Il 6 dicembre Santa Monica apre le porte agli studenti per l’open day dell’Università Cattolica

Le facoltà di Economia e Giurisprudenza e Scienze agrarie, alimentari e ambientali presentano l'offerta formativa e mostrano gli spazi del campus, tra prestigio ed efficienza

Lunedì 6 dicembre il campus di Santa Monica aprirà le porte per l’Open Day, la giornata di presentazione delle lauree triennali e a ciclo unico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Il programma (in due turni, alle 8.45 e alle 10.45, a cui è possibile registrarsi a questo link) prevede la presentazione del corso in Economia aziendale con il workshop “Digital transformation: una sfida da vincere” … Continue reading »

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La paternità al centro dell’intervento di don Guglielmo Cazzulani al clero diocesano

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La paternità, nel suo significato più profondo e nelle sue implicazioni anche più problematiche, impegnative e comunque feconde. Questo il filo conduttore della riflessione – articolata, coinvolgente, documentata, provocante – che don Guglielmo Cazzulani, della diocesi di Lodi, parroco, direttore dell’Ufficio catechistico e docente di Spiritualità, ha offerto al clero cremonese, riunito in plenaria con il vescovo Antonio Napolioni in Seminario la mattina di giovedì 2 dicembre. Continue reading »

Federico Celini
TeleRadio Cremona Cittanova
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La festa di Santa Barbara, in Cattedrale il ringraziamento del Vescovo ai vigili del fuoco

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La photogallery completa

Nella mattinata di venerdì 3 dicembre nella Cattedrale di Cremona il vescovo di Cremona ha presieduto la Messa nell’ambito della festa di santa Barbara, martire cristiana e patrona del corpo dei vigili del fuoco, alla presenza degli operatori e dei dirigenti della caserma di Cremona con il reggente del comando provinciale, ing. Antonio Pugliano, insieme al direttore regionale giunto in città per l’occasione e in presenza del prefetto Vito Danilo Gagliardi come rappresentate civile.

Nella sua riflessione il vescovo Napolioni, prendendo spunto dalle letture e in particolare dall’episodio evangelico della guarigione di due ciechi, ha evidenziato che, «come loro sono tornati a vedere, anche noi dobbiamo tornare alla luce. Ma per poter vedere nuovamente bisogna opporsi al buio, bisogna essere “vigili”, attenti a chi ha bisogno e pronti a sacrificarsi, come farebbe una madre con il suo bambino. Questo è quello che fanno i vigili del fuoco, sono vigili verso il pericolo, e non si fermano davanti a crolli, incendi o inondazioni».

Con queste parole il vescovo ha ringraziato i vigili del fuoco che si sacrificano ogni giorno per salvare vite, elogiandoli per lo spirito di altruismo e servizio che rievoca quello di santa Barbara, ricordando che per vincere la cecità c’è sempre bisogno della fede, della luce del Signore.

Come da tradizione al termine della Messa il toccante momento della preghiera del vigile del fuoco, di sotto riportata, che scalda i cuori e rafforza l’animo di quelli che tutti i giorni sfidano il rischio:

 

Iddio, che illumini i cieli e colmi gli abissi,
arda nei nostri petti, perpetua,
la fiamma del sacrificio.
Fa più ardente della fiamma
il sangue che scorre nelle vene,
vermiglio come un canto di vittoria.
Quando la sirena urla per le vie della città,
ascolta il palpito dei nostri cuori
votati alla rinuncia.
Quando a gara con le aquile
verso Te saliamo,
ci sorregga la Tua mano piagata.
Quando l’incendio, irresistibile avvampa,
bruci il male che si annida nelle case degli uomini,
non la ricchezza che accresce la potenza della Patria.
Signore, siamo i portatori della Tua croce,
e il rischio è il nostro pane quotidiano.
Un giorno senza rischio non è vissuto,
poiché per noi credenti la morte è vita,
è luce: nel terrore dei crolli,
nel furore delle acque,
nell’inferno dei roghi.
La nostra vita è il fuoco,
la nostra fede è Dio
Per Santa Barbara Martire

 

La celebrazione si è conclusa con un gradito regalo per il vescovo Napolioni: l’elmo protettivo di color argento utilizzato dai comandanti dei vigili del fuoco durante le operazioni in campo, «per ricordare che come un comandante del Corpo, anche il vescovo è colui che coordina le operazioni di fede nella diocesi e salva così numerose vite».

