a motivo degli effetti del Covid, che si fanno sentire ancora pesantemente dopo il lungo ricovero avvenuto nel marzo dello scorso anno proprio a causa del Coronavirus. Proprio la consapevolezza di non potersi dedicare a tempo pieno alle sue parrocchie l’ha portato a presentare al vescovo le propria rinuncia a parroco.

A concelebrare insieme a don Tabaglio anche don Gianpaolo Civa, già a servizio delle tre comunità con il ruolo di amministratore parrocchiale e al quale le parrocchie sono ora completamente affidate.

Nell’omelia il vescovo ha voluto porre in particolare l’attenzione alla speranza e alla gioia del Natale, proprio nella Domenica Gaudete: «Chissà se fra le tante bancarelle di Natale di questi giorni, colorate e profumate, piene di dolci e di regali, esiste una bancarella della gioia, con quella letizia che servirebbe per la festa del Natale». «La Parola ci invita ad essere lieti, una gioia leggera, ma profonda, quella che nessuno ci può togliere – ha quindi proseguito mons. Napolioni –. Noi lo sappiamo che anche fra noi, nelle nostre famiglie, ci sono persone che, pur provate dalla malattia o dalla solitudine, hanno osato amare, credere e vivere ancora, hanno saputo trasformare quel dolore in pace e gioia». Monsignor Napolioni ha quindi fatto riferimento proprio allo spirito che ha contraddistinto don Tabaglio nell’affrontare il prolungato periodo di sofferenza: «Anche don Franz ce lo sta mostrando, con il suo stile e la sua personalità, con un’obbedienza umile e fiduciosa al Signore che dà letizia, capace di non far prevalere l’angoscia ma la speranza».

Concludendo la riflessione sulla gioia, mons. Napolioni ne ha quindi evidenziato le radici: «La fonte della gioia è Dio, perché la sua felicità non è egoista e spalanca il suo cuore al mondo: un padre che dona il suo figlio per dare gioia, un Dio così è formidabile e per questo facciamo Natale, per lasciarci commuovere dalla sua fedeltà e lasciarci coinvolgere dal suo amore».

Alla celebrazione hanno anche partecipato i sindaci di Grontardo e Scandolara Ripa d’Oglio, Luca Bonomi e Angiolino Zanini. Proprio quest’ultimo, al termine della celebrazione, ha preso la parola per salutare don Tabaglio a nome dell’Amministrazione comunale e della popolazione, ringraziandolo per il tempo trascorso insieme e assicurando sempre un ricordo nella preghiera.

Quindi il ringraziamento e il saluto affettuoso e commosso letto a da Rossana Visigalli a nome del Consiglio pastorale e dell’intera comunità parrocchiale: «Comprendiamo che un sacerdote appartiene al Signore, non a se stesso e nemmeno alla sua gente, ma ugualmente le separazioni sono sempre gravose. Caro don Franz, il tratto di vita percorso insieme è stato breve, ma abbiamo potuto apprezzare la sua bontà e disponibilità che restano come seme destinato a fruttare nel tempo per la nostra comunità». Il saluto è quindi terminato con la lettura della benedizione di San Francesco rivolta al parroco e il dono di una stola, simbolo per eccellenza della dignità sacerdotale.

Prima della benedizione finale da parte del vescovo, ha preso la parola anche don Franz Tabaglio: «Sono stati quasi due anni di assenza da voi, ma durante i quali il vostro ricordo non è mai mancato – ha ricordato con commozione il sacerdote –. Un periodo di sofferenza, ma nella luce del Signore. Nei momenti di difficoltà si capiscono le cose importanti e io ho capito che dovevo aggrapparmi al Signore: la vostra amicizia mi ha aiutato anche in questo, perché da soli non ce la si fa». «Sono felice di concludere con voi questo cammino, anche se è molto doloroso – ha quindi proseguito don Franz –. Soffro a lasciare ma non l’ho voluto io, né l’ha voluto il vescovo: l’abbiamo deciso insieme, perché voi meritate un parroco a tempo pieno. Don Gianpaolo rimarrà con voi». E ancora: «Noi possiamo continuare a rimanere uniti perché in questi momenti si scopre che cosa vuol dire essere cristiani ed essere comunità». Don Franz ha quindi concluso il suo saluto con il riferimento biblico della figura di Giobbe: «Continuiamo questo cammino nella fede. In questo periodo ho riflettuto e ho capito come l’unica cosa è l’abbandono a Dio. Mi sono sentito come Giobbe, che anche nelle difficoltà non è mai mancato della fede: Dio mi ha dato Dio mi ha tolto, diceva Giobbe; se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremmo accettare il male?».

Un lungo applauso è quindi seguito alle parole del parroco che lascia le comunità dopo il breve ma significativo periodo trascorso insieme. Ora don Tabaglio continuerà il proprio ministero a Cremona, in Cattedrale, dove in particolare si dedicherà al sacramento della confessione.

