Da San Paolo gli auguri di suor Augusta Culpo

La religiosa delle Figlie di Maria Missionarie, originaria di San Matteo delle Chiaviche (MN), è in servizio a San Paolo, in Brasile

Sono arrivati, come ogni anno, gli auguri pasquali di suor Augusta Culpo, religiosa delle Figlie di Maria Missionarie, originaria di San Matteo delle Chiaviche, in servizio in Brasile, a San Paolo. Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova

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“La semplicità di dire sì a Dio”, a Soresina Stefano Vitali racconta la sua rinascita legata alla beata Sandra Sabatini

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La semplicità di dire “sì” a ciò che Dio chiede, nella vita di tutti i giorni. Attorno a questo concetto vissuto dalla beata Sandra Sabattini, Stefano Vitali ha intessuto la sua testimonianza, giovedì 17 marzo, nel secondo appuntamento dei “Quaresimali a Soresina 2022”, organizzato dalla parrocchia di Siro.

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Il 25 marzo al Santuario di Casalmaggiore la festa patronale con il Vescovo pregando per la pace in comunione con il Santo Padre

La celebrazione presso il santuario casalasco alle 17, con diretta televisiva su Cremona1 e in streaming sui canali web diocesani, si concluderà davanti all'immagine della Vergine con la consacrazione al Cuore Immacolato di Maria

Anche la Chiesa cremonese risponde all’invito rivolto da Papa Francesco ai vescovi di tutto il mondo e i loro presbiteri a unirsi a lui nella preghiera per la pace e nella consacrazione e affidamento della Russia e dell’Ucraina al Cuore Immacolato di Maria. Il Pontefice pronuncerà la preghiera nel pomeriggio di venerdì 25 marzo, festa dell’Annunciazione, nella Basilica di San Pietro in occasione della Celebrazione … Continue reading »

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La città dello sport: Valentina Rodini e Anna Bergonzi hanno chiuso la stagione di Traiettorie di Sguardi

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Il viaggio metaforico attraverso la città, riscoperta e rivissuta dopo l’ombra – ancora presente – del covid, si conclude con una tappa in palestra: questa la scelta del team di Traiettorie di Sguardi (TDS) per l’edizione 2021-2022 “Le città invisibili”. L’incontro, dal titolo “Il corpo che siamo, tra mito e realtà”, vuole riflettere sulla palestra come luogo aggregativo ed educativo, ma anche sede di allenamenti e fatica per vocazione e per lavoro. Vista la ricchezza delle tematiche affrontate, la serata si è strutturata come un dialogo tra le due ospiti: Valentina Rodini, campionessa Olimpica nel doppio pesi leggeri di canottaggio a Tokyo, e Anna Bergonzi, fisioterapista ed allenatrice di atletica leggera per bambini della scuola primaria. A mediare e tenere le fila del ricco dialogo Filippo Gilardi, giornalista e coordinatore del magazine online Riflessi Magazine.

Che cos’hanno in comune le due ospiti? Sicuramente una fervente passione per lo sport ed una grande motivazione, ma soprattutto la determinazione e il coraggio di educare (con gli allenamenti e con i successi) alla disciplina, al movimento e all’impegno in due sport monopolizzati dal settore maschile.

Anna e Valentina sono due giovani donne che accolgono, in modi e forme diverse, l’onere e l’onore di diventare esempi da seguire, consapevoli e convinte che lo sport sia ricchezza e occasione preziosa di crescita e formazione, come persona e come gruppo, anche e soprattutto in due sport “di fatica” come il canottaggio e l’atletica leggera. Il connubio fortunato e accattivante delle prospettive diverse, parallele ma complementari, delle due ospiti ha così chiuso il percorso di TDS: insomma, un finale davvero da podio per un’edizione partecipata ed apprezzata.

