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Anche Papa Francesco ha deciso di salutare la 25esima edizione della Giornata nazionale della Colletta alimentare, promossa in tutta Italia nelle giornata di sabato 27 novembre dalla Fondazione Banco Alimentare. Lo ha fatto domenica 21 novembre all’Angelus con un saluto speciale ai tanti volontari giunti in piazza San Pietro per l’Angelus ricordando che “regnare è servire”.
E proprio dalle parole pronunciate dal Papa prende le mosse ancora una volta il grande gesto di solidarietà della Colletta, che quest’anno fa suo anche il messaggio pronunciato da Francesco in occasione della V Giornata mondiale per i poveri. “La condivisione genera fratellanza […] è duratura […] rafforza la solidarietà e pone le premesse necessarie per raggiungere la giustizia […] uno stile di vita individualistico è complice nel generare povertà […] se i poveri sono messi ai margini il concetto stesso di democrazia è messo in crisi”.
Il gesto
La Colletta Alimentare – un appuntamento ormai conosciuto in tutta Italia, visto che coinvolge oltre 11mila supermercati su tutto il territorio nazionale – è da sempre radicato anche a Cremona e in tutto il territorio diocesano grazie a una fitta rete di volontari, associazioni, movimenti che si mettono a disposizione per invitare la gente a donare generi alimentari per le famiglie più bisognose. I pacchi che ogni anno vengono raccolti e immagazzinati vengono poi donati a 7.600 strutture caritative (mense per i poveri, comunità per minori, banchi di solidarietà, centri d’accoglienza, ecc.) che aiutano quasi due milioni di persone bisognose in Italia (moltissimi di questi sono minori).
Quest’anno diversi testimonial d’eccezione si sono alternati per sostenere la Colletta e tra questi Giorgio Chiellini. In uno spot il noto calciatore si appella alla generosità degli italiani invitandoli a fare la spesa nei supermercati aderenti all’iniziativa dove 145.000 volontari, distanziati e muniti di green pass, inviteranno a comprare prodotti a lunga conservazione: omogeneizzati alla frutta, tonno e carne in scatola, olio, legumi, pelati.
Chi volesse partecipare come volontario nei tanti supermercati presenti sul territorio può iscriversi qui o scrivere all’indirizzo email bancoalimentare.cr@gmail.com.
La Segreteria del Banco Alimentare di Cremona, poi, invita tutti i volontari a iniziare la giornata della Colletta con la Messa alle ore 7 presso la chiesa dei Frati Cappuccini di via Brescia, a Cremona.
Per venire incontro a tutti e visto il periodo incerto a causa della pandemia, sarà possibile effettuare la spesa solidale oltre che fisicamente nel proprio supermercato di riferimento anche acquistando le charity card disponibili nei supermercati o effettuando delle donazioni online dal 28 novembre fino a domenica 5 dicembre.
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“L’ascolto che ci è richiesto all’inizio del Cammino sinodale non è un gesto strategico né un pro forma. Si tratta di una tappa ecclesiale imprescindibile, alla luce della natura della Chiesa come popolo di Dio”. Ne è convinto il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, che nella sua introduzione all’Assemblea generale straordinaria dei vescovi italiani, in corso a Roma … Continue reading »
Domenica 21 novembre la Chiesa ha celebrato l’annuale Giornata “pro orantibus” che invita a pregare a favore delle comunità di clausura.
Questa giornata è stata istituita nel 1953 da Pio XII che pose l’attenzione su tutti i monasteri clustrali del mondo, segnati dalla fine del conflitto mondiale, che li aveva portati ad affrontare gravi situazioni di indigenza. Con il passare del tempo questa giornata ha acquisito un significato più spirituale, di vicinanza e solidarietà.
In diocesi di Cremona sono presenti due comunità di clausura: le monache Visitandine a Soresina e le monache Domenicane a Cremona.
Proprio nella chiesa di San Sigismondo nel pomeriggio del 21 novembre si è svolto un momento di adorazione e riflessione che ha unito nella preghiera le claustrali a tutte le religiose e religiosi di vita apostolica, al quale hanno partecipato anche diversi laici.
Alle 16 si è tenuto il canto del Vespro, presieduto dal vescovo emerito di Cremona, mons. Dante Lafranconi, che nella sua riflessione ha posto l’attenzione sulla speranza, che “è quella tensione che si basa sulla promessa di Dio e guarda al futuro della propria vita”.
