A Salvador de Bahia un presepe vivente per ridare fiducia e normalità ai ragazzi

L'iniziativa promossa dalla Parrocchia ha permesso di vivere in modo significativo la notte di Natale insieme a ragazzi e famiglie

Di ragazzi per le strade di Salvador de Bahia ce ne sono tanti, piccoli e grandi che passano la maggior parte della giornata fuori da casa in cerca di qualcosa da fare insieme agli amici. Per strada, dove come è immaginabile, c’è di tutto, dove possono incontrare persone che li possono aiutare, che li possono anche sgridare se qualcosa non va. E dove ci sono … Continue reading »

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Giorno del Signore, il 2021 della Chiesa cremonese

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È una puntata speciale ad aprire il 2022 del Giorno del Signore. La rubrica televisiva settimanale sulla vita della Chiesa cremonese, infatti, ha proposto nell’edizione di domenica 2 gennaio, una puntata speciale in cui – attraverso le parole e le immagini dei servizi realizzati negli ultimi 12 mesi – ripercorre l’anno appena trascorso attraverso i momento più significativi vissuti dalla Diocesi di Cremona.

Dai grandi eventi della Settimana Liturgica Nazionale e dell’inaugurazione del Nuovo Museo Diocesano, alle occasioni di preghiera e spiritualità che hanno segnato un anno particolare, caratterizzato dalla ripartenza con il ritorno in presenza di momenti molto sentiti come la Veglia della Giornata Mondiale della Gioventù al palazzetto di Cremona, e dal cammino tracciato dalla Chiesa universale. Particolarmente suggestivo il ricordo delle vittime del Covid con la Messa celebrata da tutti i vescovi della Lombardia al Santuario di Caravaggio, così come l’apertura del Sinodo con la veglia di preghiera in Cattedrale e il mandato missionario ai primi due missionari laici diocesani per la loro chiamata al servizio nella parrocchia di Gesù Cristo Risorto nella favela di Salvador de Bahia in Brasile.

 

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TeleRadio Cremona Cittanova
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Ascolto e condivisione, «solo così saremo capaci di proporre sentieri di pace»

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In una Cattedrale ricolma di fedeli il vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni, ha presieduto nel pomeriggio del primo giorno dell’anno, insieme al Capitolo della Cattedrale, la Messa della solennità di Maria Santissima Madre di Dio .

Dopo essersi soffermato sulla straordinarietà di venerare Maria come Madre di Dio, monsignor Napolioni nella sua omelia ha ricordato il messaggio del Papa per la 55esima Giornata mondiale della pace, intitolato “Dialogo fra generazioni, educazione e lavoro: strumenti per edificare una pace duratura”. «Maria è stata donna fino in fondo, ha conosciuto la sofferenza, la miseria, l’umiliazione, la fuga e perciò ha assaporato la vera pace – ha affermato il Vescovo. Credo siano questi alcuni dei pensieri che hanno guidato Papa Paolo VI, nel 1967, a istituire questa Giornata».

Ha poi proseguito evidenziando come questa occasione sia stata pensata andando oltre la sola preghiera: «Questa Giornata è un grande appello all’umanità, per rincominciare ogni anno ad affrontare la storia a partire dalla priorità della pace: tutti insieme, con la grazia di Dio, comunque venga invocato, dobbiamo operare per la pace». Quindi l’invito a tutti i presenti di leggere attentamente il messaggio di Papa Francesco per questa Giornata: «Per essere oggi costruttori di pace occorre il dialogo fra le generazioni, un impegno per l’educazione e la promozione del lavoro».

Il pensiero del vescovo è andato quindi al tradizionale messaggio del Presidente della Repubblica della sera precedente: «Non è un caso che anche ieri sera il Presidente Mattarella abbia parlato tanto dei giovani, con la citazione delle parole del professor Carmina: parole che dicono la passione di adulti che dedicano la vita a guardare con fiducia e speranza le nuove generazioni, non per realizzare i nostri obiettivi, ma per riconoscere la missione dell’umanità che è generare questa maternità che si prolunga nel tempo e dà vita al mondo».

Il discorso si è quindi allargato alle questioni di cambiamento demografico e ai flussi migratori: «Noi in Italia e in Europa rischiamo di essere una cittadella che invecchia, mentre è assediata all’esterno. Per quanto noi costruiamo muri o mettiamo fili spinati, questa cittadella è assediata da bambini, adolescenti e ragazzi che arrivano e ci salvano dalla morte, dall’estinzione e dalla mancanza di speranza. Ricordiamo a tutte le nostre comunità che i ragazzi ci sono e hanno la capacità e il diritto di essere migliori di noi. Noi dobbiamo essere adulti non perfetti ma significativi, che fanno spazio alle loro energie, rivedendo magari il sistema sociale che altrimenti rischia di implodere». Da qui l’invito ai laici adulti delle comunità di riflettere anche sui temi intergenerazionali.

