La “Colonia de Férias”, il Grest brasiliano di Salvador de Bahia

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È iniziata sabato 8 gennaio nella parrocchia Jesus Cristo Ressuscitado di Salvador de Bahia, in Brasile, l’undicesima edizione della Colônia de Férias, l’analogo del ben noto Grest italiano. È infatti piena estate nel paese brasiliano e per i moltissimi bambini e ragazzi della parrocchia questo era un appuntamento atteso da tempo.

Dopo che lo scorso anno, a causa della pandemia, si era deciso di proporre una serie di attività alternative per ridurre il rischio di assembramenti (dai tornei di calcio ai pomeriggi di giochi, senza dimenticare il bingo nei diversi quartieri della parrocchia), questa è l’edizione della ripartenza. Tuttavia proprio per riprendere le attività in sicurezza, sono state introdotte alcune novità a partire dalla scansione della giornata: il mattino, dalle 08.30 alle 11.30 circa, è dedicato ai bambini più piccoli (la fascia delle nostre scuole elementari) mentre nel pomeriggio, dalle 14.30 alle 17.30, giochi ed attività sono proposti per i ragazzi più grandi (preadolescenti). Le iscrizioni hanno fatto registrare il tutto esaurito con 55 bambini nel gruppo del mattino e 88 ragazzi al pomeriggio.

Anche gli animatori (i líderes), adolescenti e giovani, sono stati suddivisi sui due gruppi, in modo da diminuire la concentrazione negli spazi della parrocchia: alcuni di loro seguono i bambini più piccoli, altri i ragazzi nel pomeriggio.

La Colônia de Férias vede impegnati anche diversi adulti: nella gestione e nella custodia degli spazi (c’è sempre da dare un’occhiata ai cancelli), nella raccolta delle iscrizioni e negli appelli quotidiani così come nel gruppo di donne che si occupano della cucina, che quest’anno, con la suddivisione in due gruppi dei ragazzi, ha visto un significativo aumento del lavoro. Pur non essendo prevista la mensa, infatti, alla fine di ogni turno c’è l’occasione per uno “spuntino rinforzato”: il primo giorno pizza per tutti.

A non mutare invece è il tono, lo stile educativo della proposta che ogni anno si ispira alla vita di un santo. Dopo Bakita nell’edizione del 2020, quest’anno è la vita di san Giovanni Bosco a guidare il momento di riflessione che quotidianamente viene proposto ai ragazzi. Proprio la sua vita e la sua testimonianza del Vangelo infatti, parlano qui nella Bahia in modo del tutto particolare.

Un’ulteriore novità consiste nel periodo: è stato aggiunto qualche giorno di attività e la Colônia de Férias, iniziata sabato 8 gennaio, si concluderà domenica 16. Tante ancora le sorprese che saranno proposte ai ragazzi nei prossimi giorni per scoprire, come insegnava il santo torinese ai suoi Salesiani, che «la nostra vita è un dono di Dio, quello che noi facciamo (della nostra vita) è il nostro dono a Lui».

TeleRadio Cremona Cittanova
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Sinodo, Comunione e Liberazione a confronto con il Vescovo

«È un tempo di grande fantasia spirituale quello che siamo chiamati a vivere». Con queste parole il vescovo Antonio Napolioni ha concluso l’assemblea con gli aderenti al Movimento di Comunione e Liberazione di Cremona che, nell’ambito del cammino sinodale che la Chiesa diocesana sta vivendo, si è svolta nel pomeriggio di domenica 9 gennaio presso la chiesa di San Pietro al Po. A tema c’era … Continue reading »

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Visita pastorale: da gennaio ad aprile altre nove tappe

Con l’inizio del nuovo anno riprende la visita pastorale del vescovo Antonio Napolioni che, sino all’inizio di aprile, prevede dieci fine settimana di incontri all’insegna dell‘ascolto – reciproco e nella preghiera – per fare il punto della situazione insieme alle diverse comunità e tracciare la strada da percorrere nei prossimi anni. Una visita pastorale che quest’anno si svolgerà principalmente nella città di Cremona, ultimando così … Continue reading »

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«Sinodalità non è esasperazione del particolare ma contestualità, condivisione, incarnazione»

Nel pomeriggio di sabato 8 gennaio al Centro pastorale diocesano l’incontro sinodale dei rappresentati di associazioni e movimenti ecclesiali con il Vescovo

