Ascolto. È questa la parola che ha guidato i giovani della zona pastorale 1 della diocesi di Cremona, ragazzi fra i 18 e i 20 anni, durante la veglia di preghiera in preparazione della Settimana Santa che il tavolo zonale dei giovani ha organizzato nella serata di sabato 9 aprile al Santuario di Santa Maria del Fonte. Continue reading
A Caravaggio torna il popolo dei pellegrini
Con la conclusione dello stato di emergenza risalgono le richieste per la preghiera in Santuario che prepara l’accoglienza per il mese mariano
Da secoli è un centro di spiritualità per l’intero Nord Italia, un luogo di devozione, ma anche di meditazione sulle radici della propria fede. Il Santuario di Santa Maria del Fonte, a Caravaggio (provincia di Bergamo, ma diocesi di Cremona), con l’allentarsi delle misure restrittive legate alla pandemia, torna a essere animato dalla presenza attiva di tanti pellegrini che desiderano tornare sul luogo dove nel … Continue reading
Settimana Santa: il programma delle liturgie presiedute dal Vescovo
Tutte le celebrazioni in diretta sul nostro portale, i canali social diocesani e in tv su Cremona1
Con la Domenica delle Palme si aprono ufficialmente i riti della Settimana Santa. Le principali celebrazioni presiedute dal vescovo Antonio Napolioni in Cattedrale saranno proposte in diretta streaming sul nostro portale, sulla pagina Facebook DiocesiCremona e il canale YouTube, oltre che in tv su Cremona1 (canale 19 del digitale terrestre). Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova
L’augurio speciale del Vescovo a Cremona Solidale: «Qui ogni giorno, il vostro “sì” alla vita»
Un cenno con la testa, un sorriso e un saluto carico di trasporto, come il racconto dei tempi passati che ancora vive indelebile nei ricordi nonostante i tanti anni passati. Questa l’accoglienza che gli anziani ospiti di Cremona Solidale hanno riservato al vescovo Antonio Napolioni, che nel pomeriggio di venerdì 8 aprile ha celebrato la Santa Messa presso le strutture dell’RSA cremonese, per poi dedicarsi con parole e gesti alla visita dell’intera struttura, per incontrare anche quelli che per una grave situazione di indigenza non sono stati in grado di lasciare i propri letti o il proprio reparto, portando la sua benedizione. Ad ascoltare le parole del Vescovo, oltre ai residenti della rsa, il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti insieme all’assessore Assessore alle Politiche Sociali e della Fragilità Rosita Viola, la direttrice di Cremona Solidale Alessandra Bruschi e la collega Simona Gentile, direttrice sanitaria.
QUI la fotogallery completa della visita alla struttura
«Il Signore è onesto, sa che l’angoscia esiste, l’ha provata anche lui, non solo sulla croce ma abbiamo sentito che più volte hanno cercato di fargli la pelle, – ha sottolineato il Vescovo durante l’omelia – e non semplicemente voleva fuggire, ma voleva andare a compiere la sua missione secondo il disegno del Padre pur di salvarci tutti. In mezzo al male si nasconde il bene, in mezzo alla violenza passa il Figlio di Dio, passano i figli di Dio» e continua affermando che «pensare che la guerra se la stanno facendo fratelli cristiani rende ancor più doloroso tutto questo, ma ci chiede ancor più di pregare perché un sussulto di coscienza, nei grandi e nei piccoli, in chi decide e in chi ubbidisce, in chi guarda da lontano e in chi soffre sotto le bombe renda possibile un no alla guerra ed un sì alla vita, quel sì alla vita che qui, giorno dopo giorno, anche noi troviamo nelle piccole cose».
QUI la fotogallery completa della Messa
Il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti, che insieme al Vescovo ha salutato i residenti prestando grande attenzione alle loro parole, ha sottolineato che «gli anziani sono persone straordinarie, un grande dono per tutta la città, e noi da loro possiamo imparare tanto, ringraziandoli per tutto quello che han fatto, insieme a chi gli sta vicino come i familiari, gli operatori sanitari, i medici e gli infermieri».