“Quando penso da cristiano alla speranza – ha detto il vescovo emerito – la vedo collegata strettamente con la promessa di Dio”. E ha proseguito: “Guardiamo il percorso della storia della salvezza così come lo troviamo nella Bibbia, in fondo la prima volta che Dio fa una promessa all’uomo è quando dopo il peccato originale Dio si preoccupa dell’uomo e addirittura gli prospetta il superamento del male”.
Mons. Lafranconi ha concluso affermando che “la speranza è un filo che attraversa tutta la storia dell’umanità fino alla sua consumazione, e noi del Natale celebriamo l’epicentro, il motivo, la radice, la forza e la forma di questa speranza”.
La celebrazione, introdotta da madre Giuliana Arsuffi (responsabile Usmi) e alla presenza del delegato episcopale per la Vita consacrata don Giulio Brambilla, si è conclusa con l’esposizione del Santissimo e l’adorazione.
Anche il vescovo Antonio Napolioni ha partecipato al colloquio a porte chiuse tra il Pontefice e i vescovi italiani
È arrivato poco prima delle 16, il Papa, all’Ergife Palace Hotel di Roma dove da lunedì 22 novembre, fino a giovedì 25, sono riuniti i vescovi italiani per la 75esima Assemblea Generale Straordinaria. Presente anche il vescovo di Cremona Antonio Napolioni. Il Pontefice si è fermato per un “incontro privato” con i presuli. Nel dare inizio alla conversazione con i vescovi – informa la Sala … Continue reading »
È stato il vescovo emerito di Cremona, mons. Dante Lafranconi, a presiedere nella mattinata di lunedì 22 novembre presso la chiesa di San Luca, a Cremona, poco distante dalla caserma del Comando provinciale dei Carabinieri, la Messa nella ricorrenza della Virgo Fidelis, patrona dell’Arma, e della Giornata dell’orfano.
Alla presenza di militari e ufficiali, a partire dal comandante provinciale, tenente colonnello Giuliano Gerbo, monsignor Lafranconi ha messo al centro della sua riflessione il tema dell’umanità che caratterizza il servizio dell’Arma. Il Vescovo emerito ha portato i saluti del vescovo Antonio Napolioni, impegnato a Roma per l’Assemblea straordinaria della Conferenza episcopale.
Nell’omelia monsignor Lafranconi si è anzitutto soffermato sull’incontro di Gesù con Maria e i suoi parenti narrato nel passo evangelico. «Un gesto materno di grande umanità» dal quale ha preso spunto per riflettere sul servizio che compiono quotidianamente i carabinieri: «Quello che mi pare bello da imparare dalla vita di Maria e del Signore Gesù è questa dimensione della nostra vita: l’umanità, l’attenzione all’uomo, il prendersi cura della vicenda umana. Così penso alla vostra missione che vi mette davanti a persone che non rispondono al cento per cento alla propria dignità, truffatori, imbroglioni, violenti, addirittura assassini. Mentre penso a voi in questa missione prego il Signore perché la vostra presenza sia sempre connotata da umanità».
«Se anche a volte siete chiamati ad essere testimoni di vicende disumane, in cui abbiamo proprio l’impressione che l’umanità sia scomparsa – ha detto ancora il vescovo emerito – proprio di fronte a queste scene che lasciano sempre lacerato il cuore, e che per un certo verso sono inspiegabili, io penso ai vostri interventi e alla vostra presenza, una presenza che porta l’afflato della dignità umana, del rispetto, dell’attenzione all’uomo».
Il vescovo emerito Lafranconi ha quindi concluso la sua riflessione rivolta ai carabinieri presenti: «Credo che questa umanità sia il nocciolo interiore della vostra missione, della scelta di vita e del servizio che avete scelto di dedicare all’interno della comunità: portate con voi sempre la ricchezza di umanità! Abbiamo bisogno di pregare perché Dio ci aiuti ad essere presenze che suscitano, anche in chi è deviato, sentimenti buoni, di giustizia e umanità».
Al termine della celebrazione è stata proclamata la preghiera del Carabiniere; sono quindi seguite le parole di saluto e ringraziamento del comandante Gerbo, che ha ricordato come questa ricorrenza cada nel giorno della battaglia di Cualqualber, in Africa Orientale, dove per il sacrificio dei carabinieri che vi combatterono all’Arma dei Carabinieri fu conferita la seconda Medaglia d’Oro al Valor Militare.
