Transizione ecologica per la cura della vita, a Viadana incontro con Johnny Dotti

L'iniziativa, promossa dalla Comunità Laudato si di Viadana e Marcaria, avrà inizio alle 18.15 dal dal Parco Baden Powell di Viadana

Con la celebrazione della Giornata del creato, che la Comunità Laudato si di Viadana e Marcaria festeggia tradizionalmente nella ricorrenza dedicata a San Francesco d’Assisi, il 4 ottobre, si conclude il percorso di riflessione dedicato al “Tempo del Creato” dal titolo “Camminare in una vita nuova: la transizione ecologica per la cura della vita”, tema ispirato dallo stesso Papa Francesco per incoraggiare la conversione di … Continue reading »

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I Vescovi dialogano con i giovani lombardi. Il 6 novembre l’incontro a Milano

«Un dialogo sinodale che porta frutto» è il senso del percorso che i Vescovi delle Diocesi della Lombardia vogliono iniziare il prossimo 6 novembre in Duomo a Milano. Cinque saranno i “sentieri”, punto di partenza di un percorso più ampio in cui i Vescovi si propongono di mettersi in ascolto del vissuto dei giovani. Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova

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«Come una mongolfiera che si alza verso il cielo»: don Fabrizio Ghisoni nuovo parroco di Paderno Ponchielli e Ossolaro

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Domenica 3 ottobre la comunità di Paderno Ponchielli ha vissuto un pomeriggio di festa per l’ingresso di don Fabrizio Ghisoni come nuovo parroco delle parrocchie di “San Dalmazio” in Paderno Ponchielli e “Santo Stefano martire” in Ossolaro, due delle quattro comunità dell’unità pastorale “Nostra Signora della Graffignana” (che comprende anche le parrocchie di Casalbuttano, San Vito e Polengo). La celebrazione eucaristica è stata presieduta dal vescovo Antonio Napolioni, affiancato dal vicario zonale don Giambattista Piacentini, dal parroco moderatore dell’unità pastorale don Gianmarco Fodri e da don William Dalè, da poco ordinato diacono in servizio presso l’unità pastorale. Ad accompagnare il nuovo parroco anche don Giuseppe Nevi, parroco di Soncino dove don Fabrizio ha svolto l’incarico di vicario, insieme ad alcuni parrocchiani soncinesi.
La celebrazione è stata animata dai canti della corale parrocchiale con Francesca Capelli all’organo “Pacifico Inzoli”, recentemente restaurato.

A dare il primo benvenuto a don Ghisoni è stato Cristiano Strinati, sindaco di Paderno Ponchielli, che ha rivolto al nuovo parroco alle porte della chiesa un saluto a nome della comunità comunale che rappresenta: «Voglio subito dare del tu al parroco per farti percepire una presenza familiare: il tuo arrivo è significativo perché sarai parroco di tutta la comunità comunale diventando parroco anche di Ossolaro e dovrai cercare di smussare gli spigoli di questa nuova unione. Abbiamo pensato di regalarti un pallone da calcio “Tango Rosario” conoscendo la tua passione calcistica e come simbolo dell’oratorio visto che un pallone fa sempre famiglia».

Al termine dei riti di ingresso della Messa il vicario zonale don Giambattista Piacentini ha dato lettura del decreto di nomina. La liturgia è quindi proseguita con l’aspersione dell’assemblea e con l’incensazione dell’altare per mano del nuovo parroco.

Un membro del Consiglio pastorale parrocchiale ha rivolto poi  il saluto della comunità parrocchiale a don Fabrizio: «Le comunità di Paderno e Ossolaro affidate alla sua guida con vera gioia e spirito di servizio, dopo aver salutato con affetto e riconoscenza i predecessori don Claudio e don Floriano, sono ora desiderose di condividere con lei il cammino di fede e di crescita spirituale e umana – ha detto –. Averla tra noi è un dono grande che sprona ognuno a mettersi in gioco per il bene comune come laici responsabili». E ancora: «L’entusiasmo con il quale si appresta a diventare nostro parroco ci riempie di gioia e ci investe di precipue responsabilità: insieme nella quotidianità cercheremo di rendere buona testimonianza con semplicità e impegno sostenendoci a vicenda come si fa in una vera famiglia».
È stata quindi donata a don Fabrizio una nuova stola, simbolo del sacerdozio, come augurio per questo nuovo capitolo del suo ministero.