Affacciati ai balconi dei reparti gli anziani accompagnati fuori dalle loro stanze dagli operatori sanitari della rsa, hanno salutato al termine della giornata il vescovo Antonio, che con qualche parola, un complimento e una battuta ha saputo arrivare al cuore di tutti, come hanno tenuto a evidenziare la direttrice Alessandra Bruschi insieme alla direttrice sanitaria Simona Gentile: «Il vescovo è arrivato per i nostri ospiti, ed è stato molto bello vedere come l’hanno accolto, il suo speciale augurio di buona Pasqua, insieme a quello del sindaco ha fatto un gran piacere a tutti loro, ma anche a noi operatori e alle loro famiglie».
Acli, il 13 aprile a Cremona la “Preghiera per la pace”
L'evento a ideale completamento delle attività che le Acli stanno portando avanti a sostegno della popolazione ucraina
In relazione alla situazione critica che negli ultimi tempi sta colpendo il territorio ucraino e tutta la popolazione, le Acli nazionali e provinciali si sono mosse mettendo in atto eventi di solidarietà davvero mirabili e coinvolgenti. In collaborazione con l’associazione “Pellegrini con gioia”, infatti, a livello locale sono stati consegnati due carichi di beni di prima necessità alle popolazioni colpite da questa tragedia dai risvolti … Continue reading
La voce del Vangelo nella vita di don Primo. Parole ed episodi inediti del «parroco d’Italia» a “Chiesa di Casa”
Questa settimana “Chiesa di Casa” è luogo di dialogo sulla figura di don Primo Mazzolari, in prossimità dell’anniversario della sua morte, avvenuta a Bozzolo il 12 aprile del 1959. Al confronto con Riccardo Mancabelli, è stato presente in studio don Umberto Zanaboni, vicepostulatore della causa di beatificazione di don Mazzolari. In collegamento, invece, Paola Bignardi, presidentessa della Fondazione Mazzolari di Bozzolo.
Definito da Papa Francesco «il parroco d’Italia», nella visita del pontefice alla tomba nel 2017, don Mazzolari è stato per 27 anni a Bozzolo, dopo 10 anni a Cicognara. Come spiega don Umberto: «Nel processo di beatificazione non servono libri famosi o grandi omelie, ma bisogna portare come prove i fatti concreti. Io ho avuto la fortuna di andare a conoscere chi l’ha conosciuto. È stato un parroco in mezzo alla sua gente. Tutti insistevano su questo: “Don Primo c’era” “Su don Primo io e la mia famiglia potevamo contare”».
È la Fondazione don Primo Mazzolari ad occuparsi della catalogazione delle carte e alla trasmissione dell’esperienza di don Primo, come spiega la presidentessa Paola Bignardi: «La sfida è fare in modo che conservare le carte di don Primo non significhi fare un monumento al passato, ma custodire una memoria alla quale attingere per affrontare le domande che l’oggi ci pone. Ancora più grande è la sfida di farlo conoscere e apprezzare ai giovani».
Dunque, carte contenenti un’eredità da cogliere e da far riscoprire soprattutto ai ragazzi: «Se non intercetta il mondo giovanile – chiarisce Bignardi – è destinata perdersi. Poco fa abbiamo coinvolto una classe del liceo Vida dando loro il compito di leggere e presentare a un pubblico uno scritto di don Primo Mazzolari, Diario di una Primavera… ne sono stati affascinati. Dobbiamo darlo in mano ai giovani – ha poi sottolineato con convinzione – che possono renderlo attuale, ri-esprimerlo».