Concludendo l’omelia il vescovo Napolioni ha ricordato il percorso sinodale che prosegue e l’incoraggiamento a rilanciare i momenti di condivisione e ascolto: «Dov’è la Chiesa? Sta guidando il percorso di solidarietà nel mondo? Può farlo se al suo interno non c’è ascolto e condivisione, anche con l’ascolto delle voci dissonanti? Questo percorso l’abbiamo già iniziato e oggi dico a tutti i fratelli parroci e alle comunità parrocchiali di mettersi subito in ascolto del popolo di Dio; subito attuiamo quei passi di cammino sinodale che non ci sono chiesti solo dal Papa, ma anche dai segni dei tempi, mettendoci in ascolto specialmente dai figli che stanno più male, quelli che magari hanno un’energia che non è ancora stata messa a frutto: solo così saremo capaci di proporre sentieri di pace che siano vera risposta alle attese degli uomini e vero frutto del dono di Dio».

 

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Durante le intercessioni della preghiera dei fedeli si è pregato per la pace nel mondo, in Europa e in Italia, affinché il Signore possa spezzare le trame della guerra e ispirare nuovi sentieri di pace e riconciliazione.

Al termine, prima della benedizione finale, il ringraziamento del Vescovo ai ministranti delle parrocchie di Pozzaglio e Corte de’ Frati che hanno prestato il servizio all’altare durante la celebrazione eucaristica. La Messa è stata accompagnata dal maestro Fausto Caporali all’organo e dal coro della Cattedrale guidato da don Graziano Ghisolfi.

 

Giornata della pace, Papa Francesco: “Promuovere in tutto il mondo lavoro dignitoso”

Matteo Lodigiani
TeleRadio Cremona Cittanova
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Giornata della pace, Papa Francesco: “Promuovere in tutto il mondo lavoro dignitoso”

Il Papa ha dedicato il Messaggio per la Giornata mondiale della pace, che si celebra il 1° gennaio 2022, alle tre vie per "dare vita a un patto sociale": dialogo fra le generazioni, educazione e lavoro. No a "indifferenza egoista e protesta violenta", per uscire dalla crisi da Covid-19 serve "patto educativo globale" e "lavoro dignitoso" per tutti, in particolare per i migranti. Appello per "disarmo internazionale" e "politica sana". Omaggio ai giovani che lottano per il creato

Dialogo fra le generazioni, educazione e lavoro: sono le tre vie per “dare vita ad un patto sociale, senza il quale ogni progetto di pace si rivela inconsistente”. Lo spiega il Papa, nel Messaggio per la Giornata mondiale della pace, che si celebra il 1° gennaio prossimo. “Nonostante i molteplici sforzi mirati al dialogo costruttivo tra le nazioni, si amplifica l’assordante rumore di guerre e … Continue reading »

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“Dio benedice il futuro tenendoci per mano”. Il vescovo a S. Agostino nell’ultimo giorno dell’anno

Monsignor Napolioni ha presieduto la Messa del Te Deum nella chiesa cittadina di Sant'Agostino: «Nulla spezzi la comunione con il Signore»

Il vescovo Antonio Napolioni ha presieduto come da tradizione la santa Messa di ringraziamento giorno dell’anno nell’ultimo giorno dell’anno presso la chiesa di Sant’Agostino, a Cremona, caratterizzata dal canto finale del Te Deum. A concelebrare insieme al vescovo di Cremona erano presenti mons. Dante Lafranconi, il vescovo emerito, don Irvano Maglia, parroco dell’Unità pastorale, con gli altri sacerdoti dell’Unità pastorale. Nella sua omelia il Vescovo … Continue reading »

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Il Vescovo Napolioni ha presieduto a Bordolano il funerale di don Cesare Perucchi

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Nel nebbioso pomeriggio di venerdì 31 dicembre, a Bordolano, si è tenuto il funerale di don Cesare Perucchi, in una chiesa parrocchiale colma dell’affetto dimostrato nella preghiera da alcune delle tante persone che hanno conosciuto il prete deceduto il 30 dicembre scorso all’età di 95 anni.
Le esequie sono state presiedute dal vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni, e concelebrate dal vescovo emerito mons. Dante Lafranconi, dal vicario generale don Massimo Calvi, dal vicario episcopale per il Clero don Gianpaolo Maccagni, dal parroco don Roberto Moroni insieme a diversi altri sacerdoti.