Nel pomeriggio di sabato 8 gennaio si è svolto l’incontro sinodale del vescovo con i rappresentati delle associazioni e dei movimenti ecclesiali. Tra questi: Cammino Neocatecumenale, Comunione e Liberazione, CIF, Pax Christi, Fraternità Famiglia Buona Novella, Associazione Maestri Cattolici, MEIC, Unitalsi e Medici Cattolici. L’incontro è avvenuto in presenza nel salone Bonomelli del Centro pastorale diocesano di Cremona ma, per favorire la partecipazione di tutti data … Continue reading »

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“Né barriere né guerre” l’incontro annuale nell’anniversario della nascita di don Mazzolari

L'incontro presso la cascina natale di San Colombano al Boschetto giovedì 13 gennaio alle ore 16.30

“Né barriere né guerre” è il tema scelto per il tradizionale appuntamento nell’anniversario della nascita di don Primo Mazzolari che torna anche quest’anno giovedì 13 gennaio alle 16.30 presso la cascina San Colombano (Boschetto, Cremona) dove il sacerdote nacque 132 anni fa. Il ritrovo è previsto alle 16 presso il sagrato della chiesa parrocchiale del Boschetto. Ad intervenire saranno don Luigi Pisani, parroco di Bozzolo, e … Continue reading »

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Paritarie e ora di religione, la presenza cristiana nella scuola mette al centro «il cuore dello studente»

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Nell’incontro settimanale di Chiesa di Casa, che racconta la pastorale della Chiesa cremonese, il tema è stato la scuola. Riccardo Mancabelli ha dialogato in studio con tre protagonisti della realtà scolastica: don Giovanni Tonani, incaricato diocesano per la pastorale scolastica e l’insegnamento della religione cattolica; Roberta Balzarini, preside della Società cooperativa Cittanova che gestisce scuole paritarie di ispirazione cattolica di diverso grado, dall’infanzia alle superiori; Filippo Biaggi, professore di Religione presso l’ITIS di Cremona e il Liceo Manin.
Il fulcro del dialogo ha riguardato lo stile di insegnamento comune alle scuole paritarie di ispirazione cattolica e agli insegnanti di religione. Il punto di partenza imprescindibile, come spiega don Tonani, «è l’attenzione ai protagonisti della scuola che sono i ragazzi» e non solo «all’aspetto burocratico o le metodologie». Proprio questa la specificità delle scuole della Cooperativa Cittanova, dall’infanzia alle superiori, la cui identità si declina in «obiettivi comuni, nonostante le varie sedi» come dichiara la preside Balzarini, che aggiunge: «Questo significa avere quell’attenzione agli studenti, ai bambini, alle famiglie, che si calibra con modalità differenti per camminare insieme a partire dall’affidamento a Cristo».
La proposta, ispirata così ad un cammino di fede condiviso, guarda soprattutto alla crescita e all’unicità dello studente «ma con la collaborazione e un grande dialogo fra genitori e docenti». Tale sinergia si concretizza, ad esempio, nella presenza di insegnanti di sostegno, sfida determinante per le scuole paritarie in genere. Tuttavia, non solo alunni con fragilità certificata, ma ciascuno studente viene condotto attraverso i propri limiti e fatiche, alla scoperta dei propri talenti, ma anche delle criticità dell’oggi. Perciò, come prosegue la preside: «La scuola dev’essere nel territorio e nel qui e ora del tempo. Non esistono roccaforti, non esistono elementi immuni da quello che è il tempo di oggi. La sfida è dare i ragazzi gli strumenti per vivere la realtà in cui sono inseriti». In questo modo gli studenti sono educati anche a partire dalle sfide della società, non ultima «la complessità del sistema famigliare odierno», rispondendo con una progettualità e con senso critico.
Rispetto all’inserimento e al ruolo specifico della scuola paritaria all’interno del sistema scolastico nazionale, don Tonani spiega che si tratta sì di una parità effettiva «ma c’è bisogno di fare ancora dei passi a livello politico».

Guardando poi alla presenza cattolica nella scuola statale, un professore di religione può dare la propria testimonianza, come racconta il prof. Filippo Biaggi: «Dal punto di vista del metodo, secondo me, occorre partire dal senso religioso, dalle domande di senso che costituiscono l’essere umano e il suo profondo bisogno di felicità. E questo è trasversale, ha un valore per tutti: non solo per chi ha una fede strutturata, cattolici e non, ma anche per chi si dichiara ateo. Per quanto riguarda i contenuti della fede, che sono altrettanto importanti, non sono posti in modo direttivo, ma c’è costantemente un dialogo con gli studenti. La cosa più importante è non affidarsi all’esito, cioè pensare che il nostro insegnamento porti lo studente a credere. Questo è liberante e lascia aperto il dialogo».