Al di fuori della cattedrale, in attesa in Piazza Duomo, erano parcheggiati i veicoli in servizio del comando di Cremona, affiancati dai vigili del fuoco che li utilizzano nelle loro operazioni di salvataggio e di prevenzione, dimostrando che per loro «un giorno senza rischio non è vissuto».

Luca Marca
TeleRadio Cremona Cittanova
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Chiesa di Casa, musica per elevare lo spirito

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Musica liturgica. Questo il tema dell’appuntamento settimanale di Chiesa di Casa. Ospiti in studio sono stati: don Graziano Ghisolfi, responsabile della Sezione musica dell’Ufficio liturgico diocesano, e il maestro Fausto Caporali, organista titolare della Cattedrale di Cremona e docente della cattedra di organo complementare e canto gregoriano al conservatorio di Milano.

Il dialogo, guidato da Riccardo Mancabelli, si è soffermato sul rapporto tra musica e spiritualità. «In qualunque nazione si faccia della musica, quella musica può essere fruita da chiunque: la musica sa entrare in un mistero, in qualcosa di più profondo di ciò che si vede», spiega don Ghisolfi. Anche secondo Caporali la musica sacra «è un sussidio al linguaggio verbale: la musica aggiunge una dimensione attinente alla trascendenza dell’uomo, questo mi porta ad esprimere con un linguaggio nobile».

Musica capace di emozionare ed elevare lo spirito, ma che si può fruire e fare anche divertendosi, come racconta il docente e organista: «Al fondo ci deve essere un desiderio di serenità e di coinvolgimento», aggiungendo poi che per la musica liturgica «il fine ultimo deve essere la gloria di Dio e la santificazione dei fedeli».

In diocesi la tradizione è ben consolidata, sia per quanto riguarda i cori che gli organisti. Negli ultimi tempi sono gli stessi parroci a chiedere aiuto sull’aspetto musicale. Allo stesso tempo, però, don Ghisolfi sottolinea che «con il covid l’attività dei cori è molto in difficoltà». Rispetto alla tipologia la situazione è «molto variegata», ma il criterio che accomuna ogni tipo di musica liturgica è «l’attenzione al rito». Infatti, entrambi gli ospiti intervenuti in studio concordano sulla finalità che la musica liturgica si propone: l’importante non è far spettacolo, o far vedere che si è bravi; neanche il “mi piace questo brano” è un criterio. Il momento musicale ha come obiettivo quello di far vivere al meglio il rito. «L’aspetto tecnico si riversa in un campo pastorale e spirituale» di cui bisogna tener conto, secondo le parole di Caporali; infatti, tutti i dati tecnici, devono essere declinati nella celebrazione e in quella data comunità.

Il dialogo si è concluso sull’aspetto formativo della musica liturgica, che in diocesi può contare sulla presenza e l’attività della Scuola diocesana di musica sacra “Don Dante Caifa”: una scuola rivolta a tutti, all’adulto quanto al bambino.

Matilde Gilardi
TeleRadio Cremona Cittanova
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“Ospitali e pellegrini”. San Facio parla al presente nella Lettera Pastorale del Vescovo Napolioni

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È dedicata a San Facio la quinta Lettera pastorale scritta dal Vescovo Antonio Napolioni per la comunità diocesana in uscita in questi giorni e intitolata “Ospitali e Pellegrini. Sulle Orme di San Facio”.

In un agile volume, impreziosito dalle belle illustrazioni della giovane artista cremonese Giulia Cabrini, la Lettera Pastorale del vescovo riprende e ripropone la vita del Santo nato a Verona ma vissuto per gran parte della sua vita nella Cremona del XIII secolo, così come raccontata da Vita, Morte e Miracoli del Beato Facio, manoscritto compilato dal presbitero Giovanni, cappellano della Cattedrale di Cremona, subito dopo la morte del Santo, avvenuta il 18 gennaio 1272, tradotto e pubblicato da La Vita Cattolica nel 1972.

«L’anniversario – scrive nelle prime righe mons. Napolioni – invita a ricordare uno dei più antichi santi custoditi dalla Chiesa cremonese, cogliendo alcuni messaggi di grande attualità per noi», «non con il rigore dello studioso, ma nella semplicità di una riflessione personale e di un dialogo fraterno, che il Vescovo offre a credenti e non, a tutti i fratelli pellegrini nel tempo e nello spazio che ci son dati di attraversare».

