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«Custode del paradosso dell’amore divino che si fa umano», come ha dichiarato il vescovo Antonio Napolioni, e donna «capace di cogliere il valore delle nuove tecnologie per tradurle in linguaggio spirituale», come ha aggiunto il provinciale dei Carmelitani, padre Fausto Lincio, Teresa di Lisieux è al centro dell’esposizione inaugurata nel pomeriggio di lunedì 20 marzo presso il Battistero di Cremona, presenti le autorità religiose e quelle civili. Continue reading »

Maria Chiara Gamba
TeleRadio Cremona Cittanova
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Il vescovo a Rivolta d’Adda: «Ricominciamo a guardarci negli occhi»

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«La sua presenza ha risvegliato e resi evidenti molti doni che Rivolta ha e al tempo stesso ha ricordato gli impegni chiari che noi dobbiamo assumere». Così il parroco di Rivolta d’Adda, monsignor Dennis Feudatari, nel saluto al vescovo Antonio Napolioni al termine della Messa solenne di domenica 19 marzo, celebrata alle 10 nella basilica di Santa Maria e San Sigismondo nel terzo e ultimo giorno della visita pastorale. Continue reading »

Luca Maestri
TeleRadio Cremona Cittanova
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Il 2 aprile ritiro spirituale in preparazione alla Pasqua navigando sul Po

Domenica delle Palme, 2 aprile, in preparazione alla Pasqua, la Sottosezione cremonese dell’Unitalsi organizza un ritiro spirituale aperto a tutti. Il ritiro, condotto dall’assistente dell’associazione don Maurizio Lucini, si svolgerà navigando sul Po. Inizierà nel pomeriggio, alle 15.30, con imbarco dal pontile di Isola Serafini e terminerà verso le 18.

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Le intenzioni di preghiera per il 21 marzo, Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

A quasi trent’anni di distanza dalla strage mafiosa di via Palestro a Milano, dove persero la vita cinque persone (27 luglio 1993), martedì 21 marzo si terrà a Milano la Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie promossa da Libera, l’associazione fondata da don Luigi Ciotti per combattere i fenomeni di criminalità organizzata e sostenere la giustizia sociale. L’iniziativa, … Continue reading »

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Il vescovo ai futuri sposi: «La Chiesa al vostro servizio, perché non siate soli»

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«Grazie per averci ricordato la bellezza di essere fidanzati e la bellezza anche del fare la scelta di sposarsi in chiesa». Così Roberto Dainesi, insieme alla moglie Maria Grazia Antonioli, responsabili dell’Ufficio diocesano per la Pastorale familiare, ha aperto l’incontro dei futuri o novelli sposi con il Vescovo Napolioni. L’evento, che si è tenuto nel pomeriggio di domenica 19 marzo presso il Seminario vescovile a Cremona, intitolato “Come sigillo sul mio cuore “, ha visto intervenire quanti hanno preso parte quest’anno agli itinerari in preparazione al matrimonio, insieme ai sacerdoti e alle coppie che li hanno accompagnati in questo percorso. Continue reading »

Margherita Santini
TeleRadio Cremona Cittanova
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Tra origini e nuovo presente: dal 14 al 16 aprile a Tonfano un weekend per famiglie

L'evento promosso dall'Ufficio famiglia porrà attenzione a due fasi importanti e delicate dell’esperienza famigliare: quello dell’arrivo dei figli e quello in cui questi “spiccano il volo”

Sono aperte le iscrizioni per il weekend delle famiglie che si terrà dal 14 al 16 aprile a Tonfano e che avrà come titolo “Tra origini e nuovo presente: il rilancio dei legami”. Durante il fine settimana sarà posta attenzione a due fasi importanti e delicate dell’esperienza di famiglia: quello dell’arrivo dei figli e quello in cui questi “spiccano il volo”. Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova

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Venerdì al Santuario di Caravaggio veglia dell’Annunciazione inaugurando i restauri

La sera del 24 marzo alle 21 con il vescovo Antonio Napolioni

Sarà il vescovo Antonio Napolioni a presiedere, nella serata di venerdì 24 marzo, alle 21, al Santuario di Caravaggio, la veglia della solennità dell’Annunciazione. La serata sarà anche occasione per presentare la conclusione dei lavori di restauro degli affreschi e delle decorazioni della basilica. Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova

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La festa della donna riletta attraverso gli archivi del Cif di Cremona