Come ha precisato don Tonani, è auspicabile una scelta libera e consapevole da parte di famiglia e studente, sia nel caso della scuola paritaria, sia nel caso dell’ora di religione. «Si vede ancora di più nella scelta dell’ora di religione, quanto conti il ruolo dell’insegnante e il rapporto che si crea con lo studente» dichiara il professor Biaggi, chiarendo che non sempre la scelta è totalmente consapevole «ma le famiglie apprezzano molto il racconto fatto a casa dai ragazzi» e alle udienze spesso c’è molta affluenza.
Per quanto riguarda proprio quest’ora di religione, che è facoltativa per gli studenti e «non ha peso dal punto di vista del profitto» dice don Tonani «per ora non ci sono grandi cambiamenti normativi. Però, è necessario recuperare il rapporto con gli studenti, con le famiglie, essere capaci di una certa autorevolezza dentro la scuola. L’ora di religione guarda al cuore dell’alunno e a come questo si pone nella scuola. Perciò, anche l’Ufficio diocesano cerca di formare i docenti sia dal punto di vista pedagogico, ma anche spirituale e teologico. Il problema futuro, soprattutto per le scuole statali, sarà il concorso. Tuttavia, bisogna capire qual è l’indirizzo che la conferenza episcopale darà assieme al Ministero dell’Istruzione».
Il dialogo si è concluso con l’augurio da parte degli ospiti, anzitutto agli studenti, ma anche a famiglie e professori, di concorrere insieme all’uscita da questa situazione pandemica, ma anche di fare scelte consapevoli riguardo alle proprie passioni, come per i ragazzi che si accingono alla scelta della scuola superiori; infine, anche di trovare una scuola dove stare bene e dove si mantenga vivo il desiderio di conoscere e conoscersi.

Matilde Gilardi
TeleRadio Cremona Cittanova
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Nel pomeriggio di mercoledì 5 gennaio il vescovo Antonio Napolioni ha presieduto la Messa in suffragio di don Luisito Bianchi presso la chiesa parrocchiale di Vescovato, suo paese natale. Hanno concelebrato i parroci dell’unità pastorale Cafarnao: il moderatore don Giovanni Fiocchi, don Alessandro Bertoni e don Paolo Tomasi.

Don Luisito Bianchi è stato sacerdote, ma anche scrittore, poeta, romanziere, saggista, docente di materie letterarie e di sociologia, oltre che assistente provinciale delle ACLI di Cremona e centrale a Roma, operaio, benzinaio, infermiere e traduttore. Ha vissuto il suo ministero seguendo il passo del Vangelo di Matteo “gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”.

Don Giovanni Fiocchi ha introdotto la celebrazione ringraziando il vescovo per la sua presenza in occasione del decimo anniversario dalla morte del sacerdote vescovatino e ha sottolineato: “Tutti noi siamo qui riuniti per i valori grandi di amore, di attenzione ai piccoli, di servizio che don Luisito ha saputo incarnare così bene e lasciarci come eredità preziosa”.

Nell’omelia mons. Napolioni, dopo la lettura della pagina del diario di don Luisito del 5 gennaio 1970, ha espresso: “In fondo la vita di Luisito è stata una grande vigilia, ed è cominciata qui l’epifania di ciò che egli è veramente stato. Non abbiamo ancora capito tanti aspetti del suo travaglio, delle sue scelte, del suo linguaggio, della sua poesia, della sua fede. Questo vale anche per il nostro tempo – ha continuato il Vescovo – sfidato non solo dalla pandemia, ma dalle contraddizioni di un mondo che noi non riusciamo a cambiare perché ci siamo viziati dentro, rischiamo di non cambiare strada, anche dopo la pandemia, dimenticando che il vero protagonista della storia è davvero il Signore”.

Ha poi concluso monsignor Napolioni: “Questo travaglio del parto dell’umanità nuova ha bisogno di profeti e poeti. Il profeta è colui che non parla le sue parole ma quelle che riceve dal Signore e poeta è colui che non crea semplicemente forme artistiche ma una realtà nuova e il fare che caratterizza la nostra terra, del quale io sono ammirato, ha bisogno di convertirsi a questa pienezza di senso”.

Un suggestivo momento di lettura di alcuni passi degli scritti di Don Luisito ha concluso la serata in ricordo del sacerdote originario di Vescovato.

Alla celebrazione hanno partecipato il sindaco di Vescovato e molti concittadini oltre i soci del Fondo Luisito Bianchi che, in occasione dei 10 anni dalla scomparsa del sacerdote, insieme all’associazione Amici dell’abazia di Viboldone, hanno distribuito la biografia scritta da Aldo Gasparini, per far conoscere la storia e il messaggio di don Luisito.

