Nel 2020 il totale dei sacerdoti è pari a 31.793 unità. Erano 38.209 nel 1990: il calo, in trent'anni, è stato del 16,5% con 6.416 sacerdoti in meno ma solo negli ultimi dieci anni il clero è diminuito dell’11%. Una flessione che, in parte, è stata compensata dall’ingresso in Italia di un sempre maggior numero di sacerdoti stranieri al servizio delle diocesi italiane
A metterli tutti insieme nello stesso posto, i sacerdoti diocesani italiani riempirebbero lo Stadio Via del Mare di Lecce. Nel 2020, infatti, il totale dei sacerdoti è pari a 31.793 unità. Erano 38.209 nel 1990: il calo, in trent’anni, è stato del 16,5% con 6.416 sacerdoti in meno ma solo negli ultimi dieci anni il clero è diminuito dell’11%. Una flessione che in parte, … Continue reading »
Il sacerdote toscano ha fondato l’associazione “Oui pour la vie”
Nella serata di lunedì 8 novembre, presso l’oratorio di Castelverde, si è tenuto l’incontro testimonianza con padre Damiano Puccini, sacerdote toscano missionario in Libano da 18 anni. In Libano il potere è articolato fra Presidente della Repubblica, Primo Ministro e Presidente del Parlamento, i quali devono essere rispettivamente cristiano maronita, musulmano sunnita e musulmano sciita, in rappresentanza dei tre gruppi religiosi più importanti del Paese. … Continue reading »
Tre giorni di preparazione con Messa alle 8.30 e Vespri alle 21; apertura a fedeli e turisti nei pomeriggi
In occasione della solennità di sant’Omobono, nell’omonima chiesa di via Ruggero Manna, a Cremona (appartenente giuridicamente alla parrocchia “Ss. Giacomo e Agostino”, dell’unità pastorale Cittanova), sono in programma diversi momenti di carattere liturgico per onorare il santo patrono. Tutto naturalmente culminerà nella giornata del 13 novembre con la celebrazione delle solenni Messe alle 9 e alle 18. Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova
Una serata piena di contenuti e di stimoli per il futuro si è tenuta lunedì 8 novembre presso il circolo Acli “Padre Mario Zanardi” di Soncino con l’intervento di Eugenio Bignardi, responsabile diocesano della Pastorale sociale e del lavoro, il quale ha riportato ai presenti l’esperienza vissuta alla 49esima Settimana sociale dei cattolici italiani. Continue reading »
«Non una cassaforte di cose preziose del vescovo, ma una sorta di ulteriore Cattedrale». In questo modo il vescovo di Cremona, Antonio Napolioni, guarda al nuovo Museo diocesano di Cremona. Una realtà che è occasione preziosa per tutti coloro che potranno e vorranno visitare la città di Cremona e ammirare questo ulteriore tassello del patrimonio artistico e di fede.
Si arriva a inaugurare il museo partendo da «un desiderio antico della nostra comunità ecclesiale – sottolinea il vescovo di Cremona –. In particolare dei miei predecessori, dei sacerdoti, degli intellettuali, del popolo. Se ne è fatto interprete il vescovo Lafranconi con la collaborazione dell’allora direttore dell’ufficio pastorale per i Beni culturali ecclesiastici, monsignor Achille Bonazzi, e con l’intervento decisivo della Fondazione Arvedi Buschini». «La passione del cavalier Giovanni Arvedi – ricorda ancora monsignor Napolioni – si è manifestata subito nell’intuire che proprio i sotterranei del Palazzo vescovile sarebbero potuti diventare uno scrigno di bellezza. Si è trattato di una sfida impegnativa, ma non ci siamo arresi davanti ai tanti problemi che andavano risolti e, anche grazie all’aiuto della Soprintendenza, siamo arrivati a questo bellissimo risultato che ora diventa non la cassaforte delle cose preziose del vescovo, ma una sorta di ulteriore Cattedrale. La Cattedrale è la chiesa madre di tutta la diocesi ed è bello che qui ci siano tracce della devozione, della fede e della cultura di tutto il territorio diocesano. Chi passerà da qui, dunque, potrà scoprire i frutti della fede, che sono certamente anche le opere di carità e generosità dei credenti, ma anche questo amore che diventa bellezza, che diventa colore, che diventa forma, che diventa narrazione del Vangelo e della storia sacra come qualcosa che in ogni tempo parla agli uomini e alle donne». «Io spero e credo – afferma ancora il vescovo di Cremona – che tutto questo parlerà molto anche ai giovani, a coloro che verranno da lontano e scopriranno che questa terra fruttuosa dal punto di vista agricolo è anche fruttuosa e feconda dal punto di vista spirituale».