Dopo le letture del giorno, è stata l’omelia del Vescovo a offrire ulteriori spunti di riflessione: «A un prete si chiede di benedire tutto, persino le macchine e tanti altri oggetti, ma il Vangelo di questa domenica si conclude con Gesù che benedice i bambini, li accoglieva e conosceva il loro segreto e voleva insegnare ai discepoli, come a noi, che l’atteggiamento vero del credente è sapere di avere Dio come padre, Maria e la Chiesa come madre».

«Ti chiedo – ha ripreso mons. Napolioni –, prima di insegnare, di imparare una realtà: le vie, i nomi, gli indirizzi e le storie. La parrocchia non è enorme, ma seguire queste storie sarà la vera nuova idea e realtà di parrocchia, famiglia di famiglie dove insieme si vince la paura e ci si aiuta nelle difficoltà, dove le fragilità vengono prese in carico umilmente da tutti come è lo stile del Signore che ci accompagna così tutti i giorni della nostra vita».

Il vescovo ha poi concluso: «I campanili devono essere delle antenne di comunicazione, ben venga una santa gara di campane, non sempre, di giorno a dire la gioia di una fede contagiosa e allora sarà bello guardare al futuro, che non ci metterà paura davanti al fascino della vita familiare e coniugale e al dolore che proviamo per le ferite di tante famiglie. Nasca la carità di servirle insieme alla comunità e ai sacerdoti, in comunione con la Chiesa e con il Papa, perché davvero l’amore dell’uomo e della donna sia la grande letizia della vita umana e cristiana in ogni tempo».

La celebrazione è quindi proseguita con la liturgia eucaristica e dopo la Comunione ha visto il nuovo parroco prendere la parola per un saluto alla comunità che lo ha accolto: «Nel cuore ho solo la lode e il ringraziamento al Signore e a tante persone, soprattutto a don Claudio Rasoli, mio compagno di Messa, che mi ha preceduto in questa parrocchia e che mi lascia una comunità viva, attiva e che mi ha accolto in maniera calorosa».

Don Fabrizio ha quindi proseguito ricordando la mongolfiera noleggiata qualche anno precedentemente in oratorio a Paderno Ponchielli: «La vita cristiana è un po’ come cucire una mongolfiera, tante volte  è un lavoro lungo e anche complicato: quando va in alto la mongolfiera è leggera, piena di aria calda – ha quindi proseguito il nuovo parroco – perché si sollevi e ci porti al Signore in maniera simbolica, è necessario sia acceso un fuoco, il fuoco dello Spirito Santo, e allora spero che quel fuoco sia acceso nel cuore di ognuno, e che quell’aria calda riempia ad ognuno di noi quella pienezza di grazia di cui Maria è l’esempio».

Quindi, don Fabrizio ha concluso: «Un ultimo pensiero lo voglio rivolgere alla Paderno celeste, è già in programma la Messa per i defunti, questa visione dove noi siamo la Chiesa militante ma tanti nostri fratelli sono già vivi in Dio, ci permette di avere una visione ampia, celeste: quella della mongolfiera che si alza verso il cielo. Nel dialogo e nel confronto spero che potremo fare tanta strada insieme».

Per concludere il pomeriggio di gioia, dopo le firme dell’atto di immissione alla presenza dei testimoni, è stato quindi il momento di un rinfresco in oratorio per festeggiare insieme e scambiare le prime parole di conoscenza con don Fabrizio con i canti di accoglienza dei bambini del catechismo: “Con te faremo cose grandi” e “Tu sei uno di noi” sulla figura del sacerdote.

Successivamente, martedì 5 ottobre alle 21, don Ghisoni presiederà l’Eucaristia in suffragio dei defunti nella chiesa parrocchiale di San Dalmazio.