Il rapporto con i giovani, per altro, a don Mazzolari era particolarmente chiaro, come racconta don Umberto raccontando alcuni episodi inediti del ministero di don Mazzolari: «Dopo aver pregato con le persone le preghiere della sera, lo raggiungevano dei giovani, dieci o venti giovani, che andavano con lui a passeggiare nei campi e lì parlavano di tematiche sociali, di fede, attualità. Oppure li portava con sé a comizi, conferenze… c’era sempre qualcuno in macchina con lui».
Oltre al pellegrinaggio del Santo Padre sulla tomba di don Primo, anche la conferenza del 2018 all’UNESCO è stata dedicata alla sua figura, particolarmente pertinente all’attualità, tutto immerso nelle questioni del suo tempo e con le persone di quel tempo. Così, infatti, ha concluso Paola, nel suo intervento: «Faceva parlare il Vangelo, non una dottrina, testimoniava una Chiesa vicina alla gente».
Caporalato, un fenomeno diffuso e violento che ci riguarda tutti
A cinque anni dalla legge 199/16 per il contrasto al caporalato, il fenomeno dello sfruttamento dei lavoratori è ampio e sempre più trasversale su tutto il territorio italiano, ma quello legato al settore agricolo ha il triste primato di essere il più diffuso. Per questo, nella giornata di giovedì 7 aprile, la Cooperativa Nazareth, in collaborazione con la sua azienda di agricoltura sociale Rigenera, ha organizzato presso gli spazi del Civico81 una giornata dal titolo «Agricoltura e lavoro dignitoso per tutti» interamente dedicata al dialogo, al dibattito e all’informazione su questo delicato e urgente tema. L’evento, realizzato grazie al contributo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, fa parte del progetto Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione F.O.R.M.A. del Ministero dell’Interno.
La presidente della cooperativa Nazareth Giusi Biaggi, organizzatrice dell’evento, ha indicato che «il progetto ha lo scopo di contrastare il fenomeno drammatico del caporalato, per questo –spiega – abbiamo intrapreso azioni legate al sostegno di persone che dovevano emergere da situazioni di sfruttamento, o che rischiavano di entrarci. Abbiamo organizzato percorsi individualizzati e informativi per sostenere i lavoratori, puntando a coinvolgere e stimolare la comunità e il territorio cremonese affinché questo tema non fosse sottovalutato. La giornata di oggi ne è un esempio».
Presenti nel corso della giornata Rosita Viola, assessore alle Politiche Sociali e della fragilità e il professore Fabio Antoldi in rappresentanza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Nel corso dell’iniziativa hanno preso la parola personalità legate alla lotta contro la piaga del caporalato, fra i quali Francesca De Michiel, docente di diritto del lavoro dell’Università Cattolica, Michelina Ambrosini dell’Ispettorato del lavoro di Cremona, Roberto Di Meglio, del Gruppo di lavoro interagenziale dell’Onu sull’Economia Sociale, e Marco Omizzolo, sociologo e autore del libro «Sotto padrone», che ha condiviso la propria esperienza personale: «Sono un ricercatore – ha detto – che ha provato sulla sua pelle l’essere vittima di caporalato, poiché ho lavorato con persone realmente sfruttate, che sanno cosa significa lavorare per 14 ore al giorno, tutti i giorni per una retribuzione misera che non supera i 300 euro. Questa è la dimensione della vita quotidiana di coloro che non vedono riconosciuti i propri diritti fondamentali». (LEGGI QUI L’INTERVISTA A “RIFLESSI MAGAZINE”)
Nel suo intervento Omizzolo ha sottolineato come il fenomeno del caporalato sia tristemente diffuso, non solo nel sud ma anche nel nord del Paese, e ovviamente è presente anche all’estero, e come ogni fenomeno che ha radici antiche è divenuto molto più complesso rispetto al passato. «A volte è più chiaro, più visibile e lampante, ma ci sono casi in cui non è così facilmente identificabile, in ogni caso è diventato un fenomeno sistemico, lo si può trovare in agricoltura così come in altri settori, passando da condizioni di sfruttamento forse meno gravi ad altre particolarmente più accentuate e opprimenti. Si sentono sempre più casi di sfruttamento in tutto lo stivale, per questo oggi creare occasioni per parlarne, come questa giornata, diventa fondamentale».