Nelle parole del Vescovo durante l’omelia il ricordo di don Cesare: «Le letture di oggi, a partire dalla lettera di San Giovanni, si adattano bene a questa celebrazione – ha esordito monsignor Napolioni – si fa riferimento all’ultima ora, quale? L’ultima ora della vita? Dell’anno? Direi sarebbe sempre come l’ultimo giorno di scuola in un giorno di primavera dove i ragazzi escono di scuola contenti, è bello pensare così la nostra ultima ora terrena, come un grande inizio, specialmente quando la vita è stata lunga e ricca come quella di don Cesare».

Proseguendo il Vescovo ha voluto poi sottolineare come: «Don Cesare ha vissuto in diversi paesi, e soprattutto qui a Bordolano, dove ha voluto stare il più possibile, per ben 36 anni. Il Vangelo è quello che ci ha annunciato la nostra vera dignità, non solo per noi vescovi e sacerdoti, ma per tutti quanti: vivere, morire e risorgere da figli di Dio, figli nel Figlio. Voi avete avuto un parroco per decenni, una sicurezza che veniva data da una conoscenza prolungata, ora il mondo si è velocizzato, ma anche nel breve tempo che stiamo in una comunità dobbiamo abitarla: l’importante è avere una casa col cuore e il rapporto con Dio ci aiuta».

Mons. Napolioni ha quindi terminato: «Quanta grazia abbiamo ricevuto da un parroco che è stato tanti anni in una comunità!  Quanta grazia nelle parole durante la confessione, di quanta grazia abbiamo bisogno ancora oggi e quanta grazia può donarci dal cielo chi ci ha lasciato: credo che i preti che muoiono, come le mamme e come chi ha operato per la comunità civile, non siano mai disoccupati in cielo ma partecipino di quella pienezza di intercessione, di sostegno che nella comunione dei santi rende possibile il nostro camminare con fiducia».

Al termine della celebrazione eucaristica, dopo l’aspersione con l’acqua santa, in ricordo del battesimo, e con il fumo dell’incenso in attesa della risurrezione dei morti, la salma è stata portata fuori dalla chiesa dove c’è stato l’ultimo saluto del Vescovo. Quindi il feretro è stato accompagnato in processione dal parroco e dai fedeli presenti presso il cimitero del paese dove è avvenuta la sepoltura.

 

Profilo biografico di don Perucchi

Nato a Soresina, don Perucchi è stato ordinato sacerdote nel 1950 con una classe di ben 16 sacerdoti. Dopo un anno a Robecco d’Oglio, è stato per 12 anni, fino al 1963, vicario parrocchiale ad Antegnate. Dal 1963 al 1974 ha poi guidato come parroco la comunità di Alfiano, prima del suo trasferimento a Bordolano, che , dal suo ingresso, il 12 marzo 1974, è diventata la sua casa. Qui infatti si è fermato come sacerdote residente anche dopo il congedo per raggiunti limiti d’età, nel 2010, ed è rimasto fino al trasferimento alla Fondazione “La Pace” dove ha trascorso gli ultimi mesi della sua vita terrena.

Matteo Lodigiani
TeleRadio Cremona Cittanova
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La Diocesi tra i “Cremonesi dell’anno 2021”. Il premio di “Mondo Padano” per il nuovo Museo

Il riconoscimento del settimanale per la sezione "Cultura"

C’è anche la Diocesi di Cremona tra i “Cremonesi dell’anno” premiati dal settimanale Mondo Padano. L’annuncio è stato dato dallo stesso periodico nell’ultima edizione del 2021, in edicola oggi. Alla Diocesi va il riconoscimento nella sezione “Cultura” grazie all’apertura del nuovo Museo Diocesano, inaugurato alla vigilia della festa patronale di Sant’Omobono. «Anche se fa un po’ strano ben venga – ho commentato il Vescovo Napolioni … Continue reading »

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Tenda di cristo, Battesimi speciali a Casa Paola

In tempi abbastanza brevi sono approdate a Casa Paola (Rivarolo del Re) nuove persone e nuovi nuclei con minori.  Tra questi una famiglia nigeriana con tre figli piccoli, cattolici,  una famiglia di cinque componenti mussulmani e altre mamme con figli di circa tre anni. Ad oggi sono 60 le persone presenti in comunità. Il dottoe Gabriel, medico, poliglotta del Sud Sudan, ha preparato i genitori … Continue reading »

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Dalle meraviglie del territorio a Lourdes. L’impegno di Ufficio Pellegrinaggi e Profilotours tra cultura e spiritualità