Matteo Lodigiani

 

Biografia del nuovo parroco

Don Fabrizio Ghisoni, classe 1977, originario di Villacampagna, è stato ordinato il 15 giugno 2002. Ha iniziato il proprio ministero a Cremona come vicario della parrocchia Ss. Apollinare e Ilario, e dal 2011 è diventato vicario anche di Sant’Agata. Nel 2013 il trasferimento a Soncino come vicario di S. Maria Assunta e S. Giacomo apostolo, S. Pietro apostolo e S. Bartolomeo apostolo in Isengo; incarichi a cui dal 2015 ha aggiunto anche quelli di vicario di Casaletto di Sopra e Melotta. Ora monsignor Napolioni l’ha scelto come nuovo parroco delle comunità di San Dalmazio in Paderno Ponchielli (prendendo il testimone da don Claudio Rasoli) e Santo Stefano martire in Ossolaro (dove era parroco don Floriano Scolari).

 

Saluto di don Fabrizio Ghisoni

Cari parrocchiani,

con molta gioia mi preparo a trasferirmi in mezzo a voi. Ringrazio il Vescovo per la fiducia e non vedo l’ora di cominciare il mio ministero a Paderno e Ossolaro nonché nell’Unità Pastorale Nostra Signora della Graffignana.

Sul retro dell’immaginetta alla mia prima messa, ormai 19 anni fa, feci scrivere questa frase del Beato Ildefonso Schuster: “la nostra condizione è tale che, o siamo ministri di Dio ed allora saremo santi – o non lo siamo, e allora recheremo più danno che vantaggio alla Chiesa e alle anime”. Ero giovane e volevo proprio contribuire alla nuova evangelizzazione come la presentava il Papa, allora Giovanni Paolo II, nella Novo Millenia Ineunte. Oggi Papa Francesco torna spesso a spronare il clero su questi temi ma il tutto è ancora difficile e la secolarizzazione avanza.

Alla luce di questi slanci giovanili devo confessare di non essere ancora “santo”, però non ho mai smesso di interrogarmi su come “far passare la linfa”.

Sì, Gesù si definisce la vite e noi allora ne siamo semplicemente i tralci. Il Maestro, infatti, ci dice: “chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla (Gv 15,5).

Perciò vengo in mezzo a voi col pensiero che il vero pastore è Cristo, è Lui che ha già redento il mondo; a noi il compito di lasciar passare la Grazia, di dissodare il terreno per far respirare il seme buono dalla zizzania soffocante… e allora “Sì: sarà bello essere “fratelli in Cristo”. lo vengo in mezzo a voi con gioia ed entusiasmo.

In realtà quest’anno 2021 secondo di Pandemia, che si è aperto con uno Sciamano a Capitol Hill e si chiude con il ritorno dei Talebani in Afganistan, sembra resettare 20 anni di storia e lascia aperte tante preoccupazioni politiche e sociali. Nonostante tante cose brutte che ci circondano voglio venire in mezzo a voi ad annunciare ancora la buona novella, la Parola viva di Cristo. Farò mio il suggerimento che San Paolo lascia a Timoteo: “annuncia la Parola, insisti al momento opportuno e non opportuno, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e insegnamento (2Tm 4,2) perciò vi chiedo fin da subito di aver pazienza. Nell’attesa di incontrarci presto mi affido alle vostre preghiere; su me e su tutti voi la protezione della Vergine Maria della Graffignana e dei Santi Dalmazio e Stefano.

don Fabrizio

 

TeleRadio Cremona Cittanova
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Festa dei nonni con tombolata al Busi di Casalmaggiore

L'iniziativa è stata curata dai ragazzi di prima superiore dell'oratorio Maffei

Sabato 2 ottobre alla Fondazione Busi la ricorrenza degli angeli custodi e dei nonni è stata festeggiata con un momento speciale per gli ospiti della struttura. L’occasione è stata la tombolata curato dai ragazzi di prima superiore dell’oratorio Maffei di Casalmaggiore che, insieme ai premi, hanno portato agli anziani ricoverati anche gioia ed allegria. Fonte: n.d.

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Il Vescovo ad Antegnate per l’insediamento del nuovo parroco: «Sarà un cammino di popolo, nel quale il dialogo fa da collante»

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La comunità di Antegnate ha accolto nel pomeriggio di sabato 2 ottobre don Angelo Maffioletti, nuovo parroco in sostituzione di don Marco Leggio, il vicario zonale trasferito come nuovo parroco ad Agnadello.