Spunto per la riflessione dell'incontro, promosso dagli Uffici diocesani di Pastorale sociale e del lavoro, gli echi dalla Settimana sociale di Taranto
Nel pomeriggio di sabato 4 dicembre, si terrà il tradizionale incontro di inizio Avvento promosso dalla Pastorale sociale e del lavoro coinvolgendo gli esponenti del mondo politico, amministrativo, economico e sociali del territorio. Un incontro che, come già avvenuto negli ultimi anni, le Diocesi di Cremona e Crema organizzano in modo sinergico. Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova
Alla vigilia della Giornata Mondiale della Gioventù 2021 è tornata in presenza la veglia diocesana dei giovani che da tutte le parrocchie sono giunti al Palasport “Mario Radi” di Cremona per l’incontro con il vescovo Antonio Napolioni.
La data non è più quella della vigilia delle Palme: la veglia si è tenuta, infatti, nella serata di sabato 20 novembre, vigilia della solennità di Cristo Re, indicata da Papa Francesco come data annuale per la GMG. Il titolo della veglia “Alzati perché hai visto!” è stato suggerito proprio dal messaggio del Papa per la Giornata, riprendendo le parole di Gesù rivolte a san Paolo.
Un gesto, quello della veglia, di ascolto e riflessione, ma soprattutto di preghiera, accompagnata anche dal canto di una sezione del Grande coro diocesano.
La veglia è iniziata nel buio del palazzetto. Buio poi riempito da luci: sono le starlight indossate dai ragazzi. I loro volti sono carichi dell’entusiasmo di chi finalmente può tornare ad incontrarsi per in un’occasione da sempre attesa e partecipata, dopo un periodo di lontananza e sofferenze.
A sottolineare il filo delle Gmg che non si è mai spezzato, un video sui monitor della scenografia ripercorre alcune tappe delle Giornate mondiali della gioventù e un gioco a quiz, con domande sul tema della veglia, apre la serata. L’idea, infatti, è quella del rimettersi in gioco: «Alzati, ti costituisco testimone di ciò che hai visto», come ha scritto il Papa nel messaggio per la Giornata mondiale della gioventù. Il vescovo Napolioni ha premiato i vincitori del quiz con una palma, simbolo del legame vivo fra le precedenti Giornate mondiali della gioventù e la nuova forma di questa Giornata.
Successivamente, è intervenuto come ospite Nicolò Govoni, giovane cooperante cremonese fondatore della ong “Still I Rise”. La sua testimonianza è stata incentrata sulle motivazioni del suo percorso personale, oltre che della nascita della ong: «Ho cominciato il mio percorso in quello che prima era il volontariato e poi è diventato cooperazione – spiega Nicolò – Il passo è stato all’interno di me stesso: se, da una parte, incontrando le persone più fragili, non potevo fare del bene, desideravo prima di tutto non nuocere». Nella sua esperienza, Nicolò ha scoperto di amare l’insegnamento e questo l’ha portato ad interessarsi alla povertà educativa dei campi profughi: «Il rialzarsi non riguarda solo chi viene aiutato da Still I rise, ma riguarda prima di tutto noi volontari. Quello che mi fa alzare alla mattina non è l’impatto numerico, quante persone Still I rise aiuta, ma sapere che sto andando ad insegnare, in classe. Sono spettatore di un divenire. È pensare, “questi avranno una famiglia, faranno un lavoro…”! Questo è ciò che mi fa dire: “voglio continuare a vivere”».
Dopo la testimonianza, seguita con grande interesse e attenzione dai ragazzi sugli spalti, è iniziato il momento di preghiera, cuore della Veglia, caratterizzato nella sua prima parte dal continuo dialogo fra il vescovo Napolioni e le provocazioni poste dai giovani, ispirate alla figura di Saulo di Tarso che con la sua vita ha attraversato le domande di senso che scuotono anche i ragazzi d’oggi, cercando e trovando risposte nel seguire Cristo.
Il vescovo Napolioni, a proposito di Saulo e dei primi cristiani, ha commentato: «Mi stupisce che questa storia non sia archiviata. Soprattutto perché alla radice c’è un fallimento: un Dio che si manifesta nel fallimento. Com’è possibile?» e poi la sua riflessione continua, tenendo in considerazione gli interrogativi dei giovani: «Il fallimento era un seme, un seme che ha generato vita, non “cose”, non parole. I semi disturbano il terreno gelato, il deserto. Potrebbero essere gettati via per indifferenza. È l’avventura della libertà: nasce il Mistero della Chiesa».
Dopo la lettura di un brano della Lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi (3,4-14), il Vescovo ha poi suggerito di riflettere sulle parole di San Paolo «”Non sono più io che vivo, ma è Cristo vive, vive in me!”», aggiungendo l’augurio che l’incontro con Cristo «questa sera susciti vocazioni, vocazioni di ogni genere, ma che siano tutte tutte educative» e che la questione non sia «lo sforzo di volontà» bensì «lo stupore di un incontro. La grazia di un dono», esattamente come l’incontro fra Gesù e Saulo di Tarso che ha «gli cambiato i connotati da dentro!».
