I genitori della giovane Serva di Dio ospiti del primo incontro di "Con il suo sguardo"
Venerdi 22 ottobre si è svolto a Romanengo il primo appuntamento di “Con il Suo sguardo”, un ciclo di incontri volto a presentare degli scorci della realtà osservati con gli occhi della fede. Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova
Le Ancelle della Carità – presenti in diocesi di Cremona dal 1841, conosciute e stimate a Cremona per la clinica in via Aselli – sono in festa per la beatificazione di suor Lucia Ripamonti: il rito si terrà sabato 23 ottobre, alle 10, nella Cattedrale di Brescia e sarà presieduto dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, in rappresentanza del Papa. … Continue reading »
«In questo tempo, in questa nostra Chiesa c’è qualcosa che mi fa vibrare?». Con questa domanda il vescovo Antonio apre la serata di riflessione lasciando lo spazio, nel silenzio alle risposte spontanee delle persone presenti nella sala dell’oratorio di Mozzanica, dove – tra venerdì 22 e sabato 23 ottobre – inizia il cammino sinodale della diocesi di Cremona.
Si è svolta venerdì 22 ottobre 2021 la serata di apertura dell’anno sociale 2021-2022 del Movimento Cristiano Lavoratori del territorio che ha visto la partecipazione in presenza di un cospicuo numero dirigenti, soci e simpatizzanti del Movimento ad ogni livello di responsabilità. Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova
Il Papa ha aperto la prima giornata della Settimana sociale di Taranto con un messaggio e un videomessaggio. L'introduzione del card. Bassetti e l'intervento di mons. Santoro, davanti a circa un migliaio di partecipanti
“Non possiamo rassegnarci e stare alla finestra a guardare, non possiamo restare indifferenti o apatici senza assumerci la responsabilità verso gli altri e verso la società”. È il monito di Papa Francesco, nel messaggio inviato alla 49ma Settimana sociale, che si è aperta oggi a Taranto sul tema: “Il pianeta che speriamo. Ambiente, lavoro, futuro. Tutto è connesso”. Per uscire dalla crisi generata dal Covid, “crisi insieme sanitaria … Continue reading »
La seconda giornata della Settimana sociale è dedicata alle "visioni di futuro" e alle 274 "buone pratiche" censite nel percorso verso Taranto. L'intervento del ministro Enrico Giovannini
Sostenibilità, resilienza, sviluppo, riscaldamento globale, disparità di genere. Sono alcuni temi emersi durante la seconda giornata della Settimana sociale, dedicata alle “visioni di futuro” del nostro pianeta e alle 274 “buone pratiche” censite nel percorso verso Taranto, alcune delle quali già visionate e raccontate dal Sir nei giorni precedenti all’appuntamento presso il PalaMazzola, dove sono riunite circa un migliaio di persone – tra vescovi, delegati … Continue reading »
Si è riunito giovedì 21 ottobre in Seminario, sotto la presidenza del vescovo Antonio Napolioni.
Condivisione, propositività, corresponsabilità hanno caratterizzato il primo incontro del rinnovato Consiglio presbiterale diocesano, riunitosi per la prima volta la mattina di giovedì 21 ottobre in Seminario, sotto la presidenza del vescovo Antonio Napolioni. Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova
Il 26 agosto scorso, dopo giorni concitati e drammatici, padre Gianni Scalese è rientrato dall’Afghanistan insieme alle suore della Congregazione di Madre Teresa e ad alcuni bambini orfani. Barnabita, cappellanno della missione “sui iuris” voluta da Giovanni Paolo II nel Paese asiatico presso l’ambasciata italiana, padre Scalese è l’ultimo di una lunga serie di sacerdoti barnabiti che per cento anni hanno accompagnato la minuscola ma preziosissima presenza cristiana in terra afghana.
Insieme a padre Giovanni Villa, già superiore generale dei Barnabiti oggi di stanza a Cremona presso comunità di San Luca, padre Scalese ha raccontato la sua esperienza nella serata di giovedì 21 ottobre presso il Centro pastorale diocesano di Cremona nell’incontro promosso dal gruppo missionario della parrocchia cittadina di Sant’Abbondio e moderato da Daniela Negri.
«L’Afghanistan diventa indipendente nel 1919 e nel 1921, con un Trattato stipulato con lo Stato italiano, viene resa possibile la costruzione di un luogo di culto per cattolici stranieri. Certo, non era possibile evangelizzare, ma solo servire chi per ragioni commerciali, politiche e diplomatiche visitava il Paese. La presenza barnabita inizia così, con una cappella cattolica all’interno dell’ambasciata italiana. Dal 1933 a oggi, otto sacerdoti barnabiti si sono succeduti e padre Scalese è stato l’ultimo», ha spiegato padre Villa introducendo l’incontro. «Cremona è stata una delle città più interessate alla nostra presenza in Afghanistan – ha quindi sottolineato – perché negli anni Novanta qui a Cremona c’era uno dei sacerdoti che è stato cappellano laggiù per 25 anni, padre Angelo Panigati».