Nel suo discorso Omizzolo ha anche esposto che «l’aumento del caporalato è evidente, lo dicono i numeri: bisogna considerare che secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio Placido Rizzotto, ente che ha il compito di stilare una redazione sull’infiltrazione della mafie nella filiera agroalimentare e sulle condizione di lavoro nello stesso settore, ci sono più di 180.000 persone che solamente in agricoltura vivono situazioni paraschiavistiche, l’80% è composto da migranti, il restante 20% sono cittadini italiani. Questi sono obbligati a piegare la schiena e subire violenze di varia natura, a volte nel caso delle donne anche di carattere sessuale. Perché non denunciano? La colpa è del sistema normativo, troppo complesso che non incentiva la denuncia e del sistema procedurale, troppo difficile da seguire, il tutto accompagnato da ricatti, violenze fisiche, psicologiche e da un’emarginazione sociale che deve essere rotta. Parlare di questo tema a Cremona aiuta a capire che il fenomeno riguarda tutti, e tutti i giorni».
QUI IL LIVE STREAMING DEL CONVEGNO
Sessione del mattino
Sessione del pomeriggio
Come contrastare un fenomeno radicato e presente nell’agricoltura come quello del caporalato e dello sfruttamento dei lavoratori? La Cooperativa Sociale Nazareth, in collaborazione con Rigenera, risponde a questo quesito proponendo un sistema più naturale ed ecosostenibile di coltivazioni a chilometro zero, che grazie alle proprie tecniche agricole
basate sul rispetto dell’ambiente riesce a mettere in primo piano la qualità del prodotto ma anche della condizione lavorativa dell’agricoltore.
Per incentivare il consumo di prodotti cosiddetti “NO CAP”, nella giornata “Agricoltura e lavoro dignitoso per tutti”, il piazzale del Civico81 ha ospitato numerose bancarelle di ortaggi, frutta e prodotti caserecci, che han saputo dimostrare la concretezza del progetto, mirando a una filiera più giusta per il lavoro e per l’ambiente. Fra di loro la sopracitata
Azienda Agricola Rigenera, la Filiera Corta Solidale, Nonsolonoi e Altromercato, che da anni sono presenti sugli scaffali con i loro prodotti naturali e genuini, per l’uomo e per il
pianeta. A dimostrare che la grande distribuzione può e deve abbracciare questo stile green eran presenti Libera, l’Agenzia per il lavoro Mestieri Lombardia e Coop. «Forniamo servizi di spesa a chilometro zero in collaborazione con i produttori del territorio, – racconta una ragazza di Filiera Corta Solidale – i prodotti sono per la maggior parte completamente biologici, quella che proponiamo è una visione il più possibile sostenibile e al contempo economicamente aperta a tutti».
L’arcivescovo Marcianò ai militari e alle forze di polizia: «Il vostro servizio trasforma in vita ciò che altrimenti sarebbe morte»
«Chi cancella il volto dell’uomo scatena guerre e semina morte». La vera potenza non è quella del predominio, «ma quella che fa vivere il volto dell’altro, che dona la vita per la vita dell’altro e solo così cancella la morte». Ed è questa «la potenza che Dio affida al vostro servizio: di difesa della vita e che trasforma in vita ciò che altrimenti sarebbe morte». Così l’arcivescovo Santo Marcianò, ordinario militare per l’Italia, si è rivolto ai militari e alle forze dell’ordine radunate nella mattina di giovedì 7 aprile in Cattedrale per il Precetto pasquale, la celebrazione per le forze armate e le forze di polizia in preparazione alla Pasqua. A presiederlo, per la prima volta a Cremona, il loro vescovo: l’Ordinariato militare, infatti, è l’equivalente di diocesi con speciale giurisdizione su tutte le parrocchie e cappellanie militari e delle forze armate. Continue reading
“Contemplando il mistero della Croce”, la meditazione di don Compiani a San Luca
Nella serata di mercoledì 6 aprile nella chiesa di San Luca si è svolta la meditazione quaresimale dal titolo “Elevatio Crucis. Contemplando il mistero della Croce” a conclusione del percorso “La via della Croce”, proposta quaresimale pensata dall’Ufficio diocesano per la Pastorale Universitaria in sinergia con la sede cremonese dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e il Museo Diocesano di Cremona. A condurre la meditazione è stato proprio don Maurizio Compiani, incaricato diocesano e assistente della sede cremonese dell’Università Cattolica.