 

Il saluto del parroco sul giornalino parrocchiale

Carissimi parrocchiani (vi chiamo ancora cosi perché lo sarete sempre nel mio cuore) è giunto il momento di salutarci definitivamente. Non è facile per me. Qui tra voi mi trovavo bene, mi sentivo a casa, per cui lasciarvi mi procura molta sofferenza. Purtroppo le conseguenze del Covid-19 sono state troppe e, nonostante tutti gli sforzi, non si sono risolte al punto da poter riprendere il mio ministero di parroco tra di voi. Ecco perché, confrontandomi con il Vescovo, si è giunti alla conclusione che forse al momento era opportuno per me esercitare in un altro modo il mio essere sacerdote e si è optato per farmi confessare in Cattedrale. Se poi le condizioni di salute dovessero migliorare allora rivaluteremo il tutto.

Vi esorto a restare uniti nel Signore e con chi la Provvidenza vorrà assegnarvi come pastore e guida, amate il Signore e la Madonna, pregate pregate pregate perché solo cosi resterete in piedi di fronte alle difficoltà della vita, servite gli ultimi e i più poveri perché li troverete Gesù.

Avanti allora e sempre uniti nel ricordo e nella preghiera.

Don Franz

 

Profilo biografico di don Tabaglio

Don Franz Tabaglio, classe 1964, è stato ordinato sacerdote il 19 giugno 1993 mentre risiedeva nella parrocchia di Ca’ de’ Stefani. Dopo essere stato vicario a San Pietro al Po in Cremona (1993-1998) e a Rivolta d’Adda (1998-2002), ha ricoperto l’incarico di cappellano dell’ospedale di Cremona (2002-2008). Nel 2008 è diventato parroco di Casanova del Morbasco e Cortetano, dove è rimasto sino al trasferimento nell’unità pastorale di Scandolara Ripa d’Oglio, Grontardo e Levata, dove si è ufficialmente insediato il 29 settembre 2018.

 

Matteo Lodigiani
TeleRadio Cremona Cittanova
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“Insieme si arriva lontano”, Giornata diocesana del Seminario. Il messaggio del Vescovo: «È la strada il luogo della missione»

La terza domenica di Avvento per la Chiesa cremonese segna tradizionalmente la Giornata del Seminario. La figura di Giovanni Battista che indica Gesù, e che il Vangelo di questa domenica mette al centro, viene presa quale esempio per i seminaristi che diventeranno preti e ai quali spetterà il compito di indicare alle comunità cristiane la presenza del Signore. «Insieme si arriva lontano. Li inviò a … Continue reading »

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Centro di aiuto alla vita, impegno dalla parte delle mamme e delle famiglie

Il vescovo Napolioni ha incontrato le volontarie del Cav con la neo-presidente Bodini

Un incontro sincero e caloroso quello tra il vescovo Antonio Napolioni e le volontarie del Centro Aiuto alla Vita di Cremona (CAV) tenutosi nel pomeriggio di venerdì 10 dicembre presso il Seminario vescovile di via Milano. Un momento di condivisione utile sia per fare conoscenza, sia per illustrare il lavoro del gruppo che svolge le varie attività del Centro: questa è stata anche l’occasione per … Continue reading »

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“Parole come pane. Tutto è connesso: ecologia integrale e novità sociali”, il nuovo libro don Bignami e Gianni Borsa presentato a Cremona

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«L’uomo non è un’isola, ma è dentro a una rete di relazioni» con queste parole don Bruno Bignami, sacerdote cremonese che dal 2018 è direttore dell’Ufficio nazionale della CEI per i problemi sociali e il lavoro, ha sintetizzato il principio alle fondamenta della riflessione nel suo nuovo libro “Parole come pane. Tutto è connesso: ecologia integrale e novità sociali”, scritto insieme a Gianni Borsa, presidente dell’Azione Cattolica Ambrosiana.

Il libro edito dalla casa editrice “ITL Libri” è stato presentato presso il Salone dei Quadri del palazzo comunale di Cremona nel pomeriggio di venerdì 10 dicembre.

In collegamento web è intervenuto Enrico Giovannini, da febbraio 2021 Ministro delle infrastrutture e dei trasporti della Repubblica italiana, mentre in sala erano presenti anche Gianluca Galimberti, sindaco di Cremona e Maria Teresa Antognazza, in rappresentanza della casa editrice “ITL Libri”; a moderare l’incontro Marco Bencivenga, direttore del quotidiano “La Provincia”.

Don Bruno Bignami ha così illustrato il contenuto del libro e le ragioni che l’hanno spinto a fare tali riflessioni: «Il sottotitolo del libro è “tutto è connesso”. Nel libro vengono analizzate diverse parole, come le tante facce di un poliedro dove ogni faccia mette in evidenza un aspetto diverso: le diverse parole che abbiamo analizzato mettono in evidenza un problema diverso dell’oggi».