 

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Il Vescovo ai futuri sposi: «Che questo possa essere solo il segno, l’inizio di un dialogo sulla vita»

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«L’amore per l’altra persona si può esprimere in mille modi. Si può esprimere con un disegno, si può esprimere con la musica e in altri modi». Così Roberto Dainesi, insieme alla moglie Maria Grazia Antonioli responsabili dell’Ufficio diocesano per la Pastorale familiare, ha aperto l’incontro di futuri o novelli sposi con il Vescovo Napolioni. L’evento, che si è tenuto nel pomeriggio di domenica 20 marzo presso il Seminario vescovile a Cremona, intitolato “come sigillo sul mio cuore”, ha visto intervenire quanti hanno preso parte quest’anno agli itinerari in preparazione al matrimonio, insieme ai sacerdoti e alle coppie che li hanno sostenuti in questo percorso.

L’incontro, introdotto della canzone “Tutto l’universo obbedisce all’amore” di Battiato, come linguaggio della musica per esprimere l’amore, è stato caratterizzato anche dall’arte pittorica quale espressione di amore, attraverso il quadro “Compleanno” di Marc Chagall. Le coppie hanno posto su un pannello i frammenti che hanno composto l’opera simbolo dell’amore del pittore per la moglie attraverso un bacio in aria.

«Penso che sia stato bello il fatto che lo abbiate composto insieme: l’amore non è un fatto individuale, ma è qualcosa che nasce dall’unione innanzitutto delle due persone ma che ha bisogno dell’aiuto di tutti, che cresce grazie al contributo di tutti», ha sottolineato Maria Grazia Antonioli, prima di lasciare il microfono a Stefano Priori, che ha portato la testimonianza del suo rapporto matrimoniale attraverso un monologo nel quale ha raccontato aneddoti di vita quotidiana in modo ironico, sottolineando la ricchezza di essere diversi.

Le coppie sono state poi suddivise in gruppi, all’interno dei quali hanno ragionato su tematiche riguardanti il “tutta la vita”, la fedeltà, il “sì”, il dialogo, i figli e il sacramento. Riflessioni che sono diventate spunti di riflessione nel successivo dialogo con il vescovo Napolioni.

«Che questo possa essere solo il segno, l’inizio di un dialogo sulla vita nella comunità, in questo popolo, in questa famiglia di famiglie, come ci piace oggi sognare la chiesa», ha affermato monsignor Napolioni. «Il dialogo che abbiamo sperimentato deve poter continuare in piccoli gruppi, faccia a faccia, in mille circostanze e così la coppia impara, cresce, si arricchisce e si confronta, non ingigantisce i propri problemi perché li condivide con gli altri e magari le idee e le esperienze degli altri fanno si che nel momento di difficoltà ci sia lo scatto che permette di farcela». E ha proseguito: «Noi siamo la Chiesa, fatta così, di famiglia di famiglie, un popolo di persone semplici, ma non abbandonate a se stesse. Aiutateci a venire fuori dal guscio, a venirci incontro gli uni agli altri, a tessere questa rete, rinnovare il nostro patto lungo il nostro cammino»

L’incontro, che è stato molto partecipato, si è concluso con un momento di preghiera e la distribuzione a ogni coppia di una primula che è simbolo di speranza e nuovo inizio. E non è mancato neppure un segno di solidarietà, da parte dei presenti, nei confronti nelle famiglie vittime del conflitto in Ucraina.

 

Percorsi di preparazione al matrimonio: camminando insieme verso il «sì»

Margherita Santini
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L’incontro con le comunità di San Felice e San Savino ha concluso la visita pastorale nella città di Cremona

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Si è aperta con un ringraziamento, da parte di monsignor Antonio Napolioni, la Messa che ha chiuso ufficialmente la visita pastorale nelle parrocchie di San Felice martire e San Savino vescovo in Cremona e con loro all’intera città di Cremona. Nella mattinata di domenica 20 marzo, infatti, il vescovo ha presieduto la celebrazione eucaristica – concelebrata dal parroco, don Gianluca Gaiardi – al termine di una tre giorni «in cui abbiamo potuto conoscerci, dialogare e pregare insieme, confrontandoci a partire dalle belle e profonde domande che sono emerse da questa comunità».