 

Profilo di don Luisito Bianchi

Don Luisito Bianchi nacque a Vescovato il 23 maggio 1927. Ordinato sacerdote il 3 giugno 1950, pur svolgendo il proprio ministero anche fuori diocesi rimase sempre molto legato alla terra cremonese e in particolare a quel “grumolo di terra e di case, nel cuore della Grande Pianura, dallo scanzonato e solenne nome di Vescovato”. Nella scelta di farsi prete prese ispirazione dalla testimonianza di vita di un altro grande sacerdote cremonese, don Primo Mazzolari.

Laureto in Scienze politiche a Milano, fu insegnante presso il Seminario vescovile (1950-1951), missionario in Belgio (1951-1955), vicario a S. Bassano in Pizzighettone (1956-1958), quindi ancora insegnante in Seminario (1964-1967).

Tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Settanta scelse di diventare uno dei primi preti-operai, lavorando dapprima in fabbrica, alla Montecatini di Spinetta Marengo, ad Alessandria, e poi come inserviente presso l’Ospedale Galeazzi di Milano. Sono di quegli anni alcune delle sue opere più mature, tra cui il capolavoro di narrativa moderna “La messa dell’uomo disarmato”, romanzo sulla resistenza nato da una profonda riflessione di Luisito sul senso della sua vita.

Testimone fedele del passo del Vangelo di Matteo “gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”, mise il tema della gratuità al centro della propria esperienza umana, snocciolandolo in tutti i suoi scritti, dai diari alle poesie, dalla narrativa ai testi della memoria: “Salariati” (Ora Sesta, Roma 1968), ), studio sociologico sul salariato di cascina nel cremonese; “Come un atomo sulla bilancia” (Morcelliana, Brescia 1972, riediz. Sironi, Milano 2005), storia di tre anni di fabbrica; “Dialogo sulla gratuità” (Morcelliana, Brescia 1975, riediz. Gribaudi, Milano 2004), “Gratuità tra cronaca e storia” (1982). “Dittico vescovatino” (2001), “Sfilacciature di fabbrica” (1970, riediz. 2002), “Simon Mago” (2002), “La Messa dell’uomo disarmato” (1989, riediz. Sironi, Milano 2003), un romanzo sulla resistenza; “Monologo partigiano sulla Gratuità” (Il Poligrafo, Padova 2004), appunti per una storia della gratuità del ministero nella Chiesa; diverse raccolte di poesie tra cui “Vicus Boldonis terra di marcite” (1993) e “Sulla decima sillaba l’accento”, “In terra partigiana”, “Parola tu profumi stamattina”, “Forse un’aia”. Nel 2010 ha pubblicato “Quando si pensa con i piedi e un cane ti taglia la strada”, dedicato ancora una volta al tema della gratuità. Dopo la sua morte, avvenuta il 5 gennaio 2012, la pubblicazione postuma de “Il seminarista” (2013).

Per molti anni, e sino alla morte, avvenuta il 5 gennaio 2012 all’età di 84 anni, fu cappellano dell’abbazia di Viboldone, alle porte di Milano.

La sua casa natale a Vescovato, al civico 67 di via Matteotti, proprio per desiderio dello stesso don Luisito, diventò Casa Doreàn, riprendendo il nome che don Luisito dette a un cane trovatello e che significa “gratuitamente”, “in gratuità”. Un nome che identifica l’esistenza e il ministero del sacerdote vescovatino, di cui questa struttura – donata dagli eredi alla Fondazione Dominato Leonense – in collaborazione con il Fondo Luisito Bianchi intende custodirne l’immenso patrimonio librario, epistolare, letterario e musicale di Luisito per una sua una piena valorizzazione.

Margherita Santini
TeleRadio Cremona Cittanova
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Riprende la visita pastorale: prima tappa nelle parrocchie S. Ambrogio, Cambonino, Boschetto e Migliaro

Dal 14 al 16 gennaio l'incontro del Vescovo con le quattro comunità. Conclusione con la Messa domenicale delle 11 in diretta tv e social

Con l’inizio del 2022 riprende la visita pastorale del vescovo Antonio Napolioni, che quest’anno riguarderà in particolare la città di Cremona concludendosi in terra milanese, a Cassano d’Adda, a inizio aprile. Il primo appuntamento è in programma da venerdì 14 a domenica 16 gennaio È tutto pronto per la prima visita pastorale dell’anno del Vescovo di Cremona nell’erigenda unità pastorale “Don Primo Mazzolari”. Le parrocchie … Continue reading »

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