A Tonfano per parlare di Dio ai futuri sposi

L'incontro, promosso dall'Ufficio famiglia, ha coinvolto 20 coppie che accompagnano quanti si prepara al matrimonio

“Portatemi Dio”, questo il provocatorio titolo, preso da una canzone di Vasco Rossi, del fine settimana vissuto dal 5 al 7 novembre nella accogliente casa di Tonfano della Caritas diocesana da 20 coppie che accompagnano chi si prepara al matrimonio. Aiutati da don Massimiliano Sabbadini e dai coniugi Francesca e Alfonso Colzani, della pastorale familiare di Milano, ci si è confrontati su come parlare di … Continue reading »

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Centro diocesano vocazioni, primo incontro del Gruppo Samuele

Otto giovani, universitari e lavoratori, alla presenza di figure “senior” espressione di diverse scelte vocazionali, si sono ritrovati domenica 7 novembre presso la casa parrocchiale del Migliaro, a Cremona, per un pomeriggio di condivisione e preghiera

A Cremona, presso la casa parrocchiale del Migliaro, sede eletta per le attività vocazionali diocesane, nel pomeriggio di domenica 7 novembre ha avuto luogo il primo dei sette incontri del “Gruppo Samuele”, riservato a persone tra i 20 e i 30 anni. Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova

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Il Vescovo a Vicobellignano nel ricordo di san Vincenzo Grossi: «Siamo tutti chiamati alla santità, cioè a una vita nel Signore»

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Domenica 7 novembre, nella memoria liturgica di san Vincenzo Grossi, il sacerdote pizzighettonese fondatore delle Figlie dell’Oratorio che a Vicobellignano è stato parroco dal 1883 sino alla morte (avvenuta il 7 novembre 1917), il vescovo Antonio Napolioni ha celebrato l’Eucaristia nella chiesa parrocchiale di Vicobellignano, affiancato dal parroco don Gabriele Bonoldi e da don Franco Vecchini, parroco emerito residente in paese.

«Siamo qui per ricordare insieme il giorno in cui san Vincenzo raggiungeva quel Gesù che aveva amato e cercato di fare amare da tutti – ha detto don Bonoldi all’inizio della celebrazione -. Lo aveva fatto con la parola, i sacramenti e la vita. In lui affidava pensieri e propostiti. Spetta a noi non lasciar spegnere quella luce di santità che ha brillato in questa chiesa».

Dopo aver confidato il piacere nel vedere un’intera comunità «dal passeggino al bastone» riunita tutta in chiesa, il vescovo Napolioni si è soffermato sulla Parola del giorno per comprendere meglio la vicinanza dei Santi, in particolare alla comunità insieme alla quale hanno vissuto buona parte della loro vocazione.

«Noi facciamo la festa ai santi – ha detto monsignor Napolioni – ma alla fine ci incontriamo tutti nel Signore Gesù, unico figlio di Dio che ha dato la vita per noi e continua a darci gioia e speranza». È sull’esempio testimoniato dai profeti, sia vetero-testamentari (come il profeta Elia della seconda lettura) che contemporanei (come san Grossi), che «siamo tutti chiamati alla santità con San Vincenzo Grossi, cioè a una vita nel Signore. E, qualunque sia la nostra vocazione, a spenderci totalmente».

Avvicinando quindi la figura di san Vincenzo Grossi a quella del profeta Elia, monsignor Napolioni ha proseguito: «Gli assomiglia perché come lui era convincente portatore della forza di Dio. Entrambi infatti hanno combattuto contro i falsi profeti con le armi di Dio che sono l’essergli fedele e l’avere pazienza».

Quali sono state dunque le iniziative prese dall’allora don Vincenzo per rendere la parrocchia una bella comunità? «Attirare i giovani, le donne, gli animatori, i catechisti e gli allenatori. Dando a ciascuno il suo spazio in comunità. E soprattutto inventando nel 1885 la Congregazione delle Figlie dell’Oratorio».

Dove ha trovato san Vincenzo la forza del suo coraggio? «Nella preghiera costante davanti a questo altare, in questa chiesa in cui per tanti anni don Vincenzo rimaneva solo a pregare e ritrovava la forza per essere un convincente testimone della sua esperienza di fede».

Da ultimo, soffermandosi sul Vangelo della povera vedova che dona la sua unica moneta, il Vescovo ha fatto un appello ai numerosi bambini e ragazzi presenti alla celebrazione: «Promettetemi che non butterete mai più il pane che avanza in tavola. Il pane non si butta mai, sprecare oggi nel mondo è un delitto!». E, fuor di metafora, ha concluso dicendo: «La parrocchia povera assomiglia alla vedova. Come si fa a essere una bella comunità? Se ognuno mette la sua monetina, se ognuno mette se stesso. Allora – ha terminato – che ne dite di mettere tutta la vostra gioia, i nostri sogni e il vostro futuro nel tesoro della comunità?».