Un corteo, partito alle 16.30 dalla zona San Rocco, con le autorità civili e le associazioni di volontariato (Aido, Avis, Alpini e Nonno Gino), ha accompagnato il sacerdote originario di Arzago d’Adda fino in piazza Cavour dove ad attenderlo c’erano la banda musicale di Antegnate e diversi preti diocesani.

Sul sagrato della chiesa parrocchiale il sindaco Mariangela Riva ha pronunciato il discorso di benvenuto. «Un avvicendamento di un parroco – ha detto il primo cittadino – è sempre un nuovo inizio in una comunità, qualcosa che si rinnova e, in quanto tale, si accompagna a sentimenti positivi, di fiducia e di speranza per il futuro, anche quando capita in un periodo come questo dove a prevalere sono troppo spesso la precarietà e l’incertezza. Fra poco, don Angelo, sarai formalmente il nostro parroco. Ti chiedo, a nome della comunità antegnatese, di aiutarci a mantenere e, ove occorra, a recuperare quei valori fondanti del vivere insieme e quei sentimenti più profondi che da sempre ispirano l’agire umano».

Subito dopo è iniziata la celebrazione solenne in San Michele Arcangelo, presieduta dal vescovo Antonio Napolioni ed animata con il canto dalla corale parrocchiale. A don Lorenzo Nespoli, parroco di Covo, il compito di leggere il decreto di nomina di don Maffioletti, mentre il saluto del Consiglio pastorale parrocchiale (che gli ha donato un’effige della Madonna del Rosario) gli è stato rivolto da Fulvia Goisa. «Caro don Angelo – ha detto – ad Antegnate trovi una comunità pronta a riprendere il cammino con una nuova guida. A nome di tutti i gruppi parrocchiali ti assicuriamo collaborazione e impegno e ti offriamo le nostre idee e le nostre tradizioni. L’anno pastorale che inizia sarà molto impegnativo, ma ci troverai al tuo fianco e insieme a te proseguiremo la collaborazione con le parrocchie di Covo, Fontanella, Barbata e Isso che ci porterà alla nuova unità pastorale».

Un saluto, quello letto dalla Goisa, ispirato quindi al desiderio di unità, un po’ lo stesso concetto cui ha fatto riferimento il Vescovo nella sua omelia prendendo spunto dal brano di vangelo: «Se il protagonista della vita della Chiesa è il Signore vivente – ha spiegato monsignor Napolioni – la sua parola vale più di tutte le nostre. E la via da Lui tracciata è quella della famiglia. Il cammino che dobbiamo fare è un cammino di popolo nel quale il dialogo fa da collante, in una Chiesa meno clericale e più famiglia di famiglie».

Don Angelo ha preso la parola a fine Messa. Citando santa Teresa di Lisieux, il neoparroco ha detto di voler chiedere due cose per questa sua nuova missione pastorale: la Misericordia del Signore e l’amore dei fratelli e delle sorelle. «In questo modo – ha sottolineato don Maffioletti – il camminare assieme mano nella mano avrà un altro sapore. Ed in questo cammino vorrei essere uno di voi, con semplicità, portando, io bergamasco, la ricchezza della terra che lascio (San Matteo delle Chiaviche e Sabbioni di San Matteo, ndr)».

Luca Maestri

 

 

 

Biografia del nuovo parroco

Don Angelo Maffioletti, originario di Arzago d’Adda, classe 1974, è stato ordinato il 17 giugno 2006. Ha iniziato il proprio ministero come vicario parrocchiale a Mozzanica. Nel 2010 ha perfezionato gli studi teologici a Roma conseguendo la licenza in Mariologia. Dal 2011 al 2014 è stato vicario parrocchiale a Cremona presso la parrocchia S. Michele Vetere. Dal 2014 era parroco di San Matteo delle Chiaviche e Sabbioni di S. Matteo. Ora monsignor Napolioni gli ha affidato la comunità di Antegnate.