«Arrivando a Cremona – ricorda il vescovo Antonio Napolioni – mi ero chiesto a che cosa sarebbe potuto servire il Palazzo vescovile: non certo come abitazione di un vescovo del terzo millennio, che non ha bisogno di saloni di rappresentanza o di sprecare spazi che potrebbero essere messi a disposizione delle esigenze della gente. Non potendo realizzare nulla di abitativo ho pensato di fare un polo culturale ricco, a disposizione delle scuole».
In cantiere intanto c’è già un ampliamento dello spazio espositivo. Il prossimo passo, infatti, sarà il restauro dei saloni di rappresentanza, della cappella privata del vescovo e dell’antico studio episcopale per ospitare la collezione degli arazzi, i corali miniati della Cattedrale. Un ulteriore tassello del polo culturale ecclesiale di Cremona che potrà essere realizzato grazie al contributo di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo.
«Un museo come questo – conclude il vescovo – attesta che l’evangelizzazione produce cultura e passa attraverso la bellezza. Abbiamo realizzato un museo perché la chiesa non sia museo, per offrire alle comunità cristiane la possibilità di ammirare un’opera d’arte e diventare esse stesse opere d’arte e far sì che anche oggi l’intuizione cristiana generi linguaggi e forme espressive capaci di parlare a tutti».
La proposta prosegue tra marzo e aprile con un corso di esercizi spirituali e la possibilità di adorazione eucaristica prolungata nelle parrocchie
È un vero e proprio percorso di spiritualità per laici quello ideato dalla Zona pastorale 1 e che prenderà il via il 9 novembre al Santuario di Caravaggio. La proposta, condivisa e realizzata in sinergia con l’Istituto delle Suore Adoratrici del SS. Sacramento di Rivolta d’Adda e il Centro ignaziano di spiritualità, prevede una prima occasione di spiritualità a metà novembre con la “Scuola di preghiera” che successivamente, tra marzo e aprile, porterà a vivere gli “Esercizi spirituali”, offerti con modalità diversificate. Continue reading »
Come tradizione nella Cattedrale di Cremona è ricco il programma celebrativo in occasione della solennità di Sant’Omobono, il patrono della città e della diocesi. Continue reading »
Il cammino insieme è iniziato. Giovani e Vescovi, a partire da sabato 6 novembre, nel Duomo di Milano, hanno intrapreso un percorso nuovo.
«Siamo qui, in un momento di grazia, in questo luogo così significativo, per il nostro territorio, venendo da tutte le chiese di Lombardia, rappresentanti di tanti di cui portate la voce. Voi, giovani, siete qui per collaborare. Il messaggio è una parola che può orientare il cammino e può indicare il futuro. Il messaggero è pieno di ardore, ha un senso di responsabilità per il messaggio che porta. Ma a chi lo dove comunicare, dov’è il destinatario? Forse questa è un’immagine che può descrivere la situazione della Chiesa di oggi, che ha un messaggio, il Vangelo, e ha un ardore, il mandato, ma non sa come fare a portarlo, non sa a chi portarlo e non sa chi è disposto ad accoglierlo. Siamo qui per “generare scintille”: condividere un ardore capace di accendere altri e raggiungere i giovani vostri coetanei». Parole, quelle dell’Arcivescovo di Milano Mario Delpini, che corrispondono all’entusiasmo gioioso dei 200 giovani giunti a Milano da tutta la Lombardia, tra cui anche la delegazione cremonese guidata dal vescovo Antonio Napolioni.
Come la Chiesa può impegnarsi concretamente sui temi vitali? Quali i passi su cui lavorare insieme? Quali sono le vie da percorrere?
Interrogativi e slanci che hanno ispirato, già due anni fa, questa proposta, affinché l’esortazione post-sinodale “Christus Vivit” fosse ripresa dalle Chiese lombarde insieme ai giovani.
«Questi due anni in cui il Coronavirus non ci ha permesso di vivere subito questo momento, che era stato pensato come immediatamente successivo al Sinodo dei giovani, sono stati due anni non di sospensione ma di lavoro, che ci hanno permesso di elaborare, di precisare, di approfondire sia i desideri che i bisogni e le aspettative rispetto all’incontro», sottolinea don Stefano Guidi, coordinatore di Odielle (Oratori Diocesi Lombarde), nel saluto e nei ringraziamenti a tutte le Pastorali giovanili della Lombardia, ai direttori degli uffici diocesani e ai loro collaboratori. Presente anche don Michele Falabretti, responsabile della Pastorale giovanile della Conferenza episcopale italiana.