Domande che sono state poste al centro della riflessione domenicale di Napolioni, perché «ciò che sta accadendo nel mondo naturalmente ci interroga. È accaduto persino a Gesù, ce lo dice il Vangelo, di essere al centro di interrogativi profondi. Ad essi, però, egli risponde eliminando l’idea che ciò che accade preveda sempre una colpa. Sappiamo anche noi che, talvolta, il male è inspiegabile».

Non è mancato un riferimento all’esperienza della pandemia che, come in molte altre parrocchie, oltre ad aver provocato dolore e sofferenza, ha interrotto numerosi percorsi ed attività anche nelle comunità di San Felice e San Savino. «In questo senso – ha commentato don Gaiardi – è stato bello poter condividere con il vescovo anche la nostra umanità, che purtroppo è fatta anche di fatica, oltre che di gioia ed entusiasmo».

Ed è stata proprio la speranza ad animare la conclusione dell’omelia di Napolioni, una fiducia nel domani «radicata nella consapevolezza che Dio è presente nella storia, si manifesta nelle nostre relazioni umane, semina nei nostri cuori, anche quelli malati e sofferenti, la vita che viene dal Risorto. Ecco il fuoco che anima la nostra fede: la fiamma inesauribile dell’amore di Dio».

Una sottolineatura particolare, quella sulla carità, che il vescovo ha effettuato alla luce della presenza di numerose realtà caritative all’interno della parrocchia. Oltre alla visita all’associazione “La Zolla” e alla comunità gestita dalla cooperativa Varietà, entrambe attive nel mondo della cura per persone fragili, monsignor Napolioni ha infatti incontrato i gruppi Caritas e Credo, presenti da molti anni sul territorio e particolarmente impegnati nel sostegno ai più bisognosi.

Il vescovo ha poi riservato un ultimo pensiero ai più giovani e alle famiglie, a cui è stato riservato un momento particolare nel pomeriggio di sabato 19 marzo. «Trascorrendo con voi questi pochi giorni – ha raccontato monsignor Napolioni – ho potuto osservare quanta buona legna da ardere ci sia in questa comunità, legna capace di partecipare e alimentare questo fuoco che è più forte di ogni paura, guerra e preoccupazione». E ai ragazzi ha rivolto l’invito a «crescere nella comunità, cercando di tenere accesa questa fiamma».

Prima della benedizione conclusiva, don Gianluca Gaiardi ha ringraziato il vescovo a nome dell’intera comunità, ribadendo «quanto sia stata preziosa e significativa la sua presenza, anche e soprattutto per le persone che, nelle mattinate di venerdì e sabato, sono stati visitate nelle loro case, in un clima semplice e familiare, ma profondamente vero e autentico». Le parrocchie di San Felice e San Savino hanno poi omaggiato monsignor Napolioni con un semplice dono, un grembiule, «segno della dimensione caritativa e di servizio che sperimentiamo nella nostra comunità e che abbiamo condiviso insieme a lei».

 

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Andrea Bassani
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Ucraina: da Caritas Cremonese nuove indicazioni per ospitalità e raccolta di aiuti

Attivato un coordinamento per la raccolta alimentare e di abiti presso i punti di raccolta

La straordinaria generosità di tante persone e comunità si sta manifestando in molti modi, non solo attraverso la segnalazione alla Caritas Cremonese di alloggi che potranno essere utilizzati per l’accoglienza di profughi, ma anche attraverso la raccolta di alimenti e beni di prima necessità da fornire alla popolazione ucraina. In questo momento Caritas si trova in raccordo con le istituzioni pubbliche per le questioni giuridiche, … Continue reading »

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Emergenza Ucraina, a Cassano d’Adda quaranta posti pronti ad accogliere i profughi

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Tra le dimostrazioni di impegno che le parrocchie della diocesi stanno mettendo in pratica sul fronte dell’accoglienza diffusa dei profughi dall’Ucraina c’è l’esperienza delle parrocchie di Cassano d’Adda.