La serata si è articolata in tre tempi, con la riflessione su tre diverse letture bibliche: una dell’Antico e due del Nuovo Testamento, alternate da momenti di contemplazione musicale, poetica ed ecclesiale in canto.
Ascolta l’audio completo della serata
La prima riflessione proposta da don Maurizio Compiani è partita dalla lettura dal libro dell’Esodo (Es 15,22-27):«Ascoltare la parola del Signore che arriva, la sua legge, quello significa – come dice il testo – “io sono il Signore colui che ti guarisce”. Non ascoltare quella parola significa per il popolo avere dentro il “mara”, l’amarezza – e ha proseguito – il Dio che trasforma l’acqua da amara a dolce è lo stesso Dio medico, “Io sono il Signore tuo Dio che ti guarisce”».
Dopo una contemplazione musicale accompagnata dal suono dell’organo don Compiani ha proseguito con la riflessione dalla lettura dal Vangelo secondo Giovanni (19, 23-30): «Giovanni insiste sulla tunica, quella tunica che è senza cuciture – e ha continuato – il “kitò” di lino è la veste sottilissima che la persona porta sotto i suoi abiti, è la veste intima, quella che sta attaccata alla pelle. Tutti i Vangeli si chiedono che cos’è il momento in cui Cristo va in croce? Tutti ti diranno che è il momento dove l’adorazione di Cristo si fa piena, Cristo per sé non tiene nulla, dona il suo corpo, dona le sue vesti, ma quella tunica è quella che è direttamente a contatto con lui e in quel momento lui non dà solo quello, dà qualcosa che parla della sua intimità e quello che è fondamentale è che è senza cuciture».
Ha sottolineato poi don Compiani «I pPadri della Chiesa vedranno direttamente in quella veste l’immagine della Chiesa che diventa la comunità cristiana, la verità più intima che Cristo dà a noi».
A seguire la contemplazione della poesia “Io tua Madre. Maria si racconta”, dal testo di Giorgio Mazzanti e quindi la riflessione sul testo dl Vangelo secondo Luca (9, 22-25): «Rinnega te stesso, nega, nega. Non è vero che non sei niente, non è vero che tu sei la realtà del tuo peccato, Dio quando vede te vede te dentro il mistero dell’amore di Cristo, in te vede il suo figlio. Dio quando vede te vede colui per il quale il Figlio ha donato la vita, Dio non rinuncia a te».
Ha concluso la serata un canto intonato nella prima parte da un tenore a cui nella seconda parte hanno potuto unirsi tutti i partecipanti.
Giubileo 2025, don Maurizio Compiani nella Commissione Culturale
Compagni di viaggio, sabato sera al Santuario di Caravaggio veglia per i giovani della Zona 1
Un momento di preghiera e di riflessione prima dell’inizio della Settimana Santa. Nasce con questo scopo l’idea di “Compagni di viaggio. Hai un momento Dio?”, veglia in preparazione alla Pasqua riservata ai giovani fra i 18 ed i 20 anni delle parrocchie della zona pastorale 1 della diocesi, in programma sabato 9 aprile, alle 20.30, al Santuario Santa Maria del Fonte a Caravaggio. Luca Maestri … Continue reading