La parola è poi passata a padre Scalese che, in collegamento da Roma, ha ricordato come segni di una presenza cristiana nel Paese sono state anche le Suore di Madre Teresa di Calcutta, quelle del centro per i bambini di Kabul, i Gesuiti indiani e le Piccole Sorelle di Charles de Foucauld, arrivate negli anni Cinquanta. Tutti loro si sono dovuti confrontare con le difficoltà di vivere in una nazione dove l’islam è religione di Stato e la conversione ad altre fedi è rato: «Non è stato possibile negli ultimi tempi svolgere un servizio pastorale esteso al contatto con la gente, e così azioni di promozione sociale hanno rappresentato l’unica forma possibile di missione».
Padre Scalese ha ripreso poi il titolo del messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale delle missioni: «Non è semplice annunciare in Afghanistan quello che “abbiamo visto e ascoltato”, perché lì siamo costretti a tacere. Ma dopo la presa del potere dei talebani, abbiamo sperimentato la protezione divina e della Madonna. Il 13 ottobre del 2017, al termine del centenario di Fatima, ci siamo consacrati come missione «sui iuris» al Cuore immacolato di Maria. E non abbiamo voluto consacrare solo noi stessi e la missione, ma anche l’Afghanistan. Perché consacrare un Paese al 99 per cento islamico? Perché, la storia lo insegna, questo ha risvolti anche geopolitici: pensate a quella che fece Giovanni Paolo II, cui seguì il crollo dell’Urss. Noi abbiamo sperimentato la protezione della Madonna negli ultimi giorni trascorsi a Kabul: nessuno di noi si è fatto un graffio nonostante gli attentati e le tensioni. Io penso che questa storia, iniziata cento anni fa, potrà continuare, perché ho conosciuto tanti afghani affascinati dal cristianesimo. Prego e spero che la vita della missione presto o tardi possa riprendere al servizio di un popolo che non merita di vivere nella guerra».
Sono ripresi, dopo la pausa estiva e la tempesta delle restrizioni pandemiche, gli incontri di sensibilizzazione al Sovvenire organizzati in diocesi. Continue reading »
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L’inizio dell’anno catechistico è stato il tema del dialogo nella quarta puntata di “Chiesa di Casa”, l’approfondimento televisivo sulla vita pastorale della Chiesa cremonese. Ospiti don Luigi Donati Fogliazza, incaricato diocesano per la Catechesi, e Ada Ferrari, catechista e membro dell’équipe diocesana.
«La ripartenza nasce dalla speranza e dalla vita cristiana che non si è fermata. Anche la catechesi, dunque, continua», spiega don Donati fogliazza. E la catechesi continua, come spiega Ada Ferrari, per una necessità: «Perché attraverso le attività riparte la vita comunitaria e anche le famiglie avvertono il bisogno di ricominciare a vivere un’esperienza di fede nella condivisione».
Il dialogo, infatti, ha riguardato anche la questione della catechesi e dei percorsi di iniziazione cristiana in rapporto alla famiglia. Secondo don Luigi: «Molto dipende da quanto le famiglie sono accompagnate, ascoltate ed accolte: chi si sente accolto si sente anche protagonista del cammino di formazione dei propri figli».
Un protagonismo che chiama anche ad un’attenzione verso i giovani: «I percorsi formativi, soprattutto universitari e giovani lavoratori, non possono essere svolti se non in contatto con il territorio. Le proposte siano culturalmente valide, tenendo conto di chi si affaccia al mondo del lavoro o sta studiando».
Quindi, proposte di catechesi pensate per tutte le generazioni, ma sempre tramite un percorso personale e di formazione da parte del catechista. Ada, infatti, racconta: «La parte più importante, per un catechista, è avere una relazione personale e famigliare con il Signore. È questa – continua – la base per dare una risposta alla propria vocazione». Secondo la catechista il passo successivo è quello di «testimoniare quello che tu sei come cristiano, senza inventare niente, lasciando che la vocazione venga sorretta da chi ti ha chiamato a fare questo servizio». Dunque, l’esperienza di fare catechesi come risposta ad una chiamata, come vocazione. Inoltre, la Ferrari ha sottolineato l’importanza di una formazione sul metodo e sul contenuto, sempre, però, lasciandosi sostenere da un lavoro di équipe. «Non è detto che chi lavora in equipe abbia un rapporto di amicizia profonda – aggiunge il sacerdote – per cui serve un cammino. Anzitutto, si valorizzano le diversità dell’uno e dell’altro, nasce una stima reciproca e si impara a lavorare per l’uno e per l’altro».
Durante la puntata si è riflettuto anche sul “Giorno dell’ascolto”, momento in cui le comunità si trovano settimanalmente per mettere al centro la Parola. Ada spiega: «È stato un momento importante, soprattutto durante il lockdown. Infatti, è diventato un modo per ridirci quello in cui crediamo». Il “Giorno dell’Ascolto” è un momento che si mantiene parallelo alla catechesi e, quindi, la arricchisce ulteriormente.
Don Luigi Donati Fogliazza ha concluso ringraziando, anche a nome del da vescovo, i catechisti, veri e propri «artigiani di comunità».
L’appuntamento settimanale con i protagonisti della vita pastorale della Chiesa Cremonese è ogni giovedì dalle 20.30 sui canali web e social della Diocesi di Cremona (Facebook, Youtube, IGTV e diocesidicremona.it) e in tv ogni domenica alle 8.00 e alle 12.15 circa (dopo l’Angelus) su Cremona1, alle 11.45 e alle 20.40 su TelePace.