La prima, attiva già da qualche settimana, consiste in una raccolta di beni alimentari e di prima necessità che saranno poi consegnati direttamente dagli scout cassanesi al Sermig di Torino, l’arsenale della pace di Torino, attraverso la sede di Bonate di Sopra, nella Bergamasca.

La seconda iniziativa, pensata dalle quattro parrocchie di Cassano d’Adda, è un vero e proprio atto di ospitalità e condivisione a sostegno di coloro che oggi necessitano di un tetto sotto il quale vivere in pace.

L’oratorio Don Bosco ha recentemente accolto due famiglie di profughi, ma con la prospettiva di ulteriori prossimi arrivi. Per questo sono pronti quaranta posti, allestiti presso gli spazi parrocchiali e anche grazie all’altruismo dei parrocchiani che hanno messo a disposizione ambienti privati.

«Con l’arrivo dei primi rifugiati ucraini – spiega don Simone Duchi, vicario dell’unità pastorale di Cassano – abbiamo cercato di fornire loro tutto ciò che potesse farli sentire a casa. E quindi non solo attrezzando dormitori, una cucina e predisponendo ogni oggetto di utilizzo quotidiano, ma anche attraverso un’ospitalità linguistica, culturale e religiosa. Per questo, accanto a indicazioni bilingue, nella cappellina dell’oratorio abbiamo preparato uno spazio con alcune icone, di modo che la loro preghiera quotidiana possa trovare le immagini e lo stile della loro terra».

Ma il supporto delle parrocchie cassanesi non si limita all’ospitalità. «Le parrocchie di Cassano – spiega don Vittore Bariselli, parroco dell’unità pastorale di Cassano d’Adda – stanno già sostenendo la raccolta fondi proposta dalla Caritas diocesana, ma hanno scelto, di comune accordo, di indire un’ulteriore colletta per contribuire all’accoglienza dei profughi, sia attraverso un loro sostegno economico diretto a loro, ma senza dimenticare neppure di contribuire alle spese sostenute da quei parrocchiani che hanno scelto di ospitarli nelle proprie casa: una sorta di rimborso spese che è il segno concreto della riconoscenza per il loro gesto».

«Le loro speranze, le loro sofferenze, ci invitano a una preghiera accorata e costante – conclude don Duchi, guardando al dramma vissuto dalla popolazione ucraina – affinché le disgrazie della guerra possano cedere il passo alla bontà e alla riconciliazione».

Matteo Cattaneo
TeleRadio Cremona Cittanova
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Domenica a Cicognara elevazione spirituale “La parola che non passa” dedicata a don Mazzolari

Nell'ambito delle iniziative del centenario dall’arrivo in parrocchia di don Primo come parroco

Domenica 20 marzo, alle 16, nella chiesa parrocchiale di Cicognara, si terrà l’elevazione spirituale “La parola che non passa”, dedicata al centenario dall’arrivo presso la Parrocchia di Cicognara di don Primo Mazzolari, avvenuta il 31 dicembre 1921. Sara Pisani Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova

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19 marzo. Guidati dall’esempio di san Giuseppe, rivalutiamo il coraggio del padre

Nei silenzi tormentati e sofferti della sua vicenda e nell’amore incondizionato che ha dimostrato a Maria e a Gesù, troviamo in lui la determinazione del vero padre di famiglia

Se c’è un personaggio del Vangelo sul quale ho sempre avuto qualche difficoltà ad esprime un’opinione, quello è proprio san Giuseppe. Egli rimane tuttora per me una figura enigmatica. Sarà per quel suo fare silenzioso e discreto o per le poche frasi con le quali gli evangelisti ce lo descrivono, ma il mite falegname di Nazareth faticava a guadagnarsi la mia attenzione. Fonte: TeleRadio Cremona … Continue reading »

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