La Lettera, che affianca alla riflessione brani tratti dalla agiografia del Santo, invita dunque le comunità, ad essere «ospitali e pellegrini, come lui – spiega in vescovo presentandone l’uscita – ma nel nostro tempo, nel quale rischiamo di rinchiuderci nelle nostre case. È necessario riscoprire ospitalità, ascolto, accoglienza… anche come Chiesa. Una Chiesa in dialogo con il mondo, che non si vergogna dei propri limiti e non è trionfalistica nei doni che amministra, ma li spartisce con tutti lungo il cammino della vita».

I pensieri che il vescovo suggerisce a partire dall’esempio di San Facio sono dunque tracce sul cammino che oggi le comunità cristiane sono chiamate a compiere: «Religione, cultura e società bollono insieme nella medesima pentola della storia, in ogni tempo», scrive ancora Napolioni, con una dedica particolare ai giovani adulti: «A trent’anni, uscendo da un sostanziale silenzio sulla sua infanzia e giovinezza, egli [Facio] iniziò una nuova vita. Vorrei dedicare queste pagine ai suoi coetanei di oggi, defraudati di futuro dall’ingordigia spensierata della mia generazione, ma sempre capaci di un nuovo inizio, perché insopprimibilmente animati dall’umano desiderio di vita, vera e buona. Buon viaggio, giovani amici. Anche attraverso le ostilità che sempre incontra chi – come il giovane Facio – opera il bene controcorrente, pur di essere fedele alla verità intuita nel cuore».

Senza scindere dunque spiritualità e scelte di vita,  valori universali e sfide di questo tempo, nei dodici brevi capitoli della sua Lettera alla diocesi il vescovo affronta, lasciandosi guidare dai passi del santo, i passaggi più attuali della contemporaneità, che riguardano la Chiesa e la società intera: la solidarietà concreta, il lavoro, la transizione economica ed ecologica, la preghiera, il protagonismo laicale all’interno della Chiesa, il cammino Sinodale.

Facio è stato pellegrino decine di volte a Roma e Santiago de Compostela, dove ha incontrato Dio e gli uomini «per tornare a Cremona più carico di quella carità che ne ha fatto uno dei padri dell’Ospedale Maggiore», ricorda il vescovo, riferendosi alla fondazione del Consorzio dello Spirito Santo e al servizio fatto a favore dei poveri che la biografia del Santo ha tramandato e di cui rimangono segni tangibili, come la ex chiesa conosciuta in città come “del Foppone”, intitolata proprio a San Facio. «Anche noi dobbiamo farci pellegrini: non con esperienze straordinarie, ma con uno stile quotidiano di incontro alla vita e al Signore, che ci chiama a non restare bloccati, a muoverci secondo lo Spirito. Nel tempo di Avvento – conclude mons. Napolioni presentando “Ospitali e pellegrini” – questa semplice e fraterna meditazione tra passato, presente e futuro, possa essere anche un dono che il vescovo condivide con le comunità in questo tempo di cammino Sinodale: cerchiamo come rinnovarci, troviamo nei santi dei paradigmi sempre attuali e fecondi a cui ispirarci».


Dove acquistare una copia

In questi giorni le copie della nuova Lettera Pastorale del vescovo Napolioni sono in distribuzione in tutte le parrocchie della diocesi. Per avere la propria copia di “Ospitali e pellegrini. Sulle orme di san Facio” è dunque possibile rivolgersi al proprio parroco. Dalla prossima settimana sarà inoltre possibile acquistare il volume al prezzo di copertina di 1,50 euro presso gli uffici della Curia vescovile in piazza S. Antonio Maria Zaccaria a Cremona, presso la libreria Paoline di Cremona o presso la segreteria del Santuario di Santa Maria del Fonte a Caravaggio. È inoltre possibile prenotare contattando l’editrice diocesana TeleRadio Cremona Cittanova allo 0372-462122 o scrivendo a prenotazioni@teleradiocremona.it.