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A pochi giorni dall’annuncio del pellegrinaggio diocesano a Lourdes che sarà guidato dal Vescovo nel prossimo mese di aprile, “Chiesa di Casa” questa settimana ha incontrato in studio don Roberto Rota, incaricato diocesano per la pastorale del tempo libero e dei pellegrinaggi, oltre che presidente dell’agenzia turistica Profilotours, insieme a Osvaldo Bonfanti, membro del consiglio di amministrazione dell’agenzia turistica diocesana. Il dialogo, condotto da Riccardo Mancabelli, ha avuto inizio con la spiegazione, da parte di don Rota, della proposta diocesana che – pur nella consapevolezza dei condizionamenti legati all’andamento della pandemia – rappresenta un segnale della volontà di ripartenza di un settore tra i più penalizzati in questa congiuntura storica: «Dall’autunno scorso si sono ripresi i pellegrinaggi a Lourdes, proponiamo anche noi per tre giorni un’esperienza di pellegrinaggio, dal 25 al 27 aprile». L’incaricato diocesano ha spiegato come il pellegrinaggio sia un «mettersi in viaggio, lasciare da parte le proprie sicurezze e abitudini, mettersi in discussione dal punto di vista della della fede». In particolare, rispetto a Lourdes «la meta è in se stessa significativa, perché richiama quel valore di relazione con Dio che Maria media e prende per mano». Inoltre, Lourdes richiama anche «la fragilità umana, nel senso del Mistero che è la vita dell’uomo in rapporto con Dio».

La Profilotours torna così in prima linea, non solo come supporto all’ufficio pellegrinaggi, ma anche nell’organizzazione «viaggi culturali», come chiarisce Osvaldo Bonfanti: «C’è uno zoccolo duro che elabora proposte. Prima sono state fatte proposte nell’ambito europeo, poi abbiamo allargato lo sguardo». L’obiettivo è quello di proporre mete che tengano presenti le esigenze e le curiosità di tutti, senza dividere nettamente l’idea del viaggio da uno sguardo religioso. Così afferma don Rota, sottolineando che il titolo del programma di viaggi della Profilotours è «Orizzonti di fede», proprio perché si cerca di guardare agli aspetti culturali con l’occhio della fede.

Durante questo periodo, particolarmente difficoltoso a causa della pandemia, sono stati proposti viaggio particolari, seppur a minore distanza, ad esempio: «Valencia e la Tuscia; poi abbiamo proposto altre cose in giornata, soprattutto verso il Veneto».

In attesa dunque di tornare a viaggiare sulle grandi distanze, anche l’agenzia turistica diocesana ha riscoperto il valore di un turismo di prossimità, del contatto con i territori, della ricerca del bello che ci sta accanto. E non è dunque casuale che proprio l’agenzia  sia oggi anche protagonista attiva della nuova sfida culturale e turistica del Polo culturale ed ecclesiale, che comprende Cattedrale, Battistero, Museo verticale del Torrazzo e – dallo scorso novembre – il Museo Diocesano, dove la stessa Profilotours ha la sua nuova sede. «È necessario – riflette don Roberto Rota – ribadire che per chi ha bisogno questa agenzia c’è», spiega don Rota e la Profilotours si rende disponibile per la valorizzazione del territorio, con la proposta di percorsi e pacchetti che valorizzino certamente il cuore culturale della Diocesi in città, ma anche le meraviglie sul territorio, come Sabbioneta o Soncino. L’agenzia turistica diocesana e l’Ufficio pellegrinaggi diventano così generatori di opportunità di conoscenza e di approfondimento spirituale per parrocchie, associazioni e gruppi: «I destinatari provengono da realtà territoriali anche ai margini della città, ma che sanno di poter trovare la possibilità di giocare il proprio desiderio e la propria curiosità» continua l’incaricato diocesano. Anche nei prossimi mesi, pur rimanendo limitata la programmazione organica, si propongono mete interessanti, sia per viaggiatori che per pellegrini: dalla Giordania, a Napoli, fino ad una Sardegna insolita e alla Polonia di Giovanni Paolo II.

Matilde Gilardi
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Le celebrazioni con il Vescovo per fine 2021 e Giornata per la pace

Si avvicina la conclusione dell’anno solare e come da tradizione anche la liturgia sottolinea il passaggio al nuovo anno con le celebrazioni del 31 dicembre e del 1 gennaio. Venerdì 31 dicembre, nel pomeriggio (ore 18) presso la chiesa di Sant’Agostino, a Cremona, la Messa di ringraziamento per l’anno trascorso. All’indomani, nella solennità di Maria Madre di Dio e Giornata mondiale per la pace, il … Continue reading »

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