 

Saluto di don Maffioletti

Partire, lasciare… iniziare un nuovo cammino non è facile per nessuno. Il cuore e la memoria in questi mesi mi stanno facendo vivere tante emozioni forti. La tua nuova missione sarà ad Antegnate… le parole del vescovo hanno provocato in me paura e gioia grande. Questi sono gli stessi sentimenti che le donne hanno provato il mattino di pasqua facendo esperienza della pasqua del Signore.  La paura ci riporta alla mia e alla nostra pochezza mentre la gioia ci ricorda la consapevolezza di non essere soli, ma di essere accompagnati per mano dal Signore.

Nel vistare la Chiesa parrocchiale di Antegnate mi ha colpito lo stuolo di santi rappresentato e soprattutto la Vergine con il bambino che dal 700 sovrasta e protegge il suo popolo.  La presenza dei Santi e di Maria ci ricordano che non siamo soli ma che, come affermiamo nell’ave Maria, il Signore è con noi.  Nella Chiesa parrocchiale la grande finestra del Santuario aperta sull’assemblea diventa un’icona forte delle parole che il concilio scrive nel capitolo VIII della Lumen Gentium. Maria brilla davanti al peregrinante popolo di Dio come segno di sicura speranza e di consolazione (LG 68).

In questa speranza fatta carne nel figlio di Maria inizia il nostro nuovo cammino. Questo vuole essere per tutti noi il Punto di partenza, ripartenza e un giorno di arrivo e compimento: il Signore Gesù.

In queste poche righe mi affido alle preghiere dei tanti sacerdoti che hanno guidato e servito la comunità di Antegnate e che ora sono nella pace di Cristo, in modo particolare a Don Dino che ha guidato la comunità parrocchiale per molti anni.

Un grazie pieno di Gratitudine per l’accoglienza fraterna di Don Marco e per il ricordo orante di Monsignor Marchesi, di Don Samuele e per la stima mostratami da Don Rinaldo.

Grazie a tutti… Con Timore e gioia grande iniziamo insieme questo cammino… Lui è con noi tutti i giorni.

Che Il Glorioso Michele con la forza della sua Spada e La Vergine Maria con il suo amoroso manto, ci difendano e ci benedicano…la strada è aperta… camminiamo.

Don Angelo Mafioletti

 

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Riparte «Giorno del Signore». La nuova stagione del notiziario diocesano sul web e in tv

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Dopo la pausa estiva, torna in questo fine settimana l’appuntamento settimanale con “Giorno del Signore”, il notiziario che racconta la vita della Chiesa cremonese, giunto ormai alle sua 23ª stagione, in onda ogni sabato sera alle 20.30 sui canali web diocesani (il sito diocesidicremona.it, la pagina Facebook e il canale Youtube) e sulle emittenti televisive TelePace (per tutto ottobre alle 20) e Cremona1 (solo per le prime due puntate, il 2 e il 9 ottobre, sarà spostato alle 22.30).

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Il vescovo a “Chiesa di casa”: «Un anno per ripartire con sapienza»

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Debutta questa settimana «Chiesa di Casa», nuova trasmissione web e tv della Diocesi di Cremona, uno spazio di dialogo e approfondimento sui temi che animano la vita pastorale della Chiesa cremonese.

La rubrica realizzata negli studi della casa della Comunicazione accompagnerà tutto l’anno pastorale con interviste, servizi e testimonianze di chi vive in prima persona la dimensione di un cristianesimo in uscita ma anche di servizio alla comunità, di prossimità. Ad inaugurare la stagione è stato il vescovo Napolioni, ospite della prima puntata, che rispondendo alle domande del conduttore Riccardo Mancabelli ha approfondito i temi e le proposte che caratterizzeranno l’anno pastorale appena inaugurato. Il vescovo ha spiegato la scelta del titolo scelto questo 2021/22: «Va’ avanti e accostati». «Questa – ha sottolineato – è una frase presa dalla parola di Dio, da un episodio molto concreto e significativo narrato dagli Atti degli Apostoli dove il diacono Filippo si sente dire dallo Spirito “Va’ avanti e accostati” a quello straniero, a quel carro che passa in una strada deserta. È chiaro l’invito ad andare laddove non sembrerebbe esserci motivo: è un movimento della fede, dell’obbedienza, necessario soprattutto in situazioni che esigono un cambiamento o una rinascita», spiega il vescovo.