TeleRadio Cremona Cittanova
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Una luce di speranza dagli scout lombardi

Nella serata del 1° dicembre l’invito dell'Agesci ad accendere una candela sui davanzali per vincere il buio dell’indifferenza

Mercoledì 1° dicembre, alle 21, tutti gli scout della Lombardia accenderanno una luce, flebile speranza che può illuminare la notte. Una luce per riflettere, per ricordare, per pregare, per non essere indifferenti. Una luce che diventa un segno di speranza, una traccia d’umanità, per illuminare le tenebre dell’odio, dell’indifferenza. Una luce fragile come ciascuno si trova di fronte alla situazione dei migranti tra Polonia e … Continue reading »

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Il 12 dicembre Natale (in)canto con il Coro Voci Virili

Alle 16.30 nell'ex chiesa del Foppone concerto di musica polifonica e tradizionale dedicata al Natale

Prosegue la programmazione degli eventi promossi dall’Associazione Marc’Antonio Ingegneri presso l’ex chiesa del Foppone (via Foppone 1/A) a Cremona con l’obiettivo di valorizzare e far conoscere l’attività musicale svolta dalla Scuola diocesana di musica sacra “Dante Caifa” nella nuova sede nel cuore della città. Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova

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Giornata di lotta all’AIDS, il Vescovo a Casa Speranza: «Siete testimoni della speranza del Vangelo»

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Nella vigilia della “Giornata mondiale della lotta all’Aids”, che ricorre ogni anno il 1° dicembre, il vescovo Antonio Napolioni ha fatto visita alla Casa della Speranza, opera segno di Caritas Cremonese che accoglie e supporta le persone malate di Aids, per la celebrazione dell’Eucarestia e un incontro con gli ospiti residenti nel pomeriggio di martedì 30 novembre 2021.

Presenti insieme al vescovo, le suore Catechiste di Sant’Anna e alcuni volontari che prestano il loro servizio nella struttura, insieme ad alcuni sacerdoti: don Pier Codazzi, direttore della Caritas diocesana, don Vilmo Realini, collaboratore parrocchiale della parrocchia “Beata Vergine Lauretana e S. Genesio” in Borgo Loreto, e don Flavio Meani, segretario vescovile.

Nella sua omelia mons. Napolioni ha commentato il Vangelo del giorno: «Gesù chiama Simone, Andrea, Giacomo e Giovanni come suoi apostoli: noi cosa vogliamo fare? Seguire Gesù migliora il mondo perché si diffonde la buona notizia che Dio ti ama, lasciati pescare, aiutare. Sosteniamoci l’un l’altro – ha quindi proseguito il Vescovo – questo è il contagio del bene che cerca e sconfigge il male che si diffonde, non solo i nostri mali personali ma anche quelli della società, ciò che è superficiale».

«Per tutta la terra si diffonde l’annuncio degli apostoli, un loro annuncio silenzioso perché fatto di gesti concreti: la speranza si basa sui fatti e questa casa da anni è segno silenzioso e sicuro di questa speranza che nasce dal Vangelo» ha quindi proseguito Napolioni.

Infine, ha concluso il vescovo Antonio Napolioni nella sua omelia: «Anche ognuno di voi che abita e opera qui è un apostolo, anche se non andate in giro, perché voi potete raccontare un incontro con Gesù che vi ha messo un po’ in piedi, vi ha rimesso un po’ in piedi e vi ha permesso di essere famiglia, testimoni che la speranza è possibile».

Al termine della celebrazione un momento di riflessione tenuto dall’infettivologo Giuseppe Carnevale sul tema del virus dell’Hiv e della malattia dell’Aids: «A quarant’anni dalla scoperta di questa infezione oggi si parla meno, anche per colpa della pandemia, ma ogni anno in Italia vengono scoperti ancora oltre duemila nuovi pazienti con infezione da Hiv e oltre cinquecento da Aids conclamato: questi sono solo i casi di infezione denunciati perché poi nel sommerso ce ne sarebbero anche più del doppio che possono diffondere l’infezione, principalmente tramite via sessuale».

Ha pertanto proseguito il dott. Carnevale: «Nel 1986 la ricerca ha prodotto farmaci molto importanti per questa malattia, senza però mai trovare una vera e propria cura anche se oggi ci sono terapie sempre più innovative con prospettive di arrivare a iniezioni ogni 2 o 6 mesi in sostituzione delle medicine quotidiane che oggi vengono somministrate».

Da questo quadro l’appello di Carnevale: «È importante abbassare questa soglia e informare, soprattutto i giovani, che ci si può infettare per via sessuale. I nostri figli e nipoti devono essere informati, anche se purtroppo è solo una giornata all’anno e soprattutto quest’anno, a causa del Covid, sarà una notizia meno rilevante».