Il Vescovo ha guidato, poi, la preghiera di adorazione davanti alla croce della GMG: «La preghiera davanti alla croce sia un continuo “eccomi” del cuore», ha pregato il Vescovo accanto ai giovani, in ginocchio davanti alla Croce, ora con un sussurro, ora intonando un canto nel raccoglimento profondo del palazzetto. «Alzati – ha ripetuto richiamando ancora il Messaggio di Papa Francesco – e testimonia la tua esperienza di cieco che ha incontrato la luce».
In seguito a questo momento centrale di preghiera, segnato dal silenzio attento dei giovani, il Vescovo ha consegnato dei ceri – come segno della Presenza de Signore nella comunità anche attraverso l’impegno, la vitalità e la voce dei giovani -, insieme ad un messaggio tratto dalle parole del Papa, alle singole delegazioni presenti.
Nell’ultima parte della veglia, poi, il vescovo Napolioni ha conferito il mandato missionario a Marco Allegri, giovane della parrocchia di Sant’Agostino che partirà a breve per il Brasile come missionario, raggiungendo un’altra laica cremonese, Gloria Manfredini. Marco non aveva potuto partecipare alla Veglia di inizio anno Sinodale, tenutasi lo scorso 16 ottobre e durante la quale Gloria aveva ricevuto il suo mandato ufficiale dal vescovo Napolioni. Quale momento più adatto per recuperare e ricevere il proprio mandato: la veglia dei giovani riuniti attorno alla croce della GMG. «La fede è ciò che mi ha convinto a partire per un anno – ha detto Marco – voler verificare la mia fede in missione». La benedizione del Vescovo che lo ha inviato a nome della Chiesa cremonese, e i segni della croce e della luce lo accompagneranno in questa nuova esperienza di servizio
Dopo la consegna del mandato, anche il saluto al diacono William, che presto riceverà l’ordine sacerdotale, prima della benedizione del Vescovo che ha rivolto il suo saluto paterno ai giovani ai quali ha augurato un buon cammino di Avvento.
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Nella serata di venerdì 19 e nella mattinata di sabato 20 novembre presso la parrocchia della Beata Vergine di Caravaggio, nella periferia della città di Cremona, si è svolta la prima riunione sinodale della zona pastorale 3. La struttura della due giorni è stata quella già rodata nei due incontri precedenti di Mozzanica, per la zona 1, e di Soresina, per la zona 2.
L’assemblea riunita ha avuto modo di esprimersi attraverso l’utilizzo di diversi linguaggi e partendo da spunti di diversa portata, da quello musicale a quello più classicamente dialogato, fino a quello illustrativo.
Dallo spunto musicale l’assemblea ha raccolto spunti di tenerezza, di una presenza altra da sé che non trova il suo fondamento nell’egoismo, ma nella relazione che è coralità, presenza di chi ti conduce con amorevolezza, lascandoti sempre libero di poter orientare il cammino ma che non ti lascia solo; è, quindi, libertà che non prevarica, che sa captare le esigenze, le sa accogliere e le sa accompagnare. Si può ricavare l’immagine di un “io” che in sé ha la sua struttura, ma che vive orientato all’altro in un rapporto che vive del rapporto che il Signore ha con ogni uomo.
Attraverso il linguaggio dell’immagine l’assemblea divisa in piccoli gruppi ha avuto la possibilità di esprimere quale sia la percezione di Chiesa che attualmente viene percepita o, anche, in quale modo venga vissuto il rapporto dei cristiani stessi con la Chiesa. Dopo un rapido momento per la produzione di uno schizzo durante il dialogo all’interno del gruppo, il vescovo Antonio ha riletto le immagini che sono state prodotte condividendole con l’intera assemblea. Nonostante il poco tempo a disposizione, le immagini hanno espresso stili molto diversi e anche visioni di Chiesa e appartenenza ad essa molto diverse. Infatti, spesso è stata rappresentata attraverso l’edifico chiesa caratterizzato talvolta da un’apertura volta all’incontro con l’altro e alla testimonianza, talvolta da una chiusura in se stessa da alti recinti o gruppi chiusi, esclusivi. Eloquenti e che aprono a molti interrogativi sono stati anche le rappresentazioni della vecchia stampella, del bambino incatenato a una grossa palla interpretabile come il mondo, o dall’ambulanza che si dirige verso una fitta nebbia oltre la quale si trova la croce del Signore Gesù.