Il tema è anche un invito ad una ripartenza delle attività pastorali in presenza che richiede prudenza ma anche coraggio, attenzione alle fragilità e slancio di cambiamento: «L’atteggiamento giusto – ha riflettuto – è quello della sapienza, che è fatta di intelligenza nel capire le necessità da rispettare ma anche di fiducia nel meglio che si nasconde dietro i momenti di difficoltà. La sapienza però non si improvvisa, va accolta come un dono e messa alla prova e dunque occorre un discernimento. Del resto come ci ha detto il Papa, peggio della pandemia c’è solo il fatto di sprecarla. E la possiamo sprecare sia snobbandola o negandola, sia pensando di tornare a fare una vita spensierata come se nulla fosse. Si tratta quindi di essere sapienti e cogliere dunque da credenti il messaggio che lo Spirito rende possibile scoprire in ogni circostanza. Sono curioso anch’io di vedere dove ci condurrà questa sapienza».

Particolarmente intenso il passaggio dell’intervista in cui il vescovo ha ricordato l’impegno per la Chiesa cremonese di essere una «famiglia di famiglie». Nel concreto, ha detto, «significa riconoscersi e specchiarsi nell’umano, scoprendone la bellezza più umile, come la bellezza di aver avuto un papà e una mamma, anche se a volte ci sono storie drammatiche. Ecco allora che bisogna annunciare questa bellezza possibile, anche a chi ha sofferto, non idealizzando la famiglia ma andando a riconoscerla come il grembo della vita». Nella nostra realtà di tutti i giorni, ha raccontato ancora, ci sono tanti esempi di santità quotidiana a cui attingere, anche se spesso sono nascosti e quasi invisibili. Eppure è proprio lì che il vescovo ha invitato a puntare l’obiettivo, perché si tratta di famiglie e di uomini e donne che testimoniano ancora oggi un amore che è capace di essere fedele nel tempo, di accompagnare le fragilità, di sostenere e farsi dono per gli altri. «La comunità cristiana deve riscoprire tutto questo», ha detto ancora il vescovo, «guardando alle famiglie per riscoprire lo stile famigliare anche nelle comunità parrocchiali».

Non è mancato un riferimento al Sinodo che si aprirà il prossimo 16 ottobre e che coinvolgerà anche la Chiesa cremonese nel percorso che conduce al Sinodo universale del 2023. Per monsignor Napolioni si tratta di una bellissima possibilità, «come quando in montagna durante una gita insieme – ha spiegato ricorrendo ad una efficace metafora – ci si perde nel cammino e allora ci si ferma, si prende la cartina, si manda qualcuno in avanscoperta, si sentono i pareri di tutti per poi riprendere con più fiducia il percorso. La Chiesa è chiamata a fare questo nei momenti difficili: a non reagire d’istinto o in maniera scomposta e tantomeno ad arroccarsi. Bisogna invece fermarsi e guardare l’orizzonte, perché quando si smarrisce il sentiero non si può guardare solo il metro davanti al proprio piede. Così è per la Chiesa: il Sinodo è un momento di lungimiranza, di ascolto dello Spirito». Non si tratta – ha spiegato ancora – solo di riorganizzare le cose nelle Diocesi o nelle parrocchie, ma di riscoprire il Signore che è sempre avanti a noi. Una scoperta che non può fare a meno di un atteggiamento di ascolto e di condivisione assidua (e il richiamo è all’iniziativa partita lo scorso anno in molte parrocchie del «Giorno dell‘Ascolto») della Parola di Dio: «Abbiamo tutti bisogno di riscoprire il Vangelo di Gesù», ha concluso, «anche se siamo un po’ troppo abituati a riceverlo solo dal prete. Invece anche noi sacerdoti abbiamo bisogno di scoprirne i riflessi nel vissuto delle persone perché ci sono i bambini o i disabili che ne sanno più di noi: metterci in questo ascolto reciproco ci aiuterà davvero a scoprire la volontà di Dio».