Quindi il ricordo degli anni in cui questa malattia ha colpito più diffusamente: «Negli anni ‘90 il vescovo Nicolini veniva nel mio reparto e vedeva i giovani morire, all’epoca anche sessanta morti all’anno e capì che era importante avere un luogo per poter aiutare persone che non hanno un adeguato sostegno familiare ad affrontare questa situazione: questa casa è andata avanti anche grazie a molti volontari».

Il vescovo Napolioni ha quindi aggiunto un ringraziamento a quanti hanno contribuito negli anni a continuare a sostenere la Casa della Speranza: «Aggiungo che vedo facce splendide, insieme alle suore e agli operatori formate questa grande famiglia e siete un segno di speranza: non vedo l’ora che si possa vivere un momento insieme senza darla vinta al male, quello grande e quelli piccoli di ogni giorno. Ricordiamo anche quanti hanno sostenuto questa opera economicamente come Fondazione Cariplo».

Anche don Codazzi ha voluto augurarsi di poter tornare presto a condividere la vita degli ospiti con visite dall’esterno e progetti al di fuori della Casa con il ritorno della bella stagione. Infine, anche il saluto di don Vilmo Realini, il quale settimanalmente visita questa piccola comunità situata in una delle parrocchie in cui presta il suo servizio.

Al termine non sono mancate alcune poesie lette dagli ospiti e lo scambio degli auguri per il trascorrere di un buon Avvento.

Matteo Lodigiani
TeleRadio Cremona Cittanova
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Il Vescovo al Politecnico: «La scommessa di Cremona: un futuro da città universitaria»

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«Cremona sta scommettendo su se stessa per poter diventare una bella città universitaria, ma per farlo ci vuole l’impegno di tutti, bisogna diventare persone complete e pronte ad ascoltare, che non giudicano frettolosamente e che sanno riconoscere la realtà senza pregiudizi. La realtà è come un poliedro, ricca di sfaccettature e increspature, è quindi necessario saperla affrontare con prontezza di spirito e impegno». Con queste parole il vescovo Antonio Napolioni si è rivolto agli invitati alla consegna delle borse di studio del Politecnico di Cremona, che si è svolta nel pomeriggio di lunedì 29 novembre presso l’ateneo cremonese.

Il discorso del Vescovo non è stato solamente un invito a migliorarsi individualmente, ma ha voluto spronare tutta la comunità a farsi protagonista di un processo tanto forte quanto inarrestabile di rinnovamento della città, che grazie ai giovani, e in particolar modo alle “eccellenze”, può affermarsi in un panorama sempre più internazionale e moderno.

A testimoniare l’attenzione della Chiesa cremonese anche la presenza di don Maurizio Compiani, incaricato diocesano per la Pastorale universitaria, e don Francesco Fontana, incaricato diocesano per la Pastorale giovanile.

L’intervento del prorettore Gianni Ferretti ha elogiato l’impegno e la dedizione dei ragazzi che han meritato il riconoscimento accademico, infatti «il nostro futuro è nelle loro mani, loro possono dove noi abbiamo sbagliato, è questo che vogliamo per la nostra città: un posto che possa essere ereditato da chi verrà dopo, da chi non ha colpa di nulla».

Durante la cerimonia, iniziata alle 16 presso l’aula magna del Politecnico di Cremona, sono state distribuite diverse borse di studio agli studenti meritevoli:

  • Le Borse di Studio in memoria di Annalisa Lughignani.

La famiglia Lughignani per onorare la memoria della figlia Annalisa, prematuramente scomparsa il 21 ottobre 2003 all’età di 22 anni in un tragico incidente stradale, e per mantenere vivo il suo ricordo ha promosso questa iniziativa in collaborazione con il Politecnico di Milano – Polo di Cremona ed ha erogato 2 borse di studio da 1.000 € ciascuna che sono state assegnate a 2 studenti iscritti al secondo anno del Corso di Laurea in Ingegneria Informatica presso il Campus di Cremona. L’obiettivo della famiglia Lughignani è supportare economicamente gli studi di due alunni meritevoli e offrire così loro la possibilità di portare avanti i propri sogni ed interessi, mantenendo vivo il ricordo di Annalisa. La giovane, che al momento della scomparsa lavorava per una rete televisiva locale, ha sempre manifestato un grande amore per la musica e per la comunicazione, una passione che grazie a questa collaborazione ora potrà essere trasmessa agli studenti per risuonare tra le aule del Campus cremonese. Con la speranza che il sorriso, la voglia di vivere, di fare ed imparare di Annalisa possano splendere sul volto dei vincitori delle borse di studio a Lei intitolate ed il suo ricordo rimanga vivo in tutti coloro che l’hanno conosciuta ed apprezzata per le sue doti.