Il dialogo all’interno dei gruppi di confronto è stato guidato prima dal testo biblico di Giosuè e poi dai dieci nuclei tematici nei quali verrà suddivisa la discussione sinodale. Dal confronto nei gruppi emerge come il cambiamento possa fare paura, ma che, allo stesso tempo, la storia della salvezza dipenda anche dalle scelte di ognuno, in quanto assume le tante facce che incontriamo e che non sempre siamo in grado di apprezzare. Quindi il desiderio di un rinnovato affidamento allo Spirito per affidare il proprio agire e la Chiesa al Signore, da cui viene l’agire di ognuno che è chiamato a operare per quello che è, dove si trova. Così nasce e si rinsalda la spinta verso un incontro anche nei confronti di chi è vicino ma che, a volte non conosciamo, capaci di ascolto, approfondimento e di approvvigionamento alla sorgente. Un ascolto che deve essere attento, capace di incontrare tutti, anche con linguaggi diversi da quelli a cui siamo abituati “da sempre” e che porti a una partecipazione attiva, una testimonianza incarnata. Tutto questo non può essere Chiesa se, però, si trascura il fatto che la diversità e anche la possibile contraddittorietà di questi aspetti ha un punto di unione al suo vertice che è Gesù Cristo.
L’ascolto diventa quella dimensione che ogni cristiano, ogni uomo, deve recuperare. È un metodo, ma anche la nostra identità, è cura di un corpo, di una Persona con cui si cammina e si vive.
Per esercitare questo ascolto, due sono gli appuntamenti che coinvolgeranno ogni parrocchia o unità pastorale entro febbraio 2022. Un primo momento da vivere in stile sinodale all’interno del consiglio pastorale o di un gruppo parrocchiale e un secondo più di frontiera, che rappresenti un aspetto non ordinario della parrocchia in cui ci si possa confrontare su almeno uno dei dieci nuclei tematici proposti.
Un’ulteriore anticipazione rivolta dal vescovo alla città è stato il pensiero alla visita pastorale che dal prossimo gennaio ne coinvolgerà in modo particolare parrocchie e unità pastorali. Il compito affidato dal vescovo ai presenti e alle loro comunità è quello di iniziare a ripensarsi per poter diventare una Chiesa di città. Una Chiesa che possa riunire i diversi “tipi” presenti sul territorio, individuati in cinque categorie: le parrocchie, i movimenti e le associazioni, i religiosi, il vescovo e le organizzazioni diocesane e i singoli, affinché possano guardare insieme al futuro senza trascurare nessun pezzo di vita pensando che se ne occupi qualcun altro. L’invito che ne nasce è quello di ritrovarsi, terminata la visita pastorale in tutta la città, per condividere questi pensieri e iniziare a intuire un percorso da seguire per vivere sempre meglio la comunione e la missione.
Gli incontri zonali del Sinodo guidati dal vescovo proseguono venerdì 26 novembre e sabato 27 a Sospiro per la Zona pastorale 3.
È arrivata sino in Brasile la “Settimana della carità”, l’iniziativa di solidarietà promossa della Chiesa cremonese in occasione della festa patronale di sant’Omobono. Dall’8 al 14 novembre, infatti, anche la comunità di Salvador de Bahia ha vissuto questa occasione che vuole ricordare l’importanza del dono gratuito e della carità nei confronti del prossimo. Nella parrocchia brasiliana di Gesù Cristo Salvatore, infatti, il legame con Cremona è sempre più forte: qui opera il sacerdote “fidei donum” cremonese don Davide Ferretti, che da ottobre è affiancato da Gloria Manfredini e nelle prossime settimane potrà contare anche sul supporto di un altro giovane cremonese, Marco Allegri, che proprio durante la veglia diocesana dei giovani, che si terrà al palasport di Cremona nella serata del 20 novembre, riceverà il mandato missionario dal vescovo Antonio Napolioni. Continue reading »
L'arcivescovo cremonese, presidente della Fondazione Migrantes, è intervenuto venerdì 19 novembre a Romanengo
Un fenomeno da governare con intelligenza, con responsabilità, senza paura. È l’immigrazione, che sta cambiando le nostre relazioni dentro la società, la famiglia e la Chiesa. Immigrazione che, anche a causa della pandemia, in Italia è in calo, per la prima volta in trent’anni, ma i cui numeri sono pur sempre notevoli se è vero com’è vero che i cittadini stranieri residenti nel nostro Paese … Continue reading »