L'8 marzo la relazione di Ernestina Contardi sulla ricerca che recupera il percorso storico dal 1948 al 2017, riordinato nel 2014 da Giulia Lodigiani e oggi conservato presso Casa di Nostra Signora

In occasione della Giornata internazionale della donna dell’8 marzo presso il C.I.F. (Centro Italiano Femminile) provinciale di Cremona Ernestina Contardi ha esposto una ricerca che recupera il percorso storico dal 1948 al 2017 utilizzando i documenti dell’archivio, riordinato nel 2014 da Giulia Lodigiani e ormai sistemato e custodito nella attuale sede della Casa di Nostra Signora, in via Ettore Sacchi 15, a Cremona.

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Una firma per la pace: anche la Diocesi di Cremona rilancia l’appello dell’arcivescovo di Milano

Nella sessione della CEL svoltasi a Caravaggio tutti i vescovi lombardi hanno deciso di chiedere ai fedeli delle proprie diocesi di aderire all’iniziativa, che prosegue fino alla Domenica delle Palme, sottoscrivendo e facendo sottoscrivere

Anche il vescovo Antonio Napolioni e gli altri vescovi lombardi, in occasione della Conferenza episcopale lombarda svoltasi mercoledì 15 e giovedì 16 marzo al Centro di spiritualità del Santuario di Caravaggio, hanno deciso di aderire e invitare i fedeli delle proprie Diocesi a sottoscrivere l’appello per la pace proposto dall’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, in occasione della Quaresima, per dire con forza: «Noi vogliamo … Continue reading »

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Rsa sul territorio, capaci di cura oltre lo scoglio della solitudine. Convegno Uneba all’Università Cattolica con il responsabile dell’ufficio nazionale Cei di Pastorale della Salute

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«Le rsa incontrano il territorio». È questo il tema del convegno promosso dalla sezione cremonese dell’Unione nazionale istituzioni e iniziative di assistenza sociale (Uneba) e ospitato nella mattina di venerdì presso l’aula magna del campus Santa Monica, dell’Università cattolica del Sacro Cuore, a Cremona.

Un’iniziativa che ha posto l’accento sulla situazione attuale delle strutture assistenziali, nel rapporto con il territorio e in relazione con i recenti eventi – dalla pandemia all’impatto del caro-energia – che hanno messo in difficoltà il settore sanitario e di previdenza sociale.

 

A margine dell’incontro don Massimo Angelelli, responsabile della Conferenza episcopale italiana per la Pastorale della Salute, ha sottolineato i punti critici del momento attuale, ma anche la centralità del ruolo delle strutture sanitarie territoriali per la cura verso le persone fragili, prendendo anche spunto dai documenti ecclesiali recentemente pubblicati.

Ci troviamo in una situazione difficile. Come mai? È solo la pandemia ad aver influenzato l’ambito delle strutture assistenziali o c’è altro?

«La situazione è estremamente complessa ed è il prodotto della convergenza tra più fattori. Il primo problema riguarda l’aumento dei posti, che va sicuramente a intaccare l’equilibrio all’interno delle rsa e delle strutture in generale. Poi si è presentato anche il problema della carenza di personale. Su questa situazione ha sicuramente influito la pandemia del coronavirus, che ci ha fatti trovare impreparati di fronte a una situazione impensabile. Queste strutture sono fondamentali nelle nostre comunità, quindi dobbiamo assolutamente trovare le forze e le risorse per continuare a sostenerle».

In un periodo delicato come questo, quali sono le sfide da affrontare, anche e soprattutto come comunità cristiana?

«La grande sfida del cristiano nasce dal Vangelo, incarna il comandamento dell’amore. “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Ma questo amore non deve essere solo una citazione, ma deve diventare pratico, concreto. Un concetto che si sviluppa anche nella Parabola del buon samaritano».

E come fare per concretizzare questo amore?

«Il tema della solidarietà è estremamente trasversale. Non si basa sull’operato di alcuni, ma sull’operato di tutti. Negli ambiti della sanità e dell’assistenza agli anziani e ai malati, ormai non basta più un’ora di assistenza domestica. C’è sempre più bisogno di donne e uomini che si prendano a carico queste persone e i loro bisogni».

In molte strutture la Chiesa Cattolica è presente, sia a livello gestionale sia con l’impegno di operatori, associazioni, volontari, sacerdoti. Dove trovare la motivazione profonda di questo impegno?