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Don Fabrizio Ghisoni nuovo parroco di Paderno Ponchielli e Ossolaro

La Messa d'ingresso, presieduta dal vescovo Antonio Napolioni, domenica 3 ottobre alle 17.30 nella parrocchiale di San Dalmazio

Domenica 3 ottobre don Fabrizio Ghisoni si insedierà ufficialmente come nuovo parroco delle parrocchie di “San Dalmazio” in Paderno Ponchielli e “Santo Stefano martire” in Ossolaro, due delle quattro comunità che formano l’unità pastorale della Graffignana (formata anche dalle parrocchia di Casalbuttano, San Vito e Polengo). L’occasione sarà la Messa che alle 17.30 il vescovo Antonio Napolioni presiederà nella chiesa parrocchiale di Paderno Ponchielli. Fonte: … Continue reading »

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Il vescovo alla Polizia: «Anche noi partecipiamo alla missione di liberazione dal male»

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È stato il vescovo Antonio Napolioni a presiedere la Messa nella festa di san Michele arcangelo, patrono della Polizia di Stato, celebrata nella mattinata di mercoledì 29 settembre presso la chiesa di San Michele Vetere a Cremona, a concelebrare il parroco don Aldo Manfredini e il cerimoniere vescovile don Flavio Meani.

Alla presenza delle autorità civili e militari di Cremona, a partire dal prefetto Vito Danilo Gagliardi e dal questore Carla Melloni, monsignor Napolioni ha proposto nella sua omelia una riflessione che ha toccato da vicino temi e questioni che distinguono la professione e la vita stessa di chi, come i poliziotti, si occupa della sicurezza dei propri concittadini.

Nell’omelia il Vescovo ha sottolineato come il servizio professionale della polizia sia indispensabile per la comunità: «Anche oggi siete in prima pagina sul giornale, come tutti i giorni nelle pagine interne con le pattuglie nel compiere il vostro dovere nelle situazioni più diverse. Nei giorni scorsi vi ho pensato più volte per ciò che sta accadendo nella nostra società con le forme di disagio e insofferenza che sfociano nella violenza e nei delitti».

Monsignor Napolioni ha quindi rivolto l’attenzione ai fatti di cronaca degli ultimi giorni che hanno riguardato il territorio: «Ho provato a immaginare che cosa pensate e sentite voi quando vi trovate a contatto con queste situazioni: non soltanto per i litigi o per calmare qualche ubriaco, ma quando un figlio ammazza una madre, un bambino viene trovato in certe condizioni o i corpi galleggiano sui nostri fiumi. Ci si può abituare al male?».

«Nel Padre Nostro – ha detto ancora il Vescovo – si invoca Dio per liberarci dal male e noi partecipiamo alla missione di liberazione dal male se innanzitutto chiamiamo le cose per nome, riconoscendo con discernimento ciò che è male e ciò che è bene nella nostra vita con umiltà e onestà. La Parola ci parla dei poteri dati al Figlio, un potere che non è solo la forza pubblica, la forza dell’arcangelo che è raffigurato con la spada, ma è la capacità e la possibilità che si possa davvero collaborare alla vittoria sul male che Cristo Signore ha realizzato morendo in croce e salvando l’umanità».

Il Vescovo ha quindi concluso la sua riflessione rivolta ai membri della polizia: «La preghiera a san Michele non è una generica protezione religiosa, ma un patto con Dio che ci ha resi suoi collaboratori nei confronti del creato, della società, di noi stessi e del nostro destino. Vi auguro tutti i giorni di salire all’incontro con Dio per poter scendere con più coraggio e più forza a lottare contro il male».

La celebrazione è stata seguita da un’assemblea composta dagli agenti e i dirigenti dei vari reparti della Polizia di Stato, che ha schierato in piazza anche alcuni dei mezzi utilizzati nel servizio quotidiano sulle strade della città.
Matteo Lodigiani
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Sabato pomeriggio l’ingresso di don Maffioletti ad Antegnate

L'accoglienza del nuovo parroco alle 16.30 alle porte del paese, quindi alle 17 la Messa d'insediamento presieduta dal Vescovo

Antegnate accoglierà, nel pomeriggio di sabato 2 ottobre, il nuovo parroco don Angelo Maffioletti, che prende il posto di don Marco Leggio, trasferito ad Agnadello. Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova

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