Un’intuizione, quella di un cammino insieme, che ha fatto maturare nei Vescovi il desiderio di mettersi in ascolto dei giovani, per comprendere, attraverso caratteristiche e responsabilità diverse, cosa chiede il Vangelo. Seduti agli stessi tavoli, giovani e Vescovi, si sono confrontati in un dialogo costruttivo e profondo, esprimendo con sincerità quanto più stava loro a cuore, scambiando idee e proposte, raccontando esperienze e sogni per il futuro. È l’immagine emblematica dell’incontro del 6 novembre, che annulla ogni distanza, e avvicina in un’occasione straordinaria i giovani ai loro pastori, scoprendo così di camminare verso una meta comune, con l’intento che possa portare dei frutti. Sotto le magnifiche volte delle navate laterali, nel transetto e nell’abside, ad ognuno dei 14 tavoli, strutturato con uno dei dieci Vescovi alla guida delle Diocesi lombarde e i quattro ausiliari di Milano, affiancati da un facilitatore e un segretario, i giovani (tra i 18 e i 30 anni) hanno argomentato, per quasi tre ore, secondo i sentieri delle tematiche di riferimento: vocazione e lavoro; affetti, vita e dono di sé; riti; ecologia; intercultura. Di quanto emerso ne viene raccontata una prima sintesi, nel Salone Pio XII di via Sant’Antonio 5, nel pomeriggio, dagli stessi giovani, accompagnata da una suggestiva illustrazione grafica.
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«Quali decisioni ci sta chiedendo il Signore, oggi, per essere suoi discepoli? Quali valori condivisi mettere in atto, come persone e come comunità, perché la vita dei giovani lombardi di oggi sia buona, secondo il Vangelo, e lo sia in modo convincente e bello per i giovani stessi? Quali possibilità di vita e quali responsabilità vitali devono essere affidate ai giovani, perché possano essere essi stessi ad arricchire la vita della Chiesa?», sono le domande poste dal Vescovo di Vigevano, mons. Maurizio Gervasoni, delegato della pastorale giovanile della Conferenza episcopale lombarda, che ha sottolineato la sinodalità dell’importante evento vissuto insieme, secondo lo stile di cui il Papa ci chiede di farci interpreti. «Ricorrenti, nelle vostre parole: esperienza, concretezza, coinvolgimento, accoglienza, testimonianza e attenzioni che ci chiederanno di riflettere. È forte in voi una grande esigenza di eticità, di valori, di impegno: l’esigenza di autenticità. Un’altra cosa emersa è la vostra voglia di fare, molte volte avete ribadito: fatti, non parole. E poi la rivendicazione di protagonismo, di un ruolo verso il futuro che sentite che vi spetta, insieme alla richiesta di esperienze di confronto comunitario e di corresponsabilità.
Questo il senso dell’incontro che possiamo raccogliere: ascoltare la voce dello Spirito che ci permette di rileggere, alla luce della fede, la nostra vita e il nostro modo di fare pastorale, affinché possiamo maturare una decisione libera e rinnovata di vita buona… in grado di portare alla lode grata della bontà di Dio che fa cose grandi in ciascuno di noi».
Con un tono umoristico, ma ricco di significato, l’intervento dell’attore comico Giacomo Poretti ha invitato ad elevare lo sguardo, oltre ciò che è concreto. «Vuoi vedere che certi territori, luoghi, dove nascono misteriosamente le cose che più ci fan soffrire e gioire, i sentimenti e i pensieri, non abbiano una residenza rintracciabile? “Anima”: una parola strana, misteriosa, sconosciuta, ma dal suono gentile e impalpabile, leggera come un soffio. Ma come si fa a fare un’anima? Cominci con il ringraziare. Chi? Il Padre eterno. E se non ci credessi? Se fosse tutto un caso? Lei ringrazi il caso, che non ha faticato meno del Padre eterno. Benedica la circostanza ma non si dimentichi mai di ringraziare».
Gratitudine per la giornata vissuta insieme, è stata espressa, in conclusione, da don Stefano Guidi.
Ma «non dobbiamo pensare che l’incontro di oggi sia il capolinea di qualcosa, piuttosto è un trampolino di lancio». Il cammino dovrà proseguire: dalla sintesi del dialogo si elaboreranno delle prospettive che possano coinvolgere e suscitare altri momenti di confronto, con l’orizzonte della GMG di Lisbona del 2023, per sviluppare le linee pastorali giovanili delle nostre Chiese lombarde.
Di seguito i video delle dirette delle due assemblee plenarie
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In occasione della Settimana della carità incontri e attività per bambini e ragazzi
Li avete mai osservati i bambini? A scuola accolgono il nuovo compagno abbracciandolo senza riserve e accompagnandolo per mano senza altra preoccupazione se non quella di fargli vedere i giochi disponibili.
In occasione della Settimana della carità, Caritas cremonese rilancia la proposta per le comunità parrocchiali di una raccolta di alimenti e di prodotti da destinare alle persone e alle famiglie in difficoltà. Le modalità organizzative sono lasciate alla discrezione delle singole parrocchie.Continue reading »