«In merito alla questione, è interessante andare a scavare nel messaggio del Papa per la Giornata del Malato («Abbi cura di lui». La compassione come esercizio sinodale di guarigione) e nei messaggi per la Festa dei nonni e degli anziani. Le parole del Santo Padre hanno tracciato una chiara linea per il nostro ministero. Un ministero che invita certamente alla vicinanza e alla cura, ma una cura che vada oltre alla cura sanitaria, che vada oltre la terapia: c’è bisogno di superare lo scoglio della solitudine. La comunità cristiana è chiamata a questo compito, è chiamata a occuparsi della cura spirituale, della cura della relazione, delle persone».

Ma chi dobbiamo curare? Solo i malati o parlare di “altro” deve abituarci ad allargare lo sguardo?

«Dobbiamo sicuramente curare le persone vulnerabili, ma non solo. Attorno a lui ci sta la cerchia famigliare e parentale. Escluderli, in questo periodo, ha sicuramente danneggiato il paziente, ma ha anche umiliato i parenti. Il terzo destinatario è il sistema dei curanti, che in questo momento forse sono i più bisognosi di cura. C’è un livello di stanchezza e frustrazione nel personale assistenziale e sanitario che ormai supera il livello di burnout».

 

A sottolineare la delicata situazione delle strutture di cura sono stati anche gli altri interventi che hanno caratterizzato il convegno introdotto da don Roberto Rota, referente Unieba per la diocesi di Cremona.

In particolare presidente di Uneba Lombardia, Luca Degani, intervenuto durante il convegno di venerdì mattina anche , però, per sottolineare la delicatezza del passaggio storico per una parte così importante nel sistema di welfare: «Questo è uno dei momenti più complessi, perché non c’è abbastanza coscienza di quanto le realtà fondative, presenti sul territorio da secoli, oggi rischiano di non essere considerate come meritano nei tanti percorsi di riforma in atto».

«La tutela fiscale delle onlus e delle realtà che si occupano dell’assistenza agli anziani – ha aggiunto – e ai malati forse oggi non è più sufficientemente garantita e noi siamo davanti a un percorso di riforma che rischia di avere un effetto fiscale deteriore rispetto a quella che è la situazione attuale – ha concluso Degani –. Ci si riempie la bocca di “terzo settore”, ma in realtà la situazione sta peggiorando».

 

Virgilio Galli, presidente della «Fondazione Villa S. Cuore coniugi Preyer» di Casalmorano, e Antonio Sebastiano, direttore dell’osservatorio «Rsa Business school Liuc» di Castellanza, che hanno approfondito la situazione attuale delle strutture sanitarie, sia sul territorio diocesano che su larga scala.

«Negli ultimi tre anni abbiamo affrontato tre diversi problemi – ha spiegato Virgilio Galli –: la pandemia, nel 2020, la mancanza di risorse umane, nel 2021, e la questione del rincaro del costo dell’energia, nel 2022». Problemi, dunque, non solo di natura economica, ma anche umana e di gestione, con l’urgente necessità di tornare il prima possibile alla normalità, di ritrovare le condizioni ottimali per la vita nelle rsa.

«Le case di riposo sono un patrimonio del nostro territorio, nate grazie alla generosità dei cremonesi – ha concluso Galli –. L’auspicio è quello che tornino a operare in tranquillità e con efficienza e, perché no, con costi contenuti. Chiediamo attenzione alle rsa perché il loro valore non venga intaccato».

Come fatto, nel suo approfondimento sul territorio, da Virgilio Galli, la questione delle rsa è stata analizzata anche da Antonio Sebastiano, che ha così spiegato: «Tutte le strutture, soprattutto le rsa, sono risorse fondamentali ovunque, per il target che prendono in carico». Resta tuttavia la presa d’atto che le condizioni in cui operano, soprattutto nel periodo post-Covid, sono difficili. A sottolinearlo è Sebastiano che critica la «dialettica che oggi contrappone le cure domiciliari a quelle residenziali si è sviluppata nel post-Covid. Una contrapposizione sbagliata perché prosegue – i dati mostrano come le rsa che si facciano carico degli anziani più fragili della società, con situazioni di salute che non sarebbero gestibili a domicilio». Ecco perché – conclude – «non si parla più di strutture mono-servizio, ma di enti che «abbracciano altri servizi sul territorio, tra cui anche la domiciliarità» per una cura integrale delle persone più fragili.

 

 

TeleRadio Cremona Cittanova
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