Ha quindi proseguito il sacerdote cremonese: «Si potrebbe pensare che basti la tecnologia oggi, ma la questione non è semplificabile perché non tutte le tecnologie sono eticamente neutre: ad esempio non è sufficiente mettere una nuova centrale nucleare pensando di risolvere così il problema del sostentamento energetico della popolazione. Oggi si possono creare le comunità energetiche, attraverso le quali si produce l’energia che si consuma in modo consapevole».

Un pensiero umanistico quello di Bignami: «Oggi la riflessione nel nostro tempo è troppo debole, c’è la tendenza a spostare tutto sul versante tecnologico ignorando che l’uomo non è un’isola, ma è dentro a una rete di relazioni: come in un gioco delle parti, le parole servono a mettere in relazione».

Ha quindi concluso Bignami: «Ci dobbiamo abituare a cogliere la complessità degli aspetti, con uno sguardo ampio che sia sociale e relazionale perché il rischio è quello di una semplificazione eccessiva e di non dare gli strumenti adatti per affrontare la realtà: serve avere un modello sociale dove le persone remano nella stessa parte, perché le risorse economiche sono importanti ma non sono sufficienti. Dobbiamo renderci conto che ognuno di noi può essere protagonista e non solo spettatore del futuro che verrà».

Gianni Borsa, co-autore del libro, ha voluto ampliare la riflessione andando oltre il tema dell’ecologia: «Col tema dell’ecologia integrale c’è in gioco il nostro futuro, per questo vale la pena mettersi in gioco e dialogare. Siamo tutti nello stesso mare ma con mezzi diversi e serve più giustizia sociale: ciascuno abbia la possibilità di vivere bene là dove nasce, per questo bisogna ripensare a un’economia diversa. È importante mettere in circolo l’idea che insieme alla sostenibilità ambientale è necessaria un’economia capace di stare al passo coi tempi, il tema della giustizia sociale con la questione della tenuta della comunità con le sue relazioni».

Nel suo intervento, il ministro Giovannini ha voluto insistere proprio sui temi della giustizia fiscale e sociale, della redistribuzione delle ricchezze: «Nella società si aprono divisioni, ora più che in passato, e alcuni strumenti sono stati messi in atto per arginare questi fenomeni, come il reddito di emergenza che ha affiancato il reddito di cittadinanza: come il Papa ha scritto nell’enciclica “Fratelli tutti” non serve solo l’attenzione agli scarti fisici e umani, ma c’è anche l’esigenza di uscire dai problemi insieme, anche al di là della pandemia, come nelle sfide dei grandi cambiamenti climatici, perché la sostenibilità sociale è fondamentale come quella ecologica».

I temi della giustizia sociale sono stati ripresi dal Ministro insieme a quelli delle risorse in arrivo con il Pnrr europeo: «È necessario intervenire sulla retribuzione, oggi in Italia gli stipendi sono più bassi che negli altri Paesi europei, come sulla redistribuzione della ricchezza, qui si parla di salario minimo e del problema di chi rimane povero pur lavorando: i soldi in arrivo dall’Unione Europea devono andare a progetti che rispettino certi principi, e in questo l’Unione Europea è stata molto seria e severa. Non solo efficientamento ma anche rinnovamento per migliorare il benessere a tutto tondo».

Matteo Lodigiani
TeleRadio Cremona Cittanova
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Alla Beata Vergine l’incontro del Vescovo con i superiori delle case religiose

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Nella mattinata di venerdì 10 dicembre si è tenuto, presso il salone Madre Lucia Perotti dell’Istituto Beata Vergine di Cremona, l’incontro fra il vescovo Antonio Napolioni e i superiori e le superiore degli ordini religiosi presenti sul territorio diocesano. Un momento di confronto che si è svolto in un clima di comunione e preghiera che ha permesso di parlare di temi tanto cari quanto vitali per le comunità religiose, legati al presente, alla modernità e alle nuove sfide che si presentano ogni giorno e verso le quali si ci può trovare spesso impreparati e disarmati. Continue reading »

Luca Marca
TeleRadio Cremona Cittanova
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Dal 25 al 27 aprile pellegrinaggio diocesano a Lourdes guidato dal Vescovo

Tre giorni di preghiera e di culto presso il luogo dell'apparizione: già aperte le iscrizioni presso la ProfiloTours

È in programma, il prossimo aprile, il pellegrinaggio diocesano con destinazione Lourdes, guidato dal vescovo Antonio Napolioni. Promosso dall’Ufficio diocesano pellegrinaggi con il supporto tecnico dell’agenzia ProfiloTours, l’evento, fissato dal 25 al 27 aprile, rappresenta un’opportunità per tornare a viaggiare, uniti nella fede, dopo il blocco sanitario degli ultimi tempi. Matteo Cattaneo Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova

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