  • Le Borse di Studio riservate agli studenti delle Lauree Magistrali.

L’obiettivo di questi riconoscimenti è premiare il merito di chi decide di continuare gli studi, intraprendendo un percorso che si focalizza sull’acustica musicale, per diventare un Ingegnere Acustico, cioè un esperto dei sistemi vibranti e risonanti, progettista di sistemi per la produzione, la modifica, la manipolazione e la fruizione di campi acustici in ambito musicale e non. Da quest’anno il Campus di Cremona sostiene anche gli studenti meritevoli che hanno deciso di intraprendere il nuovo percorso di Laurea Magistrale in Agricultural Engineering per diventare Ingegneri dell’Agricoltura, cioè progettisti e gestori di sistemi produttivi agricoli e agroindustriali sostenibili a livello economico, ambientale e sociale. Questa figura, richiesta sia nel contesto nazionale che in quello internazionale, saprà gestire i diversi e complessi aspetti della produzione agricola e agro-industriale in questo particolare periodo, dove il settore sta affrontando una trasformazione sia di tipo tecnico ingegneristico che gestionale ed organizzativo per conseguire gli obiettivi di innovazione e sostenibilità non differibili e declinati nei 9 obiettivi della futura politica agricola comune europea.

  • I Percorsi di Eccellenza.

Aziende e istituzioni identificano in questa iniziativa un valore rilevante, infatti quest’anno Associazione Cremonese Studi Universitari (ACSU), Linea Group Holding – Gruppo A2A e Infor Srl hanno finanziato le borse di studio che han ricevuto i primi cinque assegnatari in graduatoria. Un’ulteriore conferma dell’efficacia di questo progetto è il ruolo ricoperto nelle aziende dai ragazzi che hanno completato con successo i Percorsi di Eccellenza: tutti hanno fatto strada anche nel mondo del lavoro e oggi ricoprono posizioni di rilievo sia in importanti aziende italiane sia in significative realtà straniere. Gli assegnatari di questo premio, oltre a ricevere una borsa di studio del valore complessivo di 5.000 €, potranno usufruire di ulteriori opportunità: prima fra tutte la possibilità di svolgere ogni estate un tirocinio in azienda, sperimentando in prima persona le dinamiche aziendali che entrano in gioco in un contesto diverso da quello universitario, dove la propositività, un impegno costante e il senso di responsabilità fanno la differenza. Imparare in un contesto lavorativo aiuta ad avere un metodo multidisciplinare rispetto alle tematiche affrontate e ad acquisire un approccio meritocratico. Nelle precedenti 13 edizioni sono stati attivati un totale di 117 tirocini estivi, traguardo raggiunto grazie al supporto di 62 aziende, in alcuni casi diventate finanziatrici dei Percorsi, che ne hanno condiviso gli obiettivi e hanno scelto di ospitare gli assegnatari nel periodo estivo per attivare una proficua collaborazione che per alcuni di loro è proseguita anche dopo la laurea.

Sono state consegnate le borse dei Percorsi di eccellenza finanziate dalle aziende:

  • il Claudio Sanna, Amministratore Delegato di Linea Group Holding – Gruppo A2A, che quest’anno ha siglato un protocollo d’intesa con il Comune di Cremona ed il Polo di Cremona del Politecnico di Milano con l’obiettivo di valorizzare il capitale territoriale nell’ambito della transizione energetica e dell’intelligenza artificiale.
  • il Fabrizio Montali, Amministratore Delegato di Infor Srl, che già da alcuni anni collabora con il Polo di Cremona ed ha già ospitato alcuni degli studenti assegnatari dei Percorsi durante i summer job.

 

Luca Marca
TeleRadio Cremona Cittanova
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Un “giardino fiorito” per i bambini nella chiesa di Santa Lucia a sostegno del progetto Bahia

A Cremona la chiesa dedicata alla santa più amata dai bimbi del dal 5 al 13 dicembre sarà aperta tutti i pomeriggi dalle 15.30 alle 17.30

In occasione della festività di santa Lucia, come ogni anno, l’omonima chiesa di Cremona appartenente all’unità pastorale “S. Omobono”, aspetta i più piccoli con un’attenzione alla solidarietà. Matteo Cattaneo Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova

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