Alla celebrazione – che è stata animata con il canto dalla corale parrocchiale diretta dal maestro Maurizio Monti, con all’organo il maestro Vittorio Rizzi – ha preso parte anche una rappresentanza delle Figlie dell’Oratorio, l’istituto religioso fondato da san Vincenzo Grossi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

San Vincenzo Grossi

San Vincenzo Grossi nacque il 9 marzo 1845 a Pizzighettone (Cremona) da una umile famiglia. A diciannove anni nel 1864 entrò nel nostro Seminario e fu ordinato sacerdote il 22 maggio 1869. Da allora tutta la sua attività pastorale si svolse in diverse parrocchie della nostra Diocesi (fu successivamente vicario a S. Rocco di Gera di Pizzighettone, a Sesto Cremonese, economo spirituale a Ca’ de Soresini). Nel 1873 fu nominato parroco di Regona di Pizzighettone e nel 1883 passò a Vicobellignano. Tutta la sua vita fu spesa nel ministero pastorale: animazione delle comunità a lui affidate, predicazione di missioni al popolo, formazione spirituale delle coscienze, attenzione ai poveri, educazione dei fanciulli e dei giovani. Per aiutare i sacerdoti nella catechesi e nella formazione umana, soprattutto della gioventù femminile, don Vincenzo cominciò a raccogliere attorno a sé delle giovani, con le quali diede vita all’Istituto delle Figlie dell’Oratorio. Morì a Vicobellignano il 7 novembre 1917. Fu canonizzato da papa Francesco il 18 ottobre 2015.

 

Lo speciale del nostro portale per la canonizzazione del 2015

 

Sara Pisani
TeleRadio Cremona Cittanova
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Giornata del Ringraziamento, Messaggio CEI: animali “ridotti a oggetti di consumo”, “forti interrogativi per alcune forme intensive applicate nella zootecnia”

Il Messaggio della CEI ricorda come “molte storie di santi” hanno a che fare con “la prossimità agli animali”

“Quando lo sguardo dell’umanità si posa sulla creazione e il suo cuore trabocca di meraviglia per l’opera di Dio, la persona non può fare a meno di lodare il Signore per il dono degli animali, anzi la sua parola si intreccia con quella muta di tante creature viventi che accompagnano la nostra presenza sulla terra”. Inizia così il Messaggio della Cei per la Giornata nazionale … Continue reading »

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Inaugurato a Casalmaggiore il nuovo “Spazio Tenda”

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Sabato 6 novembre nel cuore di Casalmaggiore è stato inaugurato il nuovo “Spazio Tenda”, centro di raccolta e smistamento di abiti di seconda mano ma anche luogo di incontro tra persone e associazioni.

Di questo si tratta. Dell’incontro avvenuto tra l’associazione Aquile di Martignana di Po, le ACLI – Circolo di Casalmaggiore e Tenda di Cristo, che quel luogo ha fondato nel 2017 grazie alla presenza di Franca, sarta per mestiere e volontaria per passione.

Nei tre piani siti in via Pozzi 15 nel tempo si sono incrociate molte storie di vita. Quella stessa vita interrotta dall’arrivo della pandemia che ha costretto anche i volontari di Tenda a chiudere battenti per più di un anno. Ma ora soffia un vento nuovo e ci si riprova. Grazie alla complicità di una rete di associazioni che in maniera spontanea si sono organizzate per assicurarne l’apertura, Spazio Tenda si prospetta essere non solo luogo di riuso e vendita a offerta libera, ma anche spazio di incontro con le famiglie (è stato preparato un apposito angolo bimbo con libri, giochi in scatola, strumenti musicali dal mondo) e con tutti coloro che vorranno fermarsi a raccontarsi davanti a un buon tè.

«È con gioia che abbiamo deciso di riaprire nuovamente e con ottimismo, lo Spazio Tenda – dichiara padre Francesco Zambotti, fondatore e responsabile di Tenda di Cristo -. L’idea di aprire Spazio Tenda nell’ottobre del 2017 è nata dal desiderio di condividere le varie donazioni che arrivavano nelle nostre comunità, per aprirci al territorio e metterci in ascolto delle persone e delle nuove necessità».

E Pierangela Cattaneo, responsabile di Casa Paola, aggiunge «In questi mesi abbiamo accolto con gioia ed entusiasmo la proposta di riaprire grazie alla collaborazione dell’associazionismo locale. Lo Spazio Tenda vuole essere una vetrina sul mondo del volontariato, una vetrina del “positivo” che molte volte è nascosto».

Come ci raccontano i volontari presenti, molte idee sono in cantiere. Spazio Tenda vuole diventare un “punto di comunità” dove la persona si senta accolta e ascoltata.

Questo sarà possibile grazie al coordinamento della rete che assicura una presenza efficace e creativa sul territorio, per ora nelle giornate di venerdì e sabato, in grado di ascoltare i bisogni delle persone ed elaborare proposte di condivisione e inclusione.

«L’arrivo di nuovi volontari – dichiara Maurizio Stradiotti, presidente dell’associazione Le Aquile – e fra tutti in particolare di Casajus Jorgelina, che è responsabile del progetto, ha dato il là per iniziare questa nuova esperienza». E conclude «Rispondere ai bisogni del prossimo è diventato per noi volontari importante tanto quanto il tema del riuso e del NON-spreco».

Non solo abiti, dunque, ma anche prodotti di artigianato provenienti dai numerosi viaggi di padre Zambotti in Messico e Brasile. Non solo libri per bambini, ma anche giochi, accessori, scarpe, stoffe, pietre, gioielli. Anche e soprattutto, però, come dichiara Alda Cozzini, responsabile delle ACLI di Casalmaggiore «un’idea, quella dell’incontro, dell’accoglienza con la multiculturalità che vive le nostre città, un luogo educativo che insegna l’arte del riuso e del riciclo, dove tutti possono entrare per portare un oggetto che non usano più o per raccontare un’idea che vogliono mettere al servizio della comunità».

A concludere la giornata, dopo una preghiera e la benedizione del padre camilliano, un aperitivo offerto dalla Bottega di commercio equo e solidale e una foto di gruppo con volontari, bambini, amici e il sindaco di Rivarolo del Re, Luca Zanichelli, che ha presenziato all’evento.

Sara Pisani
TeleRadio Cremona Cittanova
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Dal 1° al 5 novembre si è svolta a Cremona, presso la casa parrocchiale del Migliaro, l’esperienza residenziale per adolescenti proposta agli adolescenti cremonesi dal Centro diocesano vocazioni attraverso l’iniziativa “Il pozzo di Giacobbe”. Continue reading »

TeleRadio Cremona Cittanova
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Antegnate, Messa con l’arcivescovo Perego per l’apertura della Scala Santa

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«La preghiera è stata la forza di Maria e può essere la nostra forza nella vita quotidiana, perché ci rende presente e familiare accanto a noi Gesù Cristo suo figlio». Così l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, il cremonese mons. Gian Carlo Perego, durante la solenne celebrazione di venerdì 5 novembre nella chiesa parrocchiale di Antegnate in occasione della festa della Beata Vergine Maria del Rosario, co-patrona insieme a san Michele Arcangelo.

Il ricco programma preparato in occasione dell’apertura della Scala Santa nella chiesa parrocchiale di San Michele ha avuto come culmine la solenne celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo Perego, originario di Vailate e concelebrata dal parroco don Angelo Maffioletti, insieme ad altri sacerdoti del territorio.

La celebrazione eucaristica è iniziata con la processione dei celebranti nel Santuario mariano posto sopra l’altare, percorrendo la Scala Santa, dove la statua della Beata Vergine del Rosario è stata “svelata” nel suggestivo buio della chiesa, illuminato dalle sole candele sull’altare e rotto dalla luce proveniente dalla nicchia dove la statua è posta.

Alla solenne celebrazione, animata dalla corale parrocchiale e dalla banda Luciano Manara di Antegnate, hanno partecipato le autorità civili, in particolare la sindaca di Antegnate Mariangela Riva e il primo cittadino di Barbata Vincenzo Trapattoni, insieme alle diverse associazioni del territorio, fra le quali la protezione civile e il gruppo alpini.

La riflessione nell’omelia del’arcivescovo Perego si è sviluppata intorno alla figura di Maria, madre di Dio, particolarmente venerata ad Antegnate come Madre del Rosario: «L’ascolto della Parola di Dio si unisce all’ascolto comune così da sentire più vicino Maria alle nostre famiglie e alle nostre case – ha spiegato mons. Perego prendendo spunto dal passo evangelico dell’Annunciazione –. Papa Francesco ha detto che il Magnificat ci ricorda come Dio è sempre dalla parte degli ultimi e il suo progetto è spesso nascosto sotto il terreno opaco delle vicende umane che vedono trionfare i superbi, i potenti e i ricchi: la preghiera di Maria diventa un modello per la nostra preghiera, la carità di Maria diventa il nostro stile di vita. La sofferenza di Maria sostiene la nostra sofferenza e il nostro smarrimento da quel 5 novembre 1705 quando è apparsa tra voi in un tempo di sofferenza e di morte come in questo nostro tempo ancora d’incertezza e timore».

Il riferimento di Perego è stato poi alla scelta di Maria come guida della comunità locale: «Scegliendo come patrona la Madonna del Rosario, avete scelto di essere accompagnati dalla principale testimone della passione, morte e risurrezione di Gesù: guardare a Maria impegna perché essa ascolta il Signore, medita le sue parole, soffre con il Figlio».

La cura dell’ascolto della Parola del Vangelo è quindi stata al centro della riflessione dell’arcivescovo di Ferrara-Comacchio: «Impariamo da Maria ad ascoltare il Signore. Quante volte spesso trascuriamo questo aspetto. La nostra fede si indebolisce senza l’ascolto della Parola di Dio: leggerla personalmente a casa, ascoltarla nella celebrazione eucaristica ogni domenica, affidarsi alla Parola in diverse occasioni della vita significa come Maria fidarci del Signore più che degli altri – ha quindi proseguito mons. Perego –. Impariamo da Maria a meditare la Parola di Dio, cioè conservarla nel nostro cuore così che ogni decisione e scelta della vita sia fatta in compagnia del Signore e impariamo da Maria a meditare la Parola di Dio, cioè conservarla nel nostro cuore, così che ogni decisione e scelta della vita sia fatta in compagnia del Signore».

Mons. Perego ha quindi concluso la sua riflessione ricordando come Maria sia anche Madre della Chiesa: «Maria con i discepoli inizia la vita della Chiesa insieme agli apostoli. Come Maria dobbiamo sentire la Chiesa come la nostra casa, che ci aiuta a vivere il nostro battesimo». E ancora: «Sentite la Chiesa non solo un luogo, ma come una famiglia, come ha fatto Maria dopo la Pasqua: nel ricordo della visita di Maria nella nostra terra la prego con voi come la Madonna del rosario».

Al termine della celebrazione l’omaggio alla Madonna da parte di tutta la comunità tramite il dono di un cero da parte del sindaco di Antegnate e la benedizione dell’arcivescovo Perego di una targa degli alpini in memoria del milite ignoto.

La solenne celebrazione eucaristica è stata al centro di un ricco programma in occasione dell’apertura della Scala Santa, anticipata da una veglia la sera del giovedì, le celebrazioni eucaristiche del venerdì con la preghiera dei bambini al Santuario e l’apertura della stessa durante tutto il giorno. Ulteriori appuntamenti lo spettacolo teatrale “La carne del paradiso. Sui passi di Maria” in chiesa nella serata di sabato 6 novembre; per poi concludere con la Messa d’inizio anno catechistico la domenica mattina e i gonfiabili nel pomeriggio al Centro Incontri Cultura.

 

La devozione di Antegnate

Quando nel 1705 i francesi assediarono l’antico borgo di Antegnate, nella bassa bergamasca, poco prima dell’assalto videro sulle mura una moltitudine di soldati. Erano guidati da un condottiero che prendeva ordini da una donna ferma sul soglio della chiesa: dentro l’edificio, impauriti, si erano rifugiati anziani, donne e bambini. L’esercito francese pensando di essere in posizione d’inferiorità decide di non attaccare e solo successivamente avrebbe scoperto che non vi era alcun soldato a presidiare Antegnate e che quella donna era identica alla statua della Madonna del Rosario venerata dagli abitanti del luogo.

Questi eventi miracolosi sono ancora oggi ricordati con grande fede e devozione dai fedeli della quattrocentesca chiesa di San Michele: dietro l’altare maggiore, ma in posizione elevata, si trova un piccolo santuario dedicato alla Vergine al quale si accede tramite una Scala Santa che viene aperta eccezionalmente quattro volte l’anno.

Nel piccolo Santuario ancora oggi è conservata la preziosa statua della Madonna, rivestita di abiti preziosi e incoronata con corone del Capitolo vaticano. La Scala Santa viene aperta ai fedeli il 29 settembre, il 5 novembre (memoria dell’assedio), il Venerdì santo e la Domenica in Albis (anniversario dell’incoronazione della statua) e in queste occasioni è possibile ricevere l’indulgenza.

Matteo Lodigiani
TeleRadio Cremona Cittanova
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Catechesi e Sacramenti nella parrocchia di Salvador de Bahia

È stato un mese di ottobre molto ricco quello vissuto nella parrocchia Jesus Cristo Ressuscitado di Salvador de Bahia, in Brasile. I due momenti più importanti sono stati la celebrazione delle Prime comunioni per un gruppo di 23 ragazzi e la celebrazione del sacramento delle Cresima per 30 tra giovani e adulti. L’anno scorso, a causa della pandemia, i sacramenti non sono stati celebrati e così, dopo